{"id":665815,"date":"2026-09-05T05:00:21","date_gmt":"2026-09-05T05:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665815\/"},"modified":"2026-09-05T05:00:21","modified_gmt":"2026-09-05T05:00:21","slug":"alzheimer-la-cura-non-sara-una-sola-amiloide-tau-e-infiammazione-che-cosa-cambia-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665815\/","title":{"rendered":"Alzheimer, la cura non sar\u00e0 una sola: amiloide, tau e infiammazione, che cosa cambia davvero"},"content":{"rendered":"<p><strong>La ricerca sull\u2019Alzheimer sta entrando in una fase nuova.<\/strong> Per la prima volta esistono <strong>farmaci capaci di rimuovere dal cervello una parte della beta\u2011amiloide<\/strong>, ma gli studi aggiornati al 2026 indicano che <strong>eliminare le placche non basta per fermare la malattia<\/strong>. Il futuro sembra piuttosto legato a <strong>diagnosi anticipata e terapie combinate contro amiloide, tau, neuroinfiammazione e danno vascolare<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 il quadro che emerge da una vasta revisione pubblicata su <strong>Frontiers in Pharmacology<\/strong>, integrata con i risultati scientifici e regolatori pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p><strong>I farmaci tradizionali agiscono soprattutto sui sintomi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Donepezil, rivastigmina e galantamina<\/strong> aumentano la disponibilit\u00e0 dell\u2019<strong>acetilcolina<\/strong>, sostanza necessaria per memoria, attenzione e apprendimento. La <strong>memantina<\/strong>, utilizzata prevalentemente nelle forme moderate e gravi, modula invece gli effetti del glutammato e contrasta l\u2019eccessiva stimolazione dei neuroni.<\/p>\n<p>Questi medicinali possono offrire un beneficio sintomatico e, in alcuni pazienti, rallentare temporaneamente il deterioramento funzionale. <strong>Non eliminano per\u00f2 la causa della malattia n\u00e9 recuperano i neuroni gi\u00e0 perduti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il principale ostacolo \u00e8 il tempo.<\/strong> Le modificazioni cerebrali dell\u2019Alzheimer possono cominciare molti anni prima dei vuoti di memoria e della perdita di autonomia. Quando i sintomi diventano evidenti, il danno pu\u00f2 essere gi\u00e0 esteso.<\/p>\n<p><strong>Lecanemab e donanemab: placche ridotte, beneficio contenuto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lecanemab e donanemab<\/strong> sono anticorpi monoclonali che riconoscono differenti forme della <strong>beta\u2011amiloide<\/strong> e ne favoriscono la rimozione. Nei rispettivi studi di fase 3 hanno rallentato statisticamente il declino cognitivo e funzionale nei pazienti con deterioramento cognitivo lieve o demenza lieve e <strong>amiloide cerebrale confermata<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non sono per\u00f2 farmaci capaci di guarire l\u2019Alzheimer, restituire la memoria perduta o bloccare definitivamente la progressione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lecanemab<\/strong>, commercializzato come <strong>Leqembi<\/strong>, \u00e8 stato autorizzato nell\u2019Unione europea nell\u2019aprile 2025. <strong>Donanemab<\/strong>, <strong>Kisunla<\/strong>, ha ricevuto l\u2019autorizzazione europea nel settembre dello stesso anno. L\u2019impiego \u00e8 limitato a pazienti selezionati nelle fasi iniziali, con patologia amiloide documentata e nessuna o una sola copia del gene <strong>APOE4<\/strong>. EMA \u2013 Leqembi\u2060\ufffd, EMA \u2013 Kisunla\u2060\ufffd.<\/p>\n<p>I trattamenti richiedono infusioni e controlli con risonanza magnetica perch\u00e9 possono provocare le <strong>ARIA<\/strong>: edema cerebrale o microemorragie, spesso asintomatici ma, in alcuni casi, clinicamente importanti.<\/p>\n<p>Una revisione <strong>Cochrane<\/strong> pubblicata nel 2026, comprendente 17 studi e oltre 20 mila partecipanti, ha concluso che <strong>l\u2019effetto medio degli anticorpi anti\u2011amiloide sulla memoria e sulla gravit\u00e0 della demenza a 18 mesi \u00e8 assente o molto piccolo<\/strong>, mentre aumentano edema e microsanguinamenti cerebrali. L\u2019interpretazione resta discussa perch\u00e9 l\u2019analisi ha riunito sia i farmaci pi\u00f9 recenti sia anticorpi precedenti che avevano gi\u00e0 fallito. Il dato condiviso \u00e8 comunque che <strong>la rimozione dell\u2019amiloide, da sola, non garantisce un miglioramento clinicamente percepibile<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tau, il danno che si propaga dentro i neuroni<\/strong><\/p>\n<p>Il secondo grande bersaglio \u00e8 <strong>tau<\/strong>. In condizioni normali questa proteina stabilizza i <strong>microtubuli<\/strong>, i \u201cbinari\u201d interni attraverso i quali il neurone trasporta sostanze indispensabili.