{"id":663546,"date":"2026-09-03T22:26:25","date_gmt":"2026-09-03T22:26:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/663546\/"},"modified":"2026-09-03T22:26:25","modified_gmt":"2026-09-03T22:26:25","slug":"malori-sui-giovani-va-cambiata-la-mentalita-in-italia-preferisco-il-percorso-di-finn-a-quello-di-seixas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/663546\/","title":{"rendered":"Malori: &#8220;Sui giovani va cambiata la mentalit\u00e0 in Italia. Preferisco il percorso di Finn a quello di Seixas&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Adriano Malori<\/strong> \u00e8 stato professionista dal 2010 al 2017, vestendo le prestigiose maglie di Lampre e Movistar e diventando per diversi anni uno dei principali riferimenti italiani nelle prove a cronometro. Nella disciplina \u00e8 stato campione europeo e mondiale tra gli Under 23, conquistando il titolo iridato a Varese nel 2008. Tra i professionisti ha poi aggiunto al proprio palmar\u00e8s la medaglia d\u2019argento ai Mondiali di Richmond 2015, tre titoli nazionali a cronometro e vittorie di tappa alla Tirreno-Adriatico e alla Vuelta a Espa\u00f1a. Una grave caduta in Argentina, al Tour de San Luis del 2016, lo ha costretto a interrompere anzitempo la carriera proprio nel momento della sua piena maturit\u00e0 agonistica. Oggi Malori \u00e8 preparatore atletico e biomeccanico e continua a vivere quotidianamente nel mondo del ciclismo, il suo grande amore fin da quando aveva sette anni.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Cosa ti \u00e8 rimasto della tua carriera?<br \/><\/strong>\u201cMi \u00e8 rimasto soprattutto un grande insegnamento per la vita, qualcosa che ancora oggi applico quotidianamente e anche nel modo in cui sto crescendo mia figlia, Elettra Celeste. Dopo l\u2019incidente al Tour de San Luis la mia vita \u00e8 cambiata radicalmente e quell\u2019esperienza mi ha insegnato tante cose, soprattutto ad affrontare le difficolt\u00e0 con una prospettiva diversa\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Sei stato uno dei pionieri della cronometro in Italia, raggiungendo l\u2019apice con l\u2019argento ai Mondiali di Richmond. Quanto c\u2019\u00e8 di Adriano Malori nel successivo sviluppo della disciplina in Italia?<br \/><\/strong>\u201cSecondo me, poco o niente. Quando correvo alla Lampre la cronometro non era una disciplina particolarmente considerata e non c\u2019era una vera cultura specifica attorno a questa specialit\u00e0. La situazione \u00e8 cambiata quando sono passato alla Movistar, dove ho trovato un\u2019attenzione diversa. Successivamente \u00e8 esploso Ganna e la Ineos lo ha supportato nel migliore dei modi, contribuendo a creare una vera cultura della cronometro in Italia. Da l\u00ec sono arrivati corridori come Affini, Sobrero, Cattaneo e altri ragazzi molto interessanti. Oggi abbiamo una generazione che pu\u00f2 contare su una preparazione e su una considerazione della disciplina che ai miei tempi non esistevano\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Il miglior Malori e il miglior Ganna a confronto: quali sono le differenze?<br \/><\/strong>\u201cFilippo \u00e8 pi\u00f9 bravo a guidare la bici ed \u00e8 anche pi\u00f9 esplosivo, quindi riesce ad andare via con una pedalata pi\u00f9 agile. Io, invece, ero particolarmente forte sui percorsi pi\u00f9 lineari, dove potevo sfruttare rapporti molto duri. Ero, in questo senso, un corridore un po\u2019 pi\u00f9 \u2018vecchio stile\u2019 rispetto al ciclismo di oggi. Non abbiamo mai corso insieme, quindi \u00e8 difficile fare un confronto diretto, ma per quello che vedo direi che Filippo \u00e8 pi\u00f9 forte di quanto fossi io\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La gioia pi\u00f9 grande e il rimpianto della tua carriera?<br \/><\/strong>\u201cLa gioia pi\u00f9 grande \u00e8 sicuramente il Mondiale Under23 di Varese, nel 2008. Vincere in Italia, a casa, \u00e8 stata un\u2019emozione grandissima. Metterei sullo stesso piano anche la cronometro della Tirreno-Adriatico del 2014, che vinsi davanti a due campioni come Cancellara e Wiggins. Sono ricordi che porto ancora dentro. Il rimpianto, invece, \u00e8 quello di non essere riuscito a conquistare una medaglia olimpica. Rio 2016 era un appuntamento importantissimo per me, avevo puntato molto su quell\u2019obiettivo e ci avevo costruito una parte della mia preparazione. Poi l\u2019incidente ha cambiato tutto e quella possibilit\u00e0 \u00e8 svanita\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Senza Pogacar alla Vuelta cambia tutto. Che scenario tattico ti attendi e chi sar\u00e0 il vincitore?<br \/><\/strong>\u201cDirei Roglic. Mas sta vivendo probabilmente il momento migliore della sua carriera ed \u00e8 nella condizione migliore che gli abbia mai visto, ma Roglic ha una solidit\u00e0 maggiore nelle corse a tappe e, soprattutto, ha una grande esperienza nella gestione di un Grande Giro. Per questo lo vedo ancora favorito\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Che idea ti sei fatto su Giulio Pellizzari? E su Lorenzo Finn?