{"id":669758,"date":"2026-09-07T15:43:15","date_gmt":"2026-09-07T15:43:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/669758\/"},"modified":"2026-09-07T15:43:15","modified_gmt":"2026-09-07T15:43:15","slug":"odori-e-rumori-dagli-us-open","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/669758\/","title":{"rendered":"Odori e rumori dagli US Open"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Sabato la tennista bielorussa Aryna Sabalenka ha fermato per qualche secondo la sua partita agli US Open, a New York, perch\u00e9 c\u2019era un odore di marijuana troppo forte, che la disturbava e la distraeva dalla partita. E nei giorni precedenti alcuni arbitri avevano interrotto altre partite per colpa di alcuni influencer, impegnati a fare balletti o usare luci che potevano infastidire i giocatori e le giocatrici in campo.<\/p>\n<p>Sono tutte cose ormai all\u2019ordine del giorno agli US Open, un torneo da sempre abituato a un pubblico rumoroso e a odori insoliti per una competizione di tennis. Eppure i tennisti e certi tifosi continuano a lamentarsi, e c\u2019\u00e8 chi crede che si stia superando un po\u2019 il limite.<\/p>\n<p>Gli US Open sono uno dei quattro tornei del Grande Slam, i pi\u00f9 importanti del tennis. Non \u00e8 l\u2019unico che si gioca sul cemento (ci sono anche gli Australian Open, che si distinguono per una generale allegria e sono soprannominati \u201cHappy Slam\u201d), non \u00e8 di certo il pi\u00f9 elegante n\u00e9 il pi\u00f9 prestigioso (quello \u00e8 Wimbledon), e nemmeno il pi\u00f9 duro (quello \u00e8 il Roland Garros, l\u2019unico che si gioca sulla terra rossa). Gli US Open, per\u00f2, sono di sicuro lo Slam dei rumori e degli odori, due cose \u2013 soprattutto la prima \u2013 che nel tennis rappresentano una grande eccezione, e spesso un problema.<\/p>\n<p>Nel tennis il silenzio \u2013 del pubblico \u2013 \u00e8 una consuetudine rispettata un po\u2019 a tutti i livelli. Le ragioni sono diverse (le origini aristocratiche di questo sport, la grande solitudine che lo caratterizza), ma il risvolto \u00e8 anche pratico. L\u2019assenza di rumori forti aiuta i tennisti e le tenniste a concentrarsi, ma ancora di pi\u00f9 a sentire il suono della racchetta avversaria che colpisce la pallina. Quel suono racchiude informazioni preziose: dice com\u2019\u00e8 stato eseguito il colpo e lascia intuire dove e con che traiettoria arriver\u00e0 la palla: un\u2019informazione fondamentale, dato che certi colpi superano i 200 chilometri orari.<\/p>\n<p>Agli US Open, per\u00f2, questa consuetudine di fatto \u00e8 scomparsa. Nel suo libro <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/altrecose\/cambiocampo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cambiocampo<\/a> (scelto e pubblicato da Altrecose, il marchio editoriale del Post e di Iperborea) il giornalista sportivo statunitense Giri Nathan ha scritto che \u00abil pubblico degli U.S. Open \u00e8 rumoroso, piuttosto sbronzo e immune alla vergogna\u00bb e che l\u00ec \u00abl\u2019atmosfera \u00e8 quella di una confusione perenne e un po\u2019 sbracata\u00bb.<\/p>\n<p>Per gran parte della loro storia gli US Open, che esistono dal 1881, sono stati un torneo come gli altri, cio\u00e8 silenzioso. L\u2019unica grande eccezione fu la finale maschile del 1920, tra Bill Johnston e Bill Tilden, durante la quale un aereo militare <a href=\"https:\/\/www.inquirer.com\/philly\/sports\/other_sports\/bill-tilden-and-the-fateful-day-that-launched-a-legend-franks-place-20180302.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sorvol\u00f2<\/a> rumorosamente il campo per fare delle foto. Ma non fu il principale problema di quella giornata: quello stesso aereo si schiant\u00f2 infatti poche decine di metri pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Il pubblico degli US Open inizi\u00f2 a diventare rumoroso dagli anni Settanta, quando il torneo cambi\u00f2 sede e superficie. Fino ad allora si era giocato sull\u2019erba, in club privati ed eleganti. Nel 1978\u00a0 si trasfer\u00ec sui campi in cemento del grande impianto di Flushing Meadows, nel Queens, il grande distretto newyorkese a est di Manhattan.<\/p>\n<p>L\u00ec gli US Open divennero un evento enorme e spettacolare, che andava al di l\u00e0 del tennis e che inizi\u00f2 ad attirare un pubblico sempre pi\u00f9 ampio e vario, abituato a vedere altri sport prettamente statunitensi come il basket, il football e il baseball, dove il rumore dei tifosi \u00e8 parte dello spettacolo. Sono persone che \u00abnon capiscono davvero perch\u00e9 debbano comportarsi come se fossero a un funerale\u00bb, <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/athletic\/6573033\/2026\/09\/04\/tennis-etiquette-rules-crowd-us-open\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha scritto<\/a> The Athletic.<\/p>\n<p>Insomma, \u00e8 da circa cinquant\u2019anni che i tennisti e le tenniste che partecipano agli US Open devono fare i conti con il rumore del pubblico. Ma non solo: c\u2019\u00e8 anche quello dovuto al traffico aereo del vicino aeroporto LaGuardia, che di recente \u00e8 comunque diminuito parecchio.<\/p>\n<p>Oltre ai rumori, ci sono gli odori. Per lungo tempo l\u2019odore pi\u00f9 fastidioso (ma questo dipende dai punti di vista, o meglio d\u2019olfatto) \u00e8 stato quello del cibo, anche quello molto statunitense, venduto a Flushing Meadows. L\u2019ex tennista Pat Cash ha raccontato che la prima volta che and\u00f2 l\u00ec a giocare, nel 1982, rimase impressionato anche dalla \u00abnuvola di fumo che usciva da uno dei chioschi di hot dog vicino al campo\u00bb.