{"id":670177,"date":"2026-09-07T21:27:17","date_gmt":"2026-09-07T21:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/670177\/"},"modified":"2026-09-07T21:27:17","modified_gmt":"2026-09-07T21:27:17","slug":"dove-si-trova-il-petrolio-che-meloni-vuole-estrarre-per-farci-risparmiare-sulla-benzina-e-quanto-puo-durare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/670177\/","title":{"rendered":"Dove si trova il petrolio che Meloni vuole estrarre per farci risparmiare sulla benzina (e quanto pu\u00f2 durare)"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si pu\u00f2 estrarre nei nostri mari, perch\u00e9 non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce lo abbiamo in Basilicata&#8221;. Questa \u00e8 forse l&#8217;unica &#8216;notizia&#8217; nel discorso pronunciato da <a href=\"https:\/\/www.today.it\/persone\/giorgia-meloni\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Giorgia Meloni<\/a> in occasione della propria celebrazione a Bari come premier del governo pi\u00f9 longevo della storia repubblicana.\u00a0<\/p>\n<p>Dal palco pugliese la presidente del Consiglio ha lanciato una nuova idea di politica energetica per fornire una risposta ai cittadini che, tra guerra in Ucraina e blocco dello Stretto di Hormuz, fanno i conti con i rincari delle bollette. Il nostro Paese possiede un piccolo tesoretto in riserve di idrocarburi, ma la premer deve scontrarsi con una realt\u00e0 complicata: i ritrovamenti sono fermi, le perforazioni sono in stallo e le nostre risorse sono limitate.<\/p>\n<p>Quanto valgono le nostre riserve<\/p>\n<p>Partiamo dalle basi. Come riporta la <a href=\"https:\/\/sisen.mase.gov.it\/dgsaie\/situazione-energetica-nazionale\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">relazione<\/a> &#8220;La situazione energetica nazionale nel 2025&#8221; del ministero dell&#8217;Ambiente (Mase), il nostro fabbisogno di petrolio \u00e8 stato pari a 44.594 Ktep (migliaia di tonnellate equivalente di petrolio). L&#8217;offerta nazionale ha contribuito per circa il 9 per cento. Ci\u00f2 vuol dire che quasi la totalit\u00e0 della nostra domanda viene colmata importando le risorse dall&#8217;estero. Per quanto riguarda il petrolio greggio la Libia \u00e8 la principale fornitrice (24 per cento), seguono Azerbaigian (16,6) e Kazakistan (13,1). La domanda di gas, invece, \u00e8 stata pari a 63,4 miliardi di metri cubi (la produzione nazionale si \u00e8 fermata a 3,4 miliardi). E dall&#8217;Algeria \u00e8 arrivata buona parte del gas: 22,2 miliardi di metri cubi (valori provvisori).<\/p>\n<p>undefined<\/p>\n<p>Come abbiamo visto le nostre riserve contribuiscono a una frazione marginale del fabbisogno energetico. Nel 2025, <a href=\"https:\/\/unmig.mase.gov.it\/pubblicato-lunmig-databook-2026\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">comunica<\/a> l&#8217;Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, \u00e8 stato registrato un incremento della produzione nazionale di gas naturale del 12,2 per cento, mentre c&#8217;\u00e8 stato un rallentamento in quella di olio greggio (-11 per cento). Lo sfruttamento dei nostri giacimenti ha comportato una riduzione delle riserve italiane di idrocarburi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/dossier\/economia\/caro-carburanti-estrazioni-petrolio-gas-italia-risparmio.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Perch\u00e9 ogni anno lasciamo sotto terra 7 miliardi di euro: &#8220;Ecco come pagare la benzina 20 centesimi in meno&#8221; &#8211; di Pierfrancesco De Robertis<\/a><\/p>\n<p>Quando si parla di riserve si entra nel campo delle probabilit\u00e0. Le riserve, infatti, si distinguono secondo una classificazione internazionale in: certe, probabili e possibili. Nel primo caso si tratta di quantit\u00e0 stimate di idrocarburi che potranno, con ragionevole certezza (probabilit\u00e0 maggiore del 90 per cento) essere prodotte nelle condizioni esistenti al momento considerato. Per le probabili si parla di risorse che potranno essere recuperate con ragionevole probabilit\u00e0 (maggiore del 50 per cento). Infine, le &#8220;possibili&#8221; rappresentano gli idrocarburi che si stima di poter recuperare con un grado di probabilit\u00e0 molto contenuto (di gran lunga inferiore al 50 per cento).