{"id":66588,"date":"2025-08-24T17:39:10","date_gmt":"2025-08-24T17:39:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/66588\/"},"modified":"2025-08-24T17:39:10","modified_gmt":"2025-08-24T17:39:10","slug":"rimini-2025-zuppi-la-pace-non-puo-essere-frutto-della-forza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/66588\/","title":{"rendered":"Rimini 2025, Zuppi: \u201cLa pace non pu\u00f2 essere frutto della forza\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl perdono e la giustizia costruiscono concretamente la pace\u201d: cos\u00ec il cardinale arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, arrivato oggi alla quarantaseiesima edizione del Meeting per l&#8217;amicizia fra i popoli. L\u2019intervista \u00e8 stata realizzata da Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, Massimiliano Menichetti, vicedirettore editoriale dei media vaticani, responsabile Radio Vaticana &#8211; Vatican News, e Andrea Monda, direttore de L\u2019Osservatore Romano<\/p>\n<p><b>Guglielmo Gallone \u2013 Rimini<\/b><\/p>\n<p>\u201cLa preghiera apre a entrare nella storia. Perch\u00e9 essa non \u00e8 l\u2019ultima spiaggia. \u00c8 la prima. Quella da cui partire, quella che diventa scelta, solidariet\u00e0, attenzione, vicinanza. Ecco una delle tante eredit\u00e0 di Papa Francesco e che Papa Leone ha ripreso con la stessa insistenza: non esiste classifica dei conflitti. Sono tutti pezzi di un\u2019unica guerra, sono tutti mondiali\u201d: sono queste le parole pronunciate dal cardinale, arcivescovo di Bologna,\u00a0<b>Matteo Maria Zuppi<\/b>, in un\u2019intervista ai media vaticani. Il presidente della Conferenza episcopale italiana \u00e8 arrivato questa mattina al Meeting di Rimini e, poco prima della celebrazione della messa, ha visitato lo stand dei media vaticani in cui ha avuto una conversazione con\u00a0<b>Andrea Tornielli<\/b>, direttore editoriale dei media vaticani,\u00a0<b>Massimiliano Menichetti<\/b>, vicedirettore editoriale dei media vaticani, responsabile Radio Vaticana &#8211; Vatican News, e\u00a0<b>Andrea Monda<\/b>, direttore de L\u2019Osservatore Romano.<\/p>\n<p>&#8220;Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi&#8221; <\/p>\n<p>E proprio sul titolo della quarantaseiesima edizione del Meeting organizzato da Comunione e liberazione, \u201cNei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi\u201d, si \u00e8 concentrato fin da subito il cardinale Zuppi, evidenziando come \u201cdeserto e mattono sono termini che ci aiutano a capire la situazione che stiamo vivendo oggi. Un deserto terribile, provocato dalle scelte degli uomini e capace di generare sofferenza, rovinare relazioni, uccidere. E poi, per\u00f2, ci sono i mattoni. Questa mi sembra un\u2019indicazione importante: in questo anno giubilare della speranza abbiamo bisogno di capire che si \u00e8 mattoni, che si pu\u00f2 essere mattoni, che c\u2019\u00e8 qualcosa di nuovo se ci si confronta col deserto\u201d. Ecco allora il senso del vero giubileo che, precisa Zuppi, \u201c\u00e8 vero rinnovamento. Venerd\u00ec abbiamo aderito e vissuto una giornata di digiuno e preghiera che ci era stata chiesta due giorni prima da Papa Leone per la pace\u201d.<\/p>\n<p>Gli sforzi concreti per la pace <\/p>\n<p>Sono proprio questi, tra preghiera e digiuno, gli sforzi concreti che vanno fatti per promuovere la pace. Ma non sono gli unici. In questi giorni di Meeting le vere protagoniste sono state le storie di riconciliazione e di perdono: la storia di due mamme, una israeliana e una palestinese, che oggi cercano insieme la pace per i loro popoli; la storia dei diciannove martiri cristiani d\u2019Algeria, uccisi nel 1994. \u201cSono queste le testimonianze da cui si pu\u00f2 iniziare a ricostruire, nella speranza che certe parole non solo commuovano, bens\u00ec spingano a incontrarsi, a dialogare, a scegliere la via della riconciliazione e non quella della guerra\u201d, ha commentato Zuppi, che ha poi voluto ricordare l\u2019attenzione della Chiesa a ogni tipo di guerra: \u201cFaccio l\u2019esempio del Sud Sudan, un conflitto che dura da decenni ma per cui Papa Francesco si inginocchi\u00f2, baciando i piedi pur di supplicare di porre fine al conflitto. Perch\u00e9 anche questa \u00e8 una guerra mondiale\u201d.