{"id":67370,"date":"2025-08-25T04:44:12","date_gmt":"2025-08-25T04:44:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67370\/"},"modified":"2025-08-25T04:44:12","modified_gmt":"2025-08-25T04:44:12","slug":"si-ero-un-prete-settimananews","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67370\/","title":{"rendered":"S\u00ec, ero un prete &#8211; SettimanaNews"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-101659\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/prete-celebrazione.jpg\" alt=\"prete\" width=\"720\" height=\"480\"  \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo precedente libro \u2013 Un autunno di agosto \u2013 Agnese Pini aveva gi\u00e0 cominciato a scavare nel proprio passato. Ma in un passato lontano, per lei quasi remoto: quello della strage nazista di San Terenzo Monti (soltanto una di quella bestiale catena di morte che insanguin\u00f2 molti luoghi toccati dalla ritirata dei tedeschi dall\u2019Italia) in cui la bisnonna Mira\/Palmira era stata una delle 160 vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agnese aveva rimandato per tre anni l\u2019invito di un collega giornalista, originario del paese, a visitare quel posto dove non era mai stata. Una sorta di ripulsa a fare i conti con una storia dolorosa che, per quanto lontana nel tempo, la riguardava e della quale tante volte aveva sentito raccontare in famiglia. \u00abUna vicenda \u2013 ha detto in un\u2019intervista \u2013 che mi \u00e8 stata raccontata pi\u00f9 volte da mia nonna, da mia madre e da mia zia. \u00c8 come se mi fossi voluta mettere alla prova con quel libro, per capire se sarei stata in grado di scrivere La verit\u00e0 \u00e8 un fuoco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un\u2019altra storia familiare, che la interpella molto pi\u00f9 da vicino e la coinvolge: scopre, all\u2019et\u00e0 di tredici anni, che suo padre \u00e8 stato un prete. Nel fondo di un cassetto dell\u2019armadio dei genitori trova un album di foto sulla cui copertina c\u2019\u00e8 scritto, su un nastro scuro con caratteri bianchi in rilievo: don Pini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non un parente prete, ma suo padre. \u00abNon ho mai pi\u00f9 rivisto quell\u2019album, in vita mia. Mai pi\u00f9, dopo quel pomeriggio. Eppure: non c\u2019\u00e8 un\u2019immagine che io non ricordi con precisione intatta\u00bb. Foto del giovane seminarista, dello studente di teologia ventenne, foto del giovane prete con i paramenti sacri delle celebrazioni, foto di una gita con i parrocchiani in Piazza San Pietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019et\u00e0 di trentanove anni, lei giornalista \u2013 direttore del Quotidiano Nazionale, che riunisce le tre testate de Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione e adesso anche presidente della casa editrice Longanesi \u2013 che ben conosce il mestiere di fare domande e raccontare storie di vita, sente di non aver alternative rispetto al necessario, inevitabile racconto di questa storia. Quella di lei e di suo padre, del quale ha scoperto che era un prete. Scoperta faticosa, che genera la sua ribellione di adolescente (ma tale da non accompagnarla pi\u00f9): \u00abNon volevo essere la figlia del prete. Non volevo quel segreto anche perch\u00e9 sentivo \u2013 sapevo \u2013 che non avrei mai potuto condividerlo. Era troppo sproporzionato per la mia et\u00e0, per i miei orizzonti, per la mai capacit\u00e0 di comprensione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito la fatica del confronto con i genitori. Prima alla mamma, che dice al marito: \u00abAgnese deve chiederti una cosa\u00bb. E poi di fronte al padre: \u00abTirai fuori le parole che oggi si fermano sul filo delle mie labbra, la voce incatenata e impotente: \u201cPap\u00e0, \u00e8 vero che eri un prete?\u201d. E vidi il suo viso spezzarsi, e il mio viso si spezz\u00f2 con il suo: vidi il viso di un padre colpevole e immediatamente sentii quella colpa su di me, come fosse la mia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non subito nel racconto, ma parecchie pagine pi\u00f9 avanti, Agnese racconta la risposta del padre: \u00abLa voce gli usc\u00ec rauca dalla bocca: \u201cS\u00ec, ero un prete. Ma poi ho conosciuto tua madre e ho lasciato la Chiesa\u201d. Nient\u2019altro? Nient\u2019altro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019et\u00e0 di sedici anni, durante l\u2019estate dopo la seconda liceo, Agnese vive una tappa di un ininterrotto percorso sulle tracce del padre: catalogare i libri della