{"id":662813,"date":"2026-09-03T11:41:10","date_gmt":"2026-09-03T11:41:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/662813\/"},"modified":"2026-09-03T11:41:10","modified_gmt":"2026-09-03T11:41:10","slug":"piero-ausillio-il-trasformista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/662813\/","title":{"rendered":"Piero Ausillio, il trasformista"},"content":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 mai capitato di sentir parlare per anni e anni di un evento che tutti si aspettavano, e poi vederlo succedere all\u2019improvviso di fronte a voi, tanto velocemente da non rendervene quasi conto?<\/p>\n<p>A me \u00e8 capitato giusto ieri. A met\u00e0 mattinata ho letto <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/x.com\/NicoSchira\/status\/2095064994807239000\" rel=\"nofollow\">un tweet di Nicol\u00f2 Schira<\/a> che preannunciava il mancato rinnovo del contratto di Piero Ausilio con l\u2019Inter, in scadenza a giugno 2027. Poco dopo \u00e8 arrivata <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Dcx2unzssby\/?igsi=MXNlMXVvNnRjbzhsMA==\" rel=\"nofollow noopener\">la conferma di Ivan Zazzaroni<\/a>, che ha parlato anche di una possibile chiusura anticipata del rapporto, ipotesi ventilata di l\u00ec a breve <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/x.com\/Mark98_0\/status\/2095098863212183638?s=20\" rel=\"nofollow\">anche da Fabrizio Biasin<\/a>. A met\u00e0 pomeriggio <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/x.com\/MatteMoretto\/status\/2095156781643178043\" rel=\"nofollow\">Matteo Moretto gi\u00e0 scriveva<\/a> di risoluzione imminente e faceva il nome del sostituto, lo storico vice Dario Baccin. Neanche un\u2019ora dopo sono arrivati i comunicati ufficiali sul sito dell\u2019Inter. That escalated quickly!<\/p>\n<p>Eppure la notizia era gi\u00e0 nell\u2019aria, almeno da qualche mese, tanto che alcuni tifosi si erano impegnati nell\u2019esegesi delle interviste estive <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/www.calciomercato.com\/liste\/inter-ausilio-oaktree-particolare-marotta-un-tramite-ma-e-diventato-piu-cattivello-di-recente-ho-preso-un-bel-due-di-picche-che-nemmeno-alle-superiori-con-la-premier-league-non-possiamo-competere\/blt4506e5cd011fc807\" rel=\"nofollow noopener\">per cogliere i suoi segnali di malessere<\/a>. Ma Ausilio era sembrato sul punto di andarsene gi\u00e0 un anno fa, per seguire (assieme allo stesso Baccin) Simone Inzaghi in Arabia Saudita. Possiamo per\u00f2 ricordare che si era parlato di un suo possibile addio anche nel periodo in cui Suning affront\u00f2 la sua difficile crisi di liquidit\u00e0 post-covid. Anzi, a pensarci bene, si era parlato di Ausilio pronto a lasciare l&#8217;Inter pure quando Suning era appena arrivata, nel 2016: dieci anni fa.<\/p>\n<p>Chi lavora dentro al calcio sottolinea sempre che in quel mondo le cose possono cambiare molto velocemente e quindi anche le storie pi\u00f9 lunghe sono segnate da questo senso di perenne caducit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche per questo parlare di ventotto anni dentro la stessa squadra di calcio fa veramente impressione. Tanto pi\u00f9 se si tratta di qualcuno che in quel club non ha mai fatto il calciatore, ma ci \u00e8 entrato da segretario del settore giovanile.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un dato che mi colpisce di pi\u00f9. Per tutti, Ausilio \u00e8 diventato il direttore sportivo dell\u2019Inter nel gennaio del 2014, quando Thohir decise di licenziare Marco Branca. Nell\u2019immaginario comune dei tifosi dell\u2019Inter, quello fu il momento in cui Ausilio venne promosso dal settore giovanile. Non \u00e8 andata proprio cos\u00ec. Formalmente, <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/Calciomercato\/10-03-2014\/inter-parla-ausilio-quando-stavamo-prendere-fabregas-immobile-retroscena-destro-bonucci-80210869158.shtml\" rel=\"nofollow noopener\">Ausilio era il direttore sportivo dell\u2019Inter gi\u00e0 dalla stagione 2004\/05<\/a>, quando nemmeno seguiva direttamente la prima squadra. Inizier\u00e0 a farlo nel 2009\/10, e anche questo non \u00e8 banale: avete mai pensato al fatto che Ausilio ha vinto una Champions League da DS?