{"id":670359,"date":"2026-09-08T00:04:15","date_gmt":"2026-09-08T00:04:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/670359\/"},"modified":"2026-09-08T00:04:15","modified_gmt":"2026-09-08T00:04:15","slug":"longevita-un-farmaco-creato-dallia-sposta-indietro-sei-orologi-biologici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/670359\/","title":{"rendered":"Longevit\u00e0, un farmaco creato dall\u2019IA sposta indietro sei orologi biologici"},"content":{"rendered":"<p>Sei orologi, nessuna lancetta. Li immagino appesi nella stessa stanza d\u2019ospedale, sopra quarantadue sedie, mentre osservano il sangue dei pazienti e dichiarano, ciascuno con i propri calcoli e senza essersi messo d\u2019accordo con gli altri, che il tempo sta tornando indietro. \u00c8 una scena consolante; forse troppo. Ma questo, ridotto alla sua mobilia essenziale, \u00e8 il risultato dello studio pubblicato il <strong>7 settembre su Nature Biotechnology<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli orologi, naturalmente, sono algoritmi. Non fanno tic tac e non hanno un quadrante da fissare sperando che rallenti: esaminano migliaia di proteine circolanti nel sangue e da quelle stimano la cosiddetta et\u00e0 biologica. I ricercatori ne hanno adoperati sei per rianalizzare i campioni di un trial clinico sul rentosertib, farmaco sperimentale contro la fibrosi polmonare idiopatica. I pazienti avevano in media 67,1 anni e sono stati seguiti per dodici settimane. Nei gruppi trattati, tutti e sei i modelli hanno visto scendere l\u2019et\u00e0 prevista; nel gruppo placebo, invece, il calendario restava pi\u00f9 o meno al suo posto oppure riprendeva la consueta direzione, che \u00e8 poi quella meno gradita.<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 teatrale arriva dopo quattro settimane. Con <strong>30 milligrammi due volte al giorno<\/strong>, diversi modelli stimavano un\u2019et\u00e0 biologica inferiore di circa tre o quattro anni; uno, pi\u00f9 sensibile degli altri, arrivava vicino ai sei. Ora, davanti a sei anni apparentemente evaporati in un mese, il cittadino comune ha diritto di domandare dove si firmi. Calma. Il punto serio non \u00e8 la cifra, che ha ancora la consistenza di una stima computazionale, ma la convergenza fra strumenti costruiti in maniera diversa: ProtAge, due versioni di OrganAge, PAC, ipfP3GPT e PAOPAC. Sigle poco memorabili, ma modelli con architetture e obiettivi differenti.<\/p>\n<p>Eppure il segnale compariva in tutti. Fra le decine di confronti eseguiti incrociando dosi, tempi e modelli, 21 oltrepassavano la soglia statistica fissata dai ricercatori; 11 si raccoglievano proprio intorno alla quarta settimana. Non \u00e8 una prova definitiva, ma neppure una notifica comparsa per errore sullo schermo di un singolo algoritmo. <strong>Quando sei strumenti diversi puntano nella stessa direzione, il dato merita almeno di essere seguito.<\/strong> Non significa ancora sapere dove conduca.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/109317\/persi-i-chili-resta-il-corpo-da-rifinire-cresce-il-ritocco-finale-degli-uomini.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_07\/ChatGPT_Image_7_set_2026__09_44_26-1788767105567.png--persi_i_chili__resta_il_corpo_da_rifinire__cresce_il__ritocco_finale__degli_uomini.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il <strong>rentosertib<\/strong>, del resto, non era entrato in laboratorio con la qualifica di elisir. \u00c8 una piccola molecola progettata per bloccare TNIK, una chinasi coinvolta nei processi fibrotici e individuata come possibile bersaglio mediante piattaforme di scoperta farmacologica basate sull\u2019intelligenza artificiale. La faccenda nasce dunque dal polmone, non dalla fontana della giovinezza. L\u2019IA ha aiutato a trovare un bersaglio; il farmaco \u00e8 stato sperimentato contro una malattia; soltanto dopo qualcuno ha aperto il cassetto dei campioni e ha chiesto agli orologi: \u00abScusate, che ora biologica fate?\u00bb.