{"id":662508,"date":"2026-09-03T05:51:26","date_gmt":"2026-09-03T05:51:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/662508\/"},"modified":"2026-09-03T05:51:26","modified_gmt":"2026-09-03T05:51:26","slug":"caffe-e-parkinson-il-gene-che-potrebbe-cambiare-il-conto-delle-tazzine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/662508\/","title":{"rendered":"Caff\u00e8 e Parkinson, il gene che potrebbe cambiare il conto delle tazzine"},"content":{"rendered":"<p>Una tazzina entra in scena con l\u2019aria innocente del rito quotidiano; dietro il banco, per\u00f2, il fegato lavora con tempi assai meno mondani. \u00c8 qui, nella velocit\u00e0 con cui ciascun organismo smaltisce la caffeina, che potrebbe nascondersi una spiegazione alle molte esitazioni della ricerca sul rapporto fra caff\u00e8 e Parkinson. Un\u2019analisi della <strong>UK Biobank<\/strong>, pubblicata su npj Parkinson\u2019s Disease, invita infatti a non guardare soltanto quante tazze beviamo, ma anche quale macchina metabolica le riceve.<\/p>\n<p>I numeri danno subito la misura del lavoro: <strong>435.551 persone<\/strong>, tutte senza Parkinson all\u2019inizio dello studio, seguite per una mediana di 15,7 anni; nel frattempo sono comparse 3.319 nuove diagnosi. Preso nel suo insieme, il campione sembrava quasi voler raffreddare ogni entusiasmo: nessuna associazione statisticamente significativa fra consumo di caff\u00e8 e rischio di malattia. Ma la media, si sa, \u00e8 una padrona di casa ordinata e talvolta indiscreta: mette tutti nello stesso salotto, anche quando gli ospiti reagiscono in modo diverso.<\/p>\n<p>La separazione decisiva \u00e8 arrivata da una variante del gene <strong>CYP1A2<\/strong>, che codifica uno dei principali enzimi impiegati dal fegato per eliminare la caffeina. La variante rs762551 ha distribuito i partecipanti in tre famiglie metaboliche: rapidi, intermedi e lenti. Il genotipo AA, associato allo smaltimento pi\u00f9 veloce, era presente nel 52% del campione; AC nel 40%; CC, il gruppo pi\u00f9 piccolo, nell\u20198%. Da quel momento il caff\u00e8 ha smesso di comportarsi come una bevanda uguale per tutti.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/108989\/cosa-succede-se-il-corpo-smette-di-sudare.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_02\/ChatGPT_Image_2_set_2026__01_16_55-1788304869294.png--cosa_succede_se_il_corpo_smette_di_sudare_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Ma vediamo le tazze. Nei portatori AA, consumarne meno di cinque al giorno risultava associato a un rischio relativo di Parkinson pi\u00f9 basso del <strong>17%<\/strong> rispetto all\u2019astensione; il modello statistico collocava il punto minimo intorno alle tre tazze quotidiane. Con cinque o pi\u00f9, invece, il vantaggio non era pi\u00f9 significativo. Fra i metabolizzatori intermedi AC, proprio cinque o pi\u00f9 tazze erano associate a un aumento relativo del rischio del 43%; nei lenti CC la stima saliva all\u201984%, accompagnata per\u00f2 da un intervallo d\u2019incertezza molto ampio, inevitabile quando i casi disponibili si assottigliano.<\/p>\n<p>Tre tazze diventano dunque una ricetta preventiva? No. E il quinto caff\u00e8 non \u00e8 un interruttore che accende il Parkinson. Parliamo di confronti statistici fra gruppi, non di sentenze recapitate al singolo consumatore. C\u2019\u00e8 poi una cautela quasi geografica: le cups dichiarate nel Regno Unito non possono sfilare automaticamente sotto le insegne dell\u2019espresso italiano. Lo studio non registrava volume, concentrazione n\u00e9 quantit\u00e0 effettiva di caffeina; trasformare ogni cup in una tazzina da bar sarebbe un piccolo abuso di traduzione, magari aromatico, ma pur sempre un abuso.<\/p>\n<p>La spiegazione biologica? Plausibile, non dimostrata. La caffeina blocca i recettori dell\u2019adenosina A2A, coinvolti nella trasmissione dopaminergica, ed \u00e8 stata collegata negli esperimenti a una riduzione della neuroinfiammazione e dello stress ossidativo. Chi la metabolizza rapidamente potrebbe essere esposto per meno tempo; chi la elimina lentamente, soprattutto quando il consumo cresce, potrebbe mantenerne pi\u00f9 a lungo concentrazioni elevate. Eppure manca il dato che farebbe da prova regina: la caffeina nel sangue non \u00e8 stata misurata. Inoltre, la domanda iniziale comprendeva anche il <strong>decaffeinato<\/strong>. Attribuire senz\u2019altro gli effetti osservati alla caffeina significherebbe dunque farle indossare una corona che lo studio non le ha consegnato.