<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che spesso nella nostra testa un DS non \u00e8 colui che ricopre una specifica carica nell\u2019organigramma, ma la figura che associamo alla costruzione di una certa squadra. Branca era il direttore tecnico (DT) dell\u2019Inter del triplete, non il DS. Ieri alcuni tifosi dell\u2019Inter si chiedevano se non sarebbe stato meglio prendere Carnevali come DS prima che andasse alla Juventus, ma Carnevali non \u00e8 letteralmente mai stato un direttore sportivo in tutta la sua carriera (\u00e8 stato, piuttosto, direttore generale e amministratore delegato).<\/p>\n<p>Si tratta forse solo di banali formalismi, ma in fondo i rapporti di potere nelle societ\u00e0 si reggono anche su questi dettagli, da cui dipendono il peso delle decisioni e, infine, il lascito di un dirigente che saluta una squadra dopo quasi tre decenni.<\/p>\n<p>Dal 2014 in poi, quando appunto alla carica di DS si \u00e8 aggiunta la piena responsabilit\u00e0 dell\u2019area tecnica, Ausilio ha spesso condiviso la scena con altri grandi e ingombranti dirigenti, e solo per brevi fasi si \u00e8 parlato di un\u2019Inter davvero sua.<\/p>\n<p>Certo, nessuno nega che ci sia la firma di Piero Ausilio sul ciclo pi\u00f9 recente di vittorie dell\u2019Inter (il terzo pi\u00f9 vincente della storia del club). \u00c8 che, nonostante i suoi meriti, non sembra semplice ricostruire un suo profilo come direttore sportivo e ricondurlo a una specifica filosofia. Forse \u00e8 proprio questo che rende la sua figura interessante, e per certi versi anche significativa.<\/p>\n<p><strong>UN TRASFORMISTA<\/strong><\/p>\n<p>Da quando \u00e8 diventato protagonista delle vicende dell\u2019Inter, Ausilio ha attraversato momenti molto diversi della storia del suo club e pi\u00f9 in generale dello stesso calcio italiano. Possiamo leggerli come fasi differenti in cui il mutare dei contesti e dei problemi richiedeva, di volta in volta, nuove interpretazioni e soluzioni a chi ricopriva quel ruolo.<\/p>\n<p>Dentro a questi scenari cos\u00ec fluidi, Ausilio \u00e8 riuscito a essere tanti direttori sportivi diversi che si sono succeduti tramandandosi lo stesso nome.<\/p>\n<p>A met\u00e0 degli anni \u201910, Ausilio si costruisce rapidamente la fama di dirigente finanziariamente creativo, bravo anzitutto a trovare tutti gli incastri per fare calciomercato nonostante risorse di bilancio limitate. Il contesto \u00e8 quello del vecchio financial fair play della Uefa, che l\u2019Inter vive come una specie di labirinto con muri che sembrano stringersi a ogni passo. Ausilio acquista calciatori ricorrendo sistematicamente a formule arzigogolate: sfrutta cos\u00ec spesso i prestiti con obbligo di riscatto che secondo alcuni \u00e8 proprio lui a spingere le istituzioni a cambiare le regole sulla contabilizzazione di queste operazioni.<\/p>\n<p>Sono gli anni della presidenza Thohir: mentre l\u2019Inter deve vivere di pane e acqua a causa dell\u2019austerity, Ausilio mostra un\u2019idea di calcio abbastanza rigida. Le sue prime Inter sono squadre classiche, se non addirittura retrograde, costruite attorno a uomini con un\u2019interpretazione monodimensionale del ruolo, specializzati in poche cose. Ausilio vuole punte che pensano anzitutto a segnare (Icardi \u00e8 il centro del progetto), prende difensori forti in marcatura e limitati in costruzione (Murillo, Miranda), tratta una quantit\u00e0 industriale di incontristi puri a centrocampo (non fatemi fare la lista vi prego).<\/p>\n<p>Il culmine di questa fase \u00e8 l\u2019Inter ultrapragmatica voluta da Mancini, che nell\u2019estate del 2015 convince Ausilio a rinunciare praticamente a tutti i giocatori creativi rimasti in rosa. La dolorosissima cessione del suo pupillo Kovacic \u00e8 il primo momento in cui si capisce che Ausilio non lavora per inseguire un suo ideale calcistico, ma per provare a mediare tra le esigenze economiche della societ\u00e0 e le fisse tattiche dell\u2019allenatore.