<\/p>\n<p>undefined<\/p>\n<p>Considerando la produzione 2025, le riserve di gas ammontano a 34.674 milioni di metri cubi (-11,7 per cento) e a 76,9 milioni di tonnellate di petrolio (-1,6 per cento). Facendo un rapido calcolo con il prezzo del greggio intorno ai 100 dollari al barile, le riserve italiane di petrolio varrebbero circa 48 miliardi. Risorse che possono essere utili per far risparmiare i cittadini e sostenere il tessuto industriale in questo periodo di rincari della benzina.<\/p>\n<p>La produzione italiana<\/p>\n<p>Nel 2025 la produzione nazionale di gas naturale ha raggiunto i 3,2 miliardi di metri cubi di gas naturale e i 3,8 miliardi di chili di olio greggio. L&#8217;estrazione delle risorse viene portata avanti attraverso permessi di ricerca e concessioni di coltivazione. I primi sono titoli minerari esclusivi che permettono di effettuare uno o pi\u00f9 pozzi esplorativi alla ricerca di un nuovo giacimento. Quando questo viene individuato si deve presentare domanda per la concessione di coltivazione che consente la sua messa in produzione. Al 31 dicembre 2025 in Italia c&#8217;erano 44 permessi di ricerca e 182 concessioni di coltivazione, onshore e offshore. Nelle concessioni erano presenti 1.554 pozzi attivi, di cui 1.492 produttivi (573 eroganti e 919 non eroganti).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/numero-permessi-ricerca-mase.jpg\" alt=\"numero-permessi-ricerca-mase\" title=\"Serie storica del numero dei permessi di ricerca (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, Unmig)\"\/><\/p>\n<p>Negli ultimi anni i titoli minerari, conferiti con decreto del ministero dello Sviluppo economico, erano diminuiti. Nel 2022 erano 226 (248 nel 2021), l&#8217;anno dopo sono scesi a 213 e nel 2024 sono calati ancora a 195, per poi tornare a 226 nel 2025. A questa altalena nella ricerca e nell&#8217;estrazione delle risorse si somma uno stallo di ritrovamenti di nuovi giacimenti di idrocarburi. \u00c8 dal 2024 che non si trovano pozzi di gas da sfruttare, mentre per il petrolio la &#8220;sete&#8221; dura dal 2009.<\/p>\n<p>I giacimenti di idrocarburi sono patrimonio indisponibile dello Stato. Un&#8217;impresa privata che, grazie alla concessione, effettua la produzione deve versare royalties allo Stato, alle Regioni ed ai Comuni interessati dalle attivit\u00e0 legate al giacimento. Nel 2025 gli operatori hanno versato pi\u00f9 di 256 milioni di euro in aliquote, di cui poco pi\u00f9 della met\u00e0 \u00e8 andata alle Regioni. Eni \u00e8 il principale operatore avendo concessioni, anche in joint venture, per 1.054 pozzi (sui 1.556) per la coltivazione di idrocarburi. Un totale che tiene conto anche dei giacimenti in cui opera Eni mediterranea idrocarburi. Perci\u00f2 la partecipata statale versa la maggior parte delle royalties (105,4 milioni di euro), seguita dalla controllata italiana della britannica Shell (64,5 milioni) e dalla controllata italiana della francese TotalEnergies (41,5 milioni).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/royalties-mase-idrocarburi-operatori.jpg\" alt=\"royalties-mase-idrocarburi-operatori\" title=\"Royalties versate dagli operatori del settore (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, Unmig)\"\/><\/p>\n<p>Per evitare che le riserve italiane si assottiglino sempre di pi\u00f9 \u00e8 necessario che la produzione nazionale venga quantomeno compensata da nuove scoperte. Ma le perforazioni a scopo esplorativo sono ferme da anni. L&#8217;ultima a terra risale al 2018, mentre in mare al 2024. Lo stop alle attivit\u00e0 \u00e8 la combinazione della moratoria del governo Conte I (2019) e del Piano della transizione energetica sostenibile delle aree idonee (2022) annullato con alcune sentenze del Tar del Lazio a febbraio 2024. Ora il governo vuole invertire la tendenza.