{"id":663216,"date":"2026-09-03T18:08:15","date_gmt":"2026-09-03T18:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/663216\/"},"modified":"2026-09-03T18:08:15","modified_gmt":"2026-09-03T18:08:15","slug":"depressione-salvare-le-staminali-del-cervello-puo-proteggere-memoria-e-umore-cosa-sappiamo-sulliperico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/663216\/","title":{"rendered":"Depressione, salvare le staminali del cervello pu\u00f2 proteggere memoria e umore. Cosa sappiamo sull\u2019iperico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lo stress cronico<\/strong> pu\u00f2 danneggiare le <strong>cellule staminali neurali<\/strong> dell\u2019<strong>ippocampo<\/strong>, la regione cerebrale coinvolta nella <strong>memoria<\/strong> e nella <strong>regolazione delle emozioni<\/strong>. <strong>Gli antidepressivi<\/strong> sembrano contrastare almeno in parte questo processo, favorendo la sopravvivenza e la formazione di nuove cellule nervose. Anche l\u2019<strong>erba di San Giovanni<\/strong>, o <strong>iperico<\/strong>, pu\u00f2 essere efficace nelle forme depressive lievi o moderate, ma <strong>non \u00e8 un rimedio innocuo<\/strong> e <strong>non deve essere associata autonomamente ai farmaci<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La depressione<\/strong> non \u00e8 soltanto un\u2019alterazione temporanea della <strong>serotonina<\/strong>. Le ricerche degli ultimi anni descrivono una malattia pi\u00f9 complessa, nella quale entrano in gioco <strong>stress persistente<\/strong>, <strong>infiammazione<\/strong>, ormoni come il <strong>cortisolo<\/strong>, <strong>plasticit\u00e0 delle sinapsi<\/strong> e capacit\u00e0 del cervello di <strong>rigenerare<\/strong> almeno una parte delle proprie cellule.<\/p>\n<p>Uno dei luoghi pi\u00f9 studiati \u00e8 l\u2019<strong>ippocampo<\/strong>, struttura essenziale per consolidare i ricordi e adattare le risposte emotive. Al suo interno esistono <strong>cellule progenitrici neurali<\/strong> capaci, in particolari condizioni, di moltiplicarsi e maturare. Questo processo viene chiamato <strong>neurogenesi adulta<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lo stress pu\u00f2 portare le staminali neurali alla morte<\/strong><\/p>\n<p>Una ricerca pubblicata nel <strong>2026<\/strong> sulla rivista <strong>Autophagy<\/strong> ha individuato un possibile meccanismo attraverso il quale lo stress cronico provoca la morte delle cellule staminali dell\u2019ippocampo.<\/p>\n<p>Al centro del processo si trova <strong>p53<\/strong>, proteina conosciuta soprattutto perch\u00e9 elimina le cellule danneggiate e contribuisce a impedire lo sviluppo dei tumori. Nelle staminali neurali adulte, per\u00f2, <strong>p53<\/strong> assumerebbe una funzione sorprendentemente opposta: agirebbe come uno <strong>\u201cscudo\u201d contro l\u2019autofagia eccessiva<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>autofagia<\/strong> \u00e8 il sistema con cui la cellula elimina e ricicla proteine e organelli deteriorati. Normalmente \u00e8 un meccanismo protettivo, ma se diventa incontrollato pu\u00f2 contribuire alla morte cellulare. Nei topi sottoposti a stress cronico, gli ormoni dello stress favorivano la degradazione di <strong>p53<\/strong> e lasciavano le cellule staminali senza questa protezione.<\/p>\n<p>La perdita delle staminali si accompagnava a peggioramento della memoria e a comportamenti simili alla depressione e all\u2019ansia. Quando i ricercatori hanno somministrato <strong>RITA<\/strong>, una molecola sperimentale studiata in oncologia che stabilizza <strong>p53<\/strong>, la morte cellulare si \u00e8 ridotta e le prestazioni cognitive degli animali sono migliorate. Si tratta, per\u00f2, di risultati preclinici: <strong>RITA<\/strong> non \u00e8 oggi una cura approvata per la depressione e non sappiamo ancora se produrrebbe gli stessi effetti nell\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>Gli antidepressivi fanno nascere nuovi neuroni?<\/strong><\/p>\n<p>La formulazione pi\u00f9 corretta \u00e8 che alcuni <strong>antidepressivi<\/strong> possono sostenere la sopravvivenza, la proliferazione e la maturazione delle cellule progenitrici neurali. Non \u00e8 ancora possibile affermare che impediscano in modo generalizzato la \u201cmorte delle staminali cerebrali\u201d in tutte le persone depresse.<\/p>\n<p>Negli animali, lo stress e l\u2019eccessiva esposizione al <strong>cortisolo<\/strong> riducono il numero e l\u2019attivit\u00e0 delle staminali neurali. <strong>Fluoxetina<\/strong> e <strong>imipramina<\/strong> hanno mostrato di poter invertire almeno parzialmente questa riduzione, mentre la <strong>serotonina<\/strong> sembra favorire direttamente la sopravvivenza delle cellule progenitrici.