{"id":665672,"date":"2026-09-05T02:43:17","date_gmt":"2026-09-05T02:43:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665672\/"},"modified":"2026-09-05T02:43:17","modified_gmt":"2026-09-05T02:43:17","slug":"hiv-un-farmaco-antitumorale-riduce-il-serbatoio-del-virus-nei-primati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665672\/","title":{"rendered":"HIV, un farmaco antitumorale riduce il \u201cserbatoio\u201d del virus nei primati"},"content":{"rendered":"<p>Un farmaco antitumorale potrebbe aiutare ad affrontare uno degli ostacoli pi\u00f9 difficili nella ricerca di una cura per l\u2019HIV: il <strong>serbatoio virale<\/strong>, cio\u00e8 l\u2019insieme di cellule nelle quali il virus pu\u00f2 persistere nonostante una terapia antiretrovirale efficace. A indicare questa possibilit\u00e0 \u00e8 uno studio della <strong>Emory University<\/strong> pubblicato il 3 settembre su <strong>Nature Microbiology<\/strong>. I ricercatori hanno utilizzato <strong>venetoclax<\/strong>, un farmaco gi\u00e0 impiegato contro alcune neoplasie del sangue, in <strong>macachi<\/strong> infettati con <strong>SIV<\/strong>, il virus dell\u2019immunodeficienza delle scimmie utilizzato come modello sperimentale dell\u2019HIV. Somministrato per <strong>dieci giorni<\/strong> all\u2019inizio della terapia antiretrovirale, venetoclax ha prodotto una riduzione rapida e persistente del serbatoio di SIV intatto nel <strong>sangue<\/strong> e nei <strong>linfonodi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 importante perch\u00e9 la <strong>terapia antiretrovirale<\/strong> oggi permette di controllare efficacemente la replicazione dell\u2019HIV, ma non riesce normalmente a eliminare le cellule nelle quali il virus rimane nascosto. Sono proprio queste cellule a rendere necessario continuare il trattamento nel tempo.<\/p>\n<p><strong>Ventiquattro esemplari seguiti per quasi dieci mesi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperimento ha coinvolto 24 esemplari di macaco rhesus infettati con SIV. <strong>Quattordici giorni<\/strong> dopo l\u2019infezione gli animali hanno iniziato la terapia antiretrovirale e sono stati suddivisi in gruppi: alcuni hanno ricevuto soltanto <strong>ART<\/strong>, altri ART pi\u00f9 <strong>dieci giorni di venetoclax<\/strong>, mentre un terzo gruppo ha ricevuto anche un trattamento per ridurre le cellule <strong>CD8<\/strong>. Gli animali sono stati poi seguiti fino al <strong>294\u00b0 giorno<\/strong> dopo l\u2019infezione, permettendo di verificare se l\u2019effetto sopravvivesse alla breve esposizione al farmaco. Ed \u00e8 proprio questo uno dei risultati centrali: la diminuzione del <strong>serbatoio virale intatto<\/strong> \u00e8 rimasta rilevabile nel tempo sia nel <strong>sangue<\/strong> sia nei <strong>linfonodi<\/strong>, anche dopo la fine dei dieci giorni di venetoclax. Il bersaglio del farmaco \u00e8 <strong>BCL-2<\/strong>, una proteina che aiuta le cellule a resistere alla morte programmata. \u00c8 un meccanismo sfruttato anche da alcune cellule tumorali, motivo per cui venetoclax viene utilizzato in oncologia. Ma livelli elevati di <strong>BCL-2<\/strong> possono favorire anche la sopravvivenza dei <strong>linfociti T CD4+<\/strong> che custodiscono il virus. Bloccandola, i ricercatori cercano quindi di togliere una sorta di \u201csalvagente\u201d alle cellule infette persistenti.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il serbatoio \u00e8 il vero ostacolo alla cura<\/strong><\/p>\n<p>Il problema dell\u2019HIV non \u00e8 pi\u00f9 soltanto fermare il virus mentre si replica. I <strong>moderni antiretrovirali<\/strong> riescono a farlo con grande efficacia. La difficolt\u00e0 \u00e8 raggiungere quelle cellule nelle quali il materiale virale rimane silenzioso e pu\u00f2 sopravvivere per anni. Se la terapia viene interrotta, una parte di questo <strong>serbatoio<\/strong> pu\u00f2 riattivarsi e il virus torna a replicarsi. Da qui l\u2019interesse per strategie che non si limitino a sopprimere l\u2019HIV, ma riducano direttamente il numero delle cellule capaci di conservarlo. <strong>Venetoclax<\/strong> offre una strada diversa rispetto ai tentativi di \u201csvegliare\u201d il virus latente per renderlo visibile al sistema immunitario: punta sulla vulnerabilit\u00e0 delle cellule infette e sui meccanismi che consentono loro di sopravvivere. L\u2019idea non nasce soltanto dall\u2019esperimento sui macachi. Studi precedenti hanno mostrato che il serbatoio dell\u2019HIV tende a essere arricchito in cellule con elevata espressione di <strong>BCL-2<\/strong> e ricerche su cellule di persone con HIV hanno gi\u00e0 esplorato la possibilit\u00e0 di renderle pi\u00f9 suscettibili alla morte bloccando questa proteina.