{"id":671733,"date":"2026-09-08T19:59:19","date_gmt":"2026-09-08T19:59:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671733\/"},"modified":"2026-09-08T19:59:19","modified_gmt":"2026-09-08T19:59:19","slug":"cuore-reni-e-metabolismo-nel-dna-emerge-un-filo-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/671733\/","title":{"rendered":"Cuore, reni e metabolismo: nel DNA emerge un filo comune"},"content":{"rendered":"<p>Lo studio pubblicato il <strong>7 settembre su Scientific Reports<\/strong> indica con chiarezza una direzione: cuore, reni e metabolismo, che la medicina ha spesso affidato a specialisti e strutture differenti, condividono almeno in parte le medesime radici genetiche. Questo non significa che le singole malattie siano intercambiabili, n\u00e9 che le competenze specialistiche abbiano perduto valore. Significa, invece, che il corpo non rispetta i confini organizzativi con i quali abbiamo ordinato la cura.<\/p>\n<p>Da tempo sappiamo che obesit\u00e0, glicemia elevata, insufficienza renale e patologie cardiovascolari tendono ad associarsi e ad aggravarsi reciprocamente. La novit\u00e0 consiste nell\u2019aver individuato una possibile traccia comune anche nel DNA. I ricercatori non hanno esaminato una nuova popolazione di pazienti: hanno messo in relazione i risultati di sei grandi studi genetici gi\u00e0 disponibili, dedicati a scompenso cardiaco, coronaropatia, ictus, diabete di tipo 2, obesit\u00e0 e malattia renale cronica, applicando un modello matematico capace di rilevare la componente condivisa fra queste condizioni.<\/p>\n<p>I risultati meritano attenzione, ma devono essere interpretati correttamente. Sono state identificate <strong>260 varianti genetiche<\/strong>, definite SNP, cio\u00e8 differenze che interessano un singolo punto della sequenza del DNA, considerate nuove rispetto alle associazioni gi\u00e0 conosciute. Fra queste, 92 sono state attribuite dal modello a un fattore cardiovascolare-renale-metabolico comune, indipendente dal contributo delle singole malattie considerate separatamente. Ulteriori analisi, volte a collegare le varianti del DNA all\u2019attivit\u00e0 dei geni, hanno poi indicato dieci geni candidati.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109377\/preeclampsia-una-proteina-nel-sangue-puo-anticipare-il-rischio-gia-a-12-settimane.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_07\/ChatGPT_Image_7_set_2026__23_18_23-1788816174935.png--preeclampsia__una_proteina_nel_sangue_puo_anticipare_il_rischio_gia_a_12_settimane.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Che cosa vuol dire, concretamente? Innanzitutto, non esistono sulla base di questi dati dieci \u201cgeni della sindrome\u201d capaci di determinare da soli il destino di una persona. In secondo luogo, possedere una determinata variante non equivale a essere condannati a sviluppare un infarto, il diabete o un\u2019insufficienza renale. Infine, il rischio deriva dall\u2019interazione fra molti geni e numerosi fattori non genetici: alimentazione, attivit\u00e0 fisica, pressione arteriosa, fumo, ambiente ed et\u00e0. <strong>Predisposizione non significa destino.<\/strong> \u00c8 una distinzione essenziale, perch\u00e9 evita sia il miracolismo diagnostico sia un fatalismo privo di fondamento.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo quadro che acquista significato la sigla CKM, cardiovascular-kidney-metabolic syndrome, vale a dire <strong>sindrome cardiovascolare-renale-metabolica<\/strong>. L\u2019American Heart Association l\u2019ha formalizzata nel 2023 per descrivere i rapporti multidirezionali fra adiposit\u00e0, diabete e altri squilibri metabolici, malattia renale e apparato cardiovascolare; nel giugno 2026 sono state pubblicate anche le prime linee guida cliniche congiunte specificamente dedicate a questa condizione. Non si tratta di una successione rigida, nella quale una malattia ne produce meccanicamente un\u2019altra, bens\u00ec di una rete: la compromissione renale pu\u00f2 accrescere il rischio cardiovascolare, obesit\u00e0 e insulino-resistenza possono danneggiare cuore e reni, mentre la malattia cardiovascolare pu\u00f2 a sua volta alterare ulteriormente l\u2019equilibrio complessivo.