{"id":669222,"date":"2026-09-07T08:36:15","date_gmt":"2026-09-07T08:36:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/669222\/"},"modified":"2026-09-07T08:36:15","modified_gmt":"2026-09-07T08:36:15","slug":"claudia-durastanti-da-ragazza-mi-tagliavo-ho-ancora-le-cicatrici-la-gravidanza-e-stata-il-mio-periodo-piu-gioioso-ma-allattando-nina-temevo-di-sparire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/669222\/","title":{"rendered":"Claudia Durastanti: \u00abDa ragazza mi tagliavo: ho ancora le cicatrici. La gravidanza \u00e8 stata il mio periodo pi\u00f9 gioioso, ma allattando Nina temevo di sparire\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Fiamma Tinelli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La letteratura come salvezza, le ombre della lotta di classe, la vita dei genitori non udenti (\u00abspaventoso per me, ma un dono come scrittrice\u00bb). Con il nuovo libro &#8220;Falsi amici&#8221; compie un viaggio psichedelico tra personale e politico. A 7 parla di tutto: di una madre che imbrattava i quadri, della vita in America, di quando ha perduto l\u2019ingenuit\u00e0, della paura. E di come, allattando la piccola Nina, ha provato \u00abun senso di dissoluzione dolorosissimo\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul polso destro, <b>Claudia Durastanti<\/b>, 42 anni, ha un tatuaggio. Mentre si scosta i capelli dal viso, ogni tanto compare. Due parole inglesi. In stampatello.<br \/>\u00abFIRE PROOF\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 a prova di fuoco, lei?<\/b><br \/>\u00abMacch\u00e9, m\u2019infiammo eccome. I miei tatuaggi dicono di me qualcosa che vorrei fosse ma non \u00e8\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Durastanti non sar\u00e0 ignifuga, ma \u00e8 molte cose. Scrittrice, traduttrice, mamma di Nina, nove mesi, ha vissuto tra Brooklyn, Londra e Gallicchio (750 anime in provincia di Potenza) e vanta alcune ammirevoli passioni dark. Per dirne una, a vent\u2019anni cerc\u00f2 di intrufolarsi nella stanza newyorkese del Chelsea Hotel dove Sid Vicious uccise Nancy Spungen. Ha pubblicato Falsi amici (La nave di Teseo), raccolta di saggi tra personale e politico: un viaggio psichedelico tra letteratura, pip\u00ec di cane, analisi lacaniana, bagni rosa, capitalismo e pellicine. In una delle pagine pi\u00f9 surreali, Claudia ha 15 anni, \u00e8 a casa da sola e succhia cotiche di maiale surgelate seduta sul balcone, in bikini nero e fucsia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le cotiche. A luglio<\/b>.<br \/>\u00abC\u2019era il frigo vuoto. E un\u2019euforia: l\u2019idea di poter prendere qualsiasi forma, di andare ovunque\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci \u00e8 riuscita?<\/b><br \/>\u00abMolti anni dopo, attraverso la scrittura. A quell\u2019epoca, no. Cercavo solo di sopravvivere al disordine della mia famiglia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 cresciuta con due genitori non udenti che non hanno mai voluto imparare la lingua dei segni. <\/b><br \/>\u00abI colloqui coi miei professori li gestivo io. Poi riportavo a mia mamma, l\u00ec presente, una realt\u00e0 parecchio edulcorata. Non capiva le parole, ma le espressioni del volto s\u00ec. Non ci \u00e8 mai cascata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sua madre \u00e8 una pittrice.<\/b><br \/>\u00abFaceva quadri enormi, bellissimi, coloratissimi. Il giorno dopo prendeva un secchio di vernice nera e li copriva. Io pensavo: perch\u00e9 hai sciupato tutto?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019ha capito, il perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abNella disabilit\u00e0, lei trovava un uso radicale della libert\u00e0. La possibilit\u00e0 di decidere che una cosa bella poteva esistere e poi sparire. Per i miei genitori l\u2019obiettivo non era, come per molti, la felicit\u00e0. Erano creature sofferenti, convinte che proprio nella sofferenza avrebbero trovato un senso. Basti pensare a come raccontano di essersi incontrati\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ovvero?<\/b><br \/>\u00abMia madre dice di aver salvato mio padre mentre stava per buttarsi da Ponte Sisto. Lui giura di aver salvato lei da un\u2019aggressione alla stazione di Trastevere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pare un romanzo.<\/b><br \/>\u00abPenso che entrambe le storie, a modo loro, siano vere. Ma che abbiano scelto questa narrazione come origine del loro amore dice molto. Come figlia, questo loro modo buio di stare al mondo \u00e8 stato spaventoso, quasi osceno. Come scrittrice, devo ammettere che \u00e8 stato un dono\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da adolescente, scrive, si tagliava le braccia.