{"id":67207,"date":"2025-08-25T01:57:12","date_gmt":"2025-08-25T01:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67207\/"},"modified":"2025-08-25T01:57:12","modified_gmt":"2025-08-25T01:57:12","slug":"f1-1985-zandvoort-ed-il-trionfo-di-niki-lauda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67207\/","title":{"rendered":"F1 1985 &#8211; Zandvoort ed il trionfo di Niki Lauda"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Di Carlo Baffi \u2013 immagine Raul Zacch\u00e8\/Actualfoto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il 25 agosto 1985 sul tracciato olandese, il tre volte campione austriaco siglava la sua 25^ vittoria al volante della McLaren. L\u2019ultima, prima del ritiro definitivo dalle competizioni.<\/strong><\/p>\n<p>Il prossimo 31 agosto la Formula Uno torner\u00e0 in azione dopo la pausa estiva. Di scena il Gran Premio d\u2019Olanda, 15\u00b0 round del mondiale che vede nella McLaren-Mercedes la dominatrice assoluta. Il palcoscenico \u00e8 quello di Zandvoort, un tracciato che sorge sulle rive del Mare del Nord, costruito nel lontano 1939 tra le dune di quella sabbia che il vento soffia sulla pista creando insidie per i piloti. Negli anni il tracciato ha subito parecchie modifiche, in particolare quelle recenti al fine di rispettare le norme di sicurezza imposte dalla Federazione Internazionale per poter riospitare la Formula 1, assente dal 1986. Lavori che vennero eseguiti da un\u2019azienda italiana, la Dromo, che modific\u00f2 il layout (ora lungo 4.259 metri) introducendo pure due curve sopraelevate. Un\u2019opera che ottenne in benestare delle autorit\u00e0 sportive e che riapr\u00ec le porte al Circus nel 2021. Come detto l\u2019ultimo G.P. prima del lungo stop si tenne nel 1985, per l\u2019esattezza il 25 agosto e che salut\u00f2, guarda caso, una doppietta McLaren. Che sia di buon auspicio per il team di Zak Brown? Beh, stando ai pronostici le caratteristiche della pista olandese dovrebbero ben sposarsi con l\u2019attuale MCL39.<\/p>\n<p>Ma ritorniamo a 40 anni fa. Il Campionato fa tappa in Olanda per disputare l\u201911^ corsa della stagione, quando ne mancano 5 alla fine. A tenere banco \u00e8 il duello tra Michele Alboreto ed Alain Prost, Ferrari contro McLaren-TAG Porsche. Nella classifica piloti, il milanese ed il transalpino sono in testa con 50 punti, mentre tra i costruttori il Cavallino comanda con 72, contro i 55 dei rivali britannici. Grazie alla vittoria in Austria, Prost sta mettendo alle strette il ferrarista, a Maranello il clima non \u00e8 sereno e peggiora dopo le prime ufficiali del venerd\u00ec a Zandvoort. Alboreto ed il compagno, lo svedese Stefan Johansson, sono rispettivamente 16\u00b0 e 17\u00b0 con un ritardo di oltre 2\u201d e mezzo dal poleman provvisorio Nelson Piquet sulla Brabham spinta dal potente motore BMW e dalle ottime gomme Pirelli. Le Rosse stentano e si ritrovano a ridosso pure le problematiche Euro-Alfa Romeo di Patrese e Cheever. La 156-85 progettata interamente da Harvey Postlethwaite subentrato al grande Mauro Forghieri, denuncia parecchia instabilit\u00e0 quando affronta i sobbalzi della pista. Inoltre il motore 031 non riesce a sprigionare in curva tutta quella potenza espressa sui tratti rettilinei. Un sovralimentato che per\u00f2 ha cominciato a dare problemi costringendo i tecnici a diminuire la pressione, come a Zeltweg, al fine di evitare cedimenti. Insomma \u00e8 un disastro, al punto che Alboreto rivela il proprio totale pessimismo, come riporta Pino Allievi su \u201cLa Gazzetta dello Sport\u201d:\u201d Una settimana fa si poteva ancora fare il calcolo delle piste favorevoli a noi ed alla McLaren. Adesso, per come stanno andando le cose, mi pare che tutto ci volti le spalle.