{"id":671667,"date":"2026-09-08T19:05:13","date_gmt":"2026-09-08T19:05:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671667\/"},"modified":"2026-09-08T19:05:13","modified_gmt":"2026-09-08T19:05:13","slug":"diabete-scoperto-il-freno-genetico-che-impedisce-alle-cellule-del-pancreas-di-cambiare-identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671667\/","title":{"rendered":"Diabete, scoperto il \u201cfreno\u201d genetico che impedisce alle cellule del pancreas di cambiare identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Una cellula adulta non dimentica facilmente ci\u00f2 che \u00e8. Nel pancreas una cellula duttale rimane normalmente una cellula duttale, mentre una cellula beta svolge un mestiere completamente diverso: produrre e liberare insulina quando aumenta il glucosio nel sangue.<\/p>\n<p>Ma cosa accadrebbe se fosse possibile togliere uno dei \u201cfreni\u201d molecolari che impediscono a una cellula di cambiare identit\u00e0?<\/p>\n<p>\u00c8 la domanda alla base di uno studio del Joslin Diabetes Center e della Harvard Medical School pubblicato su Science Translational Medicine. Gli scienziati hanno individuato un gene, <strong>ALDH3B2<\/strong>, che sembra contribuire a mantenere le cellule dei dotti pancreatici nella loro identit\u00e0. Quando viene inattivato, una parte di queste cellule abbandona progressivamente il proprio programma e acquisisce caratteristiche tipiche delle cellule beta pancreatiche.<\/p>\n<p>Il dato che ha attirato maggiormente l\u2019attenzione riguarda l\u2019efficienza della conversione. In condizioni normali il fenomeno spontaneo \u00e8 raro, inferiore all\u20191%. Interferendo con ALDH3B2, i ricercatori sono riusciti a portare a circa l\u20198,5% la quota di cellule con caratteristiche beta-like.<\/p>\n<p>Non siamo davanti a una cura del diabete. Ma l\u2019esperimento dimostra che l\u2019identit\u00e0 di alcune cellule pancreatiche umane pu\u00f2 essere meno rigida di quanto sembri.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nuove cellule beta<\/p>\n<p>Le cellule beta sono piccole fabbriche biologiche specializzate nella produzione dell\u2019insulina, l\u2019ormone che consente all\u2019organismo di controllare la concentrazione di glucosio nel sangue.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109114\/zuccheri-microbiota-e-obesita-scoperta-una-relazione-nell-intestino.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_03\/ChatGPT_Image_3_set_2026%2C_15_20_30-1788457769742.jpg--zuccheri__microbiota_e_obesita__scoperta_una_relazione_nell_intestino.webp?1788457770171\"\/><\/a><\/p>\n<p>Nel diabete di tipo 1 il sistema immunitario distrugge queste cellule. Nel tipo 2 la situazione \u00e8 pi\u00f9 complessa: alla resistenza all\u2019insulina si associa progressivamente una compromissione della capacit\u00e0 delle beta-cellule di produrne quantit\u00e0 adeguate.<\/p>\n<p>Uno dei grandi obiettivi della ricerca \u00e8 quindi riuscire a ripristinare una massa sufficiente di cellule beta funzionanti. Nell\u2019uomo adulto, per\u00f2, la loro capacit\u00e0 di replicarsi \u00e8 limitata. Da qui l\u2019idea di seguire un\u2019altra strada: invece di convincere quelle rimaste a moltiplicarsi, provare a cambiare il destino di altre cellule gi\u00e0 presenti nel pancreas.<\/p>\n<p>Una ricerca tra oltre 19 mila geni<\/p>\n<p>Per trovare i meccanismi che mantengono questa identit\u00e0, il gruppo ha utilizzato uno screening CRISPR su scala genomica. Gli scienziati hanno passato in rassegna oltre <strong>19 mila geni<\/strong>, inattivandoli sistematicamente alla ricerca di quelli capaci di modificare il destino delle cellule duttali.