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo di Suning, nel maggio 2016, chiude idealmente questa fase e apre uno strano interregno di caos societario. Quell\u2019estate la propriet\u00e0 cinese vuole un mercato rumoroso e si affida al potente agente Kia Joorabchian (gi\u00e0 collaboratore nel progetto Jiangsu). Qui Ausilio inizia a esercitarsi nell\u2019arte del coesistere con una figura ingombrante: accompagna Kia mentre il procuratore orchestra gli acquisti di Joao Mario e Gabigol, poi ne aspetta il rapido eclissamento.<\/p>\n<p>All\u2019inizio dell\u2019estate del 2017, Ausilio si ritrova di nuovo a dover mettere pezze a buchi di bilancio fatti da altri. \u00c8 il periodo in cui si specializza nel vendere calciatori della Primavera a cifre che forse non si erano mai viste per ragazzi senza esperienza tra i professionisti. Nel frattempo, per\u00f2, deve di nuovo condividere il suo lavoro con un consulente della propriet\u00e0 ancora pi\u00f9 ingombrante, Walter Sabatini.<\/p>\n<p>Sabatini non \u00e8 nell\u2019organigramma dell\u2019Inter, ma \u00e8 lui a chiamare Spalletti, a parlare della volont\u00e0 di \u00abcreare una cultura interna al club\u00bb e a illustrare pubblicamente le <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/www.passioneinter.com\/inter-news\/sabatini-inter-conferenza-diretta\/?utm_source=chatgpt.com\" rel=\"nofollow noopener\">strategie di mercato dell\u2019Inter<\/a>. Sabatini nega di essere lui a prendere le decisioni, dice di limitarsi a ispirarle. \u00c8 una posizione ambigua, che l\u2019ex Ds della Roma sopporter\u00e0 per pochi mesi (\u00abIo volevo fare il mio calcio e qui non potevo farlo\u00bb, dir\u00e0 dopo l\u2019addio), ma in cui Ausilio sembra trasformarsi ancora, forse davvero ispirato dal diverso contesto attorno a lui.<\/p>\n<p>Il gioco dell\u2019Inter si modernizza e iniziano ad arrivare calciatori dai profili un po\u2019 pi\u00f9 multiformi. Arriva per esempio Skriniar, un difensore promettente e completo, un profilo talmente inedito per Ausilio che per diverso tempo sar\u00e0 considerato un\u2019idea di Sabatini (che per\u00f2 ha sempre detto di averlo soltanto avallato).<\/p>\n<p>Mentre Sabatini saluta, Ausilio vola in Sudamerica e intercetta Lautaro Martinez, che stava per firmare con l\u2019Atletico Madrid. \u00c8 forse il momento pi\u00f9 significativo di tutta la sua carriera da dirigente, non solo per quello che poi diventer\u00e0 Lautaro per la storia dell\u2019Inter, ma anche per la tipologia di calciatore che gi\u00e0 incarna in quel momento. Un centravanti di ultima generazione, che unisce l\u2019abnegazione di uno stopper e la visione di gioco di un regista.<\/p>\n<p>\u00c8 il 2018 e Ausilio sta lentamente entrando in un\u2019altra fase della sua vita da direttore sportivo. Attorno a lui il quadro societario si fa sempre pi\u00f9 chiaro. In autunno Steven Zhang diventa presidente dell\u2019Inter e chiama Beppe Marotta come amministratore delegato, il dirigente pi\u00f9 quotato d\u2019Italia dopo un decennio irripetibile nella Juventus di Andrea Agnelli.<\/p>\n<p>Marotta inizia a imporre il suo classico decalogo (dalla quota di calciatori italiani all\u2019uso sistematico dei parametri zero) e Ausilio si adegua, ancora una volta. Finalmente Suning sembra trovare il modo di utilizzare le sue risorse e lancia un mercato da 200 milioni, ma \u00e8 Antonio Conte (voluto a tutti i costi da Marotta) a dettare con forza la linea, arrivando a minacciare le dimissioni pur di avere Lukaku.<\/p>\n<p>La volta in cui Ausilio si allontana dai desiderata del suo allenatore, le cose non vanno molto bene: l\u2019occasione di prendere Eriksen a prezzo di saldo pare irripetibile, ma finisce per creare un\u2019incomprensione tecnico-tattica lunga mesi. Forse \u00e8 anche per questo che in pieno covid va ad acquistare Hakimi, un calciatore che sembra costruito in laboratorio apposta per il 3-5-2.