{"id":664609,"date":"2026-09-04T12:43:16","date_gmt":"2026-09-04T12:43:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664609\/"},"modified":"2026-09-04T12:43:16","modified_gmt":"2026-09-04T12:43:16","slug":"disinfettanti-usati-male-cosi-creiamo-super-batteri-in-casa-e-in-ospedale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664609\/","title":{"rendered":"Disinfettanti usati male, cos\u00ec creiamo super batteri in casa e in ospedale"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;uso massiccio e improprio di disinfettanti<\/strong>, una concentrazione troppo bassa, superfici ancora sporche o tempi di contatto non rispettati possono lasciare in vita i microrganismi pi\u00f9 capaci di adattarsi. Uno studio britannico su <strong>Escherichia coli O157:H7<\/strong> mostra che l&#8217;esposizione a dosi <strong>sub-letali<\/strong> pu\u00f2 attivare sistemi di difesa e favorire la selezione di batteri resistenti anche ad alcuni <strong>antibiotici<\/strong>. Un risultato sperimentale che riguarda soprattutto <strong>allevamenti e filiere alimentari<\/strong>, ma contiene indicazioni utili anche per <strong>ospedali e abitazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Non sempre una \u201cspruzzata\u201d di disinfettante \u00e8 sufficiente. Se il prodotto viene <strong>diluito troppo<\/strong>, applicato sopra <strong>residui organici<\/strong> oppure <strong>rimosso prima del tempo indicato<\/strong>, una parte dei batteri pu\u00f2 sopravvivere. Il rischio, suggerisce una ricerca pubblicata su <strong>Frontiers in Microbiology<\/strong>, \u00e8 che il trattamento incompleto finisca per esercitare una <strong>pressione selettiva<\/strong>: vengono eliminati i microrganismi pi\u00f9 vulnerabili, mentre restano quelli meglio attrezzati per resistere.<\/p>\n<p>In altre parole, il disinfettante non insegna intenzionalmente ai batteri a difendersi, ma pu\u00f2 creare le condizioni nelle quali prevalgono le <strong>varianti pi\u00f9 adattabili<\/strong>. E alcune delle <strong>difese<\/strong> impiegate contro i <strong>biocidi<\/strong> sono utili anche per sottrarsi all\u2019azione degli <strong>antibiotici<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 stato condotto dai ricercatori dell\u2019<strong>Animal and Plant Health Agency<\/strong> britannica e ha preso in esame <strong>Escherichia coli O157:H7<\/strong>, un sierotipo associato a infezioni alimentari potenzialmente gravi. I bovini possono rappresentarne un <strong>serbatoio<\/strong> senza manifestare sintomi, mentre nell\u2019uomo alcuni ceppi produttori di <strong>tossina Shiga<\/strong> possono provocare forti dolori addominali, diarrea emorragica e, soprattutto nei bambini e negli anziani, la <strong>sindrome emolitico-uremica<\/strong>, con danno renale acuto.<\/p>\n<p><strong>Quattro disinfettanti messi alla prova<\/strong><\/p>\n<p>Gli studiosi hanno utilizzato il ceppo sperimentale <strong>TUV93-0<\/strong>, derivato dal noto EDL933, sottoponendolo a <strong>concentrazioni non sufficienti a ucciderlo<\/strong>. \u00c8 una situazione che pu\u00f2 verificarsi sul campo quando il disinfettante viene preparato in maniera errata, si degrada, non rimane abbastanza a lungo sulla superficie oppure viene ostacolato dalla presenza di <strong>letame, grassi, sangue, residui di alimenti<\/strong> e altro materiale organico.<\/p>\n<p>Sono state analizzate quattro formulazioni appartenenti a famiglie largamente impiegate negli allevamenti:<\/p>\n<p><strong>composti dell\u2019ammonio quaternario associati alla glutaraldeide<\/strong><\/p>\n<p><strong>perossimonosolfato, dotato di azione ossidante<\/strong><\/p>\n<p><strong>iodofori<\/strong><\/p>\n<p><strong>clorocresolo<\/strong><\/p>\n<p>I ricercatori hanno poi studiato sia <strong>l\u2019attivit\u00e0 dei geni<\/strong>, attraverso l\u2019analisi dell\u2019RNA, sia <strong>le modificazioni presenti nel DNA<\/strong> dei batteri sopravvissuti. \u00c8 stato cos\u00ec possibile osservare contemporaneamente la risposta immediata allo stress chimico e le caratteristiche delle popolazioni selezionate dopo esposizioni ripetute.