\u201d E sulla lotta al titolo, il ferrarista \u00e8 categorico:\u201d Non ci penso nemmeno.\u201d<\/p>\n<p>Se Piquet \u00e8 davanti seguito dalla Williams-Honda di Keke Rosberg, Prost \u00e8 terzo davanti alla Lotus-Renault di Senna e la McLaren si mostra sempre pi\u00f9 in crescita grazie al suo sei cilindri TAG-Porsche. Il futuro \u201cProfessore\u201d si dice soddisfatto della sua MP4\/2B e non crede alla crisi Ferrari, convinto che migliorer\u00e0 le proprie performances. Per contro il suo collega di box, nonch\u00e9 Campione del Mondo in carica Niki Lauda, mastica amaro. E\u2019 solo decimo a sandwich tra la Brabham di Surer e la Lotus del nostro De Angelis. Il 36enne viennese non pu\u00f2 dirsi baciato dalla fortuna dal momento che trovandosi imbrigliato nel traffico, non ha potuto sfruttare la nuova sospensione posteriore. Qualcuno vocifera che sul suo rendimento stia incidendo l\u2019annuncio del ritiro definitivo a fine stagione (il primo era avvenuto in conclusione del \u201979) proclamato in Austria. Ma Niki smentisce e rilancia affermando che sar\u00e0 una ragione in pi\u00f9 per congedarsi dal pubblico nel migliore dei modi. Bene invece il binomio Toleman-Teo Fabi, che ha registrato il 5\u00b0 crono, a differenza dell\u2019altra TG185 pilotata dal connazionale Piercarlo Ghinzani relegato in 15^ posizione. Nel weekend olandese sono emerse importanti novit\u00e0 sotto il profilo tecnico e sportivo. La commissione di F.1 ha infatti deciso di rottamare il progetto legato al motore da 1200 cc per i turbo del 1988. Una mossa che penalizzerebbe la Ferrari che stava investendo soldi e risorse nel programma di sviluppo, ma che dovr\u00e0 ricevere ancora il beneplacito del comitato esecutivo della Federazione Internazionale.<\/p>\n<p>La speranza del Cavallino di poter invertire la rotta nella seconda sessione di prove cronometrate del sabato, viene purtroppo vanificata dall\u2019arrivo della pioggia. Nessuno si migliora, scendono in pista solo in 13 tra cui Prost protagonista di un\u2019uscita sul terrapieno all\u2019insidiosa curva Tarzan, senza conseguenze. I tempi sui quali viene stilata la griglia di partenza restano quelli del venerd\u00ec con Piquet in pole, Rosberg (che prender\u00e0 il volante di Lauda nell\u201986) al suo fianco e Prost terzo. Una mazzata per le Ferrari che partiranno in ottava e nona fila con Alboreto e Johansson, chiamati ad una rimonta disperata; in particolare Michele costretto a riacciuffare Prost. Era da 5 anni che le Rosse non si qualificavano cos\u00ec indietro.<\/p>\n<p>Al via ecco il primo colpo di scena con Piquet bloccato complice l\u2019aver mandato il suo BMW M12\/13 sul limitatore di giri. La sua Brabham si trasforma in un ostacolo immobile e pericolosissimo che gli altri concorrenti evitano miracolosamente. Stessa sorte per la Arrows-BMW del belga Thierry Boutsen che partiva ottavo. Piquet riesce a prendere il via solo grazie alla spinta dei commissari, ma ormai la sua domenica \u00e8 segnata. La testa \u00e8 presa da Rosberg che la mantiene per 19 dei 71 passaggi previsti, poi tradito dal propulsore alza bandiera bianca cedendo la leadership a Senna seguito dalle due McLaren. Dietro a Prost \u00e8 spuntato Lauda, che nel frattempo \u00e8 risalito avendo la meglio sui rivali. La cavalcata della Lotus nera ed oro del brasiliano per\u00f2 non dura molto, rallentata dai problemi al turbo Renault. Dunque via libera alle