{"id":67233,"date":"2025-08-25T02:27:13","date_gmt":"2025-08-25T02:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67233\/"},"modified":"2025-08-25T02:27:13","modified_gmt":"2025-08-25T02:27:13","slug":"alberto-laurenti-e-quel-legame-forte-con-il-circeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67233\/","title":{"rendered":"Alberto Laurenti e quel legame forte con il Circeo"},"content":{"rendered":"<p>Notti pontine, d\u2019autore, dove la musica corre veloce, quasi come quelle macchine che, invece, dovrebbero andare piano. Veloce sulle tastiere di un piano o lungo le corde di una chitarra, l\u2019importante \u00e8 che le dita sapienti siano quelle di un autore con la &#8220;A&#8221; maiuscola, di quelli che non si trovano per caso ad un pianobar, che hanno costruito la propria storia attraverso lo scrivere. Quelle parole che hanno reso famose celebrit\u00e0 a 33 e 45 giri della nostra musica, che non ci sono pi\u00f9 e che hanno fatto la storia. <br \/>Lui, Alberto Laurenti, figlio di un pianobar che non esiste pi\u00f9 e di una musica che, fortunatamente, esiste ancora, conosce la nostra terra come pochi: l&#8217;apprezza, la ama, ci vive accanto, la prende sotto braccio come si fa con le signore e insieme, come in un grande amore che fa tanti giri, ma che alla fine ritorna alle origini, la dispensa ai posteri con serate d&#8217;autore come quella consumata, non prima del nostro incontro, nello spazio artistico di \u201cAria\u201d. <br \/><strong>Vogliamo partire da questa terra pontina che tu ami tanto, dove hai certificato meravigliose serate, raccontando la tua musica e quell\u2019essere artista come pochi.<\/strong><br \/>&#8220;Il mio rapporto con questa meravigliosa terra va oltre la musica&#8221;.<br \/><strong>Vogliamo raccontarla meglio?<\/strong><br \/>&#8220;Nel 1988 uscivo da un gravissimo incidente stradale che mi aveva lasciato claudicante ad una gamba. Accettai, comunque, di venire a fare la stagione estiva alla \u2018Bussola\u2019 di San Felice Circeo. Una sera, non so come, l\u2019elettricit\u00e0 positiva fin\u00ec per giovare alla mia gamba e nel giro di pochi giorni ricominciai a camminare normalmente&#8221;. <br \/><strong>Una sorta di legame esoterico.<\/strong><br \/>&#8220;Senza ombra di dubbio. Il Circeo \u00e8 qualcosa di molto importante per me. In quell\u2019estate del 1988, arrivai con le stampelle e andai via senza. Un fatto che mi ha legato profondamente a quel posto. Credo che sia la prima volta che racconto questa storia, sono felice di farlo con voi&#8221;. <br \/><strong>Gli anni ottanta e novanta, da quelle parti, erano per\u00f2 un\u2019altra cosa. C\u2019era il piacere di andare nei locali, di abbracciare le persone. Oggi cosa succede al Circeo?<\/strong><br \/>&#8220;Quello che succede un po\u2019 ovunque. Una volta andavo in Sardegna e la mia stagione durava 90 giorni. Oggi, per stare l\u00ec 4-5 giorni, non ci vado pi\u00f9&#8221;. <br \/><strong>Bussola, Valentino Notte, Nautilus, La Stiva, Chez Nin\u00e0, Bounty e cos\u00ec via&#8230;<\/strong><br \/>&#8220;In quegli anni c\u2019erano 10 locali aperti contemporaneamente, tutti pieni di bella gente. Oggi la crisi ha colpito tutti, anche e soprattutto il genere umano. E\u2019 cambiato il modo di stare al mondo e di divertirsi. Sarebbe ingeneroso pensare ad una crisi locale, sta succedendo a tutti e il ricambio generazionale non aiuta di certo. Ecco perch\u00e9 abbiamo un ricordo meraviglioso di quegli anni 80 e 90&#8221;. <br \/><strong>Dove la gente sapeva divertirsi.