{"id":671357,"date":"2026-09-08T14:56:18","date_gmt":"2026-09-08T14:56:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671357\/"},"modified":"2026-09-08T14:56:18","modified_gmt":"2026-09-08T14:56:18","slug":"le-mogli-di-alvar-aalto-chi-erano-aino-ed-elissa-aalto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671357\/","title":{"rendered":"Le mogli di Alvar Aalto: chi erano Aino ed Elissa Aalto"},"content":{"rendered":"<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"5\" class=\"css-1ood0zq emevuu60\">Al tempo delle enciclopedie cartacee, con quelle tre &#8220;a&#8221; nelle iniziali, <strong data-node-id=\"5.1\">l&#8217;architetto e designer Alvar Aalto<\/strong> poteva vantarsi di essere sempre la prima voce del primo volume, cosa che lo rendeva un nome noto persino ai bambini delle elementari. Poi, crescendo, chi era interessato imparava che oltre ad avere un nome strano, Aalto era una delle maggiori figure dell&#8217;architettura del ventesimo secolo, e il<strong data-node-id=\"5.3\"> guru del Movimento Moderno<\/strong>. Detto ci\u00f2, fra le tante espressioni discutibili che si trascinano nel linguaggio c&#8217;\u00e8 quella che dice: &#8220;dietro a un grande uomo c&#8217;\u00e8 una grande donna&#8221;, che molti sfoderano come un complimento verso il genere femminile, anche se in realt\u00e0 \u00e8 solo una conferma storica di come, alle grandi donne, sia sempre stato chiesto di restare un passo indietro. Nel XXI secolo, per\u00f2, molte di queste signore nelle retrovie cominciano a fare capolino dalle spalle degli uomini che loro hanno contribuito massicciamente a costruirne la memoria, e nel caso di Aalto sono ben due: le sue<strong data-node-id=\"5.5\"> due mogli Aino Marsio ed Elsa-Kaisa M\u00e4kiniemi<\/strong>.<\/p>\n<p>Aino Aalto, la prima moglie di Alvar Aalto<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"13\" class=\"css-1ood0zq emevuu60\"><strong data-node-id=\"13.0\">Alvar Aaalto e Aino Marsio <\/strong>si incontrano al Politecnico dove studiavano insieme. Lui, classe 1898, era nato in un&#8217;ottima famiglia finlandese dove aveva sviluppato una forte sensibilt\u00e0 verso il bello e la natura. Lei, nata nel 1894, veniva invece da una famiglia proletaria il cui cognome originale era Mandelin, cambiato poi in Marsio nel 1906. Il padre Juho era un ferroviere che negli ultimi anni di lavoro sarebbe diventato capotreno, e sua madre Johanna era una casalinga che partor\u00ec tredici figli, otto femmine e cinque maschi di cui tre non raggiunsero l&#8217;et\u00e0 adulta. Vivevano in una delle case costruite con la prima societ\u00e0 di edilizia popolare fondata dalla classe operaia a Helsinki, nella quale i Mandelin si diedero da fare per garantire una buona istruzione a tutti i loro figli. Aino Marsio inizi\u00f2 a studiare architettura nel 1913 e si laure\u00f2 nel gennaio 1920. All&#8217;universit\u00e0 conobbe quindi il giovane Alvar Aalto, che si era iscritto nel 1916. <\/p>\n<p>Aino Marsio, la studentessa modello<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"19\" class=\"css-1ood0zq emevuu60\">Mentre studiava, Aino Marsio partecipava alle attivit\u00e0 del Tuumastukki, il circolo che sarebbe diventato l&#8217;importante associazione finlandese delle donne architetto Architecta, e nel 1920 divenne la prima donna nella storia membro della Societ\u00e0 finlandese degli ingegneri. Mentre studiava, Aino inizi\u00f2 per\u00f2 a fare praticantato nello studio dell&#8217;architetto paesaggista Bengt Schalin e nel 1921, attraversando la Germania e l&#8217;Austria, arriv\u00f2 in Italia insieme a due compagne di studio con le quali si ferm\u00f2 a lungo a Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Dopo la laurea, mentre il futuro marito Alvar era ancora all&#8217;universit\u00e0, venne assunta prima nello studio dell&#8217;architetto Oiva Kallio e poi quello di Gunnar Wahlroos. Nel 1924, infine, and\u00f2 a lavorare nel neonato Studio di Architettura e Arte Monumentale Alvar Aalto. Aino svolse un ruolo fondamentale nella crescita dello studio, anche se per molto tempo \u00e8 risultato meno documentato perch\u00e9 all&#8217;epoca l&#8217;architettura era un ambiente rigidamente maschile, come quasi tutti gli ambienti di lavoro che non riguardassero il ricamo. Ma Aino Marsio era brillante, dotata di talento, di una grande determinazione e uno spiccato senso pratico difficili da ignorare. Fra tavoli da disegno, cantine polverose e schizzi preliminari, quell&#8217;affinit\u00e0 professionale si trasform\u00f2 presto in un&#8217;attrazione travolgente. Aino Marsio e Alvar Aalto si innamorarono e sposano nel 1924 e fecero il viaggio di nozze in Italia, un&#8217;esperienza che segn\u00f2 ulteriormente la loro estetica, perch\u00e9 da quel momento avrebbero fuso il rigore funzionalista nordico e lo stile classico mediterraneo. Aino