{"id":667579,"date":"2026-09-06T07:45:29","date_gmt":"2026-09-06T07:45:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667579\/"},"modified":"2026-09-06T07:45:29","modified_gmt":"2026-09-06T07:45:29","slug":"a-montpellier-ce-un-museo-francese-dallanima-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667579\/","title":{"rendered":"A Montpellier c&#8217;\u00e8 un museo francese dall&#8217;anima italiana"},"content":{"rendered":"<p>La Francia dei musei uscir\u00e0 mai dall\u2019ombra, tanto gloriosa quanto ingombrante, del Louvre? Oltralpe, la saturazione di pubblico dell\u2019istituzione parigina, cos\u00ec come le polemiche innescate dal  furto dei gioielli della Corona, spingono non pochi a sostenere che sarebbe tempo di valorizzare anche le altre realt\u00e0 museali meno note, talora lontane dalla capitale.<\/p>\n<p>Fra quelle che conoscono un risveglio, spicca il Museo Fabre, a Montpellier, che festeggia il proprio bicentenario, forte di un radicamento locale virtuoso e ammirato. Nel 2025, l\u2019istituzione culturale del Midi, nata grazie al dono straordinario di opere collezionate in vita dal pittore Fran\u00e7ois Xavier Fabre (1766-1837), ha registrato una crescita di visitatori del 55%. Una progressione rara che ravviva l\u2019interesse per la spiccata originalit\u00e0 di un museo in cui risuona dappertutto l\u2019italianit\u00e0. Fra i maestri esposti, figurano Veronese, Bernini, Annibale Carracci, Guercino, e Luca Giordano, accanto ad altri illustri nomi della pittura francese come Poussin, Jacques-Louis David, Delacroix e Courbet, ed europei come Brueghel il Giovane, Zurbaran , Rubens. Fra i contemporanei, sale specifiche sono dedicate a Pierre Soulages.<\/p>\n<p>Il Fabre \u00e8 noto anche per la qualit\u00e0 delle mostre accolte lontano dai riflettori parigini, come \u201cL\u2019Et\u00e0 dell\u2019oro della pittura a Napoli, da Ribera a Giordano\u201d (2015), frutto di un partenariato speciale con il Museo di Capodimonte. Fra gli eventi programmati nei prossimi anni, al ritmo di un paio per stagione, ci sar\u00e0 spazio anche per Van Gogh e Gauguin.<\/p>\n<p>Nato da una passione privata per l\u2019arte dal respiro molto europeo, nella scia soprattutto dei lunghi soggiorni di Fabre in Italia, il museo \u00e8 divenuto il simbolo culturale di Montpellier, ma facendo risuonare ancor oggi la logica di un dialogo approfondito con altre grandi istituzioni museali del Vecchio Continente e americane. Un savoir-faire prezioso riconosciuto di recente anche dai responsabili del Louvre, attraverso un accordo di cooperazione stretto fra i due musei.<\/p>\n<p>Accogliendoci nel museo, la nuova direttrice Juliette Trey si sofferma su uno dei progetti pi\u00f9 innovativi promossi dal Fabre, per rispondere alla sfida che il cambiamento climatico pone soprattutto per la conservazione: \u00abIn questa nuova era non possiamo pi\u00f9 trascurare gli sbalzi d\u2019umidit\u00e0 provocati dall\u2019estremizzazione del clima, tanto pi\u00f9 nel contesto mediterraneo. Stiamo cos\u00ec monitorando scientificamente, assieme ad altri musei, la reazione dei quadri a queste escursioni, per modellizzare le deformazioni prevedibli, in modo da anticipare sempre pi\u00f9 in futuro la gestione dei parametri ambientali interni del museo, molto sensibili ad esempio pure al numero di visitatori nel corso di una giornata. Le opere riescono ad adattarsi su lunghi periodi, ma sono vulnerabili alle variazioni brusche di condizioni, soprattutto nel caso delle tavole in legno\u00bb.<\/p>\n<p>Ben presto, la conversazione si sposta sugli ingredienti dell\u2019originalit\u00e0 del Fabre: \u00abInnanzitutto, la singolarit\u00e0 delle collezioni, ma anche l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019edificio, oltre all\u2019ambizione nella programmazione delle mostre e nelle acquisizioni. In gran parte frutto di doni, le 12mila opere nelle collezioni, essenzialmente dipinti a partire dal Quattrocento, pi\u00f9 che rispondere ai canoni di un museo di Beaux-Arts, riflettono l\u2019identit\u00e0 dei collezionisti donatori, con nuclei di opere molto coerenti. L\u2019architettura del museo attuale deriva invece dall\u2019accorpamento sapiente di diversi edifici. Cos\u00ec l\u2019itinerario di visita, con sale prevalentemente intime, \u00e8 seducente e pieno di sorprese. Ci\u00f2 favorisce un rapporto pi\u00f9 intimo con le opere. Riguardo alle mostre, il primo obiettivo \u00e8 di attirare d\u2019estate il pubblico numeroso che giunge a Montpellier per i festival culturali. Le nostre acquisizioni sono invece possibili grazie a una Fondazione che include i principali attori economici e culturali della citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo elemento rimanda al legame simbiotico fra il Fabre e Montpellier, all\u2019insegna di un circolo virtuoso che alimenta il dinamismo di entrambi. La citt\u00e0 del Midi, antico polo universitario, si \u00e8 imposta da tempo come una meta prediletta per gli amanti delle arti, grazie anche ai prestigiosi festival estivi dedicati a musica, danza, letteratura, teatro. Ci\u00f2 si riflette anche nell\u2019et\u00e0 media giovane dei visitatori del Fabre: il 39% ha fra 18 e 29 anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Francia dei musei uscir\u00e0 mai dall\u2019ombra, tanto gloriosa quanto ingombrante, del Louvre? 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