{"id":666488,"date":"2026-09-05T14:50:19","date_gmt":"2026-09-05T14:50:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/666488\/"},"modified":"2026-09-05T14:50:19","modified_gmt":"2026-09-05T14:50:19","slug":"valerio-berruti-racconta-il-legame-con-alba-e-le-langhe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/666488\/","title":{"rendered":"Valerio Berruti racconta il legame con Alba e le Langhe"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019indagine creativa di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2026\/07\/valerio-berruti-mostra-new-york-intervista\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2026\/07\/valerio-berruti-mostra-new-york-intervista\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Valerio Berruti<\/a><\/strong> (Alba, 1977) \u00e8 notoriamente legata al mondo dell\u2019infanzia. Nelle sue opere silhouette di bambine e bambini si stagliano su fondi piatti, metafore di un\u2019umanit\u00e0 fragile e potente al tempo stesso. Eppure, c\u2019\u00e8 un altro elemento assai influente nel suo percorso, biografico e lavorativo: il paesaggio delle <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/langhe\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/langhe\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Langhe<\/a>, a cui Berruti \u00e8 legato da un doppio filo, intimo e professionale. Ospite della settima edizione di <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/06\/narni-citta-teatro-arte-25\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/06\/narni-citta-teatro-arte-25\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Narni Citt\u00e0 Teatro<\/a>, in programma in Umbria dall\u201911 al 13 settembre, l\u2019artista si racconta nella nuova puntata della rubrica Provincia Cosmica. <\/p>\n<p>Valerio Berruti, Alba e le Langhe: l\u2019intervista <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alba \u00e8 la citt\u00e0, ma anche il nome di una bambina. E da questo assunto sei partito per dare vita alla grande scultura che da qualche anno campeggia in piazza Michele Ferrero. Quanto ti senti legato a questo luogo, che hai scelto di supportare nella sua crescita culturale?<\/strong> <br \/><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/10\/alba-capitale-italiana-arte-contemporanea-2027-2\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/10\/alba-capitale-italiana-arte-contemporanea-2027-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Alba<\/a> \u00e8 prima di tutto il luogo in cui vivo e lavoro, dove sono cresciuto e dove crescono i miei figli. La scultura nasce proprio da questo doppio significato: Alba come citt\u00e0 e Alba come bambina; ma allo stesso tempo \u00e8 anche quel momento del giorno dove tutto deve ancora iniziare. Mi piaceva l\u2019idea che quella figura potesse diventare un simbolo aperto, qualcosa che potesse appartenere a tutti. Il legame con la mia citt\u00e0 e con la mia terra \u00e8 molto naturale, non \u00e8 una scelta strategica. \u00c8 semplicemente il posto da cui guardo il mondo e in cui nascono le mie opere. <\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"767\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alba-foto-aerea-di-lavezzo-studio-1024x767.jpeg\" alt=\"Alba, Valerio Berruti. foto aerea di Lavezzo Studio\" class=\"wp-image-1253821\"  \/>Alba, Valerio Berruti. foto aerea di Lavezzo Studio<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Molti artisti sembrano nascondere la propria base di lavoro, quando non si tratta di una grande citt\u00e0. Nel tuo caso, invece, il territorio in cui vivi emerge spesso ed \u00e8 qualcosa che non hai mai celato; anzi, sembra piuttosto una forma di rivendicazione identitaria. \u00c8 una lettura corretta?<\/strong> <br \/>Sono certo di essere continuamente influenzato dal luogo in cui vivo e sono assolutamente sicuro di essere quel che sono proprio perch\u00e9 sono nato qui. Non ho mai sentito il bisogno di vivere altrove per essere pi\u00f9 \u201clegittimato\u201d. Ho abitato per brevi periodi a New York, in Giappone e in Sudafrica, ma non ho mai pensato, nemmeno per un secondo, di non tornare a casa. Oggi il mondo \u00e8 molto pi\u00f9 connesso di un tempo, e credo che si possa lavorare ovunque se si mantiene uno sguardo aperto. Il territorio entra nel mio lavoro in modo naturale, perch\u00e9 \u00e8 il paesaggio umano e visivo che mi circonda. <\/p>\n<p><strong>La provincia come luogo romantico<\/strong> <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nello scritto di Heidegger Perch\u00e9 restiamo in provincia? il filosofo contrappone la visione idealizzata e romantica della provincia (\u201ccome appare agli occhi contemplanti dell\u2019ospite o del turista estivo\u201d) a quella di chi invece la vive ogni giorno (\u201cper quanto mi riguarda non mi accade proprio mai di mettermi a contemplare il paesaggio\u201d). Parlare di provincia \u00e8 necessario oggi? E in quali termini sarebbe opportuno farlo?