{"id":664753,"date":"2026-09-04T14:31:20","date_gmt":"2026-09-04T14:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664753\/"},"modified":"2026-09-04T14:31:20","modified_gmt":"2026-09-04T14:31:20","slug":"leucemia-mieloide-acuta-la-terapia-meno-intensa-che-sfida-mezzo-secolo-di-chemio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664753\/","title":{"rendered":"Leucemia mieloide acuta, la terapia meno intensa che sfida mezzo secolo di chemio"},"content":{"rendered":"<p>Per oltre cinquant\u2019anni la cura iniziale della leucemia mieloide acuta, nei pazienti giudicati abbastanza forti, \u00e8 stata dominata da un principio apparentemente semplice: a una malattia aggressiva deve corrispondere una terapia altrettanto aggressiva. Il trial <strong>PARADIGM<\/strong>, pubblicato sul New England Journal of Medicine, impone oggi di riconsiderare questo automatismo. Non dimostra che la chemioterapia intensiva appartenga al passato, ma indica con chiarezza che una minore intensit\u00e0 terapeutica non coincide necessariamente con una minore efficacia.<\/p>\n<p>Innanzitutto occorre comprendere la malattia. Nella leucemia mieloide acuta, cellule immature e anomale occupano progressivamente il midollo osseo, compromettendo la produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Per eliminarle si \u00e8 fatto ricorso soprattutto allo schema <strong>\u201c7+3\u201d<\/strong>, cio\u00e8 sette giorni di citarabina e tre di un\u2019antraciclina. \u00c8 un attacco rapido e potente, che tuttavia pu\u00f2 colpire temporaneamente anche il midollo sano, aumentando il rischio di infezioni, emorragie e ricoveri prolungati. La questione, dunque, non \u00e8 soltanto quanta terapia un organismo possa sopportare, ma quale terapia riesca a controllare meglio quella specifica leucemia senza compromettere inutilmente le condizioni della persona.<\/p>\n<p>Lo studio, di fase 2, ha coinvolto nove centri universitari degli Stati Uniti e <strong>172 adulti<\/strong> con diagnosi recente, assegnati in modo casuale a due strategie: azacitidina associata a venetoclax oppure chemioterapia d\u2019induzione convenzionale, con lo schema \u201c7+3\u201d o con citarabina e daunorubicina in formulazione liposomiale. L\u2019et\u00e0 mediana era di 64 anni e il 72 per cento dei partecipanti presentava una malattia classificata a rischio sfavorevole. Si tratta quindi di una popolazione nella quale ottenere una remissione \u00e8 importante, ma \u00e8 altrettanto importante conservare condizioni cliniche sufficienti per affrontare le fasi successive della cura.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109130\/car-t-create-nel-corpo-il-paziente-diventa-la-fabbrica.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_04\/ChatGPT_Image_4_set_2026__00_47_10-1788476262461.png--car_t_create_nel_corpo__il_paziente_diventa_la_fabbrica.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>I due farmaci della combinazione agiscono attraverso meccanismi differenti e complementari. L\u2019azacitidina interviene sui processi epigenetici, vale a dire sui sistemi che regolano l\u2019attivit\u00e0 dei geni senza modificarne la sequenza; venetoclax, invece, blocca <strong>BCL-2<\/strong>, una proteina che le cellule leucemiche utilizzano per sottrarsi alla morte programmata. Questo attacco coordinato era gi\u00e0 impiegato nei pazienti anziani o fragili. PARADIGM suggerisce che possa essere vantaggioso anche per adulti considerati idonei alla chemioterapia intensiva.<\/p>\n<p>I risultati meritano attenzione. Dopo un\u2019osservazione mediana di 21,9 mesi, il tempo mediano senza fallimento del trattamento, progressione, ricaduta o morte \u00e8 stato di <strong>14,5 mesi<\/strong> con azacitidina e venetoclax, rispetto a 6,2 mesi con la terapia intensiva. L\u2019hazard ratio, cio\u00e8 la misura del rischio relativo nel corso dell\u2019osservazione, \u00e8 risultato pari a 0,57: una riduzione del 43 per cento del rischio di incorrere in uno degli eventi considerati. Ci\u00f2 non significa, come talvolta si \u00e8 portati a credere leggendo un dato mediano, che ogni paziente abbia guadagnato esattamente 8,3 mesi. Significa che la met\u00e0 dei pazienti trattati con la combinazione aveva registrato un evento entro 14,5 mesi, mentre nel gruppo sottoposto alla chemioterapia intensiva la stessa soglia era stata raggiunta gi\u00e0 dopo 6,2 mesi.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la remissione \u00e8 stata raggiunta dal 78 per cento dei pazienti trattati con la combinazione, contro il 53 per cento di quelli sottoposti all\u2019induzione convenzionale. Ma il dato forse pi\u00f9 significativo sul piano dell\u2019intero percorso di cura riguarda il trapianto di cellule staminali: vi \u00e8 arrivato il <strong>60 per cento<\/strong> del primo gruppo, rispetto al 40 per cento del secondo. Nelle leucemie a rischio intermedio o sfavorevole, infatti, non basta ottenere una risposta iniziale; occorre anche mantenere il paziente abbastanza forte da poter affrontare il trapianto. La terapia non deve soltanto colpire la malattia, deve preservare la possibilit\u00e0 della cura successiva.