{"id":67261,"date":"2025-08-25T02:56:23","date_gmt":"2025-08-25T02:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67261\/"},"modified":"2025-08-25T02:56:23","modified_gmt":"2025-08-25T02:56:23","slug":"basta-cellulari-ai-ragazzini-li-fanno-sentire-frustati-e-inadeguati-ma-li-vieterei-anche-a-molti-40enni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67261\/","title":{"rendered":"Basta cellulari ai ragazzini, li fanno sentire frustati e inadeguati. Ma li vieterei anche a molti 40enni"},"content":{"rendered":"<p>Annalisa Strada \u00e8 un&#8217;insegnante che da molto tempo si \u00e8 posta un obiettivo. Convincere i ragazzi che studiare non \u00e8 poi cos\u00ec male e che leggere pu\u00f2 essere straordinariamente interessante, persino divertente. Alcuni titoli dei suoi libri sono una simpatica provocazione: Dante era un figo, Lavarsi \u00e8 bello. Altri sono un corso di formazione per genitori alle prese con l\u2019evoluzione, non sempre prevedibile, di figli che si confrontano con un mondo troppo competitivo e a volte anche un po\u2019 spaventoso.<\/p>\n<p>\u201cIl mestiere del genitore non lo insegna nessuno\u201d<\/p>\n<p>Annalisa Strada, ospite della rassegna Il Sentiero Invisibile che ha aperto i suoi incontri mercoled\u00ec pomeriggio a Ponte di Legno (Brescia), ha vinto numerosi premi, tra i quali l\u2019Andersen per Una sottile linea rosa, pubblicato dieci anni fa. La storia di Perla, una ragazzina timida di 15 anni, appassionata di sport, che dopo una serata in cui conosce molto di se stessa e di Cesare \u2013 il ragazzo che le piace \u2013 scopre anche quasi inconsapevolmente di essere rimasta incinta.\u00a0<br \/>C\u2019\u00e8 un mondo mai banale nei libri di Annalisa Strada che dietro le sue lenti cerca di analizzare quello che molti genitori faticano a capire\u2026 \u201cPerch\u00e9 i ragazzi spesso sono faticosi \u2013 spiega \u2013 sono sfuggenti, rispettano regole che non conosciamo e con le quali noi stessi fatichiamo a relazionarci. \u00c8 vero che il mestiere del genitore non lo insegna nessuno ma se rinunciamo a svolgere questo compito poi non possiamo sorprenderci di cose che sfuggono al nostro controllo\u201d.<\/p>\n<p>Il suo ultimo libro (Alle medie senza il cellulare, ed. Il Battello a Vapore) parla di una relazione non facile tra madre e figlia. Cinzia, arrivata in Italia dopo un periodo in Sud America, scopre che tutti qui hanno il telefonino. E che senza connessione non esisti. La madre non solo non le regala il cellulare. Ma le impone di dire quello che direbbe a Whatsapp a un diario. E pagina dopo pagina Cinzia canalizzer\u00e0 la rabbia nei confronti della madre severa focalizzando meglio i coetanei. Che tanto fighi e alla moda poi non sono\u2026 Il suo diario si chiama Argo. E diventa un ottimo amico.<\/p>\n<p>Il cellulare oggi \u00e8 davvero da demonizzare? \u201cDiciamo che \u00e8 legittimo porsi il problema di dare un telefonino in mano a un ragazzino di 11 anni. Ma visto quello che sta succedendo e come viene usato forse \u00e8 il caso di farsi problemi anche con uomini e donne di 40 anni e oltre. Le tecnologie non sono mai un problema: il dramma \u00e8 come vengono usate soprattutto se a un certo punto sono loro a usare noi. \u00c8 normale che un ragazzino venga sovrastato da meccanismi dei quali \u00e8 semplicemente un cliente inconsapevole. Il sistema li vuole spettatori passivi. Ma loro non lo sanno\u201d.<\/p>\n<p>Quindi \u00e8 giusto che i ragazzi delle medie lascino il cellulare a casa\u2026 \u201cNel mio libro Cinzia sfida la madre, perch\u00e9 non \u00e8 connessa ai suoi coetanei. Quindi ritarda, e si chiede se la mamma prima o poi non vedendola o non sentendola si preoccuper\u00e0 magari cambiando idea sull&#8217;importanza del mezzo. Ma alla fine torna sempre a casa: e scrive, scoprendo qualcosa di s\u00e9 che forse con un cellulare perennemente in mano non avrebbe mai capito\u201d.<\/p>\n<p>I ragazzi iperconnessi<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il rischio che i ragazzi iperconnessi di oggi corrono? \u201cQuello di conoscere tutto degli altri, o meglio, quello che gli altri vogliono far conoscere di s\u00e9, senza sapere nulla di se stessi. Oggi il telefonino \u00e8 lo strumento con il quale ci si paragona ad altri, alzando costantemente l\u2019asticella di competizioni che non sono sane. Le challenge, quella sulle labbra pi\u00f9 voluminose, o sulla scottatura pi\u00f9 evidente, sono l\u2019aspetto peggiore e pi\u00f9 pericoloso. I ragazzi si sentono coinvolti solo se spingono al massimo i meccanismi deleteri che regolano il branco digitale. Esauriti i quali si sentono comunque non all\u2019altezza perch\u00e9 ci sar\u00e0 sempre qualcosa o qualcuno pi\u00f9 avanti di loro. E svilupperanno frustrazione e senso di inadeguatezza. I ragazzi sono costantemente attratti dal confronto con chi \u00e8 fuori. Ma non si chiedono mai \u2018chi sono io, quali sono i miei veri bisogni, che cosa desidero davvero\u2019\u2026 \u201d.