{"id":667343,"date":"2026-09-06T03:38:18","date_gmt":"2026-09-06T03:38:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667343\/"},"modified":"2026-09-06T03:38:18","modified_gmt":"2026-09-06T03:38:18","slug":"intervista-ad-anna-frants-co-fondatrice-di-cyland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667343\/","title":{"rendered":"Intervista ad Anna Frants co-fondatrice di CYLAND"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel panorama internazionale della media art, pochi progetti possono vantare la continuit\u00e0, la rete globale e la capacit\u00e0 di connettere arte, tecnologia e ricerca sviluppate da <strong>Anna Frants<\/strong> (San Pietroburgo, 1965). Artista multimediale, curatrice e cofondatrice di <strong>CYLAND Media Art Lab<\/strong>, Frants \u00e8 anche tra le ideatrici di CYFEST, uno dei festival internazionali dedicati alla media art pi\u00f9 longevi e riconosciuti a livello globale. Nato nel 2007 e giunto alla sua 17\u00b0 edizione, CYFEST <strong>riunisce artisti, curatori, ingegneri, programmatori, ricercatori e attivisti provenienti da tutto il mondo<\/strong>, promuovendo un dialogo costante tra linguaggi artistici, innovazione tecnologica e riflessione critica sui cambiamenti della contemporaneit\u00e0. In questa conversazione abbiamo approfondito temi che attraversano l\u2019intera visione di CYLAND: il valore della <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2025\/05\/oltre-disciplina-limiti-pensiero-settoriale\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2025\/05\/oltre-disciplina-limiti-pensiero-settoriale\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">contaminazione interdisciplinare<\/a>, il rapporto tra esseri umani, natura e paesaggio, il ruolo dell\u2019arte come principio attivo nella societ\u00e0 contemporanea e le prospettive future della media art in un mondo sempre pi\u00f9 segnato dall\u2019interazione tra creativit\u00e0, scienza e tecnologia.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"953\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/anna-frants-phyurii-goryanoy-1024x953.jpeg\" alt=\"Ritratto di Anna Frants. Ph: Yurii Goryanoy\" class=\"wp-image-1253633\"  \/>Ritratto di Anna Frants. Ph: Yurii Goryanoy<\/p>\n<p><strong>Intervista ad Anna Frants<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto \u00e8 importante oggi la contaminazione interdisciplinare, anche tra ambiti che possono apparire molto lontani tra loro?<\/strong><br \/>Non esistono confini rigidi tra le discipline artistiche. Pittura, video, suono, performance e tecnologie digitali fanno tutte parte dello stesso continuum artistico. La media art prospera grazie all\u2019interazione tra queste forme, rendendo lo scambio interdisciplinare essenziale. Come artista e curatrice, ho visto come la collaborazione \u2013 in particolare con gli ingegneri \u2013 sia un motore di innovazione. Gli artisti portano spesso prospettive non convenzionali, mentre gli ingegneri contribuiscono con competenze tecniche. Insieme possono sviluppare soluzioni che nessuna delle due parti riuscirebbe a concepire da sola.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci dica di pi\u00f9\u2026<\/strong><br \/>Si tratta di un processo altamente iterativo. Un\u2019opera evolve attraverso la sperimentazione, con decisioni tecniche e artistiche che si influenzano continuamente a vicenda. Che gli ingegneri debbano comprendere a fondo la dimensione concettuale di un progetto dipende dalla persona. Alcuni sono profondamente coinvolti nelle idee che stanno alla base dell\u2019opera, mentre altri si concentrano principalmente sulla risoluzione delle sfide tecniche. \u00c8 interessante notare che, all\u2019interno del team CYLAND, alcuni ingegneri sono gradualmente diventati essi stessi artisti. Questo dimostra come il pensiero artistico possa svilupparsi parallelamente alle competenze tecniche, sfumando ulteriormente i confini tra le discipline.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una delle vostre idee di base \u00e8 quella per cui l\u2019arte \u00e8 un \u201cprincipio attivo\u201d: che cosa significa per lei, oggi, questa idea?<\/strong><br \/>L\u2019arte non si limita a rappresentare il mondo: contribuisce a plasmare il modo in cui lo comprendiamo. Nel corso del Novecento, gli artisti hanno risposto ai cambiamenti sociali, politici e tecnologici sviluppando nuove forme espressive e mettendo in discussione i modi di pensare consolidati. La media art prosegue questa tradizione. Essa si sviluppa attraverso l\u2019interazione tra arte, scienza e tecnologia ed \u00e8 in costante evoluzione, man mano che emergono nuovi strumenti e nuove scoperte. Pi\u00f9 che essere definita da un unico medium o da uno stile specifico, la media art \u00e8 guidata dalla sperimentazione e dalla ricerca di nuovi modi di confrontarsi con la realt\u00e0 contemporanea. In questo senso l\u2019arte \u00e8 attiva perch\u00e9 crea nuove esperienze, nuove forme di interazione e nuovi modi di vedere il mondo che ci circonda.