<\/p>\n<p>Di recente, per\u00f2, questi odori sono stati sostituiti da quello della cannabis, che nello stato di New York \u00e8 legale dal 2021. Tre anni fa il tedesco Alexander Zverev disse che il campo 17, quello pi\u00f9 vicino al parco circostante, \u00abodora come il salotto di Snoop Dogg\u00bb, il rapper statunitense noto per fumare moltissima marijuana.<\/p>\n<p>Rumori e odori diventano ancora pi\u00f9 forti quando il tetto retrattile di certi campi si chiude, per esempio in caso di pioggia. Ne d\u00e0 un\u2019idea molto chiara la newsletter Mezza Riga, che <a href=\"https:\/\/mezzariga.tennis.nightreview.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scrive<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<p>I vapori della stalla umana \u2013 esiste un impianto di aerazione e deumidificazione, ma non pu\u00f2 funzionare come quello di casa \u2013 si mischiano al sudore, ai miasmi delle patatine alla salsa di cheddar e aglio e, s\u00ec, pure a chi si accende una sigaretta simpatica, quella con le foglioline verdi che rendono subito allegri e scherzosi.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Negli ultimi anni, racconta Nathan, il caos degli US Open ha raggiunto \u00abun nuovo livello\u00bb. Dopo la pandemia il pubblico del torneo \u00e8 aumentato e con esso il numero di persone che durante gli scambi chiacchierano, si alzano o mangiano. A disturbare le partite ci si sono messi anche gli influencer, alcuni dei quali sembrano pi\u00f9 interessati agli Honey Deuce \u2013 i cocktail simbolo degli US Open, a base di vodka e melone \u2013 che alle partite. Per il tennista Adrian Mannarino, gli US Open \u00abstanno diventando uno zoo\u00bb.<\/p>\n<p>In verit\u00e0 ci sono dei giocatori che apprezzano questo clima. Lo statunitense Ben Shelton lo considera l\u2019effetto positivo di un pubblico nuovo, pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 giovane, che il tennis non dovrebbe snobbare; e il suo connazionale Frances Tiafoe vorrebbe addirittura pi\u00f9 teatralit\u00e0 e pi\u00f9 trash talking\u00a0(una strategia in cui si provoca l\u2019avversario offendendolo per deconcentrarlo), come negli altri sport.<\/p>\n<p>Alla maggior parte dei loro colleghi, per\u00f2, questo baccano non va gi\u00f9. La giapponese Naomi Osaka, la cui partita \u00e8 stata disturbata dal flash di un\u2019influencer, ha detto che chi va a vedere il tennis dovrebbe prima informarsi sull\u2019\u00abetichetta\u00bb dello sport. \u00c8 un\u2019opinione condivisa anche da molti tifosi di vecchia data.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Una tennista statunitense, Coco Gauff, ha detto: \u00abse ti invitano sul red carpet, non vai in jeans\u00bb<\/p>\n<p>Per evitare altri problemi, intanto, le aziende che portano gli influencer agli US Open hanno gi\u00e0 iniziato a istruirli su come comportarsi; due di loro sono state addirittura allontanate. Durante le partite, pare che le cose stiano gi\u00e0 migliorando.<\/p>\n<p>Secondo il giornalista del Guardian Aaron Timms, per\u00f2, gli US Open se la sono un po\u2019 cercata:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Un torneo costruito attorno alle attivazioni dei brand e a partnership promozionali spesso stucchevoli, con tutto il caos che inevitabilmente ne consegue, \u00e8 in larga misura una creazione degli stessi organizzatori.<\/p>\n<p>Se la USTA [la federazione statunitense di tennis, che organizza il torneo, ndr] fosse davvero intenzionata a ridurre l\u2019impatto degli influencer agli US Open, dovrebbe ridimensionare la propria dipendenza dai brand [\u2026]. Ma, naturalmente, questo non accadr\u00e0 mai.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Secondo Timms, poi, i giocatori e i tifosi di vecchia data che si lamentano dei rumori e degli odori degli US Open mostrano la grande contraddizione del tennis moderno, che vuole essere sempre pi\u00f9 popolare e commerciale, pretendendo per\u00f2 che il pubblico resti sempre educato e tranquillo come una volta. \u00abVogliamo che il tennis dei tornei del Grande Slam sia uno sport per tutti, o l\u2019intrattenimento esclusivo di pochi ricconi ben educati?\u00bb. Non che occorra essere ricchi per stare in silenzio, ma aiuta a rendere l\u2019idea della contrapposizione, comunque conciliabile, tra il legame con il passato e la necessit\u00e0 di allargare quanto pi\u00f9 possibile il proprio pubblico, mantenendo per\u00f2 certe tradizioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Sabato la tennista bielorussa Aryna Sabalenka ha fermato per qualche secondo la sua partita agli US&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":669759,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1457],"tags":[1537,90,89,245,244,1273],"class_list":["post-669758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tennis","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-sport","tag-sports","tag-tennis"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117230532417610978","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=669758"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669758\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/669759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=669758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=669758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=669758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}