{"id":665136,"date":"2026-09-04T19:29:13","date_gmt":"2026-09-04T19:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665136\/"},"modified":"2026-09-04T19:29:13","modified_gmt":"2026-09-04T19:29:13","slug":"autismo-e-schizofrenia-nel-cervello-appena-nato-una-molecola-protegge-e-nutre-le-proteine-delle-sinapsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665136\/","title":{"rendered":"Autismo e schizofrenia: nel cervello appena nato una molecola protegge e nutre le proteine delle sinapsi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Uno studio<\/strong> coordinato tra <strong>Napoli<\/strong> e <strong>Caserta<\/strong> individua nel <strong>D-aspartato<\/strong> un possibile regolatore delle prime fasi dello sviluppo cerebrale. Quando la molecola viene eliminata nei <strong>topi<\/strong>, diminuiscono numerose <strong>proteine<\/strong> coinvolte nella comunicazione tra neuroni. Ma <strong>non \u00e8 ancora una terapia<\/strong> e i risultati <strong>non possono essere trasferiti direttamente all\u2019uomo<\/strong><\/p>\n<p>Esiste una fase brevissima nella quale il cervello sembra particolarmente sensibile alla presenza di una piccola molecola naturale. Si chiama <strong>D-aspartato<\/strong>, \u00e8 un amminoacido prodotto dall\u2019organismo e raggiunge le concentrazioni pi\u00f9 elevate durante la vita prenatale e nei primi giorni dopo la nascita.<\/p>\n<p>Una ricerca italiana mostra ora che la sua funzione potrebbe essere molto pi\u00f9 importante di quanto si pensasse. La riduzione del <strong>D-aspartato<\/strong> nel cervello dei <strong>topi appena nati<\/strong> modifica infatti l\u2019espressione di centinaia di <strong>proteine<\/strong>, molte delle quali partecipano alla formazione delle <strong>sinapsi<\/strong>, alla crescita degli assoni e alla comunicazione basata sul <strong>glutammato<\/strong>.<\/p>\n<p>Una parte di queste <strong>proteine<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 stata associata, attraverso precedenti ricerche genetiche e molecolari, ai <strong>disturbi dello spettro autistico<\/strong> e alla <strong>schizofrenia<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio, pubblicato su <strong>Cellular and Molecular Life Sciences<\/strong>, \u00e8 stato condotto da ricercatori dell\u2019<strong>Universit\u00e0 Federico II<\/strong>, del <strong>Ceinge Biotecnologie Avanzate di Napoli<\/strong>, dell\u2019<strong>Universit\u00e0 della Campania Luigi Vanvitelli<\/strong>, del <strong>Cnr<\/strong>, dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Torino<\/strong> e dell\u2019<strong>Irccs Neuromed di Pozzilli<\/strong>. Il lavoro \u00e8 stato coordinato da <strong>Alessandro Usiello<\/strong> e <strong>Angela Chambery<\/strong>, con <strong>Francesco Errico<\/strong> e <strong>Rosita Russo<\/strong> primi autori.<\/p>\n<p><strong>Il D-aspartato, messaggero dei primi giorni di vita<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>D-aspartato<\/strong> non va confuso con il pi\u00f9 comune <strong>L-aspartato<\/strong>, uno degli amminoacidi utilizzati dall\u2019organismo. Nel cervello svolge una funzione <strong>\u201cneuroattiva\u201d<\/strong>: pu\u00f2 stimolare i recettori <strong>NMDA<\/strong> e <strong>mGlu5<\/strong>, due snodi fondamentali della <strong>trasmissione glutammatergica<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>glutammato<\/strong> \u00e8 il principale neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso. Durante lo sviluppo non serve soltanto a trasmettere segnali, ma contribuisce a guidare la proliferazione, la migrazione e la maturazione dei neuroni, la costruzione delle connessioni e la selezione delle sinapsi destinate a rimanere.<\/p>\n<p>La presenza del <strong>D-aspartato<\/strong> segue una traiettoria molto particolare. \u00c8 abbondante nel cervello prima della nascita e nelle prime fasi della vita, poi diminuisce rapidamente quando comincia a essere prodotto l\u2019enzima <strong>D-aspartato ossidasi (DDO)<\/strong>, indicato con la sigla <strong>DDO<\/strong>, che lo degrada.<\/p>\n<p>Questa precisa successione temporale ha fatto ipotizzare che la molecola partecipi a una sorta di <strong>\u201cfinestra di programmazione\u201d<\/strong> del cervello.<\/p>\n<p><strong>Il modello utilizzato dai ricercatori<\/strong><\/p>\n<p>Per verificare questa ipotesi, gli scienziati hanno studiato <strong>topi geneticamente modificati<\/strong> nei quali l\u2019enzima <strong>DDO<\/strong> viene espresso gi\u00e0 durante la vita prenatale. Il risultato \u00e8 una <strong>eliminazione pressoch\u00e9 completa del D-aspartato cerebrale<\/strong> fin dalle prime fasi dello sviluppo.<\/p>\n<p>Il modello ha consentito di isolare l\u2019effetto della molecola: gli altri amminoacidi esaminati, tra cui <strong>glutammato<\/strong>, glutammina, Gaba, D-serina, glicina e taurina, non mostravano differenze significative rispetto agli animali di controllo.