<\/p>\n<p>Dove si trovano i giacimenti<\/p>\n<p>La Basilicata, come ha ricordato Meloni, \u00e8 un buon punto di partenza. Per quanto attiene all&#8217;ubicazione delle riserve certe, quelle di petrolio ricadono per il 94,2 per cento in terraferma, per la maggior parte in Basilicata. Nel 2025 nella regione si sono prodotte 3.293 migliaia di tonnellate contro le 241 della Sicilia, 16 dell&#8217;Emilia-Romagna e 5 del Molise.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/giacimenti-sud-mase.jpg\" alt=\"giacimenti-sud-mase\" title=\"Nella mappa sono rappresentati i pozzi di idrocarburi (i tondini) e i titoli minerari per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi (aree colorate). Fonte: Webgis Mase-Unmig\"\/><\/p>\n<p>In provincia di Potenza, in Val d&#8217;Agri, nel 1987 \u00e8 stato scoperto il pi\u00f9 grande giacimento petrolifero sulla terraferma di tutta l&#8217;Europa occidentale. \u00c8 composto da circa 40 pozzi, e tutti sono sotto concessione di una joint venture di Eni e Shell Italia E&amp;P. Il Centro olio Val d&#8217;Agri, come scrive Eni nel suon report locale di sostenibilit\u00e0 datato 2024, vanta una capacit\u00e0 nominale di trattamento di 104mila barili di petrolio al giorno e 4,6 milioni di metri cubi al giorno di gas associato al greggio. La produzione giornaliera complessiva di idrocarburi raggiunge le 34,4 migliaia di barili di petrolio.<\/p>\n<p>La produzione nel Texas italiano<\/p>\n<p>Sempre in Basilicata, a Gorgolione (Matera), c&#8217;\u00e8 il giacimento petrolifero di Tempa Rossa. Scoperto nel 1989, si estende in un&#8217;area di oltre 290 chilometri quadrati e interessa il territorio di 13 comuni lucani. Fino a ora sono entrati in funzione 6 pozzi mentre altri 2 sono in fase di realizzazione, per scopi di ricerca e per assicurare la stabilit\u00e0 della produzione. La concessione \u00e8 suddivisa tra TotalEnergies Ep Italia (50 per cento), Mitsui E&amp;P Italia (25 per cento) e Shell Italia E&amp;P (25 per cento). Dal 1\u00b0 gennaio 2022 sono stati estratti 53,9 milioni di barili di greggio e 204,8 milioni di metri cubi di gas (al 6 settembre 2026). Nel giacimento, secondo le stime pi\u00f9 accreditate, ci sarebbero 480 milioni di barili di greggio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/giacimenti-nord-mase.jpg\" alt=\"giacimenti-nord-mase\" title=\"Nella mappa sono rappresentati i pozzi di idrocarburi (i tondini) e i titoli minerari per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi (aree colorate). Fonte: Webgis Mase-Unmig\"\/><\/p>\n<p>Un altro giacimento molto importante \u00e8 quello di Campo Vega formato da 21 pozzi, tutti con operatore Energean Italy. Vega \u00e8 un giacimento petrolifero offshore situato nel Canale di Sicilia, 20 chilometri a sud di Pozzallo (Ragusa). Energean detiene una partecipazione del 100 per cento dopo aver acquisito la quota di Eni del 40 per cento nel 2020. La piattaforma Vega A \u00e8 attiva dal 1984 e, con una profondit\u00e0 di 124 metri, \u00e8 la pi\u00f9 grande d&#8217;Italia. La piattaforma ha una capacit\u00e0 di lavorazione di 60mila barili di petrolio al giorno ed \u00e8 supportata dalla nave cisterna Leonis con funzioni di stoccaggio e scarico. Un&#8217;indagine di settore ha stimato riserve pari a 17,3 milioni di barili equivalenti di petrolio e gas naturale.<\/p>\n<p>Quanto al resto delle concessioni presenti in Italia, la pianura Padana e in particolare l&#8217;Emilia-Romagna in passato hanno fornito un contributo fondamentale per la produzione nazionale. Ma la loro centralit\u00e0 \u00e8 andata diminuendo e a oggi l&#8217;Emilia-Romagna vale lo 0,44 per cento della produzione nazionale di greggio e l&#8217;8,3 per cento di quella di gas (zone marine escluse).<\/p>\n<p>Dossier \u00e8 la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. 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