vetture bianco-rosse di Ron Dennis che procedono spedite facendo presagire una corsa scontata con Prost promo scortato dal compagno. Invece ecco un nuovo colpo di teatro che animer\u00e0 il finale. Tutto accade durante le soste, rese obbligatorie dall\u2019asfalto abrasivo di Zandvoort che logora le gomme. Il primo a rientrare \u00e8 Lauda al giro 20, che anticipa tutti per poter uscire alla distanza; una strategia che risulter\u00e0 vincente. Infatti, dopo un pit rapidissimo si ritrova ottavo e comincia a spingere con regolarit\u00e0 guadagnando posizioni. Cos\u00ec quando Prost imbocca la pit-lane alla tornata 33, sale al comando. Ritrovatosi terzo alle spalle di Senna, il francese deve assolutamente inseguire anche per colpa di un pit-stop lento ed una volta sopravanzato il paulista va a caccia di Lauda che abilmente ha accumulato un confortevole margine. Il transalpino sigla pi\u00f9 volte il giro veloce che far\u00e0 suo col tempo di 1\u201916\u2033538 al passaggio 57. In ottica campionato, Alain spera che dal muretto espongano un cartello che inviti Lauda a cedergli il primo posto, ma non accade nulla, per cui forza e s\u2019incolla all\u2019auto gemella. Niki per\u00f2, forte della sua esperienza non si scompone e negli ultimi tre passaggi \u00e8 abilissimo a respingere tutti gli assalti veementi del rivale, che rischia pure un fuori strada mettendo le ruote sull\u2019erba. Alla fine Lauda trionfa in 1 ora 32\u201929\u201d263 con un margine risicato di 232 millesimi su Prost (per la McLaren \u00e8 la seconda doppietta stagionale). Pi\u00f9 staccato \u00e8 Senna ad oltre 48\u201d e poi un sorprendente Alboreto, ottimo quarto dopo una gara d\u2019attacco. Male invece Johansson ritiratosi al 9\u00b0 giro col motore ko mentre era 11\u00b0. Scattato col coltello fra i denti, Michele ha beneficiato dei ritiri di Tambay e Warwick e dei guai di Surer trovandosi addirittura 2\u00b0 nel corso della tornata 27. Nella seconda met\u00e0 del G.P. e dopo la sosta al 32\u00b0 giro, \u00e8 piombato negli scarichi della Lotus di Senna dando vita ad una battaglia senza esclusione di colpi per la conquista del terzo gradino del podio. Lo stesso Alboreto racconter\u00e0 di aver danneggiato il musetto della sua Rossa dopo aver urtato la ruota posteriore dell\u2019avversario:\u201d Non mi lasciava passare ed andava a zig-zag. Non \u00e8 certamente questo il modo di comportarsi.\u201d Di opinione contraria la controparte:\u201d Ma quale ostacolato! Io faccio la mia traiettoria perch\u00e9 sono davanti e poi quando mai ha cercato di passarmi? E\u2019 successo \u2013 aggiunge Senna \u2013 solo all\u2019ultimo giro. E\u2019 ora che Alboreto impari una volta per tutte a superare in maniera pulita. Ha cercato di buttarmi fuori con quel colpo che mi ha piazzato contro. Sono cose che non si fanno.\u201d Ed infine, sempre davanti ai media, sferra l\u2019ultima stoccata:\u201d Andate a vedere le immagini di cosa ha fatto Alboreto nelle ultime gare, come ha impedito agli altri di sorpassarlo. E poi tornate a parlarmi di correttezza.\u201d<\/p>\n<p>Grazie a questo suo 25\u00b0 trionfo col quale raggiunge il leggendario Juan Manuel Fangio (Jackie Stewart lo precede a 27), Lauda \u00e8 raggiante perch\u00e9 si riscatta in una stagione incolore. Come riporta \u201cLa Gazzetta dello Sport\u201d dichiara:\u201d Da quasi un anno inseguivo questa affermazione. Come avrei potuti togliere il piede dall\u2019acceleratore e dire a Prost accomodati, passa pure tu per primo sotto la bandiera a scacchi? Alain sapeva che avrei corso per me, ci eravamo spiegati prima del via e continuer\u00f2 a fare cos\u00ec fino alla fine. Solo se all\u2019ultima gara \u2013 promette l\u2019austriaco \u2013 ci sar\u00e0 un\u2019estrema necessit\u00e0 aiuter\u00f2 Prost. Ma credo che non arriveremo a quella situazione. La McLaren \u00e8 troppo forte per l\u2019attuale Ferrari.