<\/p>\n<p>\n   Card. Zuppi, \u201cLa pace non pu\u00f2 essere frutto della forza\u201d\n  <\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 pace senza giustizia, non c&#8217;\u00e8 giustizia senza perdono <\/p>\n<p>In effetti, \u00e8 proprio l\u2019arma del perdono quella che si eredita dai grandi personaggi della storia. Lo ha ricordato il Direttore Andrea Monda, citando Nelson Mandela, mentre il Direttore Andrea Tornielli ha citato le parole profetiche del messaggio per la Giornata mondiale della pace 2002 che Giovanni Paolo II pubblic\u00f2 poco dopo gli attacchi terroristici dell\u201911 settembre agli Stati Uniti. Mentre tutti pensavano alla guerra \u201cpreventiva\u201d, sull\u2019onda dell\u2019enormit\u00e0 dell\u2019attacco subito, il Pontefice volle dire che \u201cnon c\u2019\u00e8 pace senza giustizia, non c\u2019\u00e8 giustizia senza perdono\u201d. Eppure, ha osservato il cardinale Zuppi, \u201coggi ho l\u2019impressione che andiamo un po\u2019 fiacchi su tutto. Non c\u2019\u00e8 pace, c\u2019\u00e8 poco perdono, cerchiamo poche volte la giustizia. Dimentichiamo che la prigione da cui non si pu\u00f2 evadere \u00e8 quella che noi costruiamo pensando di essere sicuri o di stare bene: in realt\u00e0, stiamo cos\u00ec costruendo attorno a noi un inferno. Dobbiamo sperare esattamente il contrario. Il perdono aiuta. Aiuta chi ha compiuto il crimine, il delitto, l\u2019offesa, ma soprattutto libera chi l\u2019ha subito. Solo una ricerca tanto ostinata della pace, della giustizia e del perdono pu\u00f2 rendere certi deserti ci\u00f2 che il Signore vuole: un giardino dove tutti possono vivere\u201d.<\/p>\n<p>Stiamo facendo tutto il possibile? <\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9, un giardino da cui nessun essere umano pu\u00f2 essere allontanato. Lo ha ribadito ieri Papa Leone XIV quando, ricevendo in udienza la delegazione del \u201cChagos Refugees Group\u201d, di Port Louis, nelle Isole Maurizio, ha detto che \u201ctutti i popoli, anche i pi\u00f9 piccoli e i pi\u00f9 deboli, devono essere rispettati dai potenti nella loro identit\u00e0 e nei loro diritti, in particolare il diritto di vivere nelle proprie terre; e nessuno pu\u00f2 costringerli a un esilio forzato\u201d. Parole non esplicitamente riferite al Medio Oriente, ma che non possono non far pensare alla situazione in corso a Gaza. Stiamo facendo tutto il possibile, a ogni livello, per cercare di fermare quanto sta avvenendo? \u201cQuesta \u00e8 una grande domanda, legata all\u2019inquietudine, su cui non dovremmo mai smettere d\u2019interrogarci \u2013 ha riflettuto il cardinale Zuppi \u2013 Papa Francesco, durante il suo viaggio in Ungheria, si domand\u00f2 e domand\u00f2 alle Chiese se avevamo fatto tutto il possibile per i conflitti in corso nel mondo. Poi, si \u00e8 domandato che fine avesse fatto la pace creativa: la diplomazia \u00e8 capace di trovare formule per rendere la pace possibile? Il 4 ottobre 2025 ricorrono i sessant\u2019anni da quel discorso straordinario che San Paolo Vi tenne alle Nazioni Unite in cui diede una prospettiva: la pace non pu\u00f2 essere frutto della forza. La forza \u00e8 pericolosa, cos\u00ec come lo \u00e8 l\u2019idea che comandi il pi\u00f9 forte o che prevalga un equilibrio tra i forti. Certo, l\u2019Onu deve fare un po\u2019 di manutenzione, ma noi non possiamo tirarci indietro. Perch\u00e9 se la guerra \u00e8 mondiale, vuol dire che ci interessa, che ci coinvolge, arrivando pure dove sei tu. Non \u00e8 qualcosa di facoltativo. \u00c8 un\u2019emergenza che coinvolge ognuno di noi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cIl perdono e la giustizia costruiscono concretamente la pace\u201d: cos\u00ec il cardinale arcivescovo di Bologna e presidente della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":66589,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[819,14,93,94,626,399,1537,90,89,48978,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-66588","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-chiesa","9":"tag-cronaca","10":"tag-cronaca-italiana","11":"tag-cronacaitaliana","12":"tag-eventi","13":"tag-incontro","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-matteo-maria-zuppi","18":"tag-news","19":"tag-notizie","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","22":"tag-ultime-notizie-italia","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","25":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66588"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66588\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}