<\/strong><br \/>&#8220;C\u2019era anche un altro tipo di portafoglio. La gente spendeva perch\u00e9 aveva la possibilit\u00e0 di farlo, ma lo faceva bene. Al Circeo, come all\u2019Argentario o in Sardegna&#8221;. <br \/><strong>Non ci resta, dunque, che aggrapparci ai ricordi.<\/strong> <br \/>&#8220;Purtroppo \u00e8 cos\u00ec. Adesso c\u2019\u00e8 gente sufficiente per riempire uno o due locali al massimo, ma solo il weekend. Vige la regola del \u2018mordi e fuggi\u2019&#8221;. <br \/><strong>Filippo Maria Lazzari detto \u201cIl Grande\u201d, il primo Sergio Cammariere, Federico Palazzolo, tanto per citare nomi illustri che insieme a te hanno fatto storia al Circeo.<\/strong> <br \/>&#8220;Una volta i locali si preoccupavano di chiamare per tempo i pianisti pi\u00f9 famosi della capitale per averli al Circeo. C\u2019era un altro tipo di cultura. Il piano bar non era un qualcosa di improvvisato, era arte pura che ti accompagnava sino all\u2019alba, cullandoti con la musica di chi sapeva farla, e bene&#8221;. <br \/><strong>Renato Zero, Gabriella Ferri, Franco Califano. Solo a nominarli, vengono i brividi.<\/strong> <br \/>&#8220;Loro hanno scelto me ed \u00e8 stato meraviglioso. Ho un \u2018hard disk\u2019 artistico strano, perch\u00e9 non sono cresciuto rivolto, per dire una frase fatta, ai Beatles o ai Rolling Stones. L\u2019ho fatto rivolgendo la mia cultura musicale all\u2019ottocento napoletano, alla romanza, al sud del mondo e questa cosa \u00e8 piaciuta moltissimo sia a Califano, che a Gabriella Ferri, che hanno scelto di fare tanti dischi con me, complice questa mia trasversale realt\u00e0 musicale, non legata a quello stile anglosassone, ma alle radici della nostra cultura ottocentesca&#8221;. <br \/><strong>Il ricordo pi\u00f9 bello legato ad ognuno di loro?<\/strong><br \/>&#8220;La risposta me la sarei dovuta preparare per tempo, cos\u00ec su due piedi \u00e8 difficile dirlo&#8221;. <br \/><strong>Gabriella Ferri, per\u00f2, ha finito un po\u2019 per stravolgere il tuo percorso.<\/strong> <br \/>&#8220;Mi ha costretto in modo feroce a fare dei cambiamenti radicali nelle mie scelte musicali, perch\u00e9 voleva che fossero quelle che piacevano a lei. Mi ha fatto acquistare strumenti particolari, voleva che il suono fosse quello del suo vestito migliore&#8221;. <br \/><strong>E Califano?<\/strong><br \/>&#8220;Vent\u2019anni insieme, i ricordi personali sono tanti. Vi dico una cosa, legando il mio racconto ad un personaggio della Roma che abbiamo amato tutti: Carlo Mazzone. Con lui si facevano i miracoli, poi una volta in Champions, arrivava qualcun\u2019altro. Io sono rimasto, perch\u00e9 Franco mi ha messo, in un momento delicato della mia vita, di fronte ad un bivio: \u2018continui a scrivere e resti dentro con me\u2019: sono rimasto il suo Mazzone ed ho scritto \u2018Un tempo piccolo\u2019 (quattro dischi di platino nella versione cantata da Tiromancino, ndr). La canzone pi\u00f9 importante per me, ma anche per lui&#8221;.<br \/><strong>Torniamo al Circeo: il ricordo pi\u00f9 bello?<\/strong><br \/>&#8220;Agosto del 1988 di cui vi ho gi\u00e0 parlato. Ricordo che passavo le giornate a letto, avevo una casetta proprio di fronte al \u2018Bounty\u2019. Guardavo il mare e lui guardava me. Avevo la gamba destra messa proprio male: provavo ad usarla, mi sforzavo di farlo, ma era morta. Piano piano, per\u00f2, mi accorsi, muovendo l\u2019alluce, che stava rinascendo: con lei, sono rinato anche io&#8221;. <br \/><strong>Gianluigi Superti e la \u201cStiva\u201d?