{"id":671041,"date":"2026-09-08T10:33:10","date_gmt":"2026-09-08T10:33:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671041\/"},"modified":"2026-09-08T10:33:10","modified_gmt":"2026-09-08T10:33:10","slug":"a-ilulissat-tra-i-ghiacchi-che-si-sciolgono-in-groenlandia-il-cambiamento-climatico-preoccupa-quanto-le-mire-di-trump-sullartico-ma-il-turismo-cresce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671041\/","title":{"rendered":"A Ilulissat tra i ghiacchi che si sciolgono: in Groenlandia il cambiamento climatico preoccupa quanto le mire di Trump sull&#8217;Artico. Ma il turismo cresce"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Lorenzo Cremonesi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Inverni sempre pi\u00f9 miti permettono ai pescherecci di uscire tutto l&#8217;anno: il riscaldamento globale qui si tocca con mano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">ILULISSAT (Groenlandia) &#8211; Sono blocchi di ghiaccio immensi, visti dalle colline coperte di licheni e graniti affacciate al <b>fiordo di Kangia <\/b>sembrano montagne innevate molto solide su cui sarebbe possibile camminare per intere giornate. E invece hanno fondamenta precariamente liquide e attorno a loro vige il caos incerto di un universo in disfacimento. Anche <b>gli iceberg pi\u00f9 maestosi in realt\u00e0 galleggiano insicuri<\/b> sul mare profondo appena sotto i loro picchi dall\u2019equilibrio instabile e verso la fine del golfo si frantumano in mille pezzi pi\u00f9 piccoli destinati a sciogliersi nell\u2019acqua.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Luned\u00ec 7 settembre 2026<\/b>: da quattro giorni sono arrivato nel <b>porto di Ilulissat<\/b> sulla costa occidentale della <b>Groenlandia<\/b>, dopo circa un mese e mezzo di navigazione, e il senso di incerta fragilit\u00e0 che mi ha accompagnato sin dalla partenza in Alaska non ha fatto altro che ingigantirsi. Quando ero a bordo di Lifexplorer valutavo fosse connaturato alla dinamica del nostro viaggio con una barca a vela di 16 metri sulla <b>rotta insicura del Passaggio di Nord-Ovest<\/b>. Specie nelle prime due-tre settimane la <b>banchisa polare in disfacimento<\/b> verso il Pacifico ci bloccava la via. Per qualche giorno parve persino impossibile poter passare. Un momentaneo malessere alla schiena sino al nervo sciatico e la mancanza di moto costretto a bordo non facevano che incupire il morale. Ma adesso, che sono tornato a camminare, e lo faccio nell\u2019allegria alimentata dalla sensazione del corpo che finalmente suda e fatica lungo l\u2019incanto dei fiordi groenlandesi, mi rendo conto che in gioco ci sono elementi molto pi\u00f9 profondi e complessi. Prima di tutto il dramma epocale del <b>riscaldamento climatico globalizzato<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019Artico<\/b> \u00e8 il luogo privilegiato per valutare il ritiro dei ghiacci, l\u2019impatto sull\u2019ambiente, l\u2019apertura in tempi brevissimi di enormi tratti di mare, con effetti diretti su flora e fauna che le decine di persone incontrate tra Nome e Ilulissat mi hanno spontameamante confermato riferendosi direttamente alle storie delle loro vite. C\u2019\u00e8 poco da obiettare quando un qualsiasi abitante di queste coste ti racconta, come del resto mi dicevano <b>in Alaska e in Canada<\/b>, che quando era ragazzino, meno di quattro decadi fa, il mare ghiacciava quasi 5 mesi in pieno inverno per oltre un metro e mezzo di profondit\u00e0 e si poteva pescare soltanto facendo i caratteristici buchi sulla banchisa, mentre adesso i <b>pescherecci escono 12 mesi all\u2019anno<\/b>. Sono cambiamenti che abbiamo visto anche noi sulle Alpi. Non serve correre troppo indietro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La generazione che frequentava la montagna negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso incontrava paesaggi, temperature e situazioni ambientali che tutto sommato non erano troppo diversi da quelli dei suoi nonni e bisnonni. Certamente c\u2019erano stati forti \u00abritiri\u00bb dei ghiacciai rispetto alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, ma poi si erano riproposte alcune piccole glaciazioni. Le vette durante la Prima Guerra Mondiale si erano ammantate di bianco come raramente era avvenuto nei decenni precedenti; le valanghe allora avevano ucciso migliaia di soldati, e