biblioteca del seminario di Sarzana, dove lui aveva studiato. Gli fa da guida un prete anziano amico di famiglia: ha imparato a conoscerlo come \u00abzio Enzo\u00bb, che la accoglie e l\u2019accompagna con grande disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incontra un altro prete ancor pi\u00f9 anziano, don Crovara, per il quale dir\u00e0 \u00abdi aver provato un affetto sincero\u00bb. Agnese, che sta catalogando un lascito del sacerdote alla biblioteca, lo trova cordiale e premuroso, era stato insegnante di suo padre al liceo e le racconta la vita dei seminaristi e che suo padre era bravo in latino, e che \u00abera un buon prete\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta, nelle sue giornate in biblioteca, c\u2019\u00e8 un intenso dialogo con don Crovara a partire dal racconto evangelico dell\u2019incontro di Ges\u00f9 con l\u2019uomo ricco a cui viene chiesto di lasciare tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma incrocia anche don Claudio, che era stato compagno di classe del padre e a cui viene presentata come \u00abla figlia del Pini\u00bb; la colpisce il tono con cui le si rivolge, \u00abmi lasci\u00f2 dentro una sensazione vaga e opprimente, di imbarazzo e perfino, in una certa misura, di rabbia\u2026 il tono di chi non \u00e8 solo curioso, ma anche malizioso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incontri come questo alimentano il lei un senso di vergogna, anche se, a un certo punto, si vergogner\u00e0 di essersi vergognata. Vergogna attribuita anche al padre, come possibile causa dell\u2019occultamento ai figli della sua vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro ritorna pi\u00f9 volte e intensamente il senso del legame di suo padre con la Chiesa, come in questo passaggio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abEra vergogna o era obbedienza? La Chiesa vuole obbedienza, i preti sono obbedienti. E tu non hai mai smesso di essere prete: i sacramenti non si sciolgono mai, nessun uomo pu\u00f2 dissolverli. Possono umiliarti e tacitarti, cacciarti e dimenticarsi di te, ma non toglierti ci\u00f2 che sei\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per mettere mano alla scrittura del libro e soprattutto per metterne a conoscenza il padre, ritiene necessario rivolgersi a uno psicanalista per fare ordine nei propri pensieri, nei sentimenti che la investono e sconvolgono, in quello che sa e in quello che vorrebbe sapere di suo padre e quindi nella loro relazione: un insieme turbinoso di cose che vive come \u00abun segreto inconfessabile, o una colpa insostenibile\u2026 pensai che lo psicanalista \u00e8 come un prete, e se i vicari di Cristo non avevano saputo o voluto aiutarmi, forse avrebbe saputo farlo un vicario di Freud\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 qualche pagina prima aveva fatto cenno a due incontri, sui quali ritorner\u00e0 quasi al termine del libro: con un prete di Milano ritenuto \u00abparticolarmente bendisposto dell\u2019ascolto del prossimo suo\u00bb e poi con \u00abun vescovo considerato di grande prestigio. Entrambe le volte e dopo i miei fiumi di lacrime, tornai a casa con il cuore freddo e tremante e la testa vuota\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I colloqui con lo psicanalista \u2013 leitmotiv sottostante all\u2019intero racconto \u2013 la sostengono nella lotta interiore che affronta, nel cammino per superare lo sconcerto, il disagio, i numerosi silenzi tra lei e il padre. In punta di piedi e con il cuore spesso in tumulto, Agnese ripercorre altre tappe attraverso cui ricostruisce la storia d\u2019amore dei suoi genitori, la frattura con la Chiesa che non \u00e8 abbandono della fede, la celebrazione del matrimonio prima civile e poi di quello religioso celebrato solo dopo parecchi anni, per una sorta di ostinazione ecclesiastica ingiustificatamente punitiva (su cui torneremo dopo).