<\/p>\n<p>Il contributo dello studio consiste nell\u2019aggiungere a questa rete clinica e fisiologica un livello genetico. Alcune connessioni, infatti, potrebbero essere presenti prima che la malattia si manifesti, perch\u00e9 inscritte almeno parzialmente nell\u2019architettura del DNA. Non a caso, i segnali individuati risultano particolarmente rappresentati nelle cellule, negli organi e nei circuiti biologici coinvolti nel metabolismo; inoltre, alcune delle principali componenti del rischio poligenico, cio\u00e8 prodotto dall\u2019azione combinata di molte varianti, si concentrano in regioni dei cromosomi 1, 4, 6 e 9.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/109374\/aterosclerosi-scoperto-lanticorpo-che-accelera-le-placche-e-anche-una-malattia-autoimmune.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_07\/ChatGPT_Image_7_set_2026__22_54_30-1788814685221.png--aterosclerosi__scoperto_l_anticorpo_che_accelera_le_placche__e_anche_una_malattia_autoimmune_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che siamo ancora nel campo della <strong>ricerca di base<\/strong>, non davanti a uno strumento diagnostico pronto per l\u2019impiego clinico. Il limite pi\u00f9 importante \u00e8 costituito dall\u2019origine dei dati, ricavati da popolazioni di ascendenza europea: sar\u00e0 quindi necessario verificare i risultati in gruppi geneticamente pi\u00f9 diversi. La conferma \u00e8 indispensabile non per diminuire il valore della ricerca, ma per impedirci di attribuire validit\u00e0 generale a conclusioni ottenute in una parte soltanto della popolazione umana.<\/p>\n<p>Il problema, a questo punto, non \u00e8 chiedersi quale specialista debba prevalere sugli altri. \u00c8 costruire una visione capace di collegare conoscenza genetica, prevenzione e organizzazione della cura. Se condizioni trattate in reparti distinti condividono alcuni meccanismi biologici, intervenire sui fattori che ne favoriscono una pu\u00f2 contribuire a proteggere pi\u00f9 organi nello stesso tempo. Il dato genetico, dunque, non deve diventare un alibi per sentirsi predestinati, ma una ragione ulteriore per comprendere, prevenire e coordinare.<\/p>\n<p>Io credo che questa sia la conseguenza pi\u00f9 importante. Dobbiamo conservare le competenze specialistiche, ma superare la frammentazione con cui talvolta osserviamo la persona: non sei malattie isolate, bens\u00ec un sistema nel quale ogni alterazione pu\u00f2 propagarsi alle altre. <strong>Curare l\u2019organo senza perdere di vista l\u2019intero organismo<\/strong> significa riconoscere ci\u00f2 che questa ricerca suggerisce anche a livello genetico: cuore, reni e metabolismo possono parlare linguaggi specialistici differenti, ma appartengono alla stessa biologia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_8_set_2026,_15_15_34-1788873343159.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Wang Z, Chen X, Wang H. \u201cIntegrative genomic dissection of cardio-kidney-metabolic syndrome reveals novel loci, causal genes, and tissue-specific pathways in European populations\u201d. Scientific Reports, 7 settembre 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-65774-0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-65774-0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo studio pubblicato il 7 settembre su Scientific Reports indica con chiarezza una direzione: cuore, reni e metabolismo,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":671734,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[60994,21799,239,1537,90,89,14434,47863,35738,43528,370288,240,335208],"class_list":["post-671733","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-diabete-di-tipo-2","tag-genetica","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-malattia-renale-cronica","tag-malattie-cardiovascolari","tag-medicina-preventiva","tag-obesita","tag-rischio-poligenico","tag-salute","tag-sindrome-cardiovascolare-renale-metabolica"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117237197837261940","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671733","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=671733"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/671733\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/671734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=671733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=671733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=671733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}