<\/b><br \/>\u00abHo ancora le cicatrici, era il mio modo per dire \u201ceccomi, sono qui\u201d. Negli Anni 90 era anomalo non avere una qualche forma di accanimento su s\u00e9 stessi. Poi \u00e8 arrivata l\u2019epoca dell\u2019accettazione, della body positivity. Adesso stiamo tornando indietro. Alla magrezza, all\u2019ossessione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 in tempi di disordine si cerca il controllo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si definisce una transfuga di classe. In che senso?<\/b><br \/>\u00abA casa mia non lavorava nessuno, i sussidi erano indispensabili. Magari avevo pure le Nike, residui della mia vita americana o regali dei parenti, ma poi non c\u2019erano i soldi per fare la spesa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E oggi?<\/b><br \/>\u00abOggi sono diventata borghese, con grande angoscia di mia madre\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa le \u00e8 costato, entrare nel salotto buono?<\/b><br \/>\u00abL\u2019ingenuit\u00e0. Ho dovuto fingermi pi\u00f9 consumata, pi\u00f9 annoiata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il racconto autobiografico della sua famiglia, La straniera, le ha dato il successo.<\/b><br \/>\u00abScriverlo \u00e8 stato difficile, ho dovuto elaborare il dolore. Ma raccontare le difficolt\u00e0 da cui provenivo mi ha permesso di uscire definitivamente da quella classe sociale. \u00c8 una contraddizione, lo so\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019autobiografia della vita difficile non rischia di diventare un brand?<\/b><br \/>\u00abCerto. E di essere sfruttato, anche. \u00c8 un po\u2019 quello che \u00e8 successo alle autrici afro-americane, a una certa letteratura femminista. Esisto perch\u00e9 soffro. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: molti giovani autori sono costretti all\u2019autobiografia e sa perch\u00e9?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abCosta meno. Scrivere un romanzo, fare ricerche, studiare, \u00e8 un investimento pauroso. A meno che tu non sia Annie Ernaux o Emmanuel Carr\u00e8re, scrittori che hanno quasi un progetto di antropologia del s\u00e9, l\u2019autofiction \u00e8 la letteratura della precariet\u00e0. Di una mobilit\u00e0 sociale sempre pi\u00f9 difficile. Oggi, migrare a Londra senza una lira in tasca, come ho fatto io, non si pu\u00f2 pi\u00f9 fare. Non esiste\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il prologo di \u00abFalsi amici\u00bb, una storiella in stile Esopo, racconta la romanziera Cicogna che deve vedersela con la Beccaccia e la vanitosissima Pavona. Sia sincera: quanta invidia c\u2019\u00e8 nel mondo letterario?<\/b><br \/>\u00abC\u2019\u00e8, certo che c\u2019\u00e8. Ma prima di tutto, c\u2019\u00e8 la fatica. Il pensare alla scrittura come carriera, il doversi confermare dopo l\u2019esordio, il mantenere il risultato, lo stare l\u00ec a guardare cosa fa l\u2019altra, cosa non fa. Mi piaceva immaginare queste Ginzburg, Morante, Ortese che escono dalla tomba, sporche di terra, e ci sgridano: ma basta, fatevi una vita!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A che serve la letteratura?<\/b><br \/>\u00abA provare a noi stessi che esistiamo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una volta ha detto che le sarebbe piaciuto scrivere come un uomo. Come scrivono gli uomini?<\/b><br \/>\u00abIntendevo dire: essere accolta come un uomo. Se un uomo racconta una coppia borghese che si separa, nessuno pensa automaticamente che sia il suo matrimonio. A una donna succede continuamente: l\u2019immaginazione diventa biografia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei vive di parole, si nutre di parole. E l\u2019uso stereotipato delle parole non le piace.<\/b><br \/>\u00abPenso al termine sicurezza: a dirlo oggi passi subito per reazionario. Ma per me, che sono nata a New York, significa social security: una casa, un pasto, la possibilit\u00e0 di camminare per strada senza che il mio corpo venga aggredito. La sinistra l\u2019ha frainteso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che altro fraintende, la sinistra?<\/b><br \/>\u00abIl tema dell\u2019appartenenza. Dovrebbe essere una premessa, mica una gabbia. Io sono questo corpo, vengo da questa storia: bene. E adesso che ci inventiamo, che lotte politiche facciamo? Invece di usare l\u2019identit\u00e0 per creare forme nuove, spesso la sinistra culturale l\u2019ha irrigidita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha vissuto a lungo negli Stati Uniti. Le mancano?