ancora negli anni Cinquanta c\u2019erano stati periodi di neve e freddo glaciale. Per\u00f2, gi\u00e0 ben prima del nuovo millennio la situazione \u00e8 stata stravolta in modo radicale. <b>Interi ghiacciai e nevai sono scomparsi<\/b> o stanno sparendo nell\u2019arco di un pugno di stagioni. Il Bernina, come del resto l\u2019Adamello, la Marmolada, larghe aree del Monte Bianco e del Monte Rosa sono ormai diventati morene instabili e polverose. Noi nati nel dopoguerra possiamo testimoniarlo: abbiamo personalmente visto il prima e il dopo. Ci sono intere pareti e \u00abvie\u00bb di salita considerate classiche quando eravamo giovani che adesso sono assolutamente impraticabili a causa delle frane e l\u2019instabilit\u00e0 delle <b>rocce non pi\u00f9 trattenute dal permafrost<\/b>.<br \/>\u00a0<br \/>A maggior ragione, gli abitanti delle regioni artiche propongono racconti simili moltiplicati per\u00f2 all\u2019ennesima. E ne consegue un<b> secondo motivo di grande incertezza e sconforto<\/b>: non sappiamo che fare, come reagire. La via naturale sarebbe quella della cooperazione internazionale per affrontare questioni di pressante interesse globale. Conosciamo il rimedio, per\u00f2 la realt\u00e0 politica e geostrategica lo rende impossibile. Anzi, ancora peggio, la nuova<b> competizione globale nell\u2019era di Donald Trump e Vladimir Putin<\/b> ci allontana da quei medesimi organismi di controllo sovranazionale che erano stati istituiti dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per gli europei il dilemma \u00e8 evidente<\/b>: abbiamo tra noi forti movimenti ambientalisti che vorrebbero ridurre l\u2019inquinamento e creare vaste zone protette e tuttavia ci troviamo anche nella condizione di dovere competere con Stati Uniti, Russia e Cina per mantenere il <b>nostro \u00abposto al sole\u00bb nell\u2019Artico<\/b>. Ritirarsi dalla gara non salver\u00e0 i ghiacci, ma semplicemente garantir\u00e0 ad altri il dominio sulle risorse economiche, delle rotte commerciali e delle basi militari. In poche parole:<b> la necessit\u00e0 di limitare i cambiamenti climatici si scontra con quella del controlli militare, economico e politico<\/b> su quelle stesse regioni che vorremmo porre in salvo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma l\u2019Europa annaspa, rischia di perdere l\u2019accesso all\u2019Artico proprio nel momento in cui le sue acque e i fondali diventano sempre pi\u00f9 accessibili. L\u2019ennesimo segnale d\u2019allarme \u00e8 giunto il 29 agosto 2026 (meno di una settimana dal momento in cui scrivo queste pagine) dal \u00abno\u00bb del 52,8 per cento del voto degli islandesi per il referendum riguardo alla proposta di riprendere i negoziati di adesione all\u2019Unione Europea. Punto cruciale rimane il <b>controllo sulla pesca<\/b>, che secondo gli elettori deve restare un monopolio nazionale contro l\u2019accesso ai pescherecci europei. Lo stesso decisero i norvegesi nei due referendum del 1972 e 1994, che appunto votarono contro l\u2019adesione. E lo stesso valutano i poco pi\u00f9 di 55.000 abitanti della Groenlandia. Nel 1973, quando il Paese era pienamente assoggettato alla Danimarca, la scelta di Copenaghen di entrare nella Comunit\u00e0 Economica Europea era stata imposta d\u2019ufficio. Ma dal 1979 la Groenlandia ha ottenuto l\u2019autogoverno e nel 1985 si \u00e8 staccata dall\u2019Europa proprio per garantirsi il monopolio sul proprio pescato e sul ricco potenziale dell\u2019industria ittica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli ultimi due giorni <b>Ursula von Der Leyen<\/b> (6 e 7 settembre) \u00e8 venuta a Nuuk e in visita ad alcune zone di ghiaccio in via di scioglimento proprio per sottolineare il desiderio di Bruxelles di mantenere l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019isola in risposta alle minacce di annessione da parte di Donald Trump. La Presidente della Commissionme Europea ha visto il premier Jans-Frederik Nielsen in compagnia della collega danese Mette Frederiksen. Punto centrale: lo <b>stanziamento di 200 milioni di Euro<\/b> mirati a migliorare i collegamenti digitali locali, sviluppare l\u2019energia pulita (solare, eolico) e l\u2019incremento della cooperazione strategica nel sistema minerario. Il segnale a Washington \u00e8 netto e chiaro: <b>l\u2019Europa non intende lasciare la Groenlandia agli Stati Uniti<\/b>.