<\/p>\n<p>Questa volont\u00e0 di aderire pedissequamente all\u2019idea di calcio del proprio allenatore continuer\u00e0 nel post-covid, anche di fronte alle nuove difficolt\u00e0 finanziarie che travolgono Suning e la stessa Inter. Ausilio si ritrova quindi ad accompagnare la transizione tra il calcio meccanico e codificato di Conte e quello molto pi\u00f9 liquido di Simone Inzaghi, mentre la propriet\u00e0 impone uno storico attivo di mercato per compensare un passivo di bilancio altrettanto epocale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec vende Lukaku e Hakimi a peso d\u2019oro e ascolta il suo allenatore nel bene (Calhanoglu a parametro zero, che poi diventer\u00e0 il regista della squadra) e nel male (la disastrosa operazione Correa). Per risparmiare sui cartellini Ausilio va a cercare diversi ultratrentenni, cercando di spremerne gli ultimi anni ad alto livello.<\/p>\n<p>Sono anni in cui ad Ausilio pare girare quasi tutto bene: si ritrova Dimarco in casa <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/www.sportmediaset.mediaset.it\/mercato\/verona-dimarco-verso-il-rientro-all-inter_32100304-202102k.shtml\" rel=\"nofollow noopener\">quasi per caso<\/a>, e questo nel giro di qualche stagione diventa uno dei calciatori pi\u00f9 influenti della squadra. L\u2019Inter \u00e8 ormai abbastanza solida da assorbire, in qualche modo, anche errori clamorosi, come la gestione del caso Skriniar \u2013 perso a zero dopo aver creduto alle promesse di rinnovo del calciatore.<\/p>\n<p>Certe linee guida di Marotta non sempre funzionano (Frattesi \u2013 italiano, strappato alla concorrenza \u2013 resta per anni totalmente avulso dal progetto tecnico-tattico), ma i parametri zero sono sempre pi\u00f9 fondamentali. \u00c8 cos\u00ec che Ausilio concretizza una sua intuizione di due anni prima, riuscendo finalmente a prendere Marcus Thuram per trasformarlo da ala a centravanti.<\/p>\n<p>Anche con il subentro di Oaktree, Ausilio continua a fare da raccordo tra istanze diverse. Ci sono nuove direttive (abbassare l\u2019et\u00e0 media, investire pi\u00f9 sui cartellini e meno sugli ingaggi), c\u2019\u00e8 un nuovo allenatore, Chivu, che vuole qualche riferimento di gioco in pi\u00f9, e poi c\u2019\u00e8 sempre Marotta con le sue linee guida immutabili.<\/p>\n<p>Ma il mercato sembra diventare ancora pi\u00f9 farraginoso di prima. Alle voci in capitolo si aggiunge quella di Max Catanese, l\u2019eminenza grigia del fondo americano che spinge per un approccio pi\u00f9 analitico al calciomercato. Agli occhi di molti interisti, Ausilio diventa il difensore di un\u2019idea di DS pi\u00f9 tradizionale, meno algoritmica e pi\u00f9 umana, ma le trattative estenuanti finite nel nulla si moltiplicano, <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/calciomercato-mimato-introduzione-inter-milan-juventus\" rel=\"nofollow noopener\">tanto che alcuni tifosi arrivano a pensare che siano fatte per finta<\/a>.<\/p>\n<p>Ausilio continua a rispettare fino in fondo l\u2019idea di gioco della sua squadra (quando gli chiedono se arriver\u00e0 un trequartista, risponde nettissimo che \u00abil trequartista nel 3-5-2 non esiste\u00bb), ma alla fine si torna a discutere su quanto ci sia davvero di suo nella direzione tecnica dell\u2019Inter.<\/p>\n<p><strong>COME OLIO TRA GLI INGRANAGGI<\/strong><\/p>\n<p>Quando parliamo di direttori sportivi, probabilmente tendiamo a concentrarci sull\u2019aspetto decisionale, giudicandoli in base al successo delle loro operazioni, invece di interpretare il senso del loro lavoro nel contesto di un progetto complesso.<\/p>\n<p>Avrei potuto citare una a una le decine di operazioni totalmente toppate da Ausilio, magari soppesarle assieme a quelle che si sono rivelate felici, ma \u00e8 davvero questo che definisce la carriera di un direttore sportivo?<\/p>\n<p>Ausilio stesso va particolarmente fiero dei suoi migliori acquisti, come quelli di Lautaro e Thuram, non tanto per aver visto giusto sul loro potenziale, quanto per essere riuscito a convincerli a sposare un certo progetto sportivo. Ma non \u00e8 soltanto questo.<\/p>\n<p>Fabio Paratici ha recentemente detto che <a target=\"_blank\" class=\"content_url__MNopK\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7GQR-h4GH2Q\" rel=\"nofollow noopener\">il calciomercato \u00e8 solo \u00abil 20-30% del lavoro del direttore sportivo\u00bb<\/a>. Il resto \u00e8 soprattutto gestione dei rapporti tra le figure che lavorano nell\u2019area sportiva, soprattutto quando bisogna far fronte ai momenti negativi ed emergono gli attriti tra queste parti.