{"id":668517,"date":"2026-09-06T21:02:25","date_gmt":"2026-09-06T21:02:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/668517\/"},"modified":"2026-09-06T21:02:25","modified_gmt":"2026-09-06T21:02:25","slug":"moto-guzzi-gmg-2026-la-parata-parte-da-lecco-e-arriva-al-nuovo-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/668517\/","title":{"rendered":"Moto Guzzi Gmg 2026, la parata parte da Lecco e arriva al nuovo museo"},"content":{"rendered":"<p>                                La penultima giornata dei Gmg \u00e8 iniziata con una sfilata iniziata a Lecco e arrivata al rinnovato museo.Dove oltre 160 moto raccontano 105 anni di storia in un percorso completamente ridisegnato. Non ci sono pi\u00f9 modelli di prima, anzi qualcuno \u00e8 stato sacrificato, ma ora ogni moto pu\u00f2 essere osservata davvero. Tra le novit\u00e0 lo spazio riservato alla leggendaria 500 Otto Cilindri e un caveau che raccoglie i trofei pi\u00f9 significativi di una storia sportiva straordinaria<\/p>\n<p>\n                                                                    Valerio Boni\n                            <\/p>\n<p>                    6 settembre &#8211; 09:51  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Sabato 5 settembre 2026 la storia di <b>Moto Guzzi<\/b> non era chiusa dentro una teca. Correva sulla strada tra Lecco e Mandello, in un lunghissimo serpentone di 1.500 moto (500 pi\u00f9 di quelle fissate alla vigilia come limite) aperto dai Corazzieri sulle California e seguito dalle Guzzi di generazioni differenti, dalle pi\u00f9 recenti a quelle che sulle spalle portano ormai molti decenni. Con loro anche Marco Bezzecchi, Lorenzo Savadori, Massimo Rivola e Max Biaggi. \u00c8 stata l&#8217;immagine probabilmente pi\u00f9 spettacolare delle Giornate Mondiali Moto Guzzi 2026: <b>passato e presente in movimento verso il luogo dove tutto cominci\u00f2 nel 1921<\/b>. Una volta superato il celebre cancello rosso di via Parodi, quella stessa storia prosegue per\u00f2 in un modo completamente diverso. Perch\u00e9 accanto alla fabbrica appena trasformata \u00e8 nata quella che fiino a ieri Moto Guzzi chiamava museo, mentre oggi il termine esposizione descrive meglio il nuovo concetto. Non \u00e8 pi\u00f9 un luogo isolato, con un inizio e una fine nettamente separati dal resto dello stabilimento. Il percorso storico confluisce nel Motoplex, dove sono esposte le Moto Guzzi di oggi. In altre parole, dopo l&#8217;ultima moto del passato non si incontra un&#8217;uscita, si arriva direttamente al presente.<\/p>\n<p>    pi\u00f9 spazio, meno moto\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">La nuova esposizione occupa 3.000 metri quadri, e comprende oltre 160 esemplari restaurati, partendo dalla G.P. (<b>non Gran Premio, ma Guzzi-Parodi, i cognomi dei due fondatori<\/b>), il prototipo da cui nacque la Moto Guzzi, per arrivare alla produzione contemporanea. Le sezioni non seguono soltanto una progressione cronologica, raccontano anche competizioni, viaggi, cinema, arte, veicoli militari e moto delle forze dell&#8217;ordine, utilizzando le Guzzi per attraversare oltre 105 anni di tecnica, ma anche di costume e societ\u00e0. La novit\u00e0, per\u00f2, non \u00e8 nel numero. Rispetto al vecchio museo la collezione esposta non \u00e8 aumentata, al contrario, qualche moto \u00e8 stata sacrificata. Una scelta che si comprende immediatamente entrando nelle nuove sale. <b>Prima molti esemplari erano inevitabilmente ravvicinati<\/b>, a volte quasi ammassati, con poco spazio per girarci intorno e coglierne particolari e proporzioni. Ora le moto respirano. Sono pi\u00f9 distanziate, meglio illuminate e soprattutto inserite in un racconto nel quale ciascuna ha un motivo per essere l\u00ec. \u00c8 un cambiamento meno spettacolare di quanto potrebbe sembrare l&#8217;aggiunta di decine di moto, ma molto pi\u00f9 importante per chi vuole davvero visitare un museo. Non serve mostrare tutto ci\u00f2 che si possiede, se poi diventa difficile guardarlo.