<\/p>\n<p><strong>Centinaia di geni cambiano attivit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>La risposta pi\u00f9 ampia \u00e8 stata osservata con il <strong>perossimonosolfato<\/strong>. L\u2019esposizione ha modificato l\u2019attivit\u00e0 di oltre <strong>440 geni<\/strong>: circa <strong>340 risultavano pi\u00f9 attivi<\/strong> e <strong>un centinaio meno attivi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il batterio ha riorganizzato numerose funzioni necessarie alla sopravvivenza, dal metabolismo alla produzione delle proteine, fino alle strutture che regolano il passaggio delle sostanze attraverso l\u2019involucro cellulare. Sono cambiati anche geni coinvolti nei <strong>lipopolisaccaridi<\/strong>, componenti della membrana esterna, e in canali come la <strong>porina OmpC<\/strong>.<\/p>\n<p>Con il disinfettante contenente <strong>ammoni quaternari e glutaraldeide<\/strong> \u00e8 emersa invece una risposta particolarmente marcata dell\u2019<strong>operone pspABCDE<\/strong>, il sistema delle cosiddette <strong>\u201cphage shock proteins\u201d<\/strong>. \u00c8 una sorta di programma di emergenza che aiuta il batterio a preservare l\u2019integrit\u00e0 e l\u2019energia della membrana quando l\u2019involucro cellulare viene sottoposto a un attacco.<\/p>\n<p>\u00c8 uno dei risultati pi\u00f9 interessanti del lavoro, perch\u00e9 collega questo sistema di protezione allo stress provocato dai disinfettanti esaminati.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attivazione dei geni associati alla virulenza<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione al <strong>perossimonosolfato<\/strong> ha modificato anche l\u2019espressione di alcuni geni appartenenti al <strong>locus LEE<\/strong>, tra cui <strong>tir ed eae<\/strong>. Questo gruppo di geni permette agli <strong>E. coli enteropatogeni<\/strong> di aderire strettamente alle cellule intestinali e alterarne la superficie. \u00c8 aumentata anche l\u2019attivit\u00e0 di <strong>hlyE<\/strong>, associato alla produzione di un\u2019emolisina.<\/p>\n<p>Il dato merita attenzione, ma va interpretato correttamente: l\u2019accensione di questi geni in laboratorio non dimostra automaticamente che il batterio sia diventato pi\u00f9 aggressivo o che provochi infezioni pi\u00f9 gravi nell\u2019uomo. Per confermarlo sarebbero necessari esperimenti specifici su modelli biologici e, successivamente, verifiche epidemiologiche.<\/p>\n<p>Il ceppo impiegato, inoltre, \u00e8 un derivato sperimentale utilizzato per lavorare in condizioni di maggiore sicurezza. I risultati descrivono quindi meccanismi molecolari importanti, ma non riproducono integralmente ci\u00f2 che accade durante un\u2019infezione causata da un ceppo produttore di tossina Shiga.<\/p>\n<p><strong>La sorpresa: resistenza anche agli antibiotici<\/strong><\/p>\n<p>Dopo tre esposizioni successive a concentrazioni sub-letali, gli studiosi hanno cercato batteri capaci di crescere in presenza di <strong>tetraciclina<\/strong> oppure di <strong>acido nalidixico<\/strong>, un chinolone di vecchia generazione.<\/p>\n<p>Sono state isolate centinaia di colonie resistenti all\u2019<strong>acido nalidixico<\/strong>. La grande maggioranza di quelle associate ai disinfettanti proveniva dal trattamento contenente <strong>ammoni quaternari e glutaraldeide<\/strong>. In alcuni isolati la concentrazione minima necessaria a bloccare la crescita \u00e8 passata dai <strong>2 milligrammi per litro<\/strong> del ceppo iniziale fino a <strong>16-64 milligrammi per litro<\/strong>.<\/p>\n<p>In diversi mutanti \u00e8 diminuita anche la sensibilit\u00e0 a <strong>tetraciclina<\/strong> e <strong>cloramfenicolo<\/strong>. Non significa che ogni impiego domestico di un disinfettante produca automaticamente un superbatterio, ma dimostra che esposizioni insufficienti possono selezionare, almeno in laboratorio, microrganismi dotati di <strong>resistenze incrociate<\/strong>.