<\/strong><br \/>&#8220;Ha avuto il coraggio, e lo ha tutt\u2019ora, di mettermi un palco importante sulla spiaggia, mi ha fatto sentire come quei fuoriclasse brasiliani ai quali non devi dire nulla, ma soltanto supportarli nel loro essere creativi. All\u2019improvviso mi sono trovato a vivere sensazioni e momenti meravigliosi con una gran grande orchestra. Lui ha avuto la bravura, il fiuto, chiamatelo come volete, di scommettere su me e su \u2018Rumba de Mar\u2019. Ci ha visto lungo, come imprenditore \u00e8 stato coraggioso&#8221;. <br \/><strong>Senza dimenticare la piazzetta di San Felice Circeo.<\/strong> <br \/>&#8220;No, assolutamente. Altro posto incastonato nei miei ricordi a mo\u2019 di diamante prezioso. Un salotto a cielo aperto, indimenticabile&#8221;. <br \/><strong>Cos\u2019\u00e8 oggi per te la musica, lo scrivere canzoni?<\/strong><br \/>&#8220;E\u2019 tutto. Ci provo ad andare in vacanza, a staccare la spina, ma al secondo giorno, eccomi di nuovo a Roma. E\u2019 pi\u00f9 forte di me, non sono fatto per stare in vacanza&#8221;. <br \/><strong>Magari perch\u00e9 la musica \u00e8 molto pi\u00f9 che un semplice lavoro.<\/strong> <br \/>&#8220;Non riesco a stare fermo, a farmi un bagno in santa pace, questo perch\u00e9 la musica, come dite voi, \u00e8 molto pi\u00f9 che un semplice lavoro. Una sorta di vocazione. Mi ritengo un privilegiato nel dispensare sorrisi ed allegria a chi mi vede e ascolta. L\u2019essere privilegiato non mi fa sentire la fatica. Mi ritrovo a fare 20 serate al mese, perch\u00e9 \u00e8 una mia esigenza personale&#8221;. <br \/><strong>E quindi?<\/strong><br \/>&#8220;Finch\u00e9 Dio vorr\u00e0, finch\u00e9 la gente vorr\u00e0, non credo di avere i presupposti per diminuire i miei ritmi, cio\u00e8 la musica per me e tutto ed \u00e8 un ragionamento assolutamente non legato ai soldi, ma ad un\u2019esigenza personale&#8221;. <br \/><strong>Come afferma da sempre Gino Paoli, \u00e8 ancora un\u2019arte povera, ma allo stesso tempo meravigliosa?<\/strong><br \/>&#8220;Pi\u00f9 povera di una volta, perch\u00e9 adesso non \u00e8 come negli anni 90, per\u00f2 \u00e8 un\u2019arte meravigliosa. Di recente sono stato in Albania, dove ho suonato con grandissimi musicisti. La gente, che a fine concerto, ci incontrava, salutava, abbracciava, credetemi non ha prezzo. Il nostro, quello che abbiamo, \u00e8 un dono prezioso. Quello di far sorridere e far stare bene le persone. Ti senti un privilegiato nel poter avere la certezza che puoi regalare qualcosa di diverso alle persone che vengono a sentirti&#8221;.<br \/><strong>Abbiamo parlato di Franco Califano e Gabriella Ferri che, purtroppo, ci hanno lasciato troppo presto. Sulla tua strada, per\u00f2, hai trovato uno dei pi\u00f9 grandi in assoluto: Renato Zero. Ti \u00e8 riconoscente per \u201cNel fondo di un amore\u201d ?<\/strong> <br \/>&#8220;Siamo molto amici al punto che ogni volta che abbiamo l\u2019occasione di incontrarci, lui mi dice sempre la stessa cosa&#8230; \u2018non ti fai mai sentire, ma perch\u00e8 non mi chiami?\u2019. E\u2019 vero, non lo faccio, ma non voglio passare per quello che non sono e non sar\u00f2 mai: quello che chiede, o che magari baratta un saluto o una telefonata, con qualcosa che possa tornargli utile&#8221;.<br \/><strong>C\u2019\u00e8 stato un momento della sua vita, per\u00f2, nel quale ti ha voluto al suo fianco.<\/strong> <br \/>&#8220;Spesso mi fa sentire i suoi dischi prima che escano. Mi fa dire qual \u00e8 secondo me il singolo migliore. Nutre una grande fiducia in me. Io, per\u00f2 non sono invadente e non lo chiamo mai&#8221;.