<\/p>\n<p>    G.P., prima delle Moto Guzzi\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Il racconto pu\u00f2 permettersi persino di iniziare prima del 1921. La G.P. \u00e8 infatti il prototipo realizzato quando Moto Guzzi ancora non esisteva formalmente, il punto di partenza dal quale nacque poi la Normale, prima moto prodotta dalla nuova societ\u00e0. \u00c8 uno dei pezzi che spiegano perch\u00e9 la collezione di Mandello abbia un valore diverso rispetto a una normale raccolta di moto storiche. Molti degli esemplari non rappresentano semplicemente un modello, ma <b>sono testimoni diretti di passaggi decisivi nella storia della casa<\/b>. Da l\u00ec il percorso attraversa le monocilindriche degli anni Venti e Trenta, le moto che hanno accompagnato la motorizzazione italiana, i Guzzino, Galletto e Falcone, gli altri rapaci, le sportive, le inconfondibili bicilindriche a V, che dagli anni Sessanta avrebbero costruito una nuova identit\u00e0 tecnica del marchio, fino alle generazioni pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p>    La stanza della regina\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una moto davanti alla quale il percorso inevitabilmente rallenta: la 500 Otto Cilindri. Nel vecchio museo era gi\u00e0 uno dei pezzi pi\u00f9 preziosi, ma nel nuovo allestimento ha finalmente uno spazio adeguato al ruolo che occupa nella storia della tecnica motociclistica. Nata nel 1955 dal gruppo di lavoro guidato da Giulio Cesare Carcano per affrontare la classe 500 del Motomondiale, <b>condensava otto cilindri di 63 cc in appena mezzo litro di cilindrata<\/b>. Moto Guzzi stessa l&#8217;ha definita un progetto talmente audace da essere almeno dieci anni avanti rispetto alla produzione motociclistica dell&#8217;epoca. Oggi, a pi\u00f9 di settant&#8217;anni di distanza, rimane probabilmente la dimostrazione pi\u00f9 clamorosa di che cosa fosse capace l&#8217;ufficio tecnico di Mandello negli anni in cui la casa correva direttamente nei Gran Premi. Ed \u00e8 significativo che il nuovo percorso non la tratti semplicemente come una delle tante moto da corsa. La Otto Cilindri \u00e8 la regina di Mandello, e l&#8217;allestimento lo fa capire prima ancora di leggere la scheda.<\/p>\n<p>    Il caveau delle vittorie\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Di fronte all\u2019edificio che ospita il museo, poco lontano, c&#8217;\u00e8 un ambiente completamente diverso. Sembra il caveau di una banca e proprio a quello si ispira, con una peante porta blindata in acciaio, pareti scure, teche, metallo e una disposizione che <b>trasforma coppe e targhe in preziosi lingotti da custodire<\/b>. \u00c8 la nuova stanza dei trofei, una delle sorprese pi\u00f9 riuscite dell&#8217;intero progetto. Prima le coppe pi\u00f9 importanti erano distribuite in diversi punti del museo. Ora una selezione delle pi\u00f9 significative \u00e8 stata riunita qui, dando finalmente una dimensione visiva a un palmar\u00e8s che i numeri da soli faticano a raccontare. Moto Guzzi ha conquistato 14 titoli mondiali nel Motomondiale e 11 Tourist Trophy, oltre a un numero enorme di vittorie nelle pi\u00f9 diverse specialit\u00e0.  Un conteggio aggiornato di tutte le coppe accumulate in 105 anni non c\u2019\u00e8. Esiste per\u00f2 un dato storico che aiuta a comprenderne le dimensioni. <b>Al 31 dicembre 1964 Moto Guzzi aveva gi\u00e0 collezionato 3.423 successi<\/b> secondo la documentazione storica della casa, considerando solo le vittorie, mente i piazzamenti inferiori non rientrano in quella cifra. Il caveau, quindi, non \u00e8 soltanto una soluzione scenografica. Serve a rendere percepibile ci\u00f2 che rischia di perdersi quando si riassume la storia sportiva di Moto Guzzi con qualche mondiale e qualche nome famoso.<\/p>\n<p>    Non solo corse\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Una delle qualit\u00e0 del nuovo allestimento \u00e8 proprio quella di non identificare la storia dell&#8217;Aquila esclusivamente con le competizioni. C&#8217;\u00e8 il viaggio, naturalmente, con le imprese che gi\u00e0 negli anni Venti, primo tra tutti il viaggio a Capo Nord, servivano a dimostrare affidabilit\u00e0 e robustezza delle moto. Ci sono i mezzi militari, le Guzzi utilizzate da polizia e carabinieri, i veicoli da lavoro e quelli pi\u00f9 insoliti, come il Mulo Meccanico 3&#215;3. E c&#8217;\u00e8 quella sezione dedicata al cinema e alla televisione che riserva parecchie sorprese: <b>dal Falcone de Il vigile alla Lodola de Il sorpasso<\/b>, dalle apparizioni legate a James Bond fino a Friends, Surrogates, Diabolik e persino Lupin III. Una piccola filmografia che merita un racconto a parte.