<\/b><br \/>\u00abL\u2019America per me era un faro: la terra della possibilit\u00e0, della spregiudicatezza. Oggi molto meno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Colpa di Trump?<\/b><br \/>\u00abTroppo facile. Mi ha ferito vedere persone marginalizzate, migranti, donne, compiere una scelta politica che le avrebbe fatte soffrire. Una sorta di auto-sabotaggio collettivo. Ma il mio rapporto con l\u2019America resta complicato: guardo Bad Bunny al Super Bowl, un portoricano che si prende la pi\u00f9 grande scena degli States, e mi commuovo. Pensarci mi fa capire dove sono io, adesso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E lei dov\u2019\u00e8, adesso?<\/b><br \/>\u00abIn traduzione. Quando vivevo in Paesi anglofoni pensavo in italiano, sognavo in italiano. Oggi che vivo a Roma, nei negozi mi fingo straniera. Dico sorry, thank you. Mi aiuta a mimetizzarmi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abL\u2019amore per me \u00e8 stato anche farmi a pezzi, arto per arto, per consegnarmi a un altro essere umano\u00bb. \u00c8 possibile salvarsi da un rapporto tossico?<\/b><br \/>\u00abSono cresciuta convinta di no, che significasse la fine, per i miei genitori \u00e8 stato cos\u00ec. Che poi a noi ragazze inculcano l\u2019ascolto, la tenerezza, l\u2019accoglienza quasi fossero virt\u00f9 mariane. Una condanna\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per\u00f2?<\/b><br \/>\u00abPer\u00f2 ho anche capito che alcuni rapporti \u2013 non tutti, non sempre, sia chiaro \u2013 possono essere modificati. Serve un grandissimo lavoro? S\u00ec. Tocca fare rinunce e compromessi? S\u00ec. Ma non c\u2019\u00e8 solo l\u2019annichilimento. C\u2019\u00e8 anche il tentare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il rifiuto del maschio non la convince.<\/b><br \/>\u00abRendere visibile il patriarcato \u00e8 stato fondamentale, ha avuto una funzione di sfondamento sociale in un mondo in cui le donne vengono ammazzate e pubblicizzate come cadaveri. E per\u00f2 su quest\u2019idea di maschio come inevitabile portatore sano del patriarcato bisogna riflettere. Nella vita, nella letteratura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cominciamo coi libri.<\/b><br \/>\u00abQuando ho scritto Missitalia, ai personaggi maschili neanche ho dato un nome proprio. Questo donare l\u2019azione alle donne, per me, \u00e8 stato un gesto di potenza. Per\u00f2 a un certo punto \u00e8 pure stancante essere sempre l\u2019eroina, quella che fa e disfa il mondo, no?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi?<\/b><br \/>\u00abE quindi, dopo tempi in cui loro hanno fatto e disfatto, dopo che noi abbiamo fatto e disfatto, forse c\u2019\u00e8 anche un riscoprire la compagnia, senza ruoli fossilizzati. Un po\u2019 mi mancano, i maschi. Credo nell\u2019amicizia con l\u2019uomo: n\u00e9 padre, n\u00e9 amante, n\u00e9 fratello. Quando sono rimasta incinta e l\u2019ho detto, quelli che si sono commossi fino alle lacrime sono stati i miei amici uomini, non le amiche\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nove mesi fa \u00e8 diventata mamma di Nina.<\/b><br \/>\u00abLa gravidanza \u00e8 stata il periodo pi\u00f9 gioioso della mia vita. Una specie di meraviglia per tutto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E poi?<\/b><br \/>\u00abPoi, ho cominciato ad allattare ed \u00e8 successa una cosa paurosa. Appena attaccavo la bambina al seno avevo un momento di crollo in cui diventava tutto buio. Pensavo di morire, di sparire, un senso di dissoluzione dolorosissima. Si chiama disforia da allattamento, neanche sapevo esistesse\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Di che cosa aveva paura?<\/b><br \/>\u00abQuattro giorni dopo il parto mi sono seduta sul divano accanto a mia figlia che dormiva, tranquilla. Sono scoppiata a piangere. E se non le piaccio? Non davo per scontato che mi avrebbe amata perch\u00e9 ero sua madre, perch\u00e9 avevo il latte, perch\u00e9 ero l\u00ec, volevo proprio starle simpatica. Mi sono sentita completamente disarmata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 vero che da bambina fantasticava di morire avvelenata dalla kryptonite?<\/b><br \/>\u00abVerissimo. C\u2019entrava Superman, c\u2019entrava il cinema. Pensavo: qual \u00e8 la cassetta degli attrezzi della fine? La kryptonite mi sembrava perfetta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che cosa si augura di non comprendere mai?<\/b><br \/>\u00abIl perch\u00e9 sono rimasta viva\u00bb.