{"id":664967,"date":"2026-09-04T17:13:16","date_gmt":"2026-09-04T17:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664967\/"},"modified":"2026-09-04T17:13:16","modified_gmt":"2026-09-04T17:13:16","slug":"mieloma-multiplo-qualcosa-sta-cambiando-dopo-una-sola-terapia-alcuni-pazienti-stanno-bene-da-oltre-5-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/664967\/","title":{"rendered":"Mieloma multiplo, qualcosa sta cambiando: dopo una sola terapia alcuni pazienti stanno bene da oltre 5 anni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cinque anni senza progressione della malattia<\/strong> e <strong>senza bisogno di altre terapie<\/strong> dopo una sola infusione. \u00c8 uno dei risultati che meglio raccontano quanto stia cambiando la cura del <strong>mieloma multiplo<\/strong>, tumore del sangue che nasce dalle plasmacellule del midollo osseo.<\/p>\n<p>Non significa che il <strong>mieloma<\/strong> sia diventato <strong>guaribile<\/strong>. Ma negli ultimi anni <strong>CAR-T, anticorpi bispecifici e nuove combinazioni di farmaci<\/strong> hanno prodotto risultati difficili da immaginare soltanto poco tempo fa. E stanno progressivamente spostando pi\u00f9 avanti l\u2019<strong>orizzonte<\/strong> per molti pazienti.<\/p>\n<p><strong>Il dato dei cinque anni<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei risultati pi\u00f9 importanti arriva dallo studio <strong>CARTITUDE-1<\/strong>. Su <strong>97 pazienti<\/strong> con mieloma recidivato o refrattario, gi\u00e0 sottoposti a numerose terapie, <strong>32 erano ancora vivi e senza progressione della malattia almeno cinque anni<\/strong> dopo una singola infusione di <strong>CAR-T<\/strong>. E soprattutto <strong>senza terapia di mantenimento o ulteriori trattamenti contro il mieloma<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 un dato importante proprio perch\u00e9 riguarda persone con <strong>una malattia difficile da trattare<\/strong> e gi\u00e0 esposte a diverse cure.<\/p>\n<p>Le <strong>CAR-T<\/strong> utilizzano gli stessi <strong>linfociti T<\/strong> del paziente: vengono prelevati, modificati in laboratorio perch\u00e9 siano capaci di riconoscere le cellule tumorali e poi reinfusi. Una sorta di <strong>rieducazione<\/strong> del sistema immunitario affinch\u00e9 individui e attacchi il mieloma.<\/p>\n<p>Anche per l\u2019Italia c\u2019\u00e8 una novit\u00e0 recente. <strong>Dal 4 aprile 2026 il Servizio sanitario nazionale rimborsa questa CAR-T<\/strong> per determinati pazienti adulti con <strong>mieloma recidivato e refrattario<\/strong> gi\u00e0 dopo almeno una precedente terapia, purch\u00e9 siano rispettati precisi criteri clinici.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altra rivoluzione<\/strong> arriva dagli <strong>anticorpi bispecifici<\/strong><\/p>\n<p>Accanto alle <strong>CAR-T<\/strong> stanno avanzando gli <strong>anticorpi bispecifici<\/strong>. Il principio \u00e8 differente ma l\u2019obiettivo \u00e8 simile: mettere il sistema immunitario nelle condizioni di riconoscere meglio il tumore.<\/p>\n<p>Questi anticorpi funzionano come un <strong>ponte<\/strong>. Da una parte si agganciano alla cellula del mieloma, dall\u2019altra richiamano i <strong>linfociti T<\/strong> che possono attaccarla.<\/p>\n<p>Nello studio <strong>MajesTEC-3<\/strong>, condotto su <strong>587 pazienti<\/strong> gi\u00e0 sottoposti da una a tre precedenti linee di trattamento, <strong>a tre anni l\u201983,4% di chi aveva ricevuto la nuova combinazione terapeutica era vivo senza progressione della malattia<\/strong>, contro il <strong>29,7%<\/strong> del gruppo di confronto.<\/p>\n<p>Risultati molto importanti, che vanno per\u00f2 letti insieme al <strong>profilo di sicurezza<\/strong>: le terapie che attivano intensamente il sistema immunitario possono aumentare anche il rischio di <strong>effetti indesiderati e infezioni<\/strong> e richiedono quindi un attento monitoraggio.<\/p>\n<p><strong>E la ricerca continua a correre<\/strong><\/p>\n<p>Proprio il <strong>3 settembre 2026<\/strong> sono arrivati nuovi risultati dallo studio di fase 3 <strong>CERVINO<\/strong> su un anticorpo bispecifico ancora sperimentale. Il <strong>74% dei pazienti ha risposto al trattamento<\/strong>, contro il <strong>45,7%<\/strong> con le terapie di confronto, mentre il <strong>rischio di progressione o morte si \u00e8 ridotto del 60%<\/strong>.