<\/p>\n<p>I Me contro Te<\/p>\n<p>Il telefono propone modelli comportamentali. Oggi su chi i ragazzi si misurano? \u201cUna ventina di anni fa era Harry Potter, poi Violetta, oggi sono i Me Contro Te. Le generazioni rinnovano i propri modelli comportamentali sempre pi\u00f9 rapidamente\u201d.<\/p>\n<p>E i genitori? \u201cI genitori sono e saranno sempre e comunque modelli comportamentali. Ma il loro \u00e8 un ruolo fondamentale che non si pu\u00f2 delegare e che devono giocare senza nascondersi. I ragazzi imparano e si appassionano per osmosi. Se pap\u00e0 e mamma leggono, leggeranno. Se pap\u00e0 e mamma raccontano, impareranno e racconteranno a loro volta\u2026 \u201d.<\/p>\n<p>I Me Contro Te sono Luigi Calagna e Sofia Scalia, due ragazzi siciliani che vantano un seguito mostruoso su YouTube, oltre sette milioni di follower. Sono una formidabile macchina di marketing, girano film per ragazzi ma nel frattempo investono tutto quello che guadagnano in propriet\u00e0 immobiliari. Si sono trasferiti a Milano e sono ricchissimi. Dovevano sposarsi, ma il matrimonio \u2013 annunciato con grande clamore sui social \u2013 pare sia stato rinviato alla prossima primavera. Nessuna crisi sentimentale: solo troppi impegni.<\/p>\n<p>Dunque, in attesa di conoscere chi i nostri ragazzi vorranno imitare se non addirittura diventare, tanti libri e meno connessioni sotto il prossimo albero di Natale\u2026 Ma come si convince un bambino a leggere? \u201cLeggendo e coinvolgendoli nelle letture &#8211; risponde Annalisa Strada &#8211; perch\u00e9 alla fine dentro i libri ci sono le storie che sono anche quelle che uno pu\u00f2 inventare e raccontare attingendo alla propria fantasia ma anche pescando tra le storie di famiglia. Ci sono un sacco di cose che si possono raccontare per introdurre un bambino al mondo. E sono le stesse storie che probabilmente nostro figlio racconter\u00e0 tra trent\u2019anni ai nostri nipoti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI bambini sono spugne che imitano gli adulti\u201d<\/p>\n<p>Quindi la storia che i bimbi sono sempre pi\u00f9 pigri \u00e8 da sfatare? \u201cNon sono un istituto scientifico accreditato per poter dire qualcosa di certo, ma posso assicurare che per quelle che sono le mie esperienze i bambini sono sempre vispi e molto ricettivi. Sono sempre delle spugne che imitano molto gli adulti. Quindi se si impigriscono gli adulti non possiamo pretendere che i bambini siano attivi. La verit\u00e0 \u00e8 che oggi per molti genitori \u00e8 comodo che i bambini siano pigri, perch\u00e9 sono pi\u00f9 facilmente gestibili. Se instauriamo abitudini che li impigriscono solo perch\u00e9 la loro vivacit\u00e0 \u00e8 impegnativa ne pagheremo le conseguenze. Sta a noi stimolarli o sedarli, sta a noi scegliere\u201d.<\/p>\n<p>A scuola senza cellulare non \u00e8 solo una provocazione: \u00e8 un invito, forse un appello\u2026 \u201cDiamo ai ragazzi delle alternative, diamo loro la possibilit\u00e0 di sperimentare altro. E poi, e lo dico soprattutto agli adulti, i ragazzini quando si divertono lo fanno anche senza il cellulare anzi\u2026 soprattutto senza il cellulare. Ma dobbiamo dar loro la possibilit\u00e0 di fare questa esperienza dando il buon esempio. I ragazzini sono schiavi del cellulare? Chiediamoci quanto ne siamo schiavi noi adulti. Quante volte scriviamo una banalit\u00e0 in un testo di poche parole senza telefonare o dire di persona quello che vogliamo comunicare. Il telefonino ci sta privando di una comunicazione multidimensionale e ci costringe a pagare un costo altissimo a fronte di una maggiore velocit\u00e0 che non sempre \u00e8 necessaria\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/dossier\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Leggi le inchieste di Dossier Today.it<\/a>          <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Annalisa Strada \u00e8 un&#8217;insegnante che da molto tempo si \u00e8 posta un obiettivo. 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