{"id":665895,"date":"2026-09-05T06:19:14","date_gmt":"2026-09-05T06:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665895\/"},"modified":"2026-09-05T06:19:14","modified_gmt":"2026-09-05T06:19:14","slug":"alberi-il-documentario-al-festival-di-venezia-un-gioiello-prodotto-dal-pratese-nespeca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/665895\/","title":{"rendered":"Alberi, il documentario. Al Festival di Venezia un gioiello prodotto dal pratese Nespeca"},"content":{"rendered":"<p>Al <strong>Festival del cinema di Venezia 2026<\/strong> un pratese fra i protagonisti. Con la sua casa di produzione <strong>Solaria Film<\/strong> Emanuele Nespeca \u00e8 presente con due lavori di prossima programmazione nelle sale. Il primo \u00e8 <strong>Holy Wood Dust<\/strong> diretto da Victor Kossakovsky, il regista per due volte nella short list dei premi Oscar, e la partecipazione di Stefano Mancuso, botanico fra i pi\u00f9 famosi a livello internazionale: sar\u00e0 sugli schermi del Lido domani alle 17. &#8220;Sapete, non capisco come si possa passare davanti ad un albero e non provare gioia nel vederlo&#8221; \u00e8 la frase di lancio del documentario, tratta da L\u2019idiota di Fedor Dostoevski e rende bene l\u2019idea del senso del lavoro collettivo a cui ha partecipato il produttore pratese. E proprio il magico mondo degli alberi \u00e8 protagonista di questa co-produzione che coinvolge Italia, Germania e Spagna. Kossakovsky e Mancuso accompagnano il pubblico in un viaggio senza precedenti nella vita degli alberi. Cosa succede nel secondo successivo all\u2019abbattimento di un albero? Cosa pensa e prova quell\u2019albero in quel preciso istante? <strong>Holy Wood Dust<\/strong> \u00e8 un invito a ripensare radicalmente al regno vegetale da una prospettiva nuova e rivoluzionaria.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019ingresso in questa avventura straordinaria \u00e8 stato possibile grazie a Be Water Film e alla visione di Matteo Guerra, che ha avuto il coraggio di ra profondamente controcorrente, che non segue le mode del momento \u2013 ricorda Nespeca \u2013. Abbiamo girato tra boschi secolari in Trentino e viaggiato tra Danimarca, Germania, Spagna, Italia. C\u2019\u00e8 un aspetto che mi rende particolarmente orgoglioso come pratese: un tassello fondamentale e complesso \u00e8 nato proprio qui a Prato, all\u2019interno di Manifatture Digitali dove abbiamo ricostruito una micro serra sperimentale per filmare la nascita dei germogli con sofisticate tecniche marco frame by frame. Nella mia carriera ho affrontato ogni declinazione del genere documentario \u2013 aggiunge \u2013 dalle biografie ai racconti scientifici e sportivi, ma ho sempre coltivato un amore particolare per il documentario creativo, quel cinema che usa il reale, gli archivi o le interviste per comporre una metafora, proporre un pensiero drammaturgico e farsi narrazione&#8221;.<\/p>\n<p>Tre giorni dopo il passaggio veneziano di <strong>Holy Wood Dust<\/strong>, Emanuele Nespeca sar\u00e0 di nuovo al festival con un\u2019altra produzione: mercoled\u00ec 9 alle 11.30 la sua <strong>Solaria Film<\/strong> sar\u00e0 di scena con Se venisse anche l\u2019inferno nella sezione Giornate degli autori. Film di Samuele Rossi con Luca Tanganelli, Giusi Merli, Giorgio Colangeli, Ivan Franek che racconta l\u2019inverno 1944, la stagione pi\u00f9 buia della guerra in Italia. &#8220;Un opera che appartiene ad una idea di cinema di qualche anno fa, controcorrente non solo perch\u00e9 affronta la Resistenza e i partigiani, ma perch\u00e9 lo fa con il linguaggio del cinema del reale in maniera integrale ed estrema. Fin dalla prima inquadratura lo spettatore si ritrova incollato al corpo e al respiro del giovane protagonista, rimasto solo tra le nevi nel tragico inverno del 1944&#8221;. Parole di Nespeca, alla vigilia della premi\u00e8re veneziana.<\/p>\n<p>Federco Berti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Al Festival del cinema di Venezia 2026 un pratese fra i protagonisti. 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