\u201d Parole consolatrici per il secondo classificato il quale non nasconde una certa delusione. Sebbene si trovi solo in testa al mondiale, ha 3 punticini di vantaggio (56 a 53 a 5 G.P. dal termine) su un Alboreto che prima dello start pareva spacciato. \u201cVolevo partire con penumatici pi\u00f9 duri \u2013 riveler\u00e0 Prost \u2013 ma mi sono lasciato convincere. Forse ho sbagliato. La vittoria di Lauda da un punto di vista sportivo e della serenit\u00e0 del team \u00e8 importante. Eravamo d\u2019accordo di non farci favori e non mi aspettavo niente da lui.\u201d E qui spunta un\u2019indiscrezione curiosa raccolta da Allievi parlando con Prost, secondo cui a Zeltweg, Lauda gli avrebbe chiesto di non ostacolarlo qualora si fosse trovato in testa. Niki desiderava gustarsi la gioia del successo davanti al proprio pubblico prima di abbandonare le gare. Ed Alain rispose che non c\u2019erano problemi. A posteriori va riconosciuto che il rapporto tra i due fu sempre corretto, senza polemiche malgrado fossero due prime guide. Ricordiamoci l\u2019anno prima ad Estoril, il round conclusivo che incoron\u00f2 Lauda per solo mezzo punto su Prost. Sul podio, oltre alle autorit\u00e0, era presente anche Marlene l\u2019affascinante moglie del viennese che ha abbracciato sia il marito iridato che lo sconfitto. Un verdetto bruciante per il transalpino, ma nelle interviste post-gara confess\u00f2 che stare vicino a Niki gli permetteva di fare esperienza e crescere ulteriormente. Non a caso avrebbe vinto quattro titoli. E Lauda riconobbe sempre il talento del \u201cProfessore\u201d, salvo muovergli l\u2019appunto di essere un po\u2019 troppo politico, come dichiar\u00f2 anni dopo al microfono di Ezio Zermiani.<\/p>\n<p>Archiviata Zandvoort, Prost guarda avanti:\u201d Va bene per me. Era importante mettermi Alboreto alle spalle prima di Monza, dove spero che non ci siano eccessi. I tifosi italiani non vogliono rendersi conto che noi siamo pi\u00f9 veloci della Ferrari ed allora mi fischiano. Ma anche Michele \u2013 avverte Alain \u2013 rischia di essere beffeggiato. Chi guida una Ferrari e non \u00e8 competitivo non piace agli appassionati di Monza.\u201d E sulla corsa all\u2019iride \u00e8 cauto, anche se fiducioso:\u201d La Ferrari ha dei problemi con le sospensioni e se non trovano una soluzione sono in difficolt\u00e0. Noi possiamo vincere a Monza, mentre la Ferrari potrebbe batterci solo nel G.P. d\u2019Australia su una pista che nessuno conosce (il tracciato stradale di Adelaide in calendario il 3 novembre \u2013 ndr ). Io per quella data, spero di aver gi\u00e0 chiuso la lotta per il titolo e di andare ad Adelaide in vacanza.\u201d Sul fronte opposto per\u00f2, Alboreto pare rassegnato come dopo le prove, anche a fronte del regalo fattogli da Lauda che ha tolto punti preziosi a Prost:\u201d Il mondiale \u00e8 una questione che \u00e8 meglio lasciar perdere. E\u2019 chiaro che far\u00f2 tutto il possibile per contrastare Prost \u2013 dice il ferrarista \u2013 ma diventa difficile. Saranno importanti i collaudi che faremo in settimana a Monza. Proveremo nuove sospensioni e capiremo in quale direzione lavorare per colmare lo svantaggio. Purtroppo non abbiamo potuto approfittare dei momenti favorevoli di inizio stagione ed ora siamo alle spalle della scuderia inglese.