<\/p>\n<p>Nell\u2019Alzheimer <strong>tau viene modificata in modo anomalo<\/strong>, si stacca dai microtubuli e forma <strong>grovigli neurofibrillari<\/strong>. Il trasporto cellulare si interrompe, le sinapsi perdono efficienza e il neurone pu\u00f2 morire.<\/p>\n<p>Sono allo studio <strong>anticorpi, vaccini, inibitori dell\u2019aggregazione<\/strong> e <strong>oligonucleotidi antisenso<\/strong> capaci di <strong>ridurre la produzione di tau<\/strong>. I risultati sperimentali ottenuti <strong>entro il 2026<\/strong> confermano l\u2019interesse per questo bersaglio, ma <strong>non esiste ancora una terapia anti-tau approvata<\/strong> che abbia dimostrato definitivamente di modificare il decorso dell\u2019Alzheimer.<\/p>\n<p>La strategia futura potrebbe consistere nell\u2019agire <strong>prima sull\u2019amiloide<\/strong> e <strong>poi, o contemporaneamente, su tau<\/strong> per limitare la propagazione del danno.<\/p>\n<p><strong>Infiammazione, vasi e metabolismo<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Alzheimer <strong>non sembra dipendere da un unico meccanismo<\/strong>. Alla neurodegenerazione possono concorrere:<\/p>\n<p><strong>attivazione cronica della microglia;<\/strong><\/p>\n<p><strong>danno dei piccoli vasi cerebrali;<\/strong><\/p>\n<p><strong>alterazioni della barriera ematoencefalica;<\/strong><\/p>\n<p><strong>stress ossidativo e disfunzione mitocondriale;<\/strong><\/p>\n<p><strong>diabete, obesit\u00e0 e insulino-resistenza;<\/strong><\/p>\n<p><strong>disturbi del metabolismo dei lipidi;<\/strong><\/p>\n<p><strong>predisposizione genetica, soprattutto legata ad APOE4.<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>microglia<\/strong> \u00e8 il sistema di difesa del cervello. Nelle prime fasi prova a eliminare proteine e detriti; se resta attivata troppo a lungo, pu\u00f2 alimentare un\u2019<strong>infiammazione dannosa per neuroni e sinapsi<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo non significa che i comuni <strong>antinfiammatori<\/strong> prevengano l\u2019Alzheimer. Gli studi sui <strong>Fans<\/strong> hanno prodotto risultati contraddittori e l\u2019impiego cronico espone a <strong>rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari<\/strong>. La ricerca punta a <strong>interventi molto pi\u00f9 selettivi sulla microglia e sulle vie immunitarie<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche <strong>metformina<\/strong> e <strong>agonisti del recettore GLP-1<\/strong> sono studiati per i possibili effetti sul metabolismo cerebrale, ma <strong>non sono attualmente trattamenti dell\u2019Alzheimer nelle persone non diabetiche<\/strong>. <strong>Controllare diabete, pressione, obesit\u00e0 e malattie cardiovascolari<\/strong> rimane comunque essenziale per ridurre i fattori che possono accelerare il deterioramento cerebrale.<\/p>\n<p><strong>La diagnosi si sposta verso il sangue<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei progressi pi\u00f9 concreti riguarda la <strong>tau fosforilata p-tau217<\/strong>. Studi del <strong>2025<\/strong> e del <strong>2026<\/strong> indicano che alcuni <strong>test ematici<\/strong> possono riconoscere la <strong>patologia biologica dell\u2019Alzheimer<\/strong> con un\u2019accuratezza vicina a quella ottenuta attraverso <strong>liquido cerebrospinale e PET<\/strong>, soprattutto nei pazienti che presentano gi\u00e0 <strong>disturbi cognitivi<\/strong>.