{"id":667138,"date":"2026-09-06T00:08:15","date_gmt":"2026-09-06T00:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667138\/"},"modified":"2026-09-06T00:08:15","modified_gmt":"2026-09-06T00:08:15","slug":"colesterolo-e-rischio-dinfarto-non-ce-solo-lldl-mezzo-milione-di-persone-rivela-una-quota-nascosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667138\/","title":{"rendered":"Colesterolo e rischio d&#8217;infarto, non c\u2019\u00e8 solo l\u2019LDL: mezzo milione di persone rivela una quota nascosta"},"content":{"rendered":"<p>Lo studio pubblicato il <strong>5 settembre<\/strong> su Cardiovascular Diabetology richiama l\u2019attenzione su un problema importante: nelle persone con sindrome metabolica, l\u2019LDL potrebbe non descrivere da solo l\u2019intero rischio legato ai grassi circolanti. Questo non significa ridimensionare il ruolo del cosiddetto \u201ccolesterolo cattivo\u201d, che rimane uno dei principali fattori causali dell\u2019aterosclerosi e il bersaglio fondamentale della prevenzione. Significa, invece, riconoscere che nel sangue il colesterolo viaggia anche all\u2019interno di altre particelle e che una parte del rischio cardiovascolare pu\u00f2 dipendere proprio da queste.<\/p>\n<p>Si tratta del <strong>remnant cholesterol<\/strong>, o colesterolo delle lipoproteine residue. Il nome non deve trarre in inganno: non \u00e8 una nuova forma di colesterolo, bens\u00ec il colesterolo trasportato soprattutto dalle VLDL e dai loro residui, dalle IDL e dai residui dei chilomicroni, particelle ricche di trigliceridi coinvolte nel trasporto dei grassi. Nel lavoro questa componente \u00e8 stata calcolata mediante una semplice sottrazione \u2014 colesterolo totale meno HDL e LDL \u2014 e risulta quindi ricavabile dal normale profilo lipidico, senza richiedere necessariamente un nuovo esame.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa misura interessa in modo particolare la sindrome metabolica? Perch\u00e9 tale condizione non coincide con una singola alterazione, ma viene identificata dalla presenza combinata di almeno <strong>tre fattori tra obesit\u00e0 addominale, pressione elevata, trigliceridi alti, HDL basso e alterazioni della glicemia<\/strong>. \u00c8, in altre parole, un insieme di condizioni che tendono ad associarsi e ad aumentare il rischio aterosclerotico. Nelle persone che presentavano la sindrome, il colesterolo residuo risultava superiore del <strong>70%<\/strong> nella coorte danese e del 40% nella UK Biobank rispetto a chi non ne era affetto; le differenze dell\u2019LDL erano assai pi\u00f9 limitate, rispettivamente del 13% e del 3%.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109228\/endometriosi-dopo-quante-settimane-il-dolore-puo-quasi-scomparire-la-risposta-cambia-con-il-tipo-di-dolore.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_05\/ChatGPT_Image_5_set_2026__17_52_27-1788623584193.png--endometriosi__dopo_quante_settimane_il_dolore_puo_quasi_scomparire__la_risposta_cambia_con_il_tipo_di_dolore.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>La dimensione dello studio merita attenzione. I ricercatori hanno analizzato 537.885 partecipanti del Copenhagen General Population Study e della UK Biobank, dei quali <strong>178.959 con sindrome metabolica<\/strong>. Durante periodi mediani di osservazione pari a 11 e 14 anni sono stati registrati 12.353 infarti e 51.135 eventi cardiovascolari aterosclerotici. Non siamo dunque di fronte a un\u2019osservazione occasionale, ma a un segnale rilevato in due grandi popolazioni e seguito nel tempo.<\/p>\n<p>Innanzitutto, tra i partecipanti con sindrome metabolica, un aumento di 39 mg\/dL del colesterolo residuo era associato a un rischio relativo di infarto pi\u00f9 elevato dal 21% al 39% nella coorte di Copenhagen e dal 25% al 36% nella UK Biobank, con differenze legate all\u2019assunzione o meno di farmaci ipolipemizzanti. In secondo luogo, mediante un\u2019analisi di mediazione \u2014 una procedura statistica volta a stimare attraverso quale fattore possa passare una parte dell\u2019associazione osservata \u2014 gli autori hanno calcolato che il remnant cholesterol potrebbe spiegare dal 12% al 24% dell\u2019eccesso di rischio tra chi non assumeva tali farmaci e dal 16% al 48% tra chi li assumeva. Per l\u2019insieme degli eventi aterosclerotici, la quota stimata era pi\u00f9 contenuta, compresa fra il 6% e il 26%.