<\/p>\n<p>Per capire se la risposta riguardasse qualcosa di pi\u00f9 generale del miglioramento polmonare, gli autori sono scesi dalle lancette alle proteine. Ne hanno analizzate <strong>2.841<\/strong> e hanno osservato che 326 cambiavano significativamente traiettoria durante il trattamento. Poi hanno confrontato queste variazioni con i profili d\u2019invecchiamento di oltre 55 mila persone della UK Biobank. Nel regime da 30 milligrammi due volte al giorno, le modificazioni associate al farmaco tendevano a muoversi in senso contrario rispetto a quelle normalmente legate all\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Anche alcune firme molecolari della senescenza cellulare apparivano attenuate. La senescenza, detta senza convocare un congresso, \u00e8 la condizione di cellule danneggiate che smettono di dividersi senza per\u00f2 uscire davvero dalla conversazione: restano nei tessuti e continuano a inviare segnali capaci di influenzare ci\u00f2 che accade intorno. Una specie di account biologico che non pubblica pi\u00f9 nulla di nuovo ma continua a riempire le notifiche degli altri. Ridurne le tracce pu\u00f2 essere interessante. Pu\u00f2 perfino essere compatibile con un effetto <strong>geroprotettivo<\/strong>. Compatibile, per\u00f2, \u00e8 una parola educata: non significa dimostrato.<\/p>\n<p>Qui bisogna togliere lo champagne dal frigorifero e rimetterci le medicine. Un biomarcatore pu\u00f2 assumere un aspetto pi\u00f9 giovane senza che l\u2019organismo abbia davvero recuperato anni di vita biologica. Gli algoritmi leggono proteine, non il destino; stimano un\u2019et\u00e0, non restituiscono compleanni. <strong>Un contatore che scende sullo schermo non basta, insomma, a dimostrare che il corpo abbia davvero premuto \u201cindietro di sei anni\u201d.<\/strong> \u00c8 esattamente la distanza che separa un risultato affascinante da una scoperta sulla longevit\u00e0.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109367\/dermatite-atopica-perche-grattarsi-fa-venire-ancora-piu-prurito.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_07\/ChatGPT_Image_7_set_2026__20_47_09-1788806902682.png--dermatite_atopica__perche_grattarsi_fa_venire_ancora_piu_prurito_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la malattia. Tutti i partecipanti soffrivano di <strong>fibrosi polmonare idiopatica<\/strong>, una patologia strettamente intrecciata con numerosi processi biologici dell\u2019invecchiamento. Se il trattamento migliora la malattia, pu\u00f2 modificare proprio le proteine che gli orologi usano per attribuire l\u2019et\u00e0. Che cosa hanno visto, dunque: un organismo diventato biologicamente pi\u00f9 giovane oppure un organismo malato che rispondeva alla terapia? Gli stessi autori riconoscono che, con questi dati, non \u00e8 possibile separare con certezza le due cose. Forse l\u2019orologio misura il tempo; forse misura il fatto che nella stanza si respira meglio.<\/p>\n<p>I limiti non sono nascosti dietro una tenda, e conviene contarli: <strong>42 pazienti<\/strong>, appena dodici settimane di osservazione, un\u2019analisi in larga parte computazionale. \u00c8 un campione piccolo e un intervallo breve, soprattutto quando l\u2019oggetto dichiarato della curiosit\u00e0 \u00e8 l\u2019invecchiamento, faccenda che di solito non ha fretta e non si lascia interrogare in tre mesi. Serviranno studi pi\u00f9 grandi, pi\u00f9 lunghi e indipendenti. Non \u00e8 una formula di cortesia scientifica; \u00e8 la differenza fra un segnale promettente e una conclusione.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine il capitolo degli interessi, quel foglietto che spesso si legge dopo aver ammirato il d\u00e9pliant. Il primo autore, <strong>Alex Zhavoronkov<\/strong>, \u00e8 fondatore e amministratore delegato di Insilico Medicine, l\u2019azienda che sviluppa il rentosertib; diversi coautori lavorano per la stessa societ\u00e0. Questo non annulla i risultati, sarebbe sciocco sostenerlo. Impone per\u00f2 una verifica indipendente: chi vende o sviluppa l\u2019orologio pu\u00f2 dire l\u2019ora esatta, ma \u00e8 prudente guardare anche il campanile.<\/p>\n<p>Non abbiamo quindi una pillola capace di restituire sei anni. Abbiamo qualcosa di meno miracoloso e forse, alla lunga, di pi\u00f9 utile: la dimostrazione che un trial clinico potrebbe osservare insieme l\u2019andamento di una malattia e alcuni processi biologici associati all\u2019et\u00e0. Se il segnale resister\u00e0 a numeri maggiori, tempi pi\u00f9 lunghi e controlli esterni, quei sei orologi avranno davvero indicato una direzione. Per adesso segnano un\u2019ora interessante; nessuno, per favore, sposti ancora il calendario.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_7_set_2026,_22_00_48-1788811257570.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Zhavoronkov A., Galkin F., Chen S. et al. \u201cIntegration of proteomic aging clocks in a phase 2a clinical trial supports simultaneous geroprotective assessment\u201d. Nature Biotechnology, 7 settembre 2026. DOI: 10.1038\/s41587-026-03286-y.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41587-026-03286-y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sei orologi, nessuna lancetta. 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