<\/p>\n<p>    Chi \u00e8<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nata l\u20198 giugno 1984 a Brooklyn (Stati Uniti) <br \/>in una famiglia italiana, figlia di genitori non udenti, \u00e8 cresciuta con la madre pittrice e il fratello a Gallicchio, piccolo comune della Basilicata. Dopo\u00a0la laurea in Antropologia culturale ha vissuto per anni a Londra e New York, per poi trasferirsi a Roma\u00a0 sei anni fa. \u00c8 mamma\u00a0di Nina, nove mesi.<\/p>\n<p><b>La carriera<\/b><br \/>Ha esordito con Un giorno verr\u00f2 a lanciare sassi alla tua finestra. Il suo memoir autobiografico La straniera (sopra, La nave di Teseo), in cui racconta la storia della sua eccentrica famiglia ed esplora il bilinguismo,\u00a0il senso di inadeguatezza\u00a0e lo sradicamento,\u00a0\u00e8 arrivato in finale al Premio Strega. Nel 2024 ha scritto il romanzo Missitalia. Falsi amici \u00e8 la sua prima raccolta di saggi. Traduttrice dall\u2019inglese, ha tradotto\u00a0Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. \u00c8 la curatrice della casa editrice femminista\u00a0La Tartaruga<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-09-06T13:22:19+02:00\">7 settembre 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Fiamma Tinelli La letteratura come salvezza, le ombre della lotta di classe, la vita dei genitori non&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":669223,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1451],"tags":[41738,368943,368944,5781,368464,368945,18083,368946,368947,18954,368948,368949,14359,368950,368951,5867,368952,368953,368931,2032,1266,87,66424,13479,2766,24077,17208,3079,1621,1620,138221,3155,9084,91301,3591,368932,30204,1277,6927,200830,55841,71960,13035,2429,18010,1907,368929,203,35707,3452,12584,368930,1909,3384,2498,2753,368933,178444,1232,368934,368935,128,152990,204,1537,90,1599,89,64225,10515,1914,5122,4045,4002,368936,57,16882,15451,1354,14344,42219,3608,4979,13854,5238,5385,5239,4966,1667,368937,858,368938,332,7901,6715,368939,14641,1989,899,23248,3544,40538,21915,30160,26355,12285,3970,2677,368940,2181,2434,315,2258,28355,210206,2183,37709,1886,3971,3185,368941,4412,2129,1652,368942,5490],"class_list":["post-669222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-celebrita","tag-accanimento","tag-accanimento-se","tag-accanimento-se-arrivata","tag-accanto","tag-accanto-figlia","tag-accanto-figlia-dormiva","tag-accettazione","tag-accettazione-body","tag-accettazione-body-positivity","tag-accoglienza","tag-accoglienza-virtu","tag-accoglienza-virtu-mariane","tag-accolta","tag-accolta-racconta","tag-accolta-racconta-coppia","tag-adolescente","tag-adolescente-scrive","tag-adolescente-scrive-tagliava","tag-allattando","tag-america","tag-amici","tag-amore","tag-arto","tag-autobiografia","tag-bambina","tag-borghese","tag-buio","tag-capito","tag-celebrita","tag-celebrities","tag-cicatrici","tag-classe","tag-claudia","tag-claudia-durastanti","tag-corpo","tag-cotiche","tag-cresciuta","tag-dato","tag-difficile","tag-disfatto","tag-disordine","tag-dissoluzione","tag-diventata","tag-donne","tag-dono","tag-dovuto","tag-durastanti","tag-entertainment","tag-entrava","tag-epoca","tag-falsi","tag-falsi-amici","tag-famiglia","tag-figlia","tag-forma","tag-genitori","tag-genitori-udenti","tag-gioioso","tag-gravidanza","tag-gravidanza-periodo","tag-gravidanza-periodo-gioioso","tag-idea","tag-ingenuita","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italiano","tag-italy","tag-kryptonite","tag-letteratura","tag-li","tag-londra","tag-madre","tag-mamma","tag-mamma-nina","tag-mancano","tag-maschio","tag-morire","tag-ne","tag-neanche","tag-nina","tag-padre","tag-parole","tag-patriarcato","tag-paura","tag-pensare","tag-pensavo","tag-penso","tag-periodo","tag-periodo-gioioso","tag-personale","tag-personale-politico","tag-politico","tag-possibilita","tag-potenza","tag-psichedelico","tag-quadri","tag-racconta","tag-rapporto","tag-rimasta","tag-romanzo","tag-salvato","tag-scrittrice","tag-scrittura","tag-scrivere","tag-se","tag-seduta","tag-senso","tag-senso-dissoluzione","tag-serve","tag-si","tag-sinistra","tag-sociale","tag-sparire","tag-spaventoso","tag-stare","tag-straniera","tag-successo","tag-tempi","tag-terra","tag-udenti","tag-uomini","tag-uso","tag-viaggio","tag-viaggio-psichedelico","tag-vissuto"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=669222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/669223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=669222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=669222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=669222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}