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Durante l\u2019ultima edizione di CYFEST, \u00e8 stato presentato il volume \u201cAfterwards.<\/strong> <strong>Art in the Time of Change<\/strong><strong>\u201d<\/strong> <strong>a cura di Valentino Catrical\u00e0.<\/strong> <strong>La pubblicazione esplora il ruolo dell\u2019arte, della scienza e della tecnologia nel nostro tempo attraverso saggi e interviste ad artisti e pensatori internazionali. Da queste riflessioni sono emerse visioni condivise? Esiste un denominatore comune?<\/strong><br \/>Il libro \u00e8 stato concepito originariamente durante la pandemia di COVID-19, un periodo in cui molti di noi sono stati costretti a riconsiderare il proprio rapporto con la tecnologia, la societ\u00e0 e gli altri. Un denominatore comune \u00e8 stato l\u2019importanza di preservare uno spazio per la riflessione critica. Un altro tema ricorrente \u00e8 stato quello dell\u2019interconnessione. Le sfide che affrontiamo oggi non possono essere comprese attraverso una sola disciplina. Arte, scienza e tecnologia si sovrappongono sempre pi\u00f9 spesso, e le innovazioni pi\u00f9 significative nascono dal loro dialogo. La pubblicazione riflette questa convinzione: sebbene i contributori provengano da contesti e prospettive differenti, condividono la convinzione che creativit\u00e0, curiosit\u00e0 e collaborazione siano essenziali per comprendere il presente e immaginare futuri possibili.<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/anna-frants-to-make-a-long-story-short-from-series-simple-joys-2024-installation-cyfest-16-ochayartoco-centre-yerevan-armenia-2024-phann-prilutckaia7.jpg\" data-pswp-width=\"1920\" data-pswp-height=\"1080\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"432\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/anna-frants-to-make-a-long-story-short-from-series-simple-joys-2024-installation-cyfest-16-ochayarto.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Anna Frants, To Make a Long Story Short, From Series Simple Joys, 2024, CYFEST 16. Ph: Ann Prilutckaia\"  \/>                        1 \/ 4<br \/>\n                        Anna Frants, To Make a Long Story Short, From Series Simple Joys, 2024, CYFEST 16. Ph: Ann Prilutckaia<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Anna Frants, To Make a Long Story Short, From Series Simple Joys, 2024, CYFEST 16. Ph: Ann Prilutckaia<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/anna-frants-to-make-a-long-story-short-from-series-simple-joys-2024-installation-cyfest-16-ochayartoco-centre-yerevan-armenia-2024-phann-prilutckaia1.jpg\" data-pswp-width=\"1920\" data-pswp-height=\"1280\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1788665895_576_anna-frants-to-make-a-long-story-short-from-series-simple-joys-2024-installation-cyfest-16-ochayarto.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Anna Frants, To Make a Long Story Short, From Series Simple Joys, 2024, CYFEST 16. Ph: Ann Prilutckaia\"  \/>                        2 \/ 4<br \/>\n                        Anna Frants, To Make a Long Story Short, From Series Simple Joys, 2024, CYFEST 16. Ph: Ann Prilutckaia<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Anna Frants, To Make a Long Story Short, From Series Simple Joys, 2024, CYFEST 16. Ph: Ann Prilutckaia<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/anna-frants-different-robot-2025-ph-anton-khlabov.jpg\" data-pswp-width=\"2500\" data-pswp-height=\"1667\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/anna-frants-different-robot-2025-ph-anton-khlabov-768x512.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Anna Frants, Different Robot. 2025. Ph: Anton Khlabov\"  \/>                        3 \/ 4<br \/>\n                        Anna Frants, Different Robot. 2025. Ph: Anton Khlabov<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Anna Frants, Different Robot. 2025. Ph: Anton Khlabov<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ph-nevena-martinovic3.jpg\" data-pswp-width=\"900\" data-pswp-height=\"675\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ph-nevena-martinovic3-768x576.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Afterwards. Art in the Time of Change, a cura di Valentino Catrical\u00e0. Ph: Nevena Martinovic\"  \/>                        4 \/ 4<br \/>\n                        Afterwards. Art in the Time of Change, a cura di Valentino Catrical\u00e0. Ph: Nevena Martinovic<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Afterwards. Art in the Time of Change, a cura di Valentino Catrical\u00e0. Ph: Nevena Martinovic<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il rapporto tra arte e impresa oggi sta andando sempre pi\u00f9 oltre la tradizionale logica della sponsorizzazione, assumendo forme pi\u00f9 olistiche, progettuali e strategiche. Quale potenziale vede nel dialogo tra arte contemporanea, discipline umanistiche e brand?