<\/p>\n<p>Anche l\u2019esame post mortem dell\u2019ippocampo umano ha rilevato un numero maggiore di cellule progenitrici in persone depresse che avevano assunto antidepressivi rispetto a pazienti non trattati. Il dato suggerisce un effetto biologico, ma non prova da solo che la neurogenesi sia la causa diretta del miglioramento clinico (<strong>Studio su Neuropsychopharmacology<\/strong>).<\/p>\n<p><strong>Gli antidepressivi<\/strong> potrebbero dunque agire su pi\u00f9 livelli:<\/p>\n<p><strong>aumentare la disponibilit\u00e0 di alcuni neurotrasmettitori;<\/strong><\/p>\n<p><strong>favorire molecole neurotrofiche come il BDNF;<\/strong><\/p>\n<p><strong>migliorare la plasticit\u00e0 delle connessioni nervose;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ridurre alcuni effetti dannosi dello stress;<\/strong><\/p>\n<p><strong>sostenere la sopravvivenza e la maturazione delle cellule progenitrici.<\/strong><\/p>\n<p>Questo pu\u00f2 contribuire a spiegare perch\u00e9 l\u2019effetto clinico richieda spesso alcune settimane, nonostante le modificazioni dei neurotrasmettitori inizino molto prima.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell\u2019erba di San Giovanni<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<strong>iperico<\/strong>, o <strong>Hypericum perforatum<\/strong>, contiene sostanze attive \u2013 in particolare <strong>iperforina<\/strong> e <strong>ipericina<\/strong> \u2013 capaci di influenzare diversi sistemi di neurotrasmissione. Le evidenze cliniche indicano che alcuni estratti standardizzati possono essere pi\u00f9 efficaci del placebo e avere un\u2019efficacia paragonabile a quella di alcuni antidepressivi nelle <strong>depressioni lievi o moderate<\/strong>. Non \u00e8 invece dimostrata una pari efficacia nelle forme gravi (<strong>Revisione clinica sull\u2019iperico<\/strong>).<\/p>\n<p>Negli animali sottoposti a stress cronico, l\u2019<strong>iperico<\/strong> ha inoltre mostrato effetti sulla <strong>neurogenesi dell\u2019ippocampo<\/strong> e sulla struttura delle ramificazioni nervose. Esperimenti cellulari pi\u00f9 datati suggeriscono anche un\u2019azione protettiva contro lo <strong>stress ossidativo<\/strong> e l\u2019<strong>apoptosi<\/strong>. Questi dati, tuttavia, non consentono di concludere che nell\u2019uomo l\u2019<strong>iperico<\/strong> curi la depressione \u201csalvando le staminali cerebrali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Naturale non significa privo di rischi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<strong>iperico<\/strong> \u00e8 uno dei prodotti vegetali con il maggior numero di <strong>interazioni farmacologiche<\/strong>. Attiva <strong>enzimi epatici<\/strong> e <strong>proteine di trasporto<\/strong> che possono accelerare l\u2019eliminazione di numerosi medicinali, riducendone l\u2019efficacia.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 interferire, tra gli altri, con:<\/p>\n<p><strong>pillola anticoncezionale;<\/strong><\/p>\n<p><strong>anticoagulanti;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ciclosporina e farmaci antirigetto;<\/strong><\/p>\n<p><strong>digossina;<\/strong><\/p>\n<p><strong>antiepilettici;<\/strong><\/p>\n<p><strong>alcuni antivirali e oncologici;<\/strong><\/p>\n<p><strong>altri antidepressivi.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019associazione con farmaci <strong>serotoninergici<\/strong> pu\u00f2 aumentare il rischio di <strong>sindrome serotoninergica<\/strong>, una reazione potenzialmente grave caratterizzata da <strong>agitazione, tremori, sudorazione, diarrea, febbre e alterazioni della frequenza cardiaca<\/strong>. L\u2019<strong>iperico<\/strong> pu\u00f2 inoltre provocare <strong>fotosensibilit\u00e0<\/strong> e, nelle persone predisposte, favorire viraggi verso <strong>mania<\/strong> o <strong>ipomania<\/strong>.<\/p>\n<p>Non va quindi aggiunto a un antidepressivo n\u00e9 utilizzato per sostituirlo senza una valutazione medica. Anche <strong>interrompere improvvisamente<\/strong> una terapia prescritta pu\u00f2 essere rischioso.