<\/p>\n<p>\u00c8 comprensibile che il dato del <strong>48%<\/strong> colpisca maggiormente. Tuttavia, sarebbe scorretto trasformarlo nell\u2019affermazione secondo cui il colesterolo residuo \u201ccausa il 48% degli infarti\u201d nelle persone con sindrome metabolica. Quel valore proviene dal sottogruppo danese pi\u00f9 piccolo ed \u00e8 accompagnato da un intervallo di confidenza molto ampio, dal 9% all\u201988%; indica quindi una notevole incertezza. Conta di pi\u00f9 la coerenza complessiva del segnale nelle due popolazioni che non il numero massimo isolato dal suo contesto.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109204\/pavimento-pelvico-dopo-il-parto-quando-stringere-di-piu-puo-essere-la-scelta-sbagliata.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_05\/ChatGPT_Image_5_set_2026__10_29_13-1788597444116.png--pavimento_pelvico_dopo_il_parto__quando_stringere_di_piu_puo_essere_la_scelta_sbagliata.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>La distinzione decisiva \u00e8 fra associazione e causalit\u00e0. Lo studio \u00e8 osservazionale e l\u2019analisi di mediazione offre una stima statistica, non una dimostrazione del rapporto di causa-effetto. Fattori non misurati potrebbero avere influenzato i risultati; inoltre, il colesterolo residuo \u00e8 strettamente correlato ai trigliceridi, che gi\u00e0 rientrano fra i criteri della sindrome metabolica. Non a caso, nelle analisi di sensibilit\u00e0, i trigliceridi si comportavano almeno altrettanto bene come mediatori statistici. <strong>Non abbiamo ancora una prova terapeutica<\/strong> che ridurre intenzionalmente le lipoproteine residue determini una diminuzione degli infarti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che esista una spiegazione biologica plausibile. Le particelle residue possono penetrare nella parete arteriosa, depositarvi colesterolo e favorire la comparsa delle cellule schiumose, cellule cariche di lipidi caratteristiche dell\u2019aterosclerosi. L\u2019osservazione epidemiologica e il meccanismo biologico indicano dunque la stessa direzione; ma, in medicina, una direzione promettente deve diventare una prova attraverso studi randomizzati con eventi cardiovascolari come esito clinico.<\/p>\n<p>Il problema, a questo punto, non \u00e8 scegliere tra LDL e colesterolo residuo, come se l\u2019uno dovesse sostituire l\u2019altro. L\u2019LDL conserva il suo ruolo essenziale; il remnant cholesterol pu\u00f2 rappresentare una <strong>lente aggiuntiva<\/strong> per interpretare il rischio di chi presenta obesit\u00e0 addominale, ipertensione, insulino-resistenza e trigliceridi elevati, soprattutto quando il valore dell\u2019LDL non sembra esaurire il quadro. Dobbiamo evitare tanto il miracolismo di un nuovo indicatore quanto la resistenza a considerare ci\u00f2 che i dati suggeriscono. La buona medicina procede cos\u00ec: misura, distingue, verifica e soltanto dopo trasforma la conoscenza in prevenzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_5_set_2026,_21_26_28-1788636431706.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Hvid K, Balling M, Afzal S, et al. Elevated remnant cholesterol is estimated to mediate part of excess cardiovascular risk in the metabolic syndrome: two cohort studies of 537,885 individuals. Cardiovascular Diabetology. Pubblicato il 5 settembre 2026. DOI: 10.1186\/s12933-026-03357-z.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1186\/s12933-026-03357-z\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo studio pubblicato il 5 settembre su Cardiovascular Diabetology richiama l\u2019attenzione su un problema importante: nelle persone con&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":667139,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[83413,367615,239,367617,27408,1537,90,89,121742,30917,240,333927,367616],"class_list":["post-667138","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-aterosclerosi","tag-colesterolo-residuo","tag-health","tag-idl","tag-infarti","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-ldl","tag-rischio-cardiovascolare","tag-salute","tag-sindrome-metabolica","tag-vldl"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117221190792443266","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=667138"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667138\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/667139"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=667138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=667138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=667138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}