<\/p>\n<p><strong>Due trial nell\u2019uomo, la strada \u00e8 ancora lunga<\/strong><\/p>\n<p>Il passaggio pi\u00f9 interessante \u00e8 che questa strategia non \u00e8 pi\u00f9 confinata ai modelli animali. Sono attualmente registrati <strong>due studi clinici<\/strong> che stanno valutando venetoclax nelle persone con HIV. Uno \u00e8 uno studio di <strong>fase I\/IIb<\/strong> condotto in <strong>Australia<\/strong> e <strong>Danimarca<\/strong>; l\u2019altro, denominato <strong>INITIATE<\/strong>, \u00e8 uno studio di <strong>fase I<\/strong> previsto in <strong>Danimarca<\/strong> e <strong>Spagna<\/strong>. Il primo obiettivo \u00e8 capire <strong>sicurezza, tollerabilit\u00e0<\/strong> e comportamento del farmaco in persone che assumono una terapia antiretrovirale efficace, non dimostrare che venetoclax possa \u201c<strong>curare<\/strong>\u201d l\u2019HIV. La prudenza \u00e8 essenziale anche perch\u00e9 il medicinale interviene sui meccanismi di sopravvivenza cellulare e pu\u00f2 avere effetti importanti sul <strong>sistema immunitario<\/strong>. Inoltre, nello studio sui <strong>macachi<\/strong> alcune cellule <strong>CD4+<\/strong> sopravvissute al trattamento mostravano segnali di maggiore resistenza alla morte cellulare, suggerendo che il virus possa persistere in popolazioni cellulari pi\u00f9 difficili da eliminare. Gli stessi ricercatori ipotizzano che in futuro possa essere necessario combinare l\u2019inibizione di <strong>BCL-2<\/strong> con altri bersagli. La vera novit\u00e0, per ora, non \u00e8 avere trovato una cura per l\u2019HIV, ma aver dimostrato nei primati che colpire i meccanismi di sopravvivenza delle cellule infette pu\u00f2 ridurre in modo duraturo il <strong>serbatoio virale<\/strong>. Ora saranno gli <strong>studi sull\u2019uomo<\/strong> a stabilire se questa strategia possa diventare qualcosa di pi\u00f9 di una <strong>promettente prova di principio<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_4_set_2026,_16_28_23-1788564725260.webp\" alt=\"infografica sperimentazione HIV\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>Nel campo delle malattie infettive, SIV \u00e8 l\u2019acronimo di Simian Immunodeficiency Virus, ovvero il Virus dell\u2019immunodeficienza delle scimmie. Si tratta di un <strong>retrovirus<\/strong> che colpisce numerose specie di <strong>primati non umani<\/strong> in Africa ed \u00e8 considerato il <strong>diretto progenitore dell\u2019HIV<\/strong> umano. Il SIV riveste un ruolo cruciale nella lotta contro l\u2019HIV per motivi centrali, tra cui: Origine dell\u2019HIV (\u201cspillover\u201d)<\/p>\n<p>Le analisi genetiche hanno dimostrato che l\u2019HIV \u00e8 il risultato di un \u201csalto di specie\u201d (<strong>spillover<\/strong>) avvenuto agli inizi del XX secolo. In particolare:<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>Il ceppo SIVcpz, che infetta gli scimpanz\u00e9, ha subito mutazioni dando origine all\u2019HIV-1, la variante pi\u00f9 diffusa e aggressiva su scala globale.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Il ceppo SIVsmm, presente nei cercocebi, \u00e8 all\u2019origine dell\u2019HIV-2, meno virulento e concentrato soprattutto nell\u2019Africa occidentale.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>Il passaggio all\u2019uomo \u00e8 avvenuto con ogni probabilit\u00e0 attraverso il <strong>contatto con sangue infetto<\/strong> di questi primati.<\/p>\n<p><strong>Meccanismi di resistenza naturale <\/strong><\/p>\n<p>A differenza delle persone contagiate da HIV, molte scimmie africane convivono con il SIV senza sviluppare l\u2019AIDS (infezione non patogena). Pur presentando cariche virali molto elevate, il loro sistema immunitario non va incontro ad autodistruzione.<\/p>\n<p>Lo studio del SIV aiuta a comprendere come tali specie riescano a tollerare il virus: le chiavi risiedono in specifiche mutazioni genetiche e nella capacit\u00e0 di contenere l\u2019infiammazione cronica. Questi elementi rappresentano basi promettenti per ideare nuove strategie terapeutiche in grado di riprodurre una simile \u201ctolleranza\u201d anche nell\u2019essere umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un farmaco antitumorale potrebbe aiutare ad affrontare uno degli ostacoli pi\u00f9 difficili nella ricerca di una cura per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":665673,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[3631,366351,366698,239,14688,366701,1537,90,89,366700,248341,240,340990,366699,307375],"class_list":["post-665672","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-australia","tag-bcl-2","tag-emory-university","tag-health","tag-hiv","tag-initiate","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-macachi-rhesus","tag-nature-microbiology","tag-salute","tag-serbatoio-virale","tag-siv","tag-venetoclax"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117216137512282876","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665672","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=665672"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665672\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/665673"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=665672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=665672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=665672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}