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia Pini va ogni domenica in parrocchia, i ragazzi frequentano il catechismo (Agnese ha un fratello e una sorella adottativi) e dietro di loro c\u2019\u00e8 la madre nei primi banchi della chiesa. Il padre invece \u00e8 in piedi \u00abnelle panche in fondo, quelle accanto al portale, quelle dietro l\u2019ultima colonna\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parola ricorrente nel racconto \u00e8 \u00abvocazione\u00bb, compare quasi subito e ritorna infinite volte: a partire dalla riflessione sulle diverse scelte di vita del padre, e anche per le sensazioni suscitate in lei dall\u2019ambiente del seminario e dai preti che vi incontra. Con lo sviluppo di una ricerca personale, intima sul nesso tra fede e vocazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche qui Agnese Pini fa dono di pagine intense e profonde, come questa in cui interagisce con lo psicanalista:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abSe cercare \u00e8 credere, allora s\u00ec, sono credente. La fede \u00e8 una ricerca, la vocazione \u00e8 una ricerca\u2026 in quel gioco di fughe e di specchi, di allontanamenti e di ritorni di cui \u00e8 fatta l\u2019esistenza umana, sta l\u2019altrove che ci porta alla fede, perch\u00e9 l\u00ec sta il segreto del senso che possiamo attribuire alla nostra esistenza, al nostro essere vivi. Nascere, fuggire, cercare e poi, alla fine, tornare. Solo chi cerca pu\u00f2 credere, solo chi crede pu\u00f2 tornare, solo chi torna pu\u00f2 avere fede, perch\u00e9 tornare \u00e8 un atto di fede. Dio \u00e8 tornare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un colloquio con lo psicanalista, lei afferma: \u00abNon riesco a pensare che la vocazione possa essere qualcosa di tanto diverso dall\u2019amore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle tappe di avvicinamento alla storia del padre \u00e8 la scelta dell\u2019universit\u00e0. Giovane parroco, don Pini era studente alla facolt\u00e0 di Lettere all\u2019Universit\u00e0 di Pisa, dove Agnese si laureer\u00e0 brillantemente in lettere moderne: \u00abla stessa facolt\u00e0, nella stessa citt\u00e0, in cui si conobbero i miei genitori, esattamente trent\u2019anni prima\u2026 s\u00ec, l\u2019ho scelta anche per i miei genitori, l\u2019ho scelta anche pensando a loro\u00bb. Anni intensi di studi e di amicizie, di dichiarata distanza dalla famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 proprio l\u00ec, in una strada o una piazza della Pisa universitaria che i suoi genitori si incontravano:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abChe cosa vi siete detti, chi ha sorriso per primo a chi?\u2026 O invece l\u2019amore \u00e8 arrivato in silenzio, senza farsi notare, nascosto in una segreta felicit\u00e0 che vi palpitava nel petto, una felicit\u00e0 senza nome e senza perch\u00e9\u2026\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziano a frequentarsi e studiano fianco a fianco, per le rispettive ricerche, nella biblioteca del Seminario di Sarzana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abSi erano innamorati in un giorno d\u2019autunno, preparando gli esami e la tesi di laurea, tutto quel tempo passato insieme, nella biblioteca del seminario di Sarzana, nelle aule dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Due studenti, fianco a fianco. Lei ragazza, lui prete. Si separarono in un giorno d\u2019inverno, dopo il Natale del 1975\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto, per un anno eviteranno di incontrarsi. Agnese medita anche su quella scelta e poi sul nuovo incontro tra i suoi genitori e sulla decisione di \u00abriconoscere l\u2019amore\u00bb. E cos\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00ablei, alla fine, torn\u00f2 da lui, perch\u00e9 anche lei poteva lasciare tutto per lui\u2026 e si dissero che non avrebbero pi\u00f9 avuto paura. E non fu coraggio, non fu trasgressione, non fu volont\u00e0, non fu forza, la loro. Le scelte d\u2019amore rispondono solo alla fede e allo spirito, e non hanno parole per poter essere raccontate\u2026\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cose della vita del padre che la figlia medita, ripercorre, collega in una sofferta e intensa sosta a Vezzano, nella chiesa di cui suo padre, negli stessi anni in cui studiava lettere a Pisa, era parroco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abPensai a mio padre, in quella chiesa, sotto quel crocifisso\u2026 Pensai quante volte doveva averlo guardato e pregato, a quante volte doveva averlo invocato. Pensai ai suoi dubbi, alla sua sofferenza, al suo senso di colpa, alla sua paura e al suo rimpianto. Pensai alla fatica, alle lacrime, alla tenerezza che io, con tutta me stessa, provavo per lui. Per mio padre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parole colme di affetto e anche di fede, di quella che Agnese sa esser stata ed essere ancora nella vita di suo padre (e in qualche misura, se posso permettermi, nella sua).