<\/p>\n<p>Un discorso a parte riguarda uomini e donne. Fra i metabolizzatori rapidi, l\u2019associazione inversa appariva pi\u00f9 evidente nelle donne; l\u2019aumento collegato ai consumi elevati nei gruppi AC e CC emergeva soprattutto fra gli uomini. Ma i test formali d\u2019interazione per sesso non erano significativi. Non possiamo quindi raccontare che il caff\u00e8 soccorra le donne e si accanisca sugli uomini: sarebbe una trama brillante, forse persino da r\u00e9clame, ma non il risultato della ricerca. Del resto, gli studi precedenti sull\u2019incontro fra consumo di caff\u00e8 e CYP1A2 avevano offerto segnali deboli, nulli o perfino orientati nella direzione opposta.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108988\/farmaci-per-dimagrire-quali-funzionano-di-piu-la-nuova-classifica.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_02\/ChatGPT_Image_2_set_2026__00_36_32-1788302243393.png--farmaci_per_dimagrire__quali_funzionano_di_piu__la_nuova_classifica.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Tornando al metodo, la cautela diventa ancora pi\u00f9 necessaria. Lo studio \u00e8 <strong>osservazionale<\/strong> e il numero di tazze \u00e8 stato dichiarato una sola volta, all\u2019ingresso nella UK Biobank, per poi essere considerato stabile durante quasi sedici anni. Nessun diario dei cambiamenti d\u2019abitudine, nessuna ricostruzione della preparazione, nessuna registrazione sistematica dei farmaci capaci di modificare il metabolismo della bevanda. I consumatori pi\u00f9 forti fumavano pi\u00f9 spesso e bevevano alcol con maggiore frequenza; gli autori hanno corretto i modelli per questi e numerosi altri fattori, ed escluso in analisi supplementari le diagnosi pi\u00f9 precoci, ma il confondimento residuo non scompare con un colpo di spugna statistica.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il perimetro della popolazione: la coorte era composta in larghissima maggioranza da persone di origine europea. Anche punteggi genetici pi\u00f9 ampi, costruiti per rappresentare il metabolismo della caffeina, non hanno confermato una modificazione sistematica dell\u2019associazione. Il risultato, quindi, non autorizza test genetici, prescrizioni su misura n\u00e9 allegri aumenti del consumo; indica piuttosto una pista da controllare in altre popolazioni e, possibilmente, misurando davvero la caffeina assorbita. Gli autori dichiarano di non avere conflitti d\u2019interesse.<\/p>\n<p>La tazzina pu\u00f2 tornare sul piattino, ma non \u00e8 pi\u00f9 tanto semplice come appariva: stessa bevanda, tempi biologici differenti, associazioni che cambiano e molte domande ancora aperte. Per ora la lezione pi\u00f9 solida non riguarda quante volte ordinare al banco. Riguarda la prudenza con cui dobbiamo leggere ci\u00f2 che accade dopo il primo sorso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_2_set_2026,_08_58_47-1788332350797.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p data-start=\"0\" data-end=\"194\" class=\"PDq2pG_selectionAnchorContainer\">Wang J, Wang H, Wan K, et al. \u201cCoffee and Parkinson\u2019s disease: associations by CYP1A2 genotype and sex in UK Biobank\u201d. npj Parkinson\u2019s Disease, 31 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41531-026-01519-0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41531-026-01519-0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una tazzina entra in scena con l\u2019aria innocente del rito quotidiano; dietro il banco, per\u00f2, il fegato lavora&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":662509,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[4927,132580,365120,239,1537,90,89,365123,2954,365121,240,365124,365122],"class_list":["post-662508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-caffe","tag-caffeina","tag-cyp1a2","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-metabolismocaffeina","tag-parkinson","tag-rs762551","tag-salute","tag-studioosservazionale","tag-ukbiobank"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117205552459376942","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/662508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=662508"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/662508\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/662509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=662508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=662508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=662508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}