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno quindi analizzato il <strong>proteoma<\/strong>, ossia l\u2019insieme delle <strong>proteine<\/strong> presenti nel cervello, al terzo, settimo e quattordicesimo giorno dopo la nascita. \u00c8 stata impiegata una tecnica quantitativa avanzata basata su marcatura isotopica e spettrometria di massa ad alta risoluzione.<\/p>\n<p><strong>Complessivamente sono state identificate e quantificate 2.594 proteine<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019effetto si concentra al terzo giorno<\/strong><\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 interessante riguarda il momento nel quale compaiono le alterazioni. Delle <strong>295 proteine<\/strong> che mostravano variazioni di almeno 1,3 volte, <strong>288<\/strong> risultavano modificate al <strong>terzo giorno di vita<\/strong>.<\/p>\n<p>Al settimo e al quattordicesimo giorno le differenze erano invece molto pi\u00f9 limitate. Ci\u00f2 suggerisce che l\u2019azione del <strong>D-aspartato<\/strong> non sia continua, ma si concentri in una <strong>finestra postnatale molto stretta<\/strong>, quando le reti nervose stanno attraversando una fase di rapida organizzazione.<\/p>\n<p><strong>Tra le funzioni maggiormente interessate figurano:<\/strong><\/p>\n<p><strong>formazione e organizzazione delle sinapsi;<\/strong><\/p>\n<p><strong>crescita degli assoni;<\/strong><\/p>\n<p><strong>trasporto lungo i microtubuli;<\/strong><\/p>\n<p><strong>organizzazione del citoscheletro neuronale;<\/strong><\/p>\n<p><strong>regolazione dei recettori dei neurotrasmettitori;<\/strong><\/p>\n<p><strong>trasmissione glutamatergica;<\/strong><\/p>\n<p><strong>maturazione delle connessioni nervose.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il citoscheletro non \u00e8 una semplice impalcatura.<\/strong> Permette ai neuroni di assumere la propria forma, allungare gli assoni, costruire le ramificazioni dendritiche e trasportare molecole fino alle sinapsi. <strong>Una sua alterazione nelle prime fasi della vita pu\u00f2 quindi ripercuotersi sull\u2019intera architettura delle reti cerebrali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le proteine diminuite nelle sinapsi<\/strong><\/p>\n<p>Nel cervello privo di <strong>D-aspartato<\/strong> erano ridotte nove proteine appartenenti alla via della sinapsi glutamatergica. Tra queste figurano componenti fondamentali dei recettori <strong>NMDA<\/strong> e <strong>AMPA<\/strong>, come <strong>GluN1<\/strong>, <strong>GluA3<\/strong> e <strong>GluA4<\/strong>, insieme alle proteine <strong>Homer1<\/strong> e <strong>Homer3<\/strong>, che contribuiscono a organizzare la struttura molecolare della sinapsi.<\/p>\n<p>Risultavano coinvolti anche <strong>VGLUT1<\/strong>, trasportatore che permette di accumulare il glutammato nelle vescicole destinate al rilascio, e <strong>GAD1<\/strong>, enzima necessario per trasformare il glutammato in <strong>GABA<\/strong>, il principale neurotrasmettitore inibitorio.<\/p>\n<p>Il dato suggerisce quindi un possibile effetto non soltanto sui segnali eccitatori, ma anche sull\u2019<strong>equilibrio tra eccitazione e inibizione<\/strong>. Un equilibrio particolarmente delicato durante la costruzione del cervello.<\/p>\n<p>Tra le proteine modificate compaiono inoltre molecole implicate nella <strong>migrazione neuronale<\/strong>, nella <strong>formazione della mielina<\/strong>, nella <strong>crescita delle spine dendritiche<\/strong> e nella <strong>plasticit\u00e0 sinaptica<\/strong>, come <strong>CNTNAP1<\/strong>, <strong>ICAM5<\/strong>, <strong>SYNGR1<\/strong>, <strong>PTK2B<\/strong>, <strong>RASGRF2<\/strong>, <strong>TUBB4A<\/strong> e <strong>MAPT<\/strong>, la proteina <strong>tau<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il collegamento con autismo e schizofrenia<\/strong><\/p>\n<p>Confrontando i risultati con le banche dati disponibili, gli autori hanno individuato <strong>15 proteine<\/strong> modulate dal D-aspartato precedentemente associate ai <strong>disturbi dello spettro autistico<\/strong> e <strong>21 associate alla schizofrenia<\/strong>.<\/p>\n<p>Nove formavano una firma comune ai due gruppi di patologie: <strong>SLC17A7<\/strong>, <strong>GRIA3<\/strong>, <strong>FXR1<\/strong>, <strong>GRIN1<\/strong>, <strong>MAPT<\/strong>, <strong>HOMER1<\/strong>, <strong>MAOB<\/strong>, <strong>CNNM2<\/strong> e <strong>GAD1<\/strong>. Nel modello sperimentale erano tutte ridotte al <strong>terzo giorno di vita<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo non significa che una carenza di D-aspartato provochi <strong>autismo<\/strong> o <strong>schizofrenia<\/strong>. Le due condizioni derivano dall\u2019interazione complessa tra varianti genetiche, sviluppo cerebrale e fattori ambientali. Il risultato indica, pi\u00f9 prudentemente, che il <strong>metabolismo del D-aspartato<\/strong> pu\u00f2 interferire con alcune delle stesse reti molecolari coinvolte in questi disturbi.