<br \/><strong>Il rapporto con lui resta ed \u00e8 ben consolidato.<\/strong> <br \/>&#8220;Ci mancherebbe, assolutamente s\u00ec. E\u2019 il pi\u00f9 teatrale degli artisti musicali, un qualcosa che lo rende assolutamente unico. Ogni suo album, ormai, \u00e8 un musical, non pi\u00f9 un prodotto discografico. Canta come e meglio di quando aveva quarant\u2019anni e ne ha 74. Ha una voce della Madonna: \u00e8 semplicemente pazzesco&#8221;. <br \/><strong>Vogliamo parlare del tuo amico Silvestro Longo (autore di canzoni, scritte per Mina, Gabriella Ferri, Bruno Martino e cento altri, ndr), altro figlio adottivo di un Circeo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9?<\/strong><br \/>&#8220;Va sempre in vacanza in un paesino vicino al lago di Bolsena: provate a indovinare chi lo ha portato l\u00ec e chi, il prossimo 2 settembre, andr\u00e0 a riprenderlo. Siamo rimasti molto amici. E\u2019 l\u2019autore pi\u00f9 interconnesso alla mia vita personale, perch\u00e9 a differenza di altri, ha vissuto anche le mie sofferenze personali, cercando sempre di assecondarmi, di sposarle per farmi contento. Abbiamo litigato tantissime volte sulle cose che abbiamo fatto insieme, perch\u00e9 siamo veramente amici. Un autore che ha avuto meno successo di quanto meritasse. Quando ha venduto la casa al Circeo, \u00e8 stato male, in depressione per un anno. Del resto, come altri, aveva vissuto le stagioni pi\u00f9 belle&#8221;.<br \/><strong>Se guardi avanti, cosa vedi?<\/strong><br \/>&#8220;Una carriera pronta a trasformarsi in progetti nuovi che sono gi\u00e0 in essere, oltre al fatto che finch\u00e9 potro, non perder\u00f2 mai di vista la verit\u00e0 del concerto \u2018on the road\u2019 tutte le sere, che \u00e8 la cosa che mi serve di pi\u00f9 per creare. Ho dei progetti molto belli e finch\u00e9 la salute mi sosterr\u00e0, godrete della mia musica&#8221;. <br \/><strong>Se mi dovessi dire una cosa che non hai mai detto a nessuno e che vuoi regalare a noi?<\/strong><br \/>&#8220;Non c\u2019\u00e8 serata nella quale non abbia paura di deludere me stesso e il mio pubblico. Non c\u2019\u00e8 serata nella quale non mi emozioni come se fosse la prima. Questa mia paura della performance tutte le sere, nonostante l\u2019et\u00e0 e il fatto che vado in scena 20 volte al mese, \u00e8 adrenalina pura, perch\u00e9 credo che il giorno che non avr\u00f2 pi\u00f9 paura, sar\u00e0 quello in cui non avr\u00f2 pi\u00f9 voglia di fare questo mestiere&#8221;. <br \/><strong>Il Circeo, in conclusione, \u00e8 un po\u2019 come la strofa di una delle celebri canzoni di Antonello Venditti: \u201ccerti amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano\u201d.<\/strong> <br \/>&#8220;Assolutamente s\u00ec, credo sia il posto che sento pi\u00f9 vicino a me, al pari di Capri. Al Circeo, per\u00f2, c\u2019\u00e8 stata questa specie di rinascita che ogni mio pensiero associa a questa terra. Vedo sbucare nella mia mente il monte Circeo. Non \u00e8 un caso che ogni qualvolta devo venire da quelle parti, faccio la \u2018Litoranea\u2019. Magari allungo, ma \u00e8 un tuffo nei ricordi che per me hanno un significato. Finch\u00e9 posso, faccio questa strada, voglio veder nascere la montagna lentamente. Entrare nel ventre della mamma: tanta roba&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Notti pontine, d\u2019autore, dove la musica corre veloce, quasi come quelle macchine che, invece, dovrebbero andare piano. 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