{"id":664500,"date":"2026-09-04T11:21:10","date_gmt":"2026-09-04T11:21:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664500\/"},"modified":"2026-09-04T11:21:10","modified_gmt":"2026-09-04T11:21:10","slug":"mieloma-multiplo-piu-progressi-negli-ultimi-cinque-anni-che-nei-25-precedenti-quali-sono-le-cure-innovative-efficaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664500\/","title":{"rendered":"Mieloma multiplo, pi\u00f9 progressi negli ultimi cinque anni che nei 25 precedenti: quali sono le cure innovative efficaci"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    V. Mart.<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-15\">Seimila diagnosi ogni anno in Italia. Nuove terapie per chi deve iniziare i trattamenti e anche per chi ha gi\u00e0 avuto pi\u00f9 recidive<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se il <b>mieloma multiplo <\/b>resta una malattia difficile da debellare definitivamente, negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi che hanno fatto <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/23_dicembre_11\/mieloma-multiplo-quei-progressi-che-fanno-sperare-guarigione-f81a1c46-8aec-11ee-ba23-b262f9d5ad21.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">aumentare le speranze di guarigione<\/a> in alcuni pazienti e, per molti altri, sono arrivate  nuove cure che hanno consentito di allungare la sopravvivenza in modo significativo. Cos\u00ec sono migliorate, passo dopo passo, le prospettive delle <b>seimila persone circa che ogni anno in Italia ricevono una diagnosi<\/b> di questa neoplasia linfoproliferativa che insorge generalmente in una fascia d&#8217;et\u00e0 superiore ai 65 anni.\u00a0<br \/>I progressi fatti negli ultimi cinque anni, secondo gli esperti, hanno portato a\u00a0 un&#8217;evoluzione straordinaria, senza paragoni rispetto ai 25 anni precedenti.<\/p>\n<p>    Per i malati di nuova diagnosi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali sono  le innovazioni terapeutiche che stanno avendo il maggiore impatto sulla sopravvivenza e sulla qualit\u00e0 di vita dei pazienti?\u00a0\u00a0<\/b>\u00abDobbiamo distinguere le innovazioni terapeutiche in due grandi ambiti: quelle rivolte ai pazienti alla diagnosi e quelle dedicate ai pazienti che vanno incontro a una ricaduta della malattia &#8211; risponde\u00a0<b>Paolo Corradini, d<\/b><b>irettore dell&#8217;Ematologia all&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori di Milano<\/b>\u00a0<b>-.\u00a0<\/b>Per quanto riguarda i <b>pazienti di nuova diagnosi,<\/b> negli ultimi anni uno dei progressi pi\u00f9 importanti \u00e8 stato l&#8217;impiego di <b>schemi di induzione basati su quattro farmaci anzich\u00e9 tre<\/b>. A questo si \u00e8 aggiunta l&#8217;introduzione di un anticorpo monoclonale molto efficace (<b>daratumumab<\/b>), che riconosce una proteina presente sulla superficie delle cellule di mieloma, chiamata CD38\u00bb. L&#8217;integrazione di questo farmaco nelle fasi di consolidamento e mantenimento ha rappresentato un cambiamento significativo, contribuendo sia a <b>migliorare la sopravvivenza sia ad aumentare la qualit\u00e0 di vita dei pazient<\/b>i. Quando la malattia \u00e8 sotto controllo e il paziente \u00e8 in remissione, infatti, si riducono sintomi importanti come il dolore e il benessere complessivo migliora sensibilmente.<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Per chi ha una recidiva<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNel <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/24_giugno_26\/mieloma-multiplo-nuove-strategie-per-guadagnare-tempo-nelle-situazioni-piu-complesse-e-ritardare-le-ricadute-f8b8c892-411b-458f-9b22-fc4966e2fxlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">trattamento delle recidive<\/a> sono stati introdotti negli anni numerosi farmaci cosiddetti &#8220;tradizionali&#8221;, tra cui <b>carfilzomib, elotuzumab e pomalidomide<\/b> &#8211; continua Corradini, Ordinario di Ematologia\u202fall&#8217;Universit\u00e0\u202fdegli Studi di Milano -. Tuttavia, la vera rivoluzione \u00e8 arrivata con una nuova classe di terapie immunologiche in grado di reindirizzare i linfociti T del paziente contro le cellule tumorali. Si tratta di <b>trattamenti che riattivano un sistema immunitario<\/b> che, da solo, non \u00e8 pi\u00f9 in grado di controllare la malattia e lo guidano con precisione verso il mieloma. Queste strategie comprendono due grandi categorie: gli <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/24_gennaio_04\/anticorpi-bispecifici-tumori-sangue-cura-dfdc92aa-a4d0-11ee-8f9e-98fb1d9905c2.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anticorpi bispecifici<\/a> e le <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/cards\/car-t-cosa-sono-e-come-hanno-rivoluzionato-la-vita-di-malati-con-tumori-del-sangue\/b-per-quali-tumori-e-pazienti-sono-disponibili-b.