<\/p>\n<p>A dodici mesi risultava <strong>vivo l\u201987,9% dei pazienti trattati<\/strong> contro il <strong>72%<\/strong> del gruppo di confronto. Su quest\u2019ultimo dato, per\u00f2, serve prudenza: l\u2019<strong>analisi della sopravvivenza non \u00e8 ancora matura<\/strong> e sar\u00e0 necessario un follow-up pi\u00f9 lungo.<\/p>\n<p><strong>Cure pi\u00f9 efficaci fin dall\u2019inizio<\/strong><\/p>\n<p>Il cambiamento riguarda anche chi riceve la diagnosi oggi. Sempre pi\u00f9 spesso vengono utilizzate <strong>combinazioni di quattro farmaci<\/strong> per ottenere una risposta profonda gi\u00e0 nelle prime fasi della malattia.<\/p>\n<p>Nello studio <strong>IMROZ<\/strong>, dedicato a pazienti di <strong>nuova diagnosi non candidabili al trapianto<\/strong>, <strong>a cinque anni il 63,2% di chi aveva ricevuto la nuova combinazione non aveva avuto una progressione<\/strong>, contro il <strong>45,2%<\/strong> con la terapia di confronto.<\/p>\n<p>\u00c8 questo insieme di risultati a modificare la prospettiva sul <strong>mieloma multiplo<\/strong>. Parlare oggi di <strong>guarigione<\/strong> sarebbe prematuro: la malattia resta generalmente considerata <strong>non guaribile<\/strong> e <strong>pu\u00f2 tornare anche dopo risposte molto profonde<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma quando alcuni pazienti con malattia avanzata arrivano a <strong>cinque anni senza progressione e senza altre cure<\/strong>, la domanda della ricerca cambia. Non pi\u00f9 soltanto quanto a lungo sia possibile controllare il mieloma, ma se per una parte dei pazienti si possa arrivare un giorno a una <strong>remissione cos\u00ec lunga da avvicinarsi a una guarigione funzionale<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_4_set_2026,_11_52_21-1788515560144.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"900\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li><strong>Journal of Clinical Oncology<\/strong> \u2013 Long-Term (\u22655-Year) Remission and Survival After Treatment With Ciltacabtagene Autoleucel in CARTITUDE-1 Patients With Relapsed\/Refractory Multiple Myeloma, 2025.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>New England Journal of Medicine<\/strong> \u2013 Teclistamab plus Daratumumab in Relapsed or Refractory Multiple Myeloma, studio MajesTEC-3, 2026.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>New England Journal of Medicine<\/strong> \u2013 Isatuximab, Bortezomib, Lenalidomide, and Dexamethasone for Multiple Myeloma, studio IMROZ.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>AIFA<\/strong> \u2013 Determina PRES\/392\/2026 e Registro CAR-T, rimborsabilit\u00e0 SSN dal 4 aprile 2026.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>AbbVie<\/strong> \u2013 Phase 3 CERVINO Trial, risultati preliminari comunicati il 3 settembre 2026.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cinque anni senza progressione della malattia e senza bisogno di altre terapie dopo una sola infusione. \u00c8 uno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":664968,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[242506,325110,366467,17765,260860,239,366469,1537,90,89,366468,201026,240,366470],"class_list":["post-664967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-abbvie","tag-car-t","tag-cartitude-1","tag-cervino","tag-ciltacabtagene-autoleucel","tag-health","tag-imroz","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-majestec-3","tag-mieloma-multiplo","tag-salute","tag-teclistamab"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117213896260700816","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=664967"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664967\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/664968"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=664967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=664967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=664967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}