<br \/><\/strong>\u201cPellizzari, secondo me, non \u00e8 ancora un fuoriclasse del livello di Pogacar o Seixas, ma ha sicuramente le qualit\u00e0 per arrivare a vincere una corsa a tappe. Su questo non ho dubbi. Finn ha la fortuna \u2013 come Pellizzari \u2013 di essere in una squadra nella quale ci sono corridori come Roglic ed Evenepoel e questo, paradossalmente, pu\u00f2 aiutarli a crescere con meno pressione addosso. Possono permettersi di fare il proprio percorso, imparare e maturare con calma, prima di puntare a un Grande Giro. Se a Finn non verr\u00e0 messa troppa fretta, secondo me pu\u00f2 diventare il nostro uomo di riferimento per i Grandi Giri in futuro. \u00c8 ancora molto giovane e bisogna lasciarlo tranquillo, permettendogli di fare i passi giusti, esattamente come sta facendo\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Tra il percorso di Finn e quello di Seixas, tu da che parte stai?<br \/><\/strong>\u201cSicuramente dalla parte del percorso di Finn. Secondo me Seixas lo stanno facendo crescere troppo in fretta. \u00c8 un ragazzo fortissimo, non c\u2019\u00e8 dubbio, ma \u00e8 ancora troppo giovane per essere portato al Tour a 19 anni con l\u2019obiettivo di puntare alla classifica generale. A quell\u2019et\u00e0 non \u00e8 semplice gestire un\u2019attenzione cos\u00ec grande. Il percorso che sta facendo Finn, con maggiore calma e meno pressioni, lo considero molto pi\u00f9 proficuo nel lungo termine. I giovani fortissimi non hanno bisogno di dimostrare tutto subito: hanno bisogno di tempo per maturare\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Davide Piganzoli sar\u00e0 un gregario di lusso in stile Kuss o pensi che a un certo punto diventer\u00e0 un capitano di riferimento?<br \/><\/strong>\u201cPiganzoli \u00e8 un corridore molto forte e ha qualit\u00e0 importanti, ma io lo vedo pi\u00f9 sullo stile di Almeida: un atleta capace di puntare a un podio in un Grande Giro e di essere molto competitivo ai massimi livelli, ma faccio pi\u00f9 fatica a immaginarlo come vincitore di una grande corsa a tappe. Credo possa togliersi comunque grandi soddisfazioni e diventare un corridore importante\u201d.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La Federazione sta lavorando molto bene tra mountain bike, pista e ciclocross. Pensi che sia stata imboccata la direzione giusta anche su strada?<br \/><\/strong>\u201cIn Italia, purtroppo, siamo ancora un po\u2019 in carenza di qualit\u00e0 nel ciclismo su strada. Abbiamo bisogno di qualche anno in pi\u00f9 per permettere ai giovani che abbiamo, come Finn e Pellizzari, di maturare con calma. Per vincere un Mondiale servono corridori capaci di battere atleti come Van der Poel, Evenepoel o Pogacar e oggi, probabilmente, ci manca ancora quel tipo di talento. Ma non \u00e8 una questione di commissario tecnico: dobbiamo semplicemente avere la pazienza di far crescere i nostri giovani. Il nostro grande problema \u00e8 proprio quello di pretendere tutto e subito dai ragazzi. Vediamo buoni risultati nelle categorie giovanili e pensiamo che un corridore sia gi\u00e0 pronto per fare il salto definitivo. Battistella, Moscon, Milesi, Tiberi sono tutti esempi di ragazzi che da giovani erano considerati molto promettenti e che poi hanno fatto, o stanno facendo, fatica a trovare il proprio posto tra i professionisti. Spesso il problema \u00e8 che vengono spremuti troppo e troppo in fretta. Dobbiamo cambiare mentalit\u00e0. Un giovane non deve necessariamente vincere subito tra i professionisti. Deve avere il tempo di sbagliare, imparare, crescere fisicamente e mentalmente e trovare la propria dimensione. Solo cos\u00ec, nel lungo periodo, possiamo costruire corridori capaci di competere davvero per i grandi obiettivi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Adriano Malori \u00e8 stato professionista dal 2010 al 2017, vestendo le prestigiose maglie di Lampre e Movistar e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":663547,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[74177,112875,1824,1825,74344,9966,104493,19971,17087,1537,90,89,29033,29034,1879,6647,245,244,1531],"class_list":["post-663546","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-adriano-malori","tag-bradley-wiggins","tag-ciclismo","tag-cycling","tag-davide-piganzoli","tag-enric-mas","tag-fabian-cancellara","tag-filippo-ganna","tag-giulio-pellizzari","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lorenzo-finn","tag-paul-seixas","tag-primoz-roglic","tag-remco-evenepoel","tag-sport","tag-sports","tag-tadej-pogacar"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117209463813551831","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/663546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=663546"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/663546\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/663547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=663546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=663546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=663546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}