Marsio Aalto, oltre ad avere due figli con Alvar, realizz\u00f2 progetti sia col marito che da sola, collaborando cos\u00ec strettamente che \u00e8 quasi impossibile separare i loro contributi in molte delle loro opere. Chi li conosceva bene diceva che lei aveva un effetto equilibrante sul lavoro del marito, perch\u00e9 era una valutatrice pi\u00f9 critica e realistica. Ma questo splendido sodalizio ebbe fine nel 1949, quando Aino Marsio Aalto mor\u00ec di cancro al seno a soli 54 anni. La sua scomparsa lasci\u00f2 Alvar in un abisso di dolore e smarrimento dal quale fatic\u00f2 a riprendersi per anni. Oggi in Finlandia gli esperti sono concordi che ricordare Aino come una semplice &#8220;musa&#8221; \u00e8 molto riduttivo. Alvar Aalto ne ammirava molto la creativit\u00e0, e per lui era una bussola morale, professionale ed emotiva . Ma al momento, l&#8217;unica cosa che pot\u00e8 fare per lei fu di disegnarne personalmente la tomba ed ergerla sulla <strong data-node-id=\"19.5\">Collina degli Artisti del Cimitero di Hietaniemi<\/strong>.<\/p>\n<p>Elissa Aalto, la seconda moglie di Alvar Aalto<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"25\" class=\"css-1ood0zq emevuu60\">In quello stesso anno, nello studio fondato da Alvar Aalto e da Aino Marsio era andata a lavorare <strong data-node-id=\"25.1\">Elsa Kaisa M\u00e4kiniemi, detta &#8220;Elissa&#8221;<\/strong>. Era nata nel 1922 in Lapponia, figlia di una casalinga e di un colonnello, aveva quindi ventiquattro anni in meno del famoso architetto ed era fresca di laurea. Non sapeva nemmeno lei perch\u00e9 avesse scelto Architettura all&#8217;universit\u00e0, nella sua famiglia non c&#8217;erano modelli di riferimento. L&#8217;idea le era venuta quando il padre aveva avuto bisogno di costruire un edificio per uffici a Rovaniemi, nel 1936, e non riusciva a trovare un architetto disponibile in Lapponia. Venne assunta come progettista quando Aalto, appena rientrato dagli Stati Uniti, stava lavorando a numerose proposte per concorsi, tra cui l&#8217;edificio principale dell&#8217;Istituto di Previdenza Sociale di Helsinki. Aino Marsio-Aalto mor\u00ec poco dopo l&#8217;assunzione di Elissa e la giovane fu testimone dello shock e del mutamento nei comportamenti di Alvar. Ma lavorava sodo e i fece si fece notare dal capo con alcuni progetti importanti. <\/p>\n<p>La maturazione professionale di Elissa M\u00e4kiniemi Aalto<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"33\" class=\"css-1ood0zq emevuu60\">Da quel momento a Elissa furono affidate diverse commissioni importanti di palazzi istituzionali in Finlandia, e la Maison Louis Carr\u00e9 in Francia, come architetto supervisore. Ma da sola decise di dedicarsi anche a opere architettoniche indipendenti, come il Villaggio SOS per bambini a Tapiola. Alvar Aalto non sostitu\u00ec con lei il ricordo di Aino, ma di l\u00ec a poco trov\u00f2 un po&#8217; di conforto alla sua assenza in un&#8217;altra donna dotata di grande talento. Si sposarono nel 1952, continuando a progettare insieme, e nonostante il contributo di Elissa sia stato sempre potente e fondamentale, fuori dalla Finlandia (dove si sta facendo un lavoro di recupero della sua figura) \u00e8 praticamente sconosciuta. Invece, dopo la morte di Alvar Aalto nel 1976, prese lei in mano la direzione dello studio di architettura, e port\u00f2 a termine con successo diversi progetti incompiuti del marito. \u00c8 morta nel 1994, e stavolta non c&#8217;\u00e8 c&#8217;\u00e8 stato bisogno che un archistar progettasse il suo sepolcro: anche i suoi resti, per volere del marito, riposano nel cimitero di Hietaniemi a Helsinki nel mausoleo progettato da Alvar Aalto per Aino, tutti e tre uniti da un amore comune: quello per  la bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Al tempo delle enciclopedie cartacee, con quelle tre &#8220;a&#8221; nelle iniziali, l&#8217;architetto e designer Alvar Aalto poteva vantarsi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":671358,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[201304,335134,1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1780],"class_list":["post-671357","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-aalto","tag-alvar-aalto","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-traffico"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117236005949264857","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671357","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=671357"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671357\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/671358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=671357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=671357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=671357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}