{"id":668437,"date":"2026-09-06T19:59:16","date_gmt":"2026-09-06T19:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/668437\/"},"modified":"2026-09-06T19:59:16","modified_gmt":"2026-09-06T19:59:16","slug":"la-storia-dimenticata-di-biagio-caldarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/668437\/","title":{"rendered":"La storia dimenticata di Biagio Caldarelli"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSulla tela si materializza qualcosa che, prima dei miei occhi, la mia mente ha gi\u00e0 visto e immaginato\u201d. Sono parole di <strong>Biagio Caldarelli<\/strong> (Bari, 1951-1999), un artista scomparso troppo presto, molto stimato da una gallerista dal palato fine come <strong>Marilena Bonomo<\/strong>, grazie alla quale aveva incontrato artisti del calibro di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/alighiero-boetti\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/alighiero-boetti\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alighiero Boetti<\/a><\/strong> e <strong>Sol Lewitt<\/strong>. \u201cBiagio mi ha dato molto di pi\u00f9 di quanto abbia preso da me\u201d, diceva Marilena. Ma chi era Caldarelli? Dopo essersi diplomato all\u2019Accademia di Belle Arti di Bari nel 1976, Biagio parte per il servizio militare nella Marina, perch\u00e9 ama il mare come <strong>Pino Pascali<\/strong>, al quale Caldarelli si sentiva vicino. <\/p>\n<p>Chi era Biagio Caldarelli <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al rientro si dedica anima e corpo all\u2019arte, ed esordisce con una personale alla galleria Bonomo nel 1980, intitolata Tavole fuori testo. \u201cCi sono immagini che mi affascinano, le mappe geografiche, le carte nautiche, le tavole di astronomia, illustrazioni scientifiche. Sfoglio dizionari e vecchi libri dove trovo riproduzioni molto interessanti d\u2019arte classica e mitologica, ma anche immagini come la rosa dei venti, il veliero e il violoncello\u201d, spiega Biagio, sempre pronto a sperimentare nuove strade, anche ispirandosi a figure poco note della storia dell\u2019arte, come il pittore pugliese <strong>Francesco Netti<\/strong> (1832-1894). Con lui Biagio condivide l\u2019interesse per il fregio della necropoli di Ruvo di Puglia (scoperto nel 1833 e custodito nel Museo archeologico di Napoli) che ha ispirato l\u2019opera di Netti Coro Greco e la serie Teorie di Caldarelli. \u201cHo scoperto che anche Francesco Netti era stato ossessionato dal fregio della tomba di Ruvo \u201c, racconta Caldarelli. \u201cAd esso si era ispirato per una serie di quadri e disegni dove il \u201ccoro\u201d \u00e8 \u201cportato in vita\u201d, presentato tra la gente in un\u2019atmosfera festosa pi\u00f9 che funerea. Questa, la bizzarra coincidenza alla base dell\u2019incontro con Netti: entrambi pugliesi, entrambi appassionati, o meglio ossessionati da una pittura murale, essa stessa appartenente alla Terra di Puglia\u201d. <\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Caldarelli, la Puglia e il mondo <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guarda le opere di Alberto Savinio ed \u00e8 affascinato dai ready made di <strong>Marcel Duchamp<\/strong>, ma la possibilit\u00e0 di collaborare con due maestri contemporanei arriva nel 1984, con la mostra a tre Boetti-Caldarelli-Cucchialla galleria Bonomo, per proseguire dodici anni dopo nella stessa galleria in un dialogo tra Alighiero e Biagio con Sedici accordi a tre mani. \u201cSedici fogli da disegno\u201d, ricorda <strong>Pietro Marino<\/strong>, \u201cin cui duettano delicate immagini. Le mani sono tre, perch\u00e9 due sono di Boetti, il quale diceva di usare la sinistra per scrivere e la destra per dipingere\u201d. In quegli anni, spiega il critico, Caldarelli aveva sviluppato un\u2019arte fatta di \u201cscambi di sensi figurali, animazioni di lettere e numeri, recuperi aniconici dell\u2019arte antica in chiave di scarnito decorativismo ritmico, giochi percettivi\u201d. Dopo ventisette anni dalla sua prematura scomparsa, oggi Caldarelli \u00e8 protagonista di un\u2019ampia retrospettiva, che permette di scoprire il suo talento, aperta dal 2 ottobre 2016 al 10 gennaio 2027 presso la Pinacoteca di Bari. <\/p>\n<p>La mostra a Bari dedicata a Biagio Caldarelli <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intitolata Errare \u00e8 umano, curata da <strong>Paola Marino<\/strong> e organizzata dalla galleria Valentina Bonomo in collaborazione con la citt\u00e0 metropolitana di Bari, riunisce presso la Pinacoteca\u202f\u201cCorrado Giaquinto\u201d\u202fdi Bari, diretta da Micaela Paparella, 160 opere che documentano la carriera fulminante di Caldarelli e le sue collaborazioni con altri artisti, che hanno arricchito la sua ricerca. Biagio Caldarelli, spiega la curatrice, ha attraversato senza porsi limiti la storia dell\u2019arte attingendo a suggestioni che comprendono epoche e generi differenti in un viaggio mentale estremamente articolato, sconfinando tra mitologia, arte classica, avanguardie storiche, Surrealismo, Arte Povera e Transavanguardia\u201d. Una stella spenta per troppo tempo, che ora torna a brillare. <\/p>\n<p>Ludovico Pratesi  <\/p>\n<p>Bari \/\/ dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 <br \/>Biagio Caldarelli. Errare \u00e8 umano <br \/>a cura di Paola Marino <br \/>PINACOTECA \u201cCORRADO GIAQUINTO\u201d \u2013 Via Spalato, 19 <br \/><a href=\"https:\/\/www.pinacotecabari.it\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.pinacotecabari.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cSulla tela si materializza qualcosa che, prima dei miei occhi, la mia mente ha gi\u00e0 visto e immaginato\u201d.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":668438,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":["post-668437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117225872636552115","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/668437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=668437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/668437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/668438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=668437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=668437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=668437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}