{"id":667963,"date":"2026-09-06T13:18:18","date_gmt":"2026-09-06T13:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667963\/"},"modified":"2026-09-06T13:18:18","modified_gmt":"2026-09-06T13:18:18","slug":"benzina-e-diesel-sempre-piu-cari-appello-eni-alla-ue-sul-bio-fuel-il-giornale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/667963\/","title":{"rendered":"Benzina e diesel sempre pi\u00f9 cari. Appello Eni alla Ue sul bio-fuel \u2013 il Giornale"},"content":{"rendered":"<p class=\"c-paragraph\">I carburanti alle stelle e il netto crollo delle raffinerie, con la crescente dipendenza dalle importazioni, mettono in allarme anche l\u2019industria che chiede all\u2019Europa di guardare ai biocarburanti come una delle misure per alleviare la crisi alla pompa: in un mese il gasolio \u00e8 arrivato a costare 6,7 centesimi in pi\u00f9 al litro e la benzina 5,5 centesimi (entrambi i prezzi medi viaggiano sopra a i 2 euro). In attesa che il governo metta a punto a ridosso della scadenza dello sconto delle accise (10 settembre) \u00abmisure di tipo selettivo con un decreto ad hoc\u00bb, che secondo il sottosegretario del Mef Federico Freni \u00abfavoriranno le categorie che utilizzano il carburante come strumento di lavoro\u00ab, TEHA ed Eni hanno presentato a Cernobbio uno studio strategico sui biocarburanti.<\/p>\n<p class=\"c-paragraph\">Chiaro l\u2019appello a Bruxelles: HVO e SAF possono essere una opportunit\u00e0 e non siano contrapposti all\u2019elettrico solo in nome di una miope decarbonizzazione. Il rischio \u00e8 che il Vecchio Continente riesca a ridurre le emissioni ma, contemporaneamente, perda pezzi della propria industria e aumenti la dipendenza dall\u2019estero.<\/p>\n<p class=\"c-paragraph\">I numeri fotografano un\u2019emergenza e una progressiva erosione della base industriale europea: dal 2010 hanno chiuso oltre 30 raffinerie, con una conseguente riduzione della capacit\u00e0 di risposta alla domanda interna, soprattutto per prodotti come diesel e jet fuel. Di conseguenza, la dipendenza dalle importazioni \u00e8 aumentata. Che fare dunque? Lo studio propone una conversione degli impianti esistenti che consentirebbe di mantenere siti produttivi, infrastrutture, competenze e occupazione. \u00c8 il modello seguito da Eni con Venezia e Gela. Due raffinerie tradizionali trasformate in bioraffinerie e che aiuteranno il gruppo ad arrivare al target Eni 2030: superare i 5 milioni di tonnellate annue di nuova raffinazione.<\/p>\n<p class=\"c-paragraph\">Non solo. L\u2019HVO pu\u00f2 essere gi\u00e0 utilizzato, previa approvazione del costruttore, da oltre 170 milioni di veicoli diesel Euro 5-V ed Euro 6-VI gi\u00e0 circolanti in Europa. Il SAF, invece, pu\u00f2 aiutare il trasporto aereo in miscela con il jet convenzionale fino al 50%. Il vantaggio, dunque, \u00e8 anche temporale: si pu\u00f2 intervenire subito su una parte significativa del parco e delle infrastrutture esistenti, senza aspettare il completo rinnovo della flotta.<\/p>\n<p class=\"c-paragraph\">Resta il nodo delle materie prime. La strategia indicata dallo studio punta a costruire filiere diversificate utilizzando rifiuti e residui, oli esausti da cucina, grassi animali e residui dell\u2019industria agroalimentare, ma anche colture intermedie e coltivazioni su terreni degradati.<\/p>\n<p class=\"c-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 evitare che la produzione di biocarburanti entri in competizione con quella alimentare. \u00c8 una delle aree sulle quali Eni sta costruendo la propria strategia industriale. Il programma Agri-Feedstock ha coinvolto dal 2022 oltre 200mila agricoltori, cooperative e imprese agricole. I volumi iniziali di olio vegetale, pari a 2mila tonnellate nel 2022, hanno superato le 200mila tonnellate nel 2025. Eni punta soprattutto sull\u2019Africa. Per l\u2019Europa significa diversificare le fonti di approvvigionamento. Per i Paesi coinvolti, creare nuove opportunit\u00e0 economiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I carburanti alle stelle e il netto crollo delle raffinerie, con la crescente dipendenza dalle importazioni, mettono in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":667964,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,227937,10468,1537,90,89,3713],"class_list":["post-667963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-caro-carburanti","tag-eni","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-unione-europea"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117224295836256201","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=667963"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667963\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/667964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=667963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=667963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=667963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}