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec emerso ALDH3B2.<\/p>\n<p>Quando il gene veniva disattivato, alcune cellule cominciavano a perdere parte del proprio programma originario e ad attivare caratteristiche delle beta-cellule. Non cambiava soltanto qualche marcatore: si modificava l\u2019attivit\u00e0 di numerosi geni coinvolti nell\u2019identit\u00e0 cellulare e nella produzione dell\u2019insulina.<\/p>\n<p>\u00c8 come se <strong>ALDH3B2 contribuisse a tenere chiusa una porta<\/strong>. Togliendo il blocco, una parte delle cellule riesce ad attraversarla.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109112\/intestino-e-cervello-parlano-la-stessa-lingua-nei-batteri-le-tracce-dei-neurotrasmettitori-gaba-e-glutammato.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_03\/ChatGPT_Image_3_set_2026%2C_15_59_59-1788452975615.jpg--intestino_e_cervello_parlano_la_stessa_lingua__nei_batteri_le_tracce_dei_neurotrasmettitori_gaba_e_glutammato.webp?1788452976078\"\/><\/a><\/p>\n<p>Otto cellule su cento possono sembrare poche. In biologia rigenerativa, per\u00f2, passare da meno dell\u20191% a circa l\u20198,5% indica che esiste un meccanismo sul quale \u00e8 possibile intervenire per amplificare sensibilmente un fenomeno altrimenti molto raro.<\/p>\n<p>Per cambiare mestiere serve un percorso<\/p>\n<p>Le cellule duttali non sembrano semplicemente \u201caccendere\u201d da un momento all\u2019altro l\u2019interruttore dell\u2019insulina.<\/p>\n<p>Le analisi indicano un processo in pi\u00f9 tappe: perdono progressivamente parte della propria identit\u00e0, attraversano uno stato che ricorda quello di progenitori pancreatici immaturi e successivamente acquisiscono caratteristiche delle cellule beta.<\/p>\n<p>Anche alcuni meccanismi epigenetici cambiano. I ricercatori hanno osservato modificazioni della metilazione del DNA in corrispondenza del gene dell\u2019insulina. Nelle cellule riprogrammate questo gene diventava pi\u00f9 accessibile ai meccanismi cellulari necessari per utilizzarlo.<\/p>\n<p>In altre parole, non cambiava soltanto ci\u00f2 che la cellula produceva: <strong>veniva rimodellato almeno in parte il programma che ne regolava l\u2019identit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>La prova nei modelli sperimentali<\/p>\n<p>Produrre insulina in laboratorio, per\u00f2, non basta. Bisognava capire se le cellule fossero capaci di funzionare all\u2019interno di un organismo vivente.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno quindi trapiantato le cellule pancreatiche umane riprogrammate in modelli animali di diabete. Le cellule hanno secreto insulina in risposta al glucosio e la glicemia \u00e8 scesa fino a valori vicini alla normalit\u00e0, con un effetto osservato per le sei settimane dell\u2019esperimento.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/108847\/il-sale-che-non-vediamo-dove-si-nasconde-e-come-ridurlo.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_31\/ChatGPT_Image_31_ago_2026%2C_11_25_35-1788168416834.jpg--il_sale_che_non_vediamo__ne_mangiamo_troppo_senza_accorgercene.webp?1788168417241\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il risultato suggerisce che non possiedono soltanto alcuni marcatori molecolari delle beta-cellule, ma sono capaci di svolgere <strong>almeno una parte della loro funzione fisiologica<\/strong>.<\/p>\n<p>Commento<\/p>\n<p><strong>Peng Yi, ricercatore del Joslin Diabetes Center e Assistant Professor of Medicine alla Harvard Medical School<\/strong>, ritiene che l\u2019interesse della scoperta risieda nella possibilit\u00e0 di esplorare una nuova strategia per ricostituire la massa delle cellule beta sfruttando la plasticit\u00e0 di altre cellule pancreatiche. ALDH3B2 offre un bersaglio biologico sul quale lavorare: la perdita della sua funzione \u00e8 riuscita a spingere cellule duttali umane verso uno stato beta-like funzionale.