<\/p>\n<p>Il caso di Ausilio, che ha attraversato quattro propriet\u00e0 con approcci totalmente diversi al calcio, assumendo forme sempre nuove, ci mostra come le competenze richieste a un direttore sportivo possano essere molto diverse da quelle che immaginiamo.<\/p>\n<p>Parliamo pur sempre di un direttore, una parola che presuppone un insieme pi\u00f9 ampio di persone. C\u2019\u00e8 uno stereotipo diffuso che ci porta a ridurre tali organismi complessi alle loro figure apicali, mediaticamente pi\u00f9 in vista.<\/p>\n<p>La carriera di Ausilio \u00e8 significativa perch\u00e9 per tantissimi anni \u00e8 rimasto un punto fermo, mentre attorno a lui tutto cambiava gradualmente. Non credo esista nella storia un\u2019altra combinazione di longevit\u00e0 e mutamento dei contesti: Galliani, per esempio, \u00e8 stato dirigente per pi\u00f9 tempo, ma dentro una societ\u00e0 che viveva una lunga fase di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il percorso di Ausilio, invece, ci mostra chiaramente come uno stesso individuo possa lavorare in modi molto diversi dentro a un\u2019organizzazione, a seconda delle risorse di cui dispone e dei diversi input cui deve rispondere. Ma ci mostra anche come il suo lavoro possa essere influenzato dalle persone che lavorano per lui: non parlo solo degli allenatori, ma anche di figure decisamente pi\u00f9 in ombra, come gli osservatori. Quest\u2019ultima influenza \u00e8 praticamente impossibile da ricostruire nel dettaglio dall\u2019esterno, e mi chiedo spesso se chi sta dietro le quinte riesca a riconoscere in filigrana, nell\u2019evoluzione delle squadre, anche la firma di queste persone.<\/p>\n<p>Certo, molti DS danno l\u2019idea di avere una personalit\u00e0 calcistica pi\u00f9 marcata di Ausilio. La difficolt\u00e0 che incontrano nel replicare certi progetti in contesti diversi, per\u00f2, mi fa sempre pensare che questo carattere non sia qualcosa che un singolo dirigente pu\u00f2 imprimere a un\u2019intera organizzazione (mi vengono in mente le esperienze fallimentari di Giuntoli alla Juventus o di Monchi alla Roma).<\/p>\n<p>Alcuni giornalisti scrivono che Ausilio ha lasciato l\u2019Inter perch\u00e9 aveva vedute diverse rispetto a quelle della propriet\u00e0, perch\u00e9 voleva pi\u00f9 potere decisionale, perch\u00e9 quest\u2019estate non ha potuto fare il suo mercato. Ma possiamo davvero parlare di un suo mercato, di sue vedute? Sappiamo che questo divorzio si \u00e8 consumato molto rapidamente quando si \u00e8 trattato di ridiscutere il suo contratto: la propriet\u00e0 ha proposto il rinnovo di un anno, mentre Ausilio voleva un impegno pi\u00f9 lungo. Si dice che si aspettasse di essere promosso a direttore tecnico, che volesse un riconoscimento economico importante (magari direttamente in azioni dell\u2019Inter, come successo a Marotta un anno fa).<\/p>\n<p>In ogni caso, mi sembra proprio che Ausilio, pi\u00f9 che voler fare diversamente il proprio lavoro, volesse sentirsi valorizzato per il lavoro che aveva sempre fatto.<\/p>\n<p><script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vi \u00e8 mai capitato di sentir parlare per anni e anni di un evento che tutti si aspettavano,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":662814,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1452],"tags":[721,1740,1537,90,89,1739,245,244],"class_list":["post-662813","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-calcio","tag-calcio","tag-football","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-soccer","tag-sport","tag-sports"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117206927805025930","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/662813","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=662813"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/662813\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/662814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=662813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=662813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=662813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}