{"id":671367,"date":"2026-09-08T15:02:18","date_gmt":"2026-09-08T15:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671367\/"},"modified":"2026-09-08T15:02:18","modified_gmt":"2026-09-08T15:02:18","slug":"la-terra-rivela-uninquietante-connessione-tra-il-clima-e-le-grandi-estinzioni-si-ripete-da-539-milioni-di-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671367\/","title":{"rendered":"La terra rivela un\u2019inquietante connessione tra il clima e le grandi estinzioni: si ripete da 539 milioni di anni"},"content":{"rendered":"<p class=\"description\">Secoli di storia a portata di mano a soli <b>0,75\u20ac\/mese:<\/b> questa offerta sta <b>per esaurirsi<\/b>.<\/p>\n<p class=\"description\">Approfitta delle <b>edizioni speciali di Historia NatGeo<\/b> con uno <b>sconto speciale<\/b> esclusivo per gli abbonati<\/p>\n<p>Un recente studio pubblicato sulla rivista\u00a0Nature Communications\u00a0ha concluso che la vita sul nostro pianeta \u00e8 estremamente vulnerabile <strong>quando la terra cambia bruscamente di \u00abstato climatico\u00bb<\/strong>. Le somiglianze tra le crisi del passato, come la Grande moria, e l\u2019attuale riscaldamento globale sono, a dir poco, sorprendenti.<\/p>\n<p>Ogni volta che pensiamo a un\u2019estinzione di massa, cerchiamo automaticamente un colpevole. Per esempio, quando parliamo dell\u2019estinzione alla fine del Cretaceo, immaginiamo un asteroide colossale che colpisce il golfo del Messico; se invece torniamo alla fine del Permiano, visualizziamo le apocalittiche eruzioni vulcaniche della Siberia.<\/p>\n<p>&#13;<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/fu-il-preludio-perfetto-alla-peste-nera_209d905a_260807085011_260807150307_800x800.webp\" alt=\"Fu il preludio perfetto alla peste nera\" class=\"imagenRelacionado lazyload\"\/><\/p>\n<p>E cos\u00ec via. Tuttavia potrebbe esserci un fattore che non avevamo considerato fino in fondo. I ricercatori <strong>hanno analizzato gli ultimi 539 milioni di anni della storia della terra<\/strong> (l\u2019eone Fanerozoico) e hanno scoperto che il clima del nostro pianeta e il suo ciclo del carbonio non sono cambiati in modo graduale, bens\u00ec attraverso bruschi salti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/terra-stato-clima_547256f3_260907084409_800x533.webp\" alt=\"Terra stato clima\" class=\"lazyload\" width=\"800\" height=\"533\" data-aspectratio=\"800\/533\"\/><br \/>\nI cinque \u00abmega-stati\u00bb climatici della terra<\/p>\n<p>I ricercatori, dell\u2019Universit\u00e0 di Vilnius, della Open University e dell\u2019Istituto di Potsdam, tra gli altri, hanno scoperto che la terra \u00e8 rimasta ancorata a soli <strong>cinque regimi climatici e del carbonio<\/strong> di lungo periodo. Hanno denominato questi periodi intervalli \u00abHaggis\u00bb (in omaggio al famoso piatto scozzese, per la struttura a blocchi dei loro grafici).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che accade \u00e8 che, per decine o centinaia di milioni di anni, il pianeta rimane in uno stato di equilibrio grazie a meccanismi di retroazione tra l\u2019atmosfera, gli oceani e la vita stessa. Ma, di tanto in tanto, <strong>il sistema supera una soglia critica e passa bruscamente a un nuovo regime<\/strong>. \u00c8 proprio durante queste rapide transizioni che <strong>la vita diventa straordinariamente fragile e vulnerabile.<\/strong><\/p>\n<p>Per individuare questi indicatori, i ricercatori hanno creato un \u00abindice di vulnerabilit\u00e0 della biosfera\u00bb, incrociando i dati sugli isotopi del carbonio e dell\u2019ossigeno con i dati del registro fossile. I dati hanno mostrato che i picchi di massima vulnerabilit\u00e0 biologica coincidevano in modo sorprendente con le grandi estinzioni di massa, le famose <strong>\u00abBig Five\u00bb<\/strong> (l\u2019estinzione dell\u2019Ordoviciano, l\u2019estinzione del Devoniano, l\u2019estinzione del Permiano, l\u2019estinzione del Triassico e l\u2019estinzione del Cretaceo). Sembra che, quando il sistema climatico si riorganizza, gli ecosistemi non abbiano il tempo di adattarsi alla combinazione di stress termico, acidificazione e perdita di habitat.