<\/p>\n<p>Infine vi \u00e8 il peso immediato del trattamento, che non costituisce un aspetto accessorio. Le infezioni di grado almeno 3 sono state osservate nel 28 per cento dei pazienti trattati con azacitidina e venetoclax, contro il 41 per cento nel gruppo della chemioterapia intensiva; le emorragie gravi nel 2 contro il 12 per cento. Nei primi trenta giorni, la permanenza media in ospedale \u00e8 stata di <strong>12,5 giorni<\/strong>, anzich\u00e9 27,3. Nello stesso periodo, nessun paziente del primo gruppo \u00e8 stato ricoverato in terapia intensiva, mentre ci\u00f2 \u00e8 accaduto a circa uno su dieci nel secondo. Ridurre ricoveri, complicanze e perdita di autonomia non significa perseguire una cura pi\u00f9 debole: significa valutare l\u2019efficacia nella sua interezza clinica e umana.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109121\/antipsicotici-perche-lo-stesso-farmaco-puo-agire-in-modo-diverso-da-persona-a-persona.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_03\/ChatGPT_Image_3_set_2026__21_43_26-1788464633691.png--antipsicotici__perche_lo_stesso_farmaco_puo_agire_in_modo_diverso_da_persona_a_persona.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>\u201cMeno intensivo\u201d, del resto, non vuol dire innocuo. Anche azacitidina e venetoclax possono deprimere il midollo osseo e richiedono controlli ematologici ravvicinati. Inoltre il trial ha escluso diverse forme biologiche per le quali esistono strategie specifiche, comprese le leucemie con mutazioni di FLT3, quelle del core binding factor e, nei pazienti con meno di 60 anni, quelle con mutazione di NPM1. Non \u00e8 quindi corretto estendere automaticamente questi risultati a ogni leucemia mieloide acuta: la classificazione genetica della malattia rimane decisiva per scegliere il trattamento.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi un limite metodologico che non pu\u00f2 essere ignorato. La sopravvivenza globale mediana \u00e8 stata di 21,5 mesi con la combinazione e di 18 mesi con la chemioterapia intensiva, ma la differenza non ha raggiunto la significativit\u00e0 statistica. Lo studio era relativamente piccolo e non era stato progettato per dimostrare un vantaggio sulla mortalit\u00e0; inoltre, le terapie somministrate dopo il fallimento, compreso il passaggio da uno schema all\u2019altro, possono aver attenuato le differenze finali. Il finanziamento \u00e8 stato fornito da AbbVie, Genentech e Harvard Cancer Center. Servono pertanto studi pi\u00f9 ampi, conferme indipendenti e un\u2019osservazione pi\u00f9 lunga.<\/p>\n<p>Questo non riduce il valore del risultato, ma lo colloca nel suo giusto significato. La ricerca non procede attraverso annunci miracolosi, bens\u00ec mediante prove che modificano progressivamente le domande cliniche. Non dovremmo pi\u00f9 chiederci soltanto quanto trattamento una persona sia in grado di sopportare; dobbiamo chiederci quale trattamento offra il migliore controllo della sua leucemia, ne limiti le complicanze e le consenta di arrivare nelle condizioni migliori alle cure successive. \u00c8 questo il compito di una medicina razionale: non confondere la forza con l\u2019intensit\u00e0, ma misurare ogni scelta sulla <strong>dignit\u00e0 e sulla concreta possibilit\u00e0 di cura<\/strong> della persona.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_4_set_2026,_11_50_17-1788515424955.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p data-start=\"0\" data-end=\"194\" class=\"PDq2pG_selectionAnchorContainer\">Fathi AT, Perl AE, Fell GG, et al. Azacitidine\u2013Venetoclax or Induction Chemotherapy for Acute Myeloid Leukemia. New England Journal of Medicine. 2026;395(9):845\u2013858. doi:10.1056\/NEJMoa2602804.<\/p>\n<p data-start=\"0\" data-end=\"194\" class=\"PDq2pG_selectionAnchorContainer\"><a href=\"https:\/\/www.nejm.org\/doi\/full\/10.1056\/NEJMoa2602804\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per oltre cinquant\u2019anni la cura iniziale della leucemia mieloide acuta, nei pazienti giudicati abbastanza forti, \u00e8 stata dominata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":664754,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[366352,366350,366351,366353,239,1537,90,89,132092,29582,240,330021,307375],"class_list":["post-664753","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-73-schema","tag-azacitidina","tag-bcl-2","tag-chemioterapia-intensiva","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-leucemia-mieloide-acuta","tag-paradigm","tag-salute","tag-trapianto-di-cellule-staminali","tag-venetoclax"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117213259623821983","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664753","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=664753"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664753\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/664754"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=664753"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=664753"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=664753"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}