{"id":669518,"date":"2026-09-07T12:32:14","date_gmt":"2026-09-07T12:32:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/669518\/"},"modified":"2026-09-07T12:32:14","modified_gmt":"2026-09-07T12:32:14","slug":"italia-si-puo-perdere-senza-essere-in-crisi-cosa-racconta-davvero-la-stagione-azzurra-appena-conclusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/669518\/","title":{"rendered":"Italia, si pu\u00f2 perdere senza essere in crisi: cosa racconta davvero la stagione azzurra appena conclusa"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\">Prima il terzo posto in Nations League, poi l\u2019argento agli Europei. Se il termine di paragone sono le ultime due stagioni, nelle quali <strong>l\u2019Italia aveva praticamente smesso di perdere<\/strong>, il 2026 pu\u00f2 sembrare quasi un ridimensionamento. Ma sarebbe una lettura troppo semplice. La Nazionale di Julio Velasco non \u00e8 improvvisamente diventata una squadra vulnerabile come tante altre: ha semplicemente perso quella superiorit\u00e0 quasi assoluta che tra il 2024 e il 2025 l\u2019aveva portata a conquistare <strong>Olimpiadi, due VNL consecutive e Campionato Mondiale<\/strong>, trasformando ogni grande appuntamento in una marcia trionfale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019Europeo racconta bene questa differenza. L\u2019Italia ha vinto tutte le cinque partite del girone, ha eliminato <strong>Bulgaria, Svezia e Polonia<\/strong>, \u00e8 arrivata alla finale con otto successi consecutivi e ha perso soltanto al tie-break contro la Turchia, in una Sinan Erdem Sports Hall completamente schierata con le padrone di casa. Prima di quella partita erano diventate <strong>39 le vittorie consecutive contro Nazionali europee<\/strong> e 21 quelle di fila tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei. Difficile sostenere, davanti a questi numeri, la tesi di una squadra entrata improvvisamente in crisi.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Qualcosa, per\u00f2, \u00e8 cambiato. E il cambiamento pi\u00f9 importante porta inevitabilmente il nome di <strong>Monica De Gennaro<\/strong>. Moki ha salutato la Nazionale dopo il Mondiale 2025, chiudendo un percorso quasi ventennale nel momento pi\u00f9 alto: oro olimpico, VNL, titolo mondiale e riconoscimenti individuali che ne avevano certificato ancora una volta il valore assoluto. <strong>De Gennaro non era semplicemente il libero dell\u2019Italia: era una delle leader tecniche ed emotive della squadra<\/strong>, una giocatrice capace di trasformare palloni complicati in azioni giocabili e di dare tranquillit\u00e0 a tutto il sistema di ricezione e difesa.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La sua uscita non poteva essere indolore. <strong>Eleonora Fersino ha qualit\u00e0 e ha disputato anche partite di livello importante<\/strong>, ma sostituire una giocatrice come De Gennaro non significa soltanto trovare qualcuno che occupi lo stesso ruolo. Significa ricostruire automatismi, responsabilit\u00e0 e gerarchie nella seconda linea. Proprio la ricezione \u00e8 stata uno degli elementi pi\u00f9 instabili dell\u2019Europeo. Contro la Svezia l\u2019Italia ha raggiunto il 53% di positiva, mentre in semifinale contro la Polonia \u00e8 scesa al 33% e nella finale con la Turchia si \u00e8 fermata al <strong>36%, con appena il 16% di ricezioni perfette<\/strong>. Quando il primo tocco \u00e8 peggiorato, anche il gioco di Alessia Orro ha inevitabilmente perso velocit\u00e0 e variet\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La finale ha mostrato questo limite nella maniera pi\u00f9 evidente. L\u2019Italia ha dominato il primo e il terzo set, vincendoli <strong>25-16 e 25-12<\/strong>, ma non \u00e8 riuscita a mantenere lo stesso livello per tutta la partita. Nel secondo parziale aveva costruito un vantaggio di 12-6, prima di subire la rimonta della Turchia. Nel quarto \u00e8 partita 1-6 e nel tie-break la pressione del servizio turco ha progressivamente tolto certezze alla seconda linea. Non \u00e8 mancata la qualit\u00e0, \u00e8 mancata soprattutto <strong>la continuit\u00e0 nel mantenere quella qualit\u00e0 quando il livello di difficolt\u00e0 \u00e8 diventato massimo<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 forse questa la differenza principale rispetto all\u2019Italia delle Olimpiadi e del Mondiale. Quella squadra aveva una capacit\u00e0 quasi impressionante di attraversare i momenti difficili senza perdere struttura. Nel 2026 i blackout sono diventati pi\u00f9 frequenti. Era gi\u00e0 successo nella VNL, dove il Brasile aveva eliminato le azzurre <strong>3-2 in semifinale<\/strong>, prima della reazione che aveva portato al bronzo contro la Cina. \u00c8 