<br \/>\u00a0\u00a0<br \/>Tutto questo ha per\u00f2 fortissimi limiti. La crescita della destra europea, la diversit\u00e0 delle posizioni nei confronti della Russia di Vladimir Putin e della sua guerra contro l\u2019Ucraina, e in generale le deficienze strutturali nei meccanismi di governo della Ue, paralizzano la politica estera di Bruxelles. Non \u00e8 certo una novit\u00e0, comunque ormai si evidenzia anche nei confronti della questione artica. Visto dalla Groenlandia il nodo appare ancora pi\u00f9 complesso. La ventina di persone che ho incontrato a Ilulissat e nei villaggi vicini si \u00e8 detta in generale assolutamente contraria a venire fagocitata dagli Stati Uniti e per\u00f2, allo stesso tempo, appare decisa a staccarsi dalla Danimarca per arrivare, in un futuro ancora non ben definito, alla totale autonomia politica, economica e persino militare.<br \/>\u00a0\u00a0<br \/>\u00abNon voglio affatto essere americana. Se Trump dovesse rubarci il nostro Paese potrei decidere di rifugiarmi in Danimarca, dove risiede una parte della mia famiglia, e ci\u00f2 nonostante un ramo dei miei avi sia americano. Uno di loro era Matthew Henson, che fece addirittura parte della spedizione di Robert Peary\u00bb, dice la 31enne Nive Henson, che lavora all\u2019ufficio informazioni turistiche tra le casette colorate di Ilulissat. Nive \u00e8 fiera del suo antenato, tanto che apre subito Wikipedia per mostrare la sua storia: un nero americano nato nel Maryland nel 1866 che per quasi 23 anni affianc\u00f2 Peary nei suoi tentativi di raggiungere il Polo Nord, sino a quello controverso del 1909, quando dichiar\u00f2 di esserci riuscito e da tempo \u00e8 per\u00f2 messo seriamente in dubbio.<br \/>\u00a0\u00a0<br \/>Pareri molto simili sono espressi da altri cittadini locali, che in ottimo inglese si dicono ossessionati dal timore di essere \u00abcolonizzati\u00bb. \u00abNon siamo americani e neppure europei, in sostanza vorremmo che venga rispettata la nostra identit\u00e0 Inuit\u00bb, \u00e8 la risposta pi\u00f9 comune. <b>Coloro che vivono di turismo vedono un futuro roseo<\/b>. Le crociere crescono esponenzialmente. Quest\u2019anno a Ilulissat hanno <b>gettato l\u2019ancora almeno 72 grandi navi<\/b>. I caldi torridi del Pianeta alimentano l\u2019industria delle vacanze tra gli iceberg e le nebbie del Nord. I prezzi sono alle stelle. <b>A Nuuk d\u2019estate \u00e8 difficilissimo trovare stanze libere<\/b>, se non per centinaia di euro a notte. La ricchezza sembra garantita e ditro l\u2019angolo: ogni anno vengono costruiti nuovi alberghi. Secondo Lars, un medico all\u2019ospedale locale, gli abitanti tuttavia non si sentono ancora pronti a sostenere da soli la propria indipendenza, specie a fronte delle mire americane sul loro Paese, ma nel lungo periodo la Groenlandia vorr\u00e0 rendersi completamente autonoma. \u00abQui abbiamo costruito il nuovo aeroporto destinato ad accogliere un numero crescente di turisti. Nuuk ha voluto farlo senza alcun sostegno straniero, sebbene la Cina avesse promesso finanziamenti faraonici\u00bb, sottolinea.<br \/>\u00a0 \u00a0\u00a0<br \/>Anche il 47enne Karl Sandgreen, che dal 2024 dirige il nuovo Centro di Studio dei ghiacciai alla periferia del centro urbano, sostiene la necessit\u00e0 dell\u2019accesso graduale alla sovranit\u00e0 nazionale. \u00abNon credo che io vedr\u00f2 mai l\u2019indipendenza del nostro Paese, ma sono certo che mia figlia potr\u00e0 goderne. Per adesso posso giudicare che l\u2019effetto pi\u00f9 positivo di breve periodo delle pressioni di Trump sia che Copenaghen sta aumentando i finanziamenti per rafforzare il proprio controllo. Ma pi\u00f9 avanti potremo senza dubbio farne a meno\u00bb, spiega. Tuttavia, la sua vera preoccupazione resta lo <b>scioglimento dei ghiacci<\/b>. \u00abNoi lo vediamo ogni anno sempre pi\u00f9 accentuato. Da quando ero giovane i nostri stili di vita sono completamente mutati. Il grande ghiacciaio di Sermeq Kujalleq, qui a poche centinaia di metri da noi, \u00e8 tra i massimi produttori di iceberg che poi vanno nella Baia di Bering e scendono verso il Labrador e l\u2019Atlantico. Il suo ritiro \u00e8 di centinaia di metri di stagione in stagione. E il mare di fronte alla baia di Ilulissat adesso \u00e8 accessibile tutto l\u2019anno. L\u2019economia risulta completamente stravolta. Un esempio? Sino