{"id":670208,"date":"2026-09-07T21:53:14","date_gmt":"2026-09-07T21:53:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/670208\/"},"modified":"2026-09-07T21:53:14","modified_gmt":"2026-09-07T21:53:14","slug":"iran-due-gemelle-arrestate-e-picchiate-una-rischia-limpiccagione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/670208\/","title":{"rendered":"Iran, due gemelle arrestate e picchiate, una rischia l&#8217;impiccagione"},"content":{"rendered":"\n<p>Erano sparite da mesi, poi oggi la notizia virale sui social. Arrestate a gennaio scorso durante l&#8217;ultima grande ondata di proteste contro il regime.<\/p>\n<p>Ora per due gemelle iraniane Taraneh e Romina Rahimi si mette male: dopo essere state picchiate durante l&#8217;arresto da esponenti delle forze dell&#8217;ordine, la prima \u00e8 stata <strong>condannata a morte per impiccagione, mentre l&#8217;altra dovr\u00e0 scontare 25 anni di carcere.<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; il Guardian a darne notizia anche se la<strong> diaspora all&#8217;estero<\/strong> aveva gi\u00e0 acceso un faro sulla loro sparizione grazie alla testimonianza di un loro cugino residente negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Mentre \u00e8 in corso la guerra contro gli Stati Uniti e Israele, <strong>l&#8217;Iran torna all&#8217;onore delle cronache per violazioni dei diritti umani,<\/strong> in particolare contro le donne.<\/p>\n<p>Tra l&#8217;8 e il 9 gennaio del 2026 le due sorelle, all&#8217;epoca diciannovenni e ancora studentesse al liceo, furono <strong>prelevate di notte dalle loro abitazioni<\/strong> <strong>a Isfahan<\/strong> da uomini incappucciati, in seguito identificati come appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Allora secondo le ong con sede all&#8217;estero furono 30mila le vittime della repressione. Video e foto di sacchi neri travolsero i social media. Le autorit\u00e0 ammisero che le vittime erano \u201csolo\u201d 3000. Se Taraneh morisse sulla forca sarebbe ad oggi la prima donna a morire per quelle manifestazioni.<\/p>\n<p>Per quattro mesi la madre delle due ragazze, Marzieh Nourmohammadi, ha cercato invano notizie delle figlie rivolgendosi a ospedali e istituzioni statali, prima di riuscire a rintracciarle in un carcere a Dowlatabad, nella citt\u00e0 di Isfahan.<\/p>\n<p>Quando ha potuto visitarle in carcere, lo scorso maggio, le due ragazze &#8211; \u00a0&#8220;trattenute in regime di isolamento&#8221; &#8211; \u00a0erano irriconoscibili, ha spiegato il cugino alla testata britannica. Il racconto che la madre ha fatto al cugino \u00e8 agghiacciante: a stento ha riconosciuto le sue stesse figlie che, \u201ca seguito di tremende percosse, avevano i volti gravemente tumefatti, con lividi su tutto il corpo, ai gomiti, alle nocche e avevano i piedi rotti\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>In mancanza di una confessione credibile per il regime &#8211; come racconta il Guardian &#8211; Taraneh avrebbe ricevuto dalle guardie carcerarie la minaccia di uno stupro ai danni della sorella Romina di fronte a lei.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un particolare che lascia sgomenti nel racconto che ne fa al quotidiano britannico: &#8220;il loro cuoio capelluto \u00e8 stato completamente compromesso. Praticamente &#8211; racconta la madre &#8211; le due giovani non avevano pi\u00f9 capelli perch\u00e9 venivano tirate per i capelli e trascinate da una cella all&#8217;altra&#8221;. \u00a0Una storia che si ripete inesorabile nella <strong>Repubblica islamica sciita, da 47 anni impegnata a combattere contro i capelli delle donne<\/strong> costrette a coprirli con un hijab obbligatorio sin dall&#8217;et\u00e0 di 7 anni. Cos\u00ec vuole la lettura della sharia e cos\u00ec aveva voluto e vuole la rivoluzione khomeinista. \u00a0<\/p>\n<p>La mente torna indietro <strong>all&#8217;autunno caldo del 2022<\/strong> quando a seguito della morte di <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" href=\"https:\/\/www.rainews.it\/ricerca.html?q=MAHSA+AMINI\"><strong>Mahsa Amini<\/strong><\/a> <strong>avvenuta per un velo messo male<\/strong>, in migliaia scesero in piazza per reclamare libert\u00e0 e migliori condizioni economiche. Allora furono almeno 600 le vittime.<\/p>\n<p>Secondo Hengaw, con sede in Norvegia, e dalla Human Rights Activists News Agency (Hrana), con sede negli Stati Uniti, la magistratura iraniana avrebbe condannato anche un&#8217;altra donna alla pena capitale con la stessa accusa.<br \/>Si tratta di <strong>Leila Abolhasani <\/strong>43 anni e madre di due adolescenti, \u00e8 stata invece giudicata colpevole di aver incendiato un negozio durante le manifestazioni. I suoi familiari hanno respinto l&#8217;accusa, affermando che la donna si era limitata a filmare l&#8217;incendio. \u00a0<br \/>Insieme a loro per gli stessi disordini avvenuti in una piazza di Isfahan,<strong> condannati a morte anche nove uomini. Accusati di aver provocato la morte di due persone,<\/strong> tra cui un membro delle forze di sicurezza.<\/p>\n<p>Dall&#8217;inizio della guerra con gli Stati Uniti, Teheran ha giustiziato 29 uomini per reati legati alle proteste, secondo l&#8217;ONG norvegese Iran Human Rights (IHR). E sono almeno 16 donne le donne \u201cgiustiziate\u201d per altri reati dall&#8217;inizio dell&#8217;anno.\u00a0<\/p>\n<p>    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazyload article-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1788792660137_snaplytics.iophoto_.jpg\" width=\"768\" height=\"432\" alt=\"Taraneh Rahimi\"\/>  <\/p>\n<p> Taraneh Rahimi  (X\/alinejadmasih) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Erano sparite da mesi, poi oggi la notizia virale sui social. 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