<\/strong><br \/>Il rapporto tra arte e impresa sembra essere complesso, e la media art \u00e8 difficile da vendere, perch\u00e9 richiede una manutenzione maggiore rispetto alla pittura, per esempio. Pertanto, dal punto di vista del collezionista \u2013 sia esso privato o aziendale \u2013 comporta investimenti aggiuntivi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In questo scenario sempre pi\u00f9 ibrido, anche la figura dell\u2019artista \u00e8 in continua evoluzione. Nel futuro, quale ruolo potrebbe assumere un artista all\u2019interno di un consiglio di amministrazione aziendale?<\/strong><br \/>Esclusivamente per aiutare la nuova generazione di artisti, se questo rappresenta un interesse dell\u2019azienda. Per il resto, a mio avviso, i ruoli amministrativi interferiscono con l\u2019essere artista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal 2007 a oggi, CYLAND ha collaborato con numerose fondazioni, universit\u00e0, centri di ricerca e istituzioni internazionali. Quali partnership considera pi\u00f9 significative nel vostro percorso e perch\u00e9?<\/strong><br \/>Consideriamo particolarmente speciale la partnership con l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia e con la professoressa Silvia Burini. Dal 2011 collaboriamo a mostre, programmi di screening, pubblicazioni e iniziative di ricerca, costruendo un dialogo di lungo periodo tra media art e mondo accademico. Tra i momenti pi\u00f9 significativi figurano numerosi progetti CYFEST presentati a Venezia, oltre a iniziative editoriali come Sostenibilart. Ambassadors of Sustainability (2022). Basata su una comune curiosit\u00e0 intellettuale, questa collaborazione rimane una delle pi\u00f9 significative e produttive nello sviluppo di CYLAND.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CYLAND si definisce un \u201cMedia Art Lab\u201d. Secondo lei, quale ruolo avranno la Media Art e i linguaggi artistici digitali nel mercato dell\u2019arte e nella storia dell\u2019arte dei prossimi anni?<\/strong><br \/>Definiamo CYLAND un Media Art Lab perch\u00e9 la media art esiste negli spazi di intersezione tra i diversi media. Nasce laddove tecnologia, arte, scienza, suono, immagine, performance e comunicazione si incontrano. Il modello del laboratorio riflette il nostro impegno verso la sperimentazione, la collaborazione e l\u2019esplorazione di forme nuove e tradizionali che emergono da queste intersezioni.<\/p>\n<p><strong>Quali qualit\u00e0 ricerca oggi negli artisti e nei progetti che considera davvero rilevanti nel panorama contemporaneo della Media Art?<\/strong><br \/>L\u2019arte viene prima di tutto, la tecnologia \u00e8 un mezzo. Da una prospettiva artistica, credo che non esistano davvero nuovi temi nell\u2019arte; piuttosto, si aggiungono nuovi materiali e strumenti digitali che offrono possibilit\u00e0 espressive inedite. L\u2019idea centrale, o il \u201cmessaggio\u201d che l\u2019artista vuole comunicare, resta fondamentale. Il medium scelto serve questo scopo e aggiunge nuove possibilit\u00e0 espressive, mentre i dettagli tecnici dipendono spesso da ci\u00f2 che \u00e8 disponibile o accessibile. Spesso si tratta di \u201cun\u2019idea antica, un nuovo medium\u201d. In definitiva, per me lo spettatore \u00e8 sempre una parte integrante dell\u2019opera. Un lavoro artistico dovrebbe entrare in risonanza con il pubblico, suscitare emozioni e associazioni, influenzare il visitatore sul piano mentale ed emotivo. Personalmente non sono una grande sostenitrice di lunghi testi esplicativi di accompagnamento, perch\u00e9 ritengo che l\u2019impatto principale debba essere emotivo, pur riconoscendo che le preferenze del pubblico variano molto a seconda delle culture e degli individui.<\/p>\n<p><strong>Quali progetti e prospettive future immagina per CYLAND e CYFEST?<\/strong><br \/>Vorremmo continuare a viaggiare nel mondo.<\/p>\n<p>Enrico Dedin<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/archive.cyland.org\/lab\/anna-frants-cv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel panorama internazionale della media art, pochi progetti possono vantare la continuit\u00e0, la rete globale e la capacit\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":667344,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":["post-667343","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117222015592973762","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=667343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667343\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/667344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=667343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=667343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=667343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}