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni vissuti in parrocchia a Vezzano erano quelli del dopo Concilio. A una domanda dello psicanalista Agnese afferma che nel rinnovamento conciliare il padre \u00abci credeva, moltissimo\u00bb. Penso che avesse sperato che la Chiesa potesse cambiare molto pi\u00f9 di quanto non sia poi effettivamente cambiata. E penso che questa speranza comprendesse anche il celibato. Tempi e scelte che Agnese ripercorre anche pensando a un incontro tra la sua famiglia e quella di un altro prete che ha lasciato, si \u00e8 sposato ed \u00e8 rimasto amico del padre, don Currarino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo all\u2019altra coppia \u2013 che vive in modo meno lacerante il rapporto con la Chiesa \u2013 si domanda:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abFurono pi\u00f9 felici dei miei genitori? Riuscirono, rivendicando la loro scelta, a renderla meno dolorosa, meno violenta rispetto al giudizio degli altri? Della Chiesa, dei genitori, degli amici e non pi\u00f9 amici. Dei figli, dei colleghi, dei parrocchiani e degli ex parrocchiani. Non so dirlo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due amici ricordano il teologo genovese don Balletto, che li aveva aiutati negli anni precedenti al Concilio ad aprirsi alle nuove prospettive soprattutto dei teologi francesi, in particolare Congar (un suo libro Agnese lo scopre in casa, in camera del fratello):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abUna Chiesa in cui gli ultimi potessero essere primi, perch\u00e9 a loro, e a loro pi\u00f9 di chiunque altro, erano rivolti gli sforzi, le speranze e le idee, la fede e la preghiera, l\u2019impegno e la misericordia, la giustizia e il bene. In questo fermento\u2026 mio padre complet\u00f2 gli studi necessari per il sacerdozio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi si domanda: \u00abFurono anni appassionati e complicati, vero, padre mio? Gli anni in cui il mondo cambiava e la Chiesa cercava di capire fino a che punto avrebbe potuto, o dovuto, cambiare insieme al mondo. Chi sogn\u00f2 troppo, chi troppo sper\u00f2, rest\u00f2 deluso. E tu, restasti deluso?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura del libro, per me prete da ormai cinquantun anni, \u00e8 stata motivo di riflessioni intime, occasione di ripercorrere la storia della mia vocazione e quella di altri amici preti, il mio impegno (non spetta a me dire quanto e come mantenuto) di essere fedele, il mio modo di stare nella Chiesa. Anche di conoscere, e talvolta accompagnare, altre vicende di amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grazie autentico, non formale, a una giornalista che \u00absa scrivere\u00bb, sa raccontare, sa legare il lettore alla pagina (cosa gi\u00e0 avvertita nel precedente \u00abUn autunno d\u2019agosto\u00bb, ma qui ancor pi\u00f9 assaporata e gustata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stato aiutato e, in qualche modo costretto, a riflettere sulla mia vocazione, sul mistero di quella che Arturo Paoli (cito a memoria) definiva \u00abl\u2019entrata violenta e totale del Signore in una persona\u00bb. Aiutato e costretto a interrogarmi sulla mia vocazione, sui tanti possibili modi di esserle infedeli; oppure rispettosi di una regola sentita come inevitabile\u2026 col rischio di sorvolare sulla necessit\u00e0\/possibilit\u00e0 di fare i conti, prima o poi, con la scoperta della donna, dell\u2019amore, di tutto un mondo da cui la Chiesa ha tante volte e in tanti modi cercato di \u00abpreservare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preservare \u00e8 il verbo che ricorre in abbondanza nei testi liturgici della festa dell\u2019Immacolata: l\u2019amore tra un uomo e una donna troppe spesso visto come occasione di peccato, anzich\u00e9 di cammino verso una pienezza che risale al progetto del Creatore. Come se il peccato fosse soprattutto l\u00ec\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una Chiesa governata da soli uomini e tutti celibi, che non si intendono \u2013 o non dovrebbero intendersi! \u2013 dell\u2019amore umano, tra un uomo e una donna. E che comunque scrivono libri su libri e insegnano da cattedre prestigiose, ma spesso per parlare di com\u2019\u00e8, di come dovrebbe essere l\u2019amore degli altri. Nonostante che affermiamo, preparando i fidanzati al matrimonio, che \u00abi ministri del matrimonio sono gli sposi\u00bb. Ma poi quanta fatica quando si tratta di restituire il matrimonio, la teologia del matrimonio, l\u2019etica cristiana del matrimonio ai laici cristiani, agli sposi cristiani!