successo nuovamente a Istanbul. Due sconfitte al tie-break contro Brasile e Turchia, due delle migliori Nazionali al mondo: pi\u00f9 che il segnale di un crollo, sono la fotografia di <strong>distanze che si sono accorciate<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Anche perch\u00e9 le avversarie sono cresciute. La Turchia ha costruito intorno a <strong>Melissa Vargas<\/strong> una struttura sempre pi\u00f9 completa e nella finale europea \u00e8 riuscita a sopravvivere ai momenti nei quali l\u2019Italia sembrava superiore. Il Brasile aveva fatto altrettanto in VNL. Per due anni l\u2019Italia aveva imposto alle rivali di trovare soluzioni quasi perfette per batterla; nel 2026 \u00e8 tornata a giocare partite nelle quali anche i propri difetti possono diventare decisivi.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">In questo quadro si inserisce anche <strong>l\u2019esperimento di Ekaterina Antropova in posto 4<\/strong>, gi\u00e0 analizzato separatamente e dunque da non trasformare nell\u2019unica spiegazione. La scelta di Velasco ha aumentato enormemente il potenziale offensivo permettendo ad Antropova ed Egonu di giocare contemporaneamente, ma ha comportato nuovi equilibri soprattutto in seconda linea. \u00c8 una soluzione che ha prodotto momenti eccellenti e altri molto pi\u00f9 complicati e che richieder\u00e0 valutazioni in vista del futuro.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ci sono invece certezze che l\u2019Europeo ha confermato. <strong>Paola Egonu resta il riferimento offensivo<\/strong>, Alessia Orro continua a essere una delle migliori palleggiatrici internazionali e non a caso \u00e8 stata inserita nell\u2019All Star Team della manifestazione. <strong>Anna Danesi e Sarah Fahr<\/strong> garantiscono una coppia centrale di altissimo livello, mentre <strong>Myriam Sylla, premiata tra le migliori schiacciatrici dell\u2019Europeo, continua ad avere un peso enorme nell\u2019equilibrio della squadra.<\/strong> In semifinale contro la Polonia il muro italiano ha prodotto addirittura <strong>18 punti contro 4<\/strong>, dimostrando che quando il sistema funziona l\u2019Italia possiede ancora strumenti difficilmente eguagliabili.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La vera domanda, dunque, non \u00e8 se l\u2019Italia sia ancora forte. <strong>Lo \u00e8, e probabilmente resta una delle Nazionali di riferimento mondiale.<\/strong> Bisogna capire se il 2026 rappresenti l\u2019inizio di una discesa oppure una fisiologica stagione di transizione dopo un biennio eccezionale. Gli indizi portano pi\u00f9 verso la seconda ipotesi. Nessuna squadra pu\u00f2 vivere permanentemente al livello raggiunto dalle azzurre tra Parigi 2024 e Bangkok 2025, quando sembrava che anche le giornate complicate dovessero inevitabilmente terminare con una vittoria. Peraltro il gruppo ha dovuto assorbire <strong>la prima grande uscita dal nucleo che aveva costruito quel ciclo, quella di De Gennaro<\/strong>, e contemporaneamente Velasco ha cercato nuove soluzioni tattiche senza rinunciare al risultato immediato. Nonostante tutto, l\u2019Italia ha chiuso la VNL sul podio e l\u2019Europeo a un tie-break dall\u2019oro. Sono risultati che per quasi qualunque altra Nazionale rappresenterebbero una stagione straordinaria e che sembrano deludenti soltanto perch\u00e9 arrivano dopo due anni fuori scala.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il 2027 offrir\u00e0 una risposta molto pi\u00f9 significativa. Ci saranno nuovi equilibri da consolidare, <strong>la Russia torner\u00e0 nel panorama internazionale<\/strong> e il Mondiale rappresenter\u00e0 il prossimo grande obiettivo. Servir\u00e0 capire come stabilizzare la ricezione, come distribuire meglio le responsabilit\u00e0 della seconda linea e quale sar\u00e0 la configurazione offensiva definitiva. Il materiale, per\u00f2, non manca. <strong>Pi\u00f9 che una fine del ciclo, l\u2019Europeo sembra quindi il primo vero momento di assestamento, l\u2019et\u00e0 di mezzo dell\u2019era Velasco.<\/strong> L\u2019Italia ha scoperto di poter perdere di nuovo, ma non ha smesso di essere competitiva per vincere. Dopo due stagioni nelle quali ogni partita decisiva sembrava destinata a finire dalla stessa parte, forse il 2026 ha semplicemente restituito le azzurre alla normalit\u00e0 dello sport di altissimo livello: si pu\u00f2 giocare bene, arrivare fino in fondo ed essere battuti. La sfida sar\u00e0 trasformare questa stagione senza titoli in carburante per costruire il prossimo ciclo vincente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prima il terzo posto in Nations League, poi l\u2019argento agli Europei. 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