{"id":666068,"date":"2026-09-05T08:52:18","date_gmt":"2026-09-05T08:52:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/666068\/"},"modified":"2026-09-05T08:52:18","modified_gmt":"2026-09-05T08:52:18","slug":"van-aert-vola-alla-vuelta-e-punta-il-mondiale-di-montreal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/666068\/","title":{"rendered":"Van Aert vola alla Vuelta e punta il Mondiale di Montreal"},"content":{"rendered":"<p>                                Il belga domina una tappa con una prestazione da fuoriclasse. A Montreal lo aspetta una nuova sfida con Pogacar, Van der Poel e il compagno Evenepoel<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/redazione\/ciro-scognamiglio\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ciro_scognamiglio_avatar.png\" alt=\"Ciro Scognamiglio\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Giornalista<\/p>\n<p>                    5 settembre &#8211; 09:18  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">E se, nell\u2019anno in cui ha coronato il lungo inseguimento alla Parigi-Roubaix, riuscisse a fare la stessa cosa con il Mondiale? Wout Van Aert, questo Wout Van Aert, pu\u00f2 permettersi di sperarlo. Ad aprile, nel velodromo pi\u00f9 famoso del mondo, si era preso la regina delle Classiche infliggendo l\u2019unica sconfitta stagionale sulla strada a Tadej Pogacar. E ieri, alla Vuelta, il belga ha vissuto una giornata di onnipotenza pura dando spettacolo in ogni modo: in fuga, attaccando, rinforzando il primato nella maglia verde dei punti chiudendo su ogni tentativo dei rivali, piazzando l\u2019affondo decisivo ai meno due per non lasciare scampo poi allo sprint a Valentin Paret Peintre. Ingiocabile. E cos\u00ec, mentre alle spalle non c\u2019erano variazioni tra i primi cinque della generale, con Mas sempre leader, Wout si poteva permettere il pi\u00f9 ampio dei sorrisi: &#8220;Ho parlato prima della tappa con mia moglie. Lei resta il boss di casa, \u00e8 tanto esigente! Mi ha dato la carica, lo stesso hanno fatto i miei figlioletti, e sono partito con l\u2019idea chiara di vincere in testa&#8221;, ha detto a caldo il 31enne della Visma-Lease a Bike. A caldo&#8230; non solo per l\u2019immediatezza: le temperature hanno sfiorato i 40 gradi e sta crescendo la  preoccupazione in tal senso.\u00a0<\/p>\n<p>    Attitudine\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Van Aert \u2013 di Herentals come il mito Rik Van Looy &#8211; \u00e8 uno dei grandi di quest\u2019epoca, ma per un pezzo ha dovuto fare i conti con la fama dell\u2019eterno secondo. Paradossale, per chi comunque \u00e8 riuscito a vincere Sanremo, Strade Bianche, Amstel Gold Race, tre Mondiali di cross&#8230; Ma a un certo punto l\u2019eterna rivalit\u00e0 con Van der Poel \u2013 soprattutto dal Giro delle Fiandre 2020, perso contro Mathieu in una volata mozzafiato \u2013 aveva cominciato a pendere nettamente dalla parte dell\u2019olandese. E Van Aert, uno dopo l\u2019altro, infilava una serie non comune di piazzamenti amari: senza volerli ricapitolare tutti, vale pure per il Mondiale in linea, visti gli argenti nel 2020 a Imola (primo Alaphilippe) e del 2023 a Glasgow (primo Van der Poel). Senza dimenticare cadute, infortuni, sgambetti del destino: fin dall\u2019incidente nella cronometro di Pau al Tour 2019, quando si era schiantato contro le transenne. Dall\u2019Attraverso Le Fiandre 2024 dovette ritirarsi in lacrime, con annessa rinuncia al Giro d\u2019Italia dove