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che sia necessario qualche passo deciso in questa direzione, tanto pi\u00f9 che ormai ci sono e crescono \u2013 tra i cristiani sposati \u2013 fior di uomini e donne che ne sanno di teologia pi\u00f9 di tanti preti! E forse, a partire da chi sta vivendo l\u2019amore coniugale senza che sia ritenuto un tradimento o un ripiego, anche l\u2019opinione e il giudizio sul prete che si sposa cambierebbe\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo al libro, alle pagine pi\u00f9 sofferte, alle domande che Agnese Pini \u2013 e come e pi\u00f9 di lei suo padre e sua madre \u2013 hanno fatto fatica a porre alla Chiesa, oppure senza trovare convincenti ed empatiche risposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una terminologia, ufficialmente bandita (e il racconto ne d\u00e0 atto), per quelli che a un certo punto hanno lasciato. \u00abSpretati\u00bb. Ma Agnese e suo padre Adriano lo sanno: si \u00e8 preti per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi alcuni scoprono un altro amore, ed \u00e8 per una regola della Chiesa (di una delle Chiese) e non del Vangelo che le due strade e i due amori non possono convivere. Nel libro ci sono domande che tutti quelli che abbiamo scelto di essere \u00abcelibi per il Regno dei cieli\u00bb faremmo bene a porci, inclusa la provocazione (anche qui mi affido ad Arturo Paoli) se per qualcuno l\u2019obbligo del celibato non possa esser vissuto come tassa da pagare per entrare in un club di privilegiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevo gi\u00e0 che parola ricorrente nel libro \u00e8 vocazione, intesa come scelta di amore, per amore. Allo psicanalista che la interroga sulla vocazione, Agnese risponde di figurarsela \u00absimile alla libert\u00e0: tutte le idee in cui crediamo e tutte le idee che amiamo sono simili alla libert\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percezione del legame tra amore, fede e libert\u00e0 mi ha fatto pensare a don Milani, quando afferma che il fatto di diventare prete l\u2019ha vissuta come una scelta di libert\u00e0, sentendosi particolarmente libero per essersi preso la \u00ablibert\u00e0 di celebrare Messa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fede, amore e libert\u00e0 ritornano pi\u00f9 volte in queste pagine, unite a un altro concetto che lo studente di teologia ha appreso nel suo significato profondo da Bernard H\u00e4ring, di cui \u00e8 stato allievo: \u00abPrima degli ordini e delle regole viene la coscienza\u2026 pi\u00f9 importante di ogni regola\u2026 quando sa vedere il bene\u2026 a cui ci si allena per tutta la vita\u00bb. Forse \u00e8 proprio la libert\u00e0, nel suo valore profondo, uno dei vocaboli pi\u00f9 assenti nel nostro vissuto di preti, di cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione a un\u2019udienza papale ai giornalisti suscita una domanda sulla Chiesa e il potere, su Dio e il potere. L\u2019imponenza e la magnificenza degli ambienti da attraversare per giungere al luogo dell\u2019udienza Agnese li vive come \u00abla rappresentazione di che cosa sia il vero potere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la rimandano al racconto di quando il padre si rec\u00f2 l\u00ec vicino, al palazzo dell\u2019ex Sant\u2019Uffizio, fiducioso di ottenere la dispensa per il matrimonio. Un incontro che non and\u00f2 bene: \u00abil funzionario lo aveva trattato con sbrigativa freddezza. Gli aveva posto tre domande; se ad almeno una avesse risposto s\u00ec, avrebbe avuto pi\u00f9 possibilit\u00e0 di ottenere rapidamente la dispensa. Mio padre rispose no a tutte e tre le domande. (\u2026) Gli chiesero se mia madre fosse incinta, o se avesse gi\u00e0 avuto figli da lui\u2026 se si fossero sposati civilmente, fatto che avrebbe certificato l\u2019irregolarit\u00e0, per la Chiesa\u2026 se fosse stato per qualche motivo condizionato, o costretto, a farsi prete. Mio padre avrebbe potuto risponder di s\u00ec, avrebbe potuto dire una bugia: sarebbe stata sufficiente ad accorciare gli anni e le sofferenze, a soffocare le delusioni, a limitare il dolore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attesa della dispensa sarebbe durata dodici anni. Tutte queste cose vengono in mente ad Agnese mentre sale gli scaloni vaticani, dove avverte di aver \u00abvisto il potere senza riuscire a vedere Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me, giovane di Azione Cattolica al tempo del Vaticano II (prima di entrare in seminario), ha colpito ed emozionato la parte del racconto di che cosa era stato il Concilio per i giovani preti della generazione di