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">terapie CAR-T<\/a>. Entrambe stanno producendo <b>risultati che, fino a pochi anni fa, sarebbero stati considerati impensabili<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    CAR-T utilizzabili ora gi\u00e0 alla prima ricaduta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le terapie CAR-T stanno aprendo nuove prospettive nel mieloma multiplo. Quali risultati ritiene pi\u00f9 significativi finora e quali sfide restano da affrontare per renderle sempre pi\u00f9 efficaci e accessibili?\u00a0<\/b>\u00abLe prime CAR-T sono state utilizzate in pazienti che avevano gi\u00e0 ricevuto tre, quattro o cinque linee di trattamento e che, di fatto, non disponevano pi\u00f9 di valide alternative terapeutiche &#8211; spiega l&#8217;esperto -. In molti casi, l&#8217;unica opzione rimasta erano le cure palliative. In questo contesto, le <b>CAR-T sono riuscite a ottenere risposte complete profonde e durature<\/b>, rappresentando un <b>risultato epocale<\/b>.<br \/>Attualmente disponiamo di due CAR-T approvate e rimborsate in <b>idecabtagene vicleuce<\/b>l e <b>ciltacabtagene autoleucel <\/b>(approvata dall&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco a marzo 2026). Quest&#8217;ultima si \u00e8 dimostrata estremamente efficace, con percentuali di risposta completa che raggiungono il 70-75% dei pazienti. Si tratta di risultati superiori rispetto a quelli osservati con la prima CAR-T disponibile, sebbene accompagnati da una <b>tossicit\u00e0 maggiore<\/b>: alcuni effetti collaterali neurologici possono essere anche severi, ma oggi la loro gestione \u00e8 molto pi\u00f9 efficace grazie all&#8217;esperienza maturata negli ultimi anni\u00bb.<br \/>Se <b>in passato le CAR-T erano riservate a pazienti in quarta linea di trattamento,<\/b> <b>oggi possono essere utilizzate gi\u00e0 alla prima ricaduta <\/b>in pazienti che abbiano <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/25_agosto_14\/tumori-del-sangue-trapianti-di-midollo-e-cellule-staminali-sono-l-unica-possibilita-di-guarire-per-molti-malati-35d546d7-9667-45c5-a03f-1cbbc2eb6xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">fallito il trapianto autologo <\/a>e le terapie pi\u00f9 innovative. I risultati osservati negli studi clinici in questo setting precoce sono particolarmente promettenti.\u00a0<\/p>\n<p>    Scegliere la terapia pi\u00f9 indicata per il singolo caso<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">AIL finanzia un importante studio nazionale promosso dal GIMEMA con l&#8217;obiettivo di raccogliere dati clinici e biologici relativi all&#8217;impiego delle CAR-T nella pratica clinica reale. \u00abL&#8217;intento \u00e8 coinvolgere il maggior numero possibile di pazienti trattati sul territorio nazionale, idealmente tutti quelli che ricevono queste terapie &#8211; dice Corradini, principal investigator della ricerca-. Particolare attenzione sar\u00e0 dedicata ai <b>pazienti trattati precocemente<\/b>, gi\u00e0 alla prima ricaduta, per <b>comprendere meglio quali caratteristiche possano predire una maggiore efficacia del trattamento<\/b>. L&#8217;obiettivo \u00e8 <b>affinare sempre di pi\u00f9 la selezione dei pazienti <\/b>e rendere l&#8217;utilizzo delle CAR-T sempre pi\u00f9 appropriato. Questo \u00e8 particolarmente importante perch\u00e9 oggi disponiamo anche degli anticorpi bispecifici, l&#8217;altra grande strategia di immunoterapia basata sul reindirizzamento dei linfociti T. In alcune situazioni cliniche <b>non sappiamo ancora quale sia la scelta migliore tra una CAR-T e un anticorpo bispecifico<\/b>, poich\u00e9 mancano studi comparativi diretti\u00bb. La raccolta sistematica di dati clinici e biologici potrebbe aiutare gli specialisti, in futuro, a <b>prendere decisioni sempre pi\u00f9 personalizzate<\/b>.<br \/>\u00abNaturalmente il primo obiettivo \u00e8 migliorare la cura dei pazienti, ma esiste anche un secondo aspetto che non va sottovalutato: l&#8217;appropriatezza nell&#8217;utilizzo di <b>terapie molto costose<\/b> contribuisce alla sostenibilit\u00e0 di un sistema sanitario universalistico come quello italiano &#8211; conclude l&#8217;esperto -. La ricerca non deve limitarsi a sviluppare nuovi trattamenti, deve anche aiutare a utilizzare nel modo migliore quelli gi\u00e0 disponibili\u00bb.<\/p>\n<p class=\"overtitle\">Hai un dubbio o un quesito medico?<\/p>\n<p class=\"caption\">I nostri medici e specialisti rispondo ai tuoi quesiti su temi sanitari<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-09-04T06:50:09+02:00\">4 settembre 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di V. Mart. Seimila diagnosi ogni anno in Italia. 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