<\/p>\n<p>Le <strong>linee guida dell\u2019Alzheimer\u2019s Association del 2025<\/strong> ne prevedono l\u2019impiego nei <strong>centri specialistici<\/strong>, utilizzando soltanto <strong>test che raggiungano precisi standard di sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>P-tau217 non \u00e8 per\u00f2 un esame da utilizzare isolatamente sulla popolazione sana<\/strong>. Il risultato deve essere interpretato insieme a <strong>visita neurologica, valutazione neuropsicologica, storia clinica ed eventuali approfondimenti strumentali<\/strong>. Si studiano inoltre <strong>GFAP, neurofilamento leggero e rapporto amiloide A\u03b242\/40<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Verso una terapia personalizzata<\/strong><\/p>\n<p>Il quadro aggiornato al <strong>2026<\/strong> suggerisce che <strong>non esister\u00e0 una sola cura valida per tutti<\/strong>. In un paziente potrebbe prevalere la <strong>componente amiloide<\/strong>, in un altro la <strong>diffusione di tau<\/strong>, in un altro ancora il <strong>danno vascolare, metabolico o infiammatorio<\/strong>.<\/p>\n<p>La medicina dell\u2019Alzheimer potrebbe quindi seguire un <strong>modello simile a quello oncologico<\/strong>:<\/p>\n<p><strong>identificazione precoce della firma biologica;<\/strong><\/p>\n<p><strong>valutazione di amiloide, tau, neurodegenerazione e rischio genetico;<\/strong><\/p>\n<p><strong>controllo intensivo dei fattori vascolari e metabolici;<\/strong><\/p>\n<p><strong>combinazione di farmaci diretti contro bersagli differenti;<\/strong><\/p>\n<p><strong>monitoraggio della risposta attraverso biomarcatori ematici e imaging.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli anticorpi anti-amiloide<\/strong> hanno dimostrato che \u00e8 possibile modificare almeno un meccanismo della malattia. Hanno per\u00f2 anche chiarito che <strong>rimuovere le placche non equivale automaticamente a preservare memoria e autonomia<\/strong>.<\/p>\n<p>La possibile svolta non sar\u00e0 dunque <strong>una molecola miracolosa<\/strong>, ma la capacit\u00e0 di <strong>riconoscere l\u2019Alzheimer prima che troppi neuroni siano perduti<\/strong> e di <strong>contrastarlo contemporaneamente su pi\u00f9 fronti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<p><strong>Kim AY, Al Jerdi S, MacDonald R, Triggle CR.<\/strong> Alzheimer\u2019s disease and its treatment \u2013 yesterday, today, and tomorrow. <strong>Front Pharmacol. 2024;15:1399121. doi:10.3389\/fphar.2024.1399121\u2060.<\/strong><\/p>\n<p><strong>van Dyck CH et al.<\/strong> Lecanemab in Early Alzheimer\u2019s Disease. <strong>N Engl J Med. 2023;388:9-21. doi:10.1056\/NEJMoa2212948\u2060.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sims JR et al.<\/strong> Donanemab in Early Symptomatic Alzheimer Disease: TRAILBLAZER-ALZ 2. <strong>JAMA. 2023;330:512-527. doi:10.1001\/jama.2023.13239\u2060\ufffd.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nonino F et al.<\/strong> Amyloid-beta-targeting monoclonal antibodies for people with mild cognitive impairment or mild dementia due to Alzheimer\u2019s disease. <strong>Cochrane Database Syst Rev. 2026;CD016297. Revisione Cochrane\u2060.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qi L et al.<\/strong> Safety profiles of lecanemab: a systematic review and meta-analysis of randomized trials and real-world evidence. <strong>J Prev Alzheimers Dis. 2026;13:100473. doi:10.1016\/j.tjpad.2025.100473\u2060.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Palmqvist S et al.<\/strong> Plasma phospho-tau217 for Alzheimer\u2019s disease diagnosis in primary and secondary care. <strong>Nat Med. 2025. doi:10.1038\/s41591-025-03622-w\u2060.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Palmqvist S et al.<\/strong> Alzheimer\u2019s Association Clinical Practice Guideline on blood-based biomarkers in suspected Alzheimer\u2019s disease. <strong>Alzheimer\u2019s &amp; Dementia. 2025;21. doi:10.1002\/alz.70535\u2060.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rabinovici GD et al.<\/strong> Updated appropriate use criteria for amyloid and tau PET. <strong>J Nucl Med. 2025.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Therriault J et al.<\/strong> Blood phosphorylated tau for the diagnosis of Alzheimer\u2019s disease: a systematic review and meta-analysis. <strong>2025. Scheda PubMed\u2060.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mummery CJ et al.<\/strong> Tau in Alzheimer\u2019s disease: shaping the future patient journey. <strong>2026.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La ricerca sull\u2019Alzheimer sta entrando in una fase nuova. 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