<\/p>\n<p>Il fenomeno \u00e8 biologicamente plausibile perch\u00e9 batteri, antibiotici e disinfettanti possono condividere alcuni bersagli e soprattutto alcuni sistemi di difesa.<\/p>\n<p><strong>Le mutazioni che aprono le \u201cpompe\u201d del batterio<\/strong><\/p>\n<p>Il sequenziamento ha individuato alterazioni in geni come <strong>marR<\/strong> e <strong>lon<\/strong>, che contribuiscono a regolare il sistema <strong>MAR (multiple antibiotic resistance)<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando questi freni molecolari vengono danneggiati, il batterio pu\u00f2 mantenere costantemente attivi alcuni meccanismi difensivi. Fra questi vi sono le <strong>pompe di efflusso<\/strong>, proteine che attraversano la membrana e spingono all\u2019esterno sostanze tossiche. \u00c8 come se la cellula aprisse continuamente degli scarichi capaci di ridurre la quantit\u00e0 di antibiotico o disinfettante presente al proprio interno.<\/p>\n<p>Negli isolati resistenti all\u2019<strong>acido nalidixico<\/strong> sono state trovate anche mutazioni in <strong>gyrA<\/strong> e <strong>gyrB<\/strong>. Questi geni codificano parti della <strong>DNA-girasi<\/strong>, uno dei bersagli dei chinoloni. Modificando il bersaglio, il farmaco riesce a legarsi con minore efficacia e perde parte della sua attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo studio non permette per\u00f2 di affermare che il disinfettante abbia \u201cfabbricato\u201d direttamente tutte le mutazioni. Pi\u00f9 prudentemente, le esposizioni sub-letali possono avere selezionato le varianti che le possedevano e che, proprio per questo, erano pi\u00f9 capaci di sopravvivere.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 preparato ad affrontare l\u2019acidit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni batteri adattati al prodotto con <strong>ammoni quaternari<\/strong> mostravano anche una maggiore attivit\u00e0 dei geni dell\u2019<strong>\u201cacid fitness island\u201d<\/strong>, tra cui <strong>gadA, gadB, gadC, gadE<\/strong> e <strong>hdeABD<\/strong>. \u00c8 un insieme di sistemi che aiuta <strong>E. coli<\/strong> a resistere agli ambienti acidi.<\/p>\n<p>Questa caratteristica \u00e8 rilevante perch\u00e9, per raggiungere l\u2019intestino, un patogeno ingerito deve prima attraversare la barriera acida dello stomaco. Anche in questo caso, per\u00f2, una risposta molecolare pi\u00f9 intensa non equivale da sola alla dimostrazione di una maggiore capacit\u00e0 di provocare malattia.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il risultato riguarda anche la Campania<\/strong><\/p>\n<p>Il lavoro nasce nel contesto degli allevamenti britannici, ma il problema ha una dimensione molto pi\u00f9 ampia. In Italia in Campania e in Pasania la filiera bufalina e lattiero-casearia rappresenta un settore produttivo strategico. Stalle, mezzi di trasporto, sale di mungitura e impianti di lavorazione richiedono procedure di pulizia e disinfezione rigorose, non semplici applicazioni occasionali di prodotto.<\/p>\n<p>La presenza di materiale organico pu\u00f2 ridurre l\u2019efficacia di diversi principi attivi. Per questo la pulizia deve precedere la disinfezione: prima si rimuovono sporco e residui, poi si applica il prodotto alla concentrazione prevista, sull\u2019intera superficie e per il tempo necessario.<\/p>\n<p>Usare una quantit\u00e0 maggiore non \u00e8 necessariamente pi\u00f9 efficace e pu\u00f2 aumentare rischi per operatori, animali e ambiente. Ma anche impiegare soluzioni troppo diluite, vecchie o preparate \u201ca occhio\u201d pu\u00f2 lasciare i batteri esposti proprio a quelle concentrazioni intermedie che lo studio invita a evitare.<\/p>\n<p><strong>Che cosa cambia nelle nostre case<\/strong><\/p>\n<p>I risultati non devono trasformarsi in allarme n\u00e9 suggerire che la normale igiene domestica sia pericolosa. Invitano, piuttosto, a distinguere tra pulizia e disinfezione e a usare i biocidi soltanto quando servono.