<\/p>\n<p>Gli studiosi hanno cercato anche un riscontro nei dati umani. Analizzando una rete di coespressione ricavata da 544 esperimenti sul tessuto cerebrale, hanno trovato <strong>nove geni<\/strong> la cui attivit\u00e0 risulta inversamente correlata a quella di <strong>DDO<\/strong> e che corrispondono a proteine diminuite nei topi privati del D-aspartato. L\u2019intersezione \u00e8 risultata <strong>statisticamente significativa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Quattro geni confermano il segnale<\/strong><\/p>\n<p>Per capire se le differenze osservate nelle proteine partissero gi\u00e0 dall\u2019attivit\u00e0 dei geni, il gruppo ha analizzato l\u2019RNA cerebrale.<\/p>\n<p>Al <strong>terzo giorno<\/strong> risultavano significativamente ridotti quattro geni: <strong>GRIN1<\/strong>, <strong>HOMER3<\/strong>, <strong>SYNGR1<\/strong> e <strong>IQSEC1<\/strong>. Al <strong>quattordicesimo giorno<\/strong>, invece, le differenze non erano pi\u00f9 presenti.<\/p>\n<p>Il risultato rafforza l\u2019ipotesi di un effetto <strong>temporalmente circoscritto<\/strong> del D-aspartato sia sui processi di trascrizione sia sulla produzione delle proteine. Questa finestra potrebbe coincidere con una fase decisiva nella maturazione dei recettori <strong>NMDA<\/strong> e delle funzioni cognitive.<\/p>\n<p><strong>Una nuova terapia? \u00c8 troppo presto<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca non dimostra che assumere <strong>D-aspartato<\/strong> possa prevenire o curare <strong>autismo<\/strong>, <strong>schizofrenia<\/strong> o altri disturbi neuropsichiatrici. L\u2019esperimento \u00e8 stato condotto su topi geneticamente modificati e ha analizzato il cervello intero, comprendendo anche il cervelletto.<\/p>\n<p>Non sono state inoltre valutate separatamente le differenze tra maschi e femmine n\u00e9 \u00e8 possibile stabilire quali specifiche regioni cerebrali siano maggiormente sensibili alla molecola.<\/p>\n<p>I prossimi studi dovranno verificare se la somministrazione di D-aspartato nella corretta finestra temporale riesca a normalizzare le proteine alterate e a correggere le anomalie metaboliche, anatomiche e comportamentali gi\u00e0 riscontrate in questo modello animale. Sar\u00e0 necessario anche comprendere se nei pazienti cambino soltanto i livelli di D-aspartato oppure anche la quantit\u00e0 e l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019enzima <strong>DDO<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo pi\u00f9 vicino non \u00e8 dunque un integratore o un nuovo farmaco, ma l\u2019identificazione di un <strong>meccanismo<\/strong>. Il <strong>metabolismo del D-aspartato<\/strong> potrebbe diventare uno strumento per studiare come si costruiscono le sinapsi, perch\u00e9 alcune traiettorie dello sviluppo cerebrale si modificano e se da questa firma molecolare possano emergere, in futuro, <strong>biomarcatori<\/strong> o <strong>bersagli terapeutici<\/strong>.<\/p>\n<p>La scoperta italiana aggiunge cos\u00ec un nuovo tassello a una delle domande pi\u00f9 difficili delle neuroscienze: come una variazione biochimica limitata ai primissimi giorni di vita possa lasciare un\u2019impronta duratura sull\u2019organizzazione e sul funzionamento del cervello.<\/p>\n<p><strong>Fonte scientifica:<\/strong> Francesco Errico, Rosita Russo e collaboratori, \u201cFree D-aspartate modulates the expression of proteins linked to schizophrenia and autism spectrum disorder during early postnatal life\u201d, Cellular and Molecular Life Sciences<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno studio coordinato tra Napoli e Caserta individua nel D-aspartato un possibile regolatore delle prime fasi dello sviluppo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":665137,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[320078,366513,366516,12840,366515,366512,321357,239,1537,90,89,248,320082,366511,366514,240,55106,1641],"class_list":["post-665136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alessandro-usiello","tag-angela-chambery","tag-autoismo","tag-caserta","tag-cellular-and-molecular-life-sciences","tag-d-aspartato","tag-francesco-errico","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-napoli","tag-neurosviluppo","tag-pozzilli","tag-rosita-russo","tag-salute","tag-schizofrenia","tag-torino"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117214430264423521","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=665136"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665136\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/665137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=665136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=665136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=665136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}