{"id":668414,"date":"2026-09-06T19:38:22","date_gmt":"2026-09-06T19:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/668414\/"},"modified":"2026-09-06T19:38:22","modified_gmt":"2026-09-06T19:38:22","slug":"un-virus-di-3-700-anni-fa-nascosto-nei-manoscritti-cosa-hanno-scoperto-gli-scienziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/668414\/","title":{"rendered":"Un virus di 3.700 anni fa nascosto nei manoscritti: cosa hanno scoperto gli scienziati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per quasi mille anni<\/strong> hanno conservato parole, preghiere e immagini. Ma nelle pagine di alcuni <strong>manoscritti medievali<\/strong> era rimasto nascosto anche qualcos\u2019altro: il <strong>DNA di un virus<\/strong>.<\/p>\n<p>Un team internazionale guidato dall\u2019<strong>University College Dublin<\/strong> ha ricostruito la storia del <strong>vaiolo ovino<\/strong> attraverso il <strong>materiale genetico<\/strong> recuperato dalle antiche pergamene e dai resti archeologici di pecore. Il risultato, pubblicato su <strong>Science Advances<\/strong>, porta le tracce della malattia indietro di <strong>oltre 3.700 anni<\/strong>, fino all\u2019<strong>Et\u00e0 del Bronzo<\/strong>.<\/p>\n<p>Una scoperta che non riguarda soltanto la storia degli allevamenti. Dimostra che <strong>libri, archivi e reperti archeologici<\/strong> possono diventare strumenti inattesi per capire come le <strong>malattie infettive<\/strong> si siano diffuse ed evolute nel corso dei millenni.<\/p>\n<p><strong>Il DNA nascosto nelle pagine<\/strong><\/p>\n<p>Il segreto \u00e8 nella <strong>pergamena<\/strong>. Prima della diffusione della carta, molti manoscritti europei venivano realizzati utilizzando <strong>pelli di animali<\/strong>. In quelle pelli possono sopravvivere minuscole <strong>tracce del DNA<\/strong> dell\u2019animale e degli agenti infettivi con cui era entrato in contatto.<\/p>\n<p>Tra i documenti analizzati ci sono anche i celebri <strong>York Gospels<\/strong>, un manoscritto realizzato <strong>circa mille anni fa<\/strong>.<\/p>\n<p>Incrociando il materiale recuperato dalle pergamene con quello estratto dai <strong>denti di antiche pecore<\/strong>, gli scienziati hanno ottenuto <strong>21 nuovi genomi antichi del virus<\/strong>. Le tracce pi\u00f9 remote provengono da <strong>insediamenti pastorali della steppa eurasiatica<\/strong> e risalgono a <strong>oltre 3.700 anni fa<\/strong>. (EurekAlert! Science Sources\u2060\ufffc)<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la scoperta conta ancora oggi<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>vaiolo ovino<\/strong> non appartiene soltanto al passato. \u00c8 una malattia virale altamente contagiosa che colpisce <strong>pecore e capre<\/strong> e pu\u00f2 provocare <strong>febbre, lesioni cutanee e danni agli organi interni<\/strong>, in particolare ai polmoni. Le forme pi\u00f9 severe possono essere <strong>fatali<\/strong>, soprattutto negli animali pi\u00f9 vulnerabili, e determinare importanti perdite negli allevamenti. (OIE\u2060\ufffc)<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un punto fondamentale da chiarire: <strong>non stiamo parlando del vaiolo umano<\/strong>.<\/p>\n<p>Il virus studiato dai ricercatori appartiene al genere <strong>Capripoxvirus<\/strong>, nella famiglia dei <strong>Poxviridae<\/strong>, e <strong>non \u00e8 infettivo per l\u2019uomo<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 quindi alcun rischio sanitario per le persone legato alla scoperta nelle antiche pergamene. (OIE\u2060\ufffc)<\/p>\n<p><strong>Un virus rimasto sorprendentemente stabile<\/strong><\/p>\n<p>Il confronto tra il DNA antico e quello dei virus contemporanei ha riservato un\u2019altra sorpresa. Il <strong>genoma del vaiolo ovino<\/strong> appare <strong>relativamente stabile<\/strong> negli ultimi millenni. I ricercatori stimano inoltre che le <strong>principali linee dei capripoxvirus<\/strong> si siano separate in un periodo compreso tra circa <strong>11.500 e 3.700 anni fa<\/strong>, una finestra temporale che si intreccia con la <strong>domesticazione<\/strong> e i grandi <strong>spostamenti delle greggi<\/strong>. (EurekAlert! Science Sources\u2060\ufffc)<\/p>\n<p>Ma forse l\u2019<strong>aspetto pi\u00f9 affascinante<\/strong> della ricerca \u00e8 un altro.<\/p>\n<p>Se il <strong>DNA di un agente infettivo<\/strong> pu\u00f2 <strong>conservarsi per secoli<\/strong> nelle pagine di un libro, <strong>miglaia di manoscritti custoditi nelle biblioteche<\/strong> potrebbero contenere <strong>informazioni biologiche<\/strong> che ancora non conosciamo.<\/p>\n<p>Non soltanto <strong>archivi della nostra storia culturale<\/strong>, dunque. Ma anche una sorta di <strong>memoria nascosta delle epidemie del passato<\/strong>, rimasta per secoli sotto i nostri occhi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_5_set_2026,_18_51_48-1788627129068.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"900\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p><strong>FONTI:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Science Advances<\/strong> \u2014 Louis L\u2019H\u00f4te et al., <strong>3,500 years of sheeppox virus evolution inferred from archaeological and codicological genomes<\/strong>, 2 settembre 2026. (EurekAlert! Science Sources\u2060\ufffc)<\/p>\n<p><strong>University College Dublin<\/strong> \u2014 <strong>Hidden DNA in medieval gospels reveal history of deadly livestock virus<\/strong>, 2 settembre 2026. (EurekAlert! Science Sources\u2060\ufffc)<\/p>\n<p><strong>World Organisation for Animal Health (WOAH)<\/strong> \u2014 <strong>Sheep pox and goat pox<\/strong>. (OIE\u2060\ufffc)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per quasi mille anni hanno conservato parole, preghiere e immagini. 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