<\/p>\n<p>Nella maggior parte delle situazioni quotidiane, acqua e detergente sono sufficienti a rimuovere sporco e una parte rilevante dei microrganismi. Quando \u00e8 realmente indicata una disinfezione \u2014 per esempio per superfici contaminate, durante alcune malattie infettive o in presenza di persone fragili \u2014 bisogna leggere l\u2019etichetta.<\/p>\n<p><strong>Concentrazione, quantit\u00e0, modalit\u00e0 d\u2019impiego e tempo di contatto<\/strong> non sono dettagli. Se il prodotto deve restare sulla superficie per alcuni minuti, asciugarlo immediatamente pu\u00f2 impedirgli di agire. Non bisogna inoltre mescolare formulazioni diverse: combinare candeggina con acidi, ammoniaca o altri detergenti pu\u00f2 liberare vapori tossici.<\/p>\n<p>Le soluzioni diluite vanno preparate secondo le istruzioni del produttore e non conservate oltre il periodo indicato. Anche il contenitore deve essere pulito e correttamente identificato.<\/p>\n<p><strong>Il vero messaggio: disinfettare meglio, non di pi\u00f9<\/strong><\/p>\n<p>La resistenza antimicrobica non nasce soltanto dall\u2019impiego improprio degli antibiotici. Anche l\u2019uso dei disinfettanti, soprattutto in allevamenti, ospedali e industrie alimentari, deve essere inserito nelle strategie di sorveglianza.<\/p>\n<p>Lo studio britannico non dimostra che ogni trattamento insufficiente generi un batterio multiresistente, n\u00e9 consente di trasferire automaticamente i risultati dal laboratorio alla popolazione. Mostra per\u00f2 che una breve serie di esposizioni sub-letali pu\u00f2 cambiare profondamente l\u2019attivit\u00e0 dei geni e selezionare varianti meno sensibili agli antibiotici.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che cade l\u2019equivoco pi\u00f9 comune: la biosicurezza non consiste nello spruzzare prodotti chimici ovunque. Significa scegliere il disinfettante adatto, rimuovere prima lo sporco, preparare correttamente la soluzione e rispettare scrupolosamente il tempo di contatto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una disinfezione incompleta non \u00e8 soltanto meno efficace. Pu\u00f2 lasciare sul campo proprio i batteri pi\u00f9 difficili da combattere.<\/p>\n<p><strong>Fonte scientifica:<\/strong> Miranda Kirchner e collaboratori, \u201c<strong>Use of transcriptomics and genomics to assess the effect of disinfectant exposure on the survival and resistance of Escherichia coli O157:H7, a human pathogen<\/strong>\u201d, <strong>Frontiers in Microbiology<\/strong>, volume 15, 2024, articolo 1477683. <strong>DOI: 10.3389\/fmicb.2024.1477683<\/strong>\u2060\ufffd.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;uso massiccio e improprio di disinfettanti, una concentrazione troppo bassa, superfici ancora sporche o tempi di contatto non&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":664610,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[366281,96337,8818,265776,366284,366282,366279,349995,239,1537,90,89,366280,366285,240,366283],"class_list":["post-664609","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-animal-and-plant-health-agency","tag-biosicurezza","tag-campania","tag-disinfettanti","tag-disinfezione","tag-edl933","tag-escherichia-coli-o157h7","tag-frontiers-in-microbiology","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-miranda-kirchner","tag-resistenza-agli-antibiotici","tag-salute","tag-tuv93-0"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117212833564457940","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664609","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=664609"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664609\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/664610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=664609"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=664609"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=664609"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}