<\/strong> <br \/>La parola provincia spesso porta con s\u00e9 un\u2019idea un po\u2019 riduttiva. Io non la vivo cos\u00ec. Per me \u00e8 semplicemente un luogo in cui le relazioni, il tempo e lo spazio hanno una dimensione pi\u00f9 umana. Non credo sia necessario contrapporre provincia e citt\u00e0: sono solo modi diversi di abitare il mondo. Quello che mi interessa \u00e8 avere uno spazio mentale libero, e questo pu\u00f2 avvenire in molti luoghi diversi. <\/p>\n<p>                    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/lo-studio-di-valerio-berruti-crediti-letizia-cigliutti-100x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Lo studio di Valerio Berruti. Crediti Letizia Cigliutti\"  \/>                <\/p>\n<p>                    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/valerio-berruti-dont-let-me-be-wrong-foto-di-letizia-cigliutti-150x100.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Valerio Berruti, Don't let me be wrong, Foto di Letizia Cigliutti\"  \/>                <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sempre nello scritto, Heidegger parla della provincia come luogo della solitudine \u2013 ma non di isolamento. Trovi un\u2019analogia con la tua esperienza? Vivere in provincia \u00e8 un modo per essere pi\u00f9 vicini all\u2019essenza delle cose?<\/strong> <br \/>La distinzione tra solitudine e isolamento \u00e8 molto importante. Il lavoro dell\u2019artista richiede inevitabilmente momenti di solitudine, di concentrazione profonda. Vivere qui mi permette di avere tempo e silenzio, che per me sono fondamentali. Ma non mi sono mai sentito isolato: il mio lavoro viaggia, incontra persone e luoghi diversi. In questo senso la distanza geografica non \u00e8 mai stata un limite. <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I soggetti delle tue opere sono quasi sempre figure infantili, colte in momenti di quiete o di gioco solitario. Quanto queste visioni sono agevolate dal vivere in una condizione meno caotica e riservata?<\/strong> <br \/>L\u2019infanzia \u00e8 una dimensione fatta di attese, di silenzi, di piccoli gesti. I bambini delle mie opere sono spesso soli, ma non sono mai tristi: stanno vivendo un momento sospeso in cui immaginano, pensano, giocano con il mondo. Un ambiente pi\u00f9 tranquillo, probabilmente, aiuta a osservare e soppesare, a dare spazio a quei tempi lenti che oggi sono sempre pi\u00f9 rari. <\/p>\n<p><strong>Valerio Berruti e il rapporto con le Langhe<\/strong> <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Negli anni hai preso parte alle pi\u00f9 importanti rassegne internazionali, ultima delle quali la grande mostra a Palazzo Reale a Milano. Quando sei arrivato a capire di poter essere \u201cal centro\u201d del sistema, pur concedendoti il privilegio di mantenere una posizione laterale?<\/strong> <br \/>Non ho mai pensato di potermi concedere questo privilegio semplicemente perch\u00e9 non ho mai pensato di poterci rinunciare. Ho sempre cercato di lavorare nel modo pi\u00f9 onesto possibile, rispettando il sistema dell\u2019arte, ma anteponendo la mia esigenza di vivere nelle Langhe. Le mostre, i progetti e le collaborazioni sono arrivati nel tempo, magari anche come conseguenza di questo percorso. <br \/>La posizione laterale per me non \u00e8 una strategia, \u00e8 una condizione naturale: mi permette di continuare a sentirmi libero, che \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante. E allo stesso tempo mi piace che il mio lavoro possa tornare ogni tanto qui dove ho scelto di vivere. <\/p>\n<p>Alex Urso<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019indagine creativa di Valerio Berruti (Alba, 1977) \u00e8 notoriamente legata al mondo dell\u2019infanzia. 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