poi avrebbe debuttato un anno dopo, firmando  la tappa di Siena e aiutando Simon Yates a vincere la rosa di Roma. Il conto \u00e8 aperto pure con la Vuelta: due anni fa, aveva conquistato tre tappe e portava la maglia verde dei punti. Dominava, nelle giornate adatte a lui, ma l\u2019ennesima caduta lo costrinse al ritiro. La sfortuna, per la verit\u00e0, non ha smesso di fargli visita: una infezione al gomito lo ha escluso dall\u2019ultimo Tour de France. Ma Van Aert pi\u00f9 volte ha dimostrato una soprannaturale capacit\u00e0 di non farsi abbattere, di ripartire e tornare pi\u00f9 forte di prima.\u00a0<\/p>\n<p>    Spirito\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">&#8220;Era una tappa che potevamo gestire, lo sapevamo \u2013 ha spiegato Wout -. Abbiamo potuto giocare su questo scenario, una volta presa bene la fuga, cercato di restare coperti quando si poteva. Sia io, sia Matthew Brennan (poi terzo; ndr) avevamo una possibilit\u00e0. Sapevamo che a un certo punto avremmo dovuto sacrificarne uno, e per noi ha funzionato. Fondamentale pure la presenza di un terzo compagno, Armirail. Questo successo mi permette di arrivare a 15 tappe vinte nei grandi giri (dieci al Tour de France, quattro alla Vuelta, una al Giro d\u2019Italia; ndr). Un traguardo che mi rende orgoglioso&#8221;. Fino alla conclusione di domenica 13 settembre a Granada \u2013 Madrid in quel fine settimana sar\u00e0 occupata dalla Formula 1 \u2013 non mancheranno altre occasioni, ma \u00e8 naturale spostare il focus un po\u2019 pi\u00f9 avanti, nel tempo e nello spazio. Nel dettaglio: Montreal, domenica 27 giorni. Tra 22 giorni in Canada sar\u00e0 in palio il Mondiale e l\u2019incidente di cui \u00e8 stato vittima Tadej Pogacar ha improvvisamente riaperto i giochi, non soltanto alla Vuelta che non ha ancora un padrone. In tanti hanno ricominciato a sognare l\u2019arcobaleno.\u00a0<\/p>\n<p>    Situazione\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Le parole di Wout, anzitutto, in prospettiva: &#8220;Questo \u00e8 un ottimo allenamento. Il Mondiale sar\u00e0 il mio ultimo grande obiettivo della stagione, e di solito mi riprendo bene dopo una gara importante. Avr\u00f2 due settimane per farlo, \u00e8 il tempo giusto&#8221;. Il Belgio un po\u2019 fa invidia, nel  senso buono del termine, perch\u00e9 potr\u00e0 contare su due capitani  di livello eccelso: Van Aert infatti sar\u00e0 sullo stesso piano di Remco Evenepoel. Quest\u2019ultimo si \u00e8 preparato a Livigno e sar\u00e0 al via delle prove World Tour canadesi nel prossimo fine settimana, prima di andare a caccia del quarto titolo mondiale a cronometro (domenica 20) e del secondo in linea dopo quello del 2022 in Australia. Senza dimenticare che \u00e8 il campione olimpico in carica di entrambi le prove&#8230; &#8220;Wout e Remco saranno sullo stesso piano in termini di leadership&#8221;, assicurano dal Belgio. Il percorso di Montreal, duro ma non estremo, si adatta a entrambi. C\u2019\u00e8 un particolare per\u00f2 non da poco che li divide: Evenepoel ha 26 anni, Van Aert tra dieci giorni ne compir\u00e0 32. Come dire: Wout sa benissimo di essere vicino all\u2019ultima chiamata. \u00c8 per questo che dalla Vuelta ha detto ad alta voce &#8220;Ci sono anch\u2019io&#8221;.  E s\u00ec, lo hanno sentito tutti.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il belga domina una tappa con una prestazione da fuoriclasse. 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