<\/p>\n<p>La prospettiva \u00e8 diversa da quella di altre strategie di medicina rigenerativa che puntano a ottenere cellule beta dalle staminali per poi trapiantarle. Qui il materiale di partenza \u00e8 costituito da cellule gi\u00e0 appartenenti al pancreas.<\/p>\n<p>La domanda, inevitabilmente, \u00e8 se un giorno sar\u00e0 possibile sfruttare questa capacit\u00e0 per ottenere nuove cellule in grado di sostituire almeno in parte quelle perdute. <strong>Lo studio non dimostra ancora che questo possa essere fatto direttamente nel pancreas umano<\/strong>: identifica un meccanismo molecolare che rende l\u2019ipotesi degna di essere studiata.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 manca ancora una cura<\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 preclinica e i risultati ottenuti nei modelli animali non dimostrano che la strategia sia sicura o efficace nell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 capire quanto a lungo le cellule riprogrammate mantengano la nuova identit\u00e0, quanta insulina possano realmente produrre, come controllarne il numero e soprattutto come ottenere la trasformazione senza provocare effetti indesiderati.<\/p>\n<p>Nel diabete di tipo 1 esiste poi un ostacolo ulteriore: <strong>l\u2019autoimmunit\u00e0<\/strong>. Se il sistema immunitario ha distrutto le beta-cellule originarie, anche eventuali nuove cellule produttrici di insulina potrebbero diventare un bersaglio. Rigenerarle potrebbe quindi non bastare senza affrontare contemporaneamente la risposta autoimmune.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/109150\/da-lunedi-dieta-settembre-il-mese-del-pentimento-e-la-bilancia-presenta-il-conto-delle-vacanze.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_04\/ChatGPT_Image_4_set_2026%2C_11_39_48-1788515714566.jpg--_da_lunedi_dieta___settembre__il_mese_del_pentimento__e_la_bilancia_presenta_il_conto_delle_vacanze.webp?1788515715422\"\/><\/a><\/p>\n<p>Anche intervenire su ALDH3B2 richieder\u00e0 prudenza. Modificare un meccanismo che contribuisce a mantenere l\u2019identit\u00e0 cellulare \u00e8 un\u2019operazione potente e qualsiasi futura applicazione dovr\u00e0 dimostrare di poterla controllare.<\/p>\n<p>La scoperta, dunque, non consegna ai pazienti una nuova terapia. Offre <strong>un nuovo bersaglio biologico e una strada da esplorare<\/strong>.<\/p>\n<p>La sfida sar\u00e0 capire se il fenomeno osservato in laboratorio e nei modelli animali possa diventare abbastanza efficiente, stabile e sicuro da essere trasferito un giorno all\u2019uomo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il punto pi\u00f9 interessante non \u00e8 soltanto aver fatto produrre insulina a una cellula.\u00a0<strong>\u00c8 aver mostrato che, almeno sperimentalmente, una cellula adulta del pancreas pu\u00f2 essere convinta a cambiare mestiere.<\/strong><\/p>\n<p>Bibliografia essenziale<\/p>\n<p>Li J., Bode K., Lee Y.C. et al., Loss of function of ALDH3B2 transdifferentiates human pancreatic duct cells into \u03b2-like cells, <strong>Science Translational Medicine<\/strong>, 2026, 18(865), DOI 10.1126\/scitranslmed.ady2234.<\/p>\n<p>Yi Laboratory, <strong>Joslin Diabetes Center \/ Harvard Medical School<\/strong>, documentazione scientifica sulla rigenerazione delle cellule beta e sulla plasticit\u00e0 delle cellule pancreatiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una cellula adulta non dimentica facilmente ci\u00f2 che \u00e8. 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