<\/p>\n<p>La Grande Moria: asfissia e calore negli oceani<\/p>\n<p>Per capire come si manifesta concretamente questa vulnerabilit\u00e0, \u00e8 interessante dare un\u2019occhiata alla pi\u00f9 grande catastrofe di tutti i tempi: l\u2019estinzione del Permiano-Triassico, avvenuta 252 milioni di anni fa e conosciuta come la Grande Mor\u00eca, che <strong>spazz\u00f2 via il novantacinque per cento delle specie<\/strong> (quasi tutte le specie marine e il settanta per cento dei vertebrati terrestri).<\/p>\n<p>In effetti, uno studio parallelo pubblicato sulla rivista\u00a0PNAS\u00a0da scienziati dell\u2019Universit\u00e0 di Stanford ha fornito nuovi dati sui meccanismi fisiologici alla base di questa tremenda strage. Confrontando la tolleranza di trentotto specie marine, i ricercatori hanno scoperto perch\u00e9 alcuni animali sopravvissero e altri no. La fauna del Paleozoico (come i brachiopodi), caratterizzata da un metabolismo lento, <strong>fu spazzata via<\/strong> perch\u00e9 non riusc\u00ec a sopportare la letale combinazione di un drastico aumento della temperatura dell\u2019acqua e del crollo dei livelli di ossigeno (ipossia).<\/p>\n<p>&#13;<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/vista-generale-del-sito-archeologico-di-catal-huyuk_5bcfb75d_260903094850_800x800.webp\" alt=\"Vista generale del sito archeologico di \u00c7atal H\u00fcy\u00fck\" class=\"imagenRelacionado lazyload\"\/><\/p>\n<p>Al contrario, la fauna pi\u00f9 \u00abmoderna\u00bb (come i molluschi e i ricci di mare), dotata di una maggiore capacit\u00e0 di adattamento aerobico, riusc\u00ec a sopravvivere e a ereditare gli oceani.<strong> Il riscaldamento globale di quell\u2019epoca<\/strong>, alimentato da massicce emissioni di gas serra di origine vulcanica, fece aumentare le temperature tra otto e dodici gradi centigradi. Uno scenario che, purtroppo, ci risulta piuttosto familiare.<\/p>\n<p>Siamo sull\u2019orlo di un nuovo abisso climatico alla luce dei dati storici?<\/p>\n<p>Attualmente viviamo nel Cenozoico, o <strong>era Cenozoica<\/strong>. \u00c8 l\u2019ultima era geologica della terra e, secondo l\u2019indice di vulnerabilit\u00e0 elaborato dai ricercatori, \u00e8 la pi\u00f9 \u00abtranquilla\u00bb e resiliente degli ultimi 539 milioni di anni. Tuttavia la velocit\u00e0 con cui stiamo immettendo anidride carbonica nell\u2019atmosfera non ha precedenti nella storia geologica recente.<\/p>\n<p>I modelli matematici dello studio hanno mostrato che, prima di un cambiamento di regime, <strong>i sistemi emettono \u00absegnali di allerta precoce\u00bb<\/strong>, come il fatto che le perturbazioni impiegano pi\u00f9 tempo a svanire e che <strong>il clima \u00ablampeggia\u00bb in modo irregolare<\/strong>. Fenomeni estremi come siccit\u00e0 prolungate, tempeste sempre pi\u00f9 intense e oceani che perdono ossigeno sono sintomi di un sistema che fatica a mantenere il proprio equilibrio. E questi segnali che emergono dalla storia non ci sono affatto estranei oggi.<\/p>\n<p>Per rimanere aggiornato e ricevere gli articoli di Storica direttamente sulla tua email, <a href=\"https:\/\/www.storicang.it\/usuarios\/boletin\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">iscriviti QUI alla nostra newsletter settimanale!<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Secoli di storia a portata di mano a soli 0,75\u20ac\/mese: questa offerta sta per esaurirsi. 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