a trent\u2019anni fa avevamo oltre 10.000 cani da slitta per i nostri pescatori e cacciatori, oggi sono ridotti a meno di 3.000 e vengono sostanzialmente utilizzati per portare in giro i turisti quando c\u2019\u00e8 la neve, specie tra marzo e giugno\u00bb. A suo parere il Centro dovrebbe comunque essere aperto indistintamente a ricercatori di ogni nazionalit\u00e0. \u00abSo bene che la Groenlandia \u00e8 ambita da tutte le grandi potenze impegnate nella gara per l\u2019Artico. Ma non voglio farmi troppo condizionare dalle mire dei potenti della Terra\u00bb, spiega, rivendicando la sua indipendente identit\u00e0 Inuit. E conclude: \u00abNoi siamo pronti a cooperare con chiunque. Riceviamo delegazioni di scienziati da tutto il mondo: cinesi, americani, russi, indiani, europei, senza differenze. Chiunque voglia collaborare per cercare di studiare e combattere i mutamenti climatici trover\u00e0 la nostra piena cooperazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-09-08T11:10:27+02:00\">8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 11:10)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Lorenzo Cremonesi Inverni sempre pi\u00f9 miti permettono ai pescherecci di uscire tutto l&#8217;anno: il riscaldamento globale qui&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":671042,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[94986,369911,369912,4111,182084,2748,7705,13244,3960,2017,536,1420,14818,11965,11691,350587,391,6381,8650,293,7402,5776,3844,369905,104,356,14817,4915,1073,4539,2575,1089,35888,14,164,165,18320,369906,1113,206,1341,4726,724,3085,2697,1727,9019,435,1346,629,117891,40069,7492,4183,1251,42328,77,16158,204598,131309,7808,369907,369904,5235,2160,3738,94011,335152,12552,4046,2050,3203,794,184500,1353,166,112397,7294,6334,22542,7,369908,101,15,175295,133,369909,1667,6174,14492,477,3237,494,383,3969,2517,137,11318,37183,4172,1738,171,51599,7638,407,28610,42607,4739,479,577,369910,379,2062,16193,6318,11,167,12,168,3414,12363,4494,4526,8188,157552,161,162,163,45364],"class_list":["post-671041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-abitante","tag-abitante-coste","tag-abitante-coste-racconta","tag-abitanti","tag-abitanti-groenlandia","tag-accesso","tag-adesione","tag-alaska","tag-alcune","tag-americani","tag-americano","tag-appare","tag-artico","tag-assolutamente","tag-baia","tag-banchisa","tag-ben","tag-bianco","tag-bordo","tag-bruxelles","tag-cambiamenti","tag-camminare","tag-centinaia","tag-centinaia-metri","tag-centro","tag-cina","tag-climatici","tag-climatico","tag-completamente","tag-confronti","tag-controllo","tag-cooperazione","tag-copenaghen","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-danimarca","tag-disfacimento","tag-donald","tag-donald-trump","tag-dubbio","tag-economica","tag-euro","tag-europa","tag-europea","tag-europei","tag-finanziamenti","tag-forti","tag-fronte","tag-gara","tag-ghiacci","tag-ghiacciai","tag-ghiaccio","tag-globale","tag-grandi","tag-groenlandia","tag-guerra","tag-guerra-mondiale","tag-henson","tag-iceberg","tag-identita","tag-identita-inuit","tag-ilulissat","tag-impossibile","tag-indipendenza","tag-industria","tag-intere","tag-inuit","tag-locali","tag-mantenere","tag-mare","tag-metri","tag-militare","tag-mire","tag-mondiale","tag-mondo","tag-monopolio","tag-monte","tag-necessita","tag-neve","tag-news","tag-nive","tag-nord","tag-notizie","tag-nuuk","tag-ormai","tag-peary","tag-periodo","tag-pescherecci","tag-poche","tag-politica","tag-pronti","tag-punto","tag-putin","tag-realta","tag-referendum","tag-regioni","tag-resto","tag-riscaldamento","tag-risposta","tag-ritiro","tag-russia","tag-scioglimento","tag-segnale","tag-settembre","tag-simili","tag-sino","tag-specie","tag-spiega","tag-stagione","tag-stravolta","tag-trump","tag-turismo","tag-turisti","tag-ufficio","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-vengono","tag-vladimir","tag-vladimir-putin","tag-voglio","tag-vorremmo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews","tag-zone"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=671041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/671042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=671041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=671041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=671041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}