\u201d \u00a0Un rammarico che Michele si porter\u00e0 dietro per tutto il resto della carriera. Malauguratamente le aspettative del Cavallino e dei suoi tifosi evaporeranno gi\u00e0 dal G.P. d\u2019Italia ed il prosieguo del campionato sar\u00e0 un\u2019autentica Via Crucis. Il bilancio finale di Alboreto conter\u00e0 un 13\u00b0 posto a Monza e 4 ritiri dovuti ai cedimenti delle turbine americane Garrett, scelte al posto delle tedesche KKK. Un errore imperdonabile dei vertici di Maranello (compreso il Grande Vecchio) che relegher\u00e0 il ferrarista al ruolo di vice campione staccato di 20 lunghezze da Prost, il quale si freger\u00e0 della sua seconda corona. La McLaren far\u00e0 proprio anche il titolo costruttori avendo la meglio sulla Ferrari indietro di otto punti. E Lauda? Negli ultimi Gran Premi non guadagner\u00e0 alcun punto ed in classifica risulter\u00e0 10\u00b0; davvero troppi i suoi undici ritiri in 16 tappe. Appagato dalla sua luminosa carriera, Niki appender\u00e0 il casco al chiodo e si dedicher\u00e0 alle sue compagnie aeree. Frequenter\u00e0 il Circus nel ruolo di commentatore televisivo prima e di Presidente non esecutivo della Mercedes poi, a partire dal 2012. Da quella stagione affiancher\u00e0 al timone della \u201cStella a Tre Punte\u201d il team boss Toto Wolff, suo connazionale, godendosi l\u2019egemonia delle Frecce d\u2019Argento di Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Andrea Nikolaus Lauda si spegner\u00e0 il 20 maggio del 2019 all\u2019et\u00e0 di 70 anni a causa dell\u2019insufficienza renale che lo tormentava da tanto tempo. Era una conseguenza del drammatico schianto del Nurburgring datato 1 agosto 1976, mentre era al volante della Ferrari. Sopravvisse grazie al pronto intervento di alcuni piloti, in primis Arturo Merzario che si gett\u00f2 tra le fiamme e lo estrasse dai rottami evitandogli una morte certa. Malgrado le ustioni ed i gas velenosi respirati, Lauda si riprese velocemente e dopo alcune settimane torn\u00f2 al volante della 312T2 a Monza. Difese fino all\u2019ultimo il titolo contro James Hunt che ebbe la meglio per un punto sotto il diluvio in Giappone. Niki si sarebbe rifatto nel 1977 conquistando il suo secondo mondiale in sella al Cavallino, a riprova della sua immancabile forza di volont\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>                    <a href=\"#\" rel=\"nofollow\" onclick=\"window.print(); return false;\" title=\"Printer Friendly, PDF &amp; Email\"><br \/>\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/printfriendly-pdf-button-nobg-md.png\" alt=\"Print Friendly, PDF &amp; Email\" style=\"width: 124px;height: 30px;\"\/><br \/>\n                    <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0 Di Carlo Baffi \u2013 immagine Raul Zacch\u00e8\/Actualfoto Il 25 agosto 1985 sul tracciato olandese, il tre volte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":67208,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[47592,1770,51948,683,1771,1537,90,89,5993,45077,245,244,47593,7692],"class_list":{"0":"post-67207","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-baffi","9":"tag-f1","10":"tag-f1-1985","11":"tag-formula-1","12":"tag-formula1","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-mclaren","17":"tag-niki-lauda","18":"tag-sport","19":"tag-sports","20":"tag-zacche","21":"tag-zandvoort"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67207\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/67208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}