<\/p>\n<p>    Dal museo al concessionario\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Poi accade qualcosa di insolito per un classico museo di marca. La storia non termina.  Seguendo il percorso si arriva progressivamente ai modelli contemporanei, e infine al Motoplex Store, dove le Guzzi non sono pi\u00f9 oggetti da conservare, ma moto da comprare. \u00c8 probabilmente la ragione per cui <b>la parola &#8220;esposizione&#8221; descrive bene il nuovo spazio<\/b>: la linea di demarcazione tra ci\u00f2 che Moto Guzzi \u00e8 stata e ci\u00f2 che \u00e8 oggi, viene volutamente cancellata. \u00c8 anche uno degli aspetti nei quali il progetto dell&#8217;architetto Greg Lynn lega maggiormente museo e fabbrica. L&#8217;esposizione permette di vedere le nuove linee di assemblaggio, mentre dall&#8217;altra parte il Motoplex, la caffetteria, le piazze, l&#8217;auditorium e gli spazi per eventi fanno parte dello stesso complesso. Piaggio ha progettato <b>oltre 4.200 metri quadri di aree polifunzionali<\/b> proprio per accogliere durante tutto l&#8217;anno appassionati e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Una volta terminate le Gmg, quindi, Mandello torner\u00e0 gradualmente alla normalit\u00e0. Le migliaia di moto che in questi giorni hanno occupato ogni strada ripartiranno, le linee ricominceranno a produrre, e il grande raduno si sommer\u00e0 al ricordo di quelli precedenti. Ma il cancello rosso non sar\u00e0 pi\u00f9 soltanto la porta dietro la quale sono costruite le Moto Guzzi. La grande differenza della nuova Mandello \u00e8 proprio questa: la storia dell&#8217;Aquila, finalmente, non sar\u00e0 pi\u00f9 visitabile soltanto nei giorni di festa.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La penultima giornata dei Gmg \u00e8 iniziata con una sfilata iniziata a Lecco e arrivata al rinnovato museo.Dove&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":668518,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,89515,2201,39552,2478,177,99172,368444,8545,6714,640,483,16802,5922,1073,97013,22517,24939,138839,1278,277,81737,7884,5225,17781,7504,368445,9264,3957,10814,27409,3336,110815,51315,1912,1537,90,89,9382,1914,18327,68931,3203,52405,888,5919,4422,1783,89999,368446,1806,368443,3943,39704,6707,231,7462,1312,273,2508,30489,29764,489,491,14332,98,492,67247,3741,2851,51419,14641,37633,12343,42186,12056,1270,11835,13243,2181,8041,1567,33084,24126],"class_list":["post-668517","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-allestimento","tag-appena","tag-aquila","tag-arriva","tag-business","tag-cancello","tag-cancello-rosso","tag-caveau","tag-cilindri","tag-cinema","tag-cio","tag-collezione","tag-competizioni","tag-completamente","tag-completamente-diverso","tag-comprende","tag-coppe","tag-correva","tag-davvero","tag-de","tag-descrive","tag-direttamente","tag-diverso","tag-esemplari","tag-esposizione","tag-esposizione-descrive","tag-fabbrica","tag-falcone","tag-generazioni","tag-gmg","tag-gran","tag-guzzi","tag-inevitabilmente","tag-iniziata","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lecco","tag-li","tag-linee","tag-mandello","tag-metri","tag-metri-quadri","tag-militari","tag-modelli","tag-mondiali","tag-moto","tag-moto-guzzi","tag-motociclistica","tag-motomondiale","tag-motoplex","tag-museo","tag-nacque","tag-nata","tag-normale","tag-novita","tag-numero","tag-nuova","tag-nuove","tag-occupa","tag-parodi","tag-passato","tag-percorso","tag-pezzi","tag-porta","tag-presente","tag-preziosi","tag-produzione","tag-progetto","tag-prototipo","tag-quadri","tag-raccontano","tag-racconto","tag-recenti","tag-regina","tag-rispetto","tag-rosso","tag-semplicemente","tag-serve","tag-spazio","tag-storia","tag-tecnica","tag-vittorie"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/668517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=668517"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/668517\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/668518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=668517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=668517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=668517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}