don Pini, e mi viene da fare un raffronto su che possa rappresentare quel Concilio per i giovani preti di oggi, per i seminaristi di oggi: una delle tante cose da studiare a scuola (sperando che abbiano come insegnanti dei teologi non nostalgici)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono stati tempi di passione e di gioia perch\u00e9 la Messa cambiava, gli altari venivano girati verso il popolo, la Parola era proclamata nella propria lingua, ragazzi e ragazze non facevano pi\u00f9 la formazione in percorsi separati\u2026 Oggi c\u2019\u00e8 il rischio di vivere queste e altre cose come una normalit\u00e0 (spero sia assente la nostalgia dei bei tempi in cui \u00abqual falange di Cristo redentore la giovent\u00f9 cattolica in cammino\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il racconto attesta come suo padre e i suoi compagni di seminario vissero con speranza \u00abgli anni di don Milani e padre Balducci. Gli anni dei preti operai, gli anni delle chiese di comunit\u00e0, delle aperture e delle illusioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanti altri pensieri e ricordi evoca il libro e dobbiamo davvero esser grati all\u2019autrice. Mi sento per\u00f2 anche di attestare come nei confronti dei preti che hanno lasciato il ministero siano cresciute nella Chiesa, sia a livello di fedeli che di pastori, l\u2019accoglienza, la considerazione e, in vari casi, la valorizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur rimanendo zone d\u2019ombra, oso pensare che siano assai diminuiti, anche se non scomparsi, gli atteggiamenti che sono stati motivo di sofferenza per Agnese Pini e per suo padre. Voglio sperare che ci siano altri preti diversi dal reverendo milanese che riduce la storia della scelta per amore del padre di Agnese alla domanda se la madre fosse o no incinta quando il padre lasci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, so per certo di vescovi che, nei confronti di loro preti che hanno lasciato, hanno assunto atteggiamenti assai diversi da quello che promise ma non mantenne una visita ai due sposi ormai anziani, e si limit\u00f2 a mandare loro un rosario di plastica benedetto dal papa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">So di qualche vescovo che, invece, ha benedetto le nozze di suoi preti che si sposarono. Anche il fatto che diversi di loro abbiano ricevuto dal rispettivo vescovo l\u2019incarico di insegnare religione cattolica nelle scuole come non interpretarlo come un atto di fiducia? Guardando avanti altri spazi si apriranno per valorizzare, con le opportune attenzioni, la sensibilit\u00e0 e le competenze di coloro che in ogni caso \u00abrestano preti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con queste considerazioni non intendo rimediare al dato di fatto che uomini di Chiesa, e in qualche misura la Chiesa nel suo insieme, abbiano chiuso le braccia e il cuore verso dei figli che hanno percorso una strada diversa da quella in precedenza tracciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che mi resta, della lettura del libro, \u00e8 il bisogno di accogliere e non giudicare, di accogliere le sofferenze e rispettare la storia di ogni persona e di sapervi cogliere \u00able cose buone o riducibili al bene\u00bb, come amava dire Giovanni XXIII.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agnese Pini, La verit\u00e0 \u00e8 un fuoco, Garzanti, Milano 2025, pp. 336, \u20ac 19,00, EAN: 9788811016434.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"#\" rel=\"nofollow\" onclick=\"window.print();if(typeof(_gaq) != 'undefined') { _gaq.push(['_trackEvent','PRINTFRIENDLY', 'print', 'NULL']);&#10;          }else if(typeof(ga) != 'undefined') {  ga('send', 'event','PRINTFRIENDLY', 'print', 'NULL'); } return false;\" title=\"Printer Friendly, PDF &amp; Email\"><img decoding=\"async\" style=\"border:none;-webkit-box-shadow:none; -moz-box-shadow: none; box-shadow:none; padding:0; margin:0\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/printfriendly-pdf-button-nobg-md.png\" alt=\"Print Friendly, PDF &amp; Email\"\/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel suo precedente libro \u2013 Un autunno di agosto \u2013 Agnese Pini aveva gi\u00e0 cominciato a scavare nel&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":67371,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-67370","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67370\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/67371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}