<\/p>\n<p><strong>Cosa sappiamo e cosa non \u00e8 ancora dimostrato<\/strong><\/p>\n<p>Sappiamo che <strong>lo stress cronico<\/strong> pu\u00f2 compromettere la plasticit\u00e0 dell\u2019<strong>ippocampo<\/strong> e che diversi <strong>antidepressivi<\/strong> favoriscono, soprattutto nei modelli sperimentali, la sopravvivenza e la proliferazione delle cellule progenitrici. L\u2019<strong>iperico<\/strong> standardizzato pu\u00f2 aiutare alcuni pazienti con <strong>depressione lieve o moderata<\/strong>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 invece dimostrato che la depressione dipenda semplicemente dalla morte delle staminali cerebrali, n\u00e9 che la rigenerazione di queste cellule rappresenti l\u2019unico meccanismo degli antidepressivi. E non esistono prove sufficienti per attribuire all\u2019<strong>iperico<\/strong>, nell\u2019uomo, una specifica capacit\u00e0 di salvare le staminali neurali.<\/p>\n<p>La scoperta del ruolo protettivo di <strong>p53<\/strong> apre una strada affascinante: <strong>curare la depressione<\/strong> potrebbe significare anche preservare la capacit\u00e0 del cervello di adattarsi e rinnovarsi. Ma tra il risultato ottenuto nel topo e un nuovo trattamento per i pazienti resta ancora un passaggio lungo, che richieder\u00e0 <strong>studi di sicurezza<\/strong> e <strong>sperimentazioni cliniche controllate<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<p>Hitoshi S. et al. <strong>Antidepressant drugs reverse the loss of adult neural stem cells following chronic stress.<\/strong> Journal of Neuroscience Research, 2007;85:3574-3585. PubMed\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Boldrini M. et al. <strong>Antidepressants increase neural progenitor cells in the human hippocampus.<\/strong> Neuropsychopharmacology, 2009;34:2376-2389. Testo dello studio\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Peng C.H. et al. <strong>Neuroprotection by imipramine against lipopolysaccharide-induced apoptosis in hippocampus-derived neural stem cells mediated by activation of BDNF and the MAPK pathway.<\/strong> European Neuropsychopharmacology, 2008;18:128-140. DOI: 10.1016\/j.euroneuro.2007.05.010.<\/p>\n<p>Kot M., Badiola N., G\u0142ombik K. et al. <strong>Boosting neurogenesis in the adult hippocampus using antidepressants and mesenchymal stem cells.<\/strong> Cells, 2022;11:3234. Articolo completo\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Crupi R. et al. <strong>Hypericum perforatum treatment: effect on behaviour and neurogenesis in a chronic stress model in mice.<\/strong> BMC Complementary and Alternative Medicine, 2011;11:7. Articolo completo\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Ng Q.X., Venkatanarayanan N., Ho C.Y.X. <strong>Clinical use of Hypericum perforatum in depression: a meta-analysis.<\/strong> Journal of Affective Disorders, 2017;210:211-221. PubMed\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Davidson J.R.T. et al. <strong>Effect of Hypericum perforatum in major depressive disorder: a randomized controlled trial.<\/strong> JAMA, 2002;287:1807-1814. <strong>Lo studio non dimostr\u00f2 efficacia nella depressione maggiore di gravit\u00e0 moderata.<\/strong> PubMed\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Szegedi A. et al. <strong>Acute treatment of moderate to severe depression with hypericum extract WS 5570: randomised controlled double blind non-inferiority trial versus paroxetine.<\/strong> BMJ, 2005;330:503. PubMed\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Wang Z. et al. <strong>The effects of St John\u2019s wort on human cytochrome P450 activity.<\/strong> Clinical Pharmacology &amp; Therapeutics, 2001;70:317-326. PubMed\u2060\ufffd<\/p>\n<p>Borrelli F., Izzo A.A. <strong>Herb-drug interactions with St John\u2019s wort.<\/strong> AAPS Journal, 2009;11:710-727. PubMed\u2060\ufffd<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo stress cronico pu\u00f2 danneggiare le cellule staminali neurali dell\u2019ippocampo, la regione cerebrale coinvolta nella memoria e nella&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":663217,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[158837,2144,365574,239,359608,71679,1537,90,89,214201,340312,14854,240,365573,349409],"class_list":["post-663216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-autofagia","tag-depressione","tag-dgist","tag-health","tag-hypericum-perforatum","tag-ippocampo","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-neurogenesi","tag-p53","tag-rita","tag-salute","tag-staminali-neurali","tag-stress-cronico"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/663216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=663216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/663216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/663217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=663216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=663216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=663216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}