{"id":671454,"date":"2026-09-08T16:17:17","date_gmt":"2026-09-08T16:17:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671454\/"},"modified":"2026-09-08T16:17:17","modified_gmt":"2026-09-08T16:17:17","slug":"lucia-tallova-e-artista-dellanno-di-deutsche-bank-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671454\/","title":{"rendered":"Lucia Tallov\u00e0 \u00e8 artista dell\u2019anno di Deutsche Bank"},"content":{"rendered":"\n<p>Per la 16ma edizione del premio \u00ab<strong>Artist of the Year<\/strong>\u00bb<strong> Deutsche Bank<\/strong> ha selezionato <strong>Lucia Tallov\u00e0<\/strong> (Bratislava, 1985), un\u2019artista multidisciplinare rinomata per i suoi collage e installazioni per cui combina fotografie ritagliate da libri e riviste a frammenti di oggetti ed elementi naturali.\u00a0<\/p>\n<p>A motivare la selezione, raccontano i membri del comitato <strong>Sam Bardaouil <\/strong>e <strong>Till Fellrath <\/strong>(direttori di Hamburger Bahnhof-Museum f\u00fcr Gegenwart, e fondatori di Art Reoriented), \u00e8 stato l\u2019approccio progressivo di Tallov\u00e1: \u00abLe sue opere sono riflessioni profonde sulla memoria, l\u2019identit\u00e0 e la cultura materiale. Si interfacciano con narrative socio-storiche e sfidano gli spettatori a mettere in questione la propria storia\u00bb.<\/p>\n<p>Il lavoro di Tallov\u00e1 \u00e8 esposto al Palais Populair di Deutsche Bank a Berlino dal <strong>10 settembre al 31 dicembre<\/strong> nella mostra \u00ab<strong>Moving Clouds<\/strong>\u00bb. Abbiamo incontrato l\u2019artista per parlare del premio, del suo lavoro e delle sue origini.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come ci si sente a vincere un premio cos\u00ec prestigioso?\u00a0<\/strong><br \/>\u00c8 stata una sorpresa enorme, ancora oggi non riesco a credere che sia vero!\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il premio riconosce il suo lavoro sul tema della memoria in un mondo sempre pi\u00f9 digitale. In che modo le sue opere, che sono completamente analogiche, si approcciano alle nuove tecnologie?\u00a0<\/strong><br \/>La domanda principale che mi pongo quando lavoro \u00e8 il ruolo degli oggetti dimenticati, abbandonati, nel mondo di oggi. Per me l\u2019atto di ricordare e quello di dimenticare hanno lo stesso peso, sono allo stesso livello, e, con le mie opere, spesso creo delle memorie fittizie per sostituire quello che \u00e8 stato dimenticato. Ad esempio, oltre a usare fotografie personali o di archivi familiari, mi piace lavorare con immagini trovate nei mercatini, di cui non conosco l\u2019origine. Oggi, con l\u2019Intelligenza Artificiale e i cloud digitali, abbiamo a disposizione memorie enormi, in cui ogni ora, ogni nota a pi\u00e9 di pagina, \u00e8 salvata, memorizzata. Mi piace contrapporre a questi archivi digitali un archivio della materialit\u00e0, vecchie memorie analogiche, nelle quali per me risiede la magia, la poesia.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Rimanendo in tema di clouds, che cosa possiamo aspettarci dalla mostra al Palais Populair?<\/strong><br \/>Il titolo della mostra, \u00abMoving Clouds\u00bb, si riferisce alla mia serie ancora in corso \u00abClouds\u00bb, dedicata alle nuvole, ma anche ai cloud digitali. La parola \u00abmoving\u00bb da un lato indica il concetto di cambiamento, del tempo che passa, dall\u2019altro l\u2019aspetto emotivo del lavoro [in inglese, moving significa anche commovente]. Ho creato un\u2019installazione site specific per il museo, con cui ho messo in relazione tutti i medium con cui lavoro, dai dipinti a grande formato alle sculture della serie \u00abFragility of Caryatid\u00bb, oltre a tanti collage e assemblaggi, come ad esempio quelli della serie \u00abUnstable Monuments\u00bb. Ho preparato lo spazio come se fosse una scenografia per il teatro, per l\u2019opera, in cui lo spettatore pu\u00f2 entrare, esplorare.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per la 16ma edizione del premio \u00abArtist of the Year\u00bb Deutsche Bank ha selezionato Lucia Tallov\u00e0 (Bratislava, 1985),&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":671060,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":["post-671454","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117236324493256935","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=671454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/671060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=671454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=671454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=671454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}