{"id":67545,"date":"2025-08-25T07:02:09","date_gmt":"2025-08-25T07:02:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67545\/"},"modified":"2025-08-25T07:02:09","modified_gmt":"2025-08-25T07:02:09","slug":"cosi-nacque-amici-miei-il-mondo-di-ugo-non-ce-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67545\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec nacque &#8216;Amici miei&#8217;. Il mondo di Ugo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Esattamente 50 anni fa usc\u00ec nelle sale Amici Miei. Un successo incredibile. Un cambio nella comicit\u00e0 di un&#8217;intera generazione. Anzi, di quattro o cinque. Ironia forte, scorretta, travolgente: Philippe Noiret, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Duilio Del Prete, Mario Monicelli regista. E un monumentale Ugo Tognazzi.<\/p>\n<p>Gianmarco Tognazzi, 58 anni, \u00e8 uno dei quattro figlio di Ugo. All&#8217;epoca era un ragazzino. Attore, imprenditore, intellettuale, custode della memoria del padre.<\/p>\n<p><strong>Come nasce \u00abAmici Miei\u00bb?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIdea di Pietro Germi. Poi Germi, cosciente di non star bene, cede il progetto a Monicelli che trasferisce la goliardia romagnola immaginata da Germi in Toscana. Dove c&#8217;\u00e8 un&#8217;ironia pi\u00f9 cinica e scanzonata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nasce cos\u00ec la supercazzola?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abChe poi era supercazzora, ma per tutti la erre \u00e8 diventata elle. Come tarap\u00eda, tapioco che diventa tapioca. C&#8217;era un gioco continuo di nomi storpiati perch\u00e9 il copione non era legge. E Ugo spesso veniva preso in giro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 c&#8217;era gente, a detta anche di Monicelli, che a Firenze riusciva a tenere una persona anche venti minuti senza dire nulla ma con termini assurdi rincoglionendolo completamente. E faceva questo gioco molto meglio di quanto non abbia fatto Ugo nel film\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma da dove escono quelle parole diventate poi pilastri del film?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa un racconto di mia madre scoprii che in tre serate che fecero a casa nostra a Velletri, mangiando fino alle quattro di notte e bevendo come dannati, completamente ubriachi iniziarono a biascicare e a cambiare parole apparentemente comprensibili come brematurata che \u00e8 con la bi e non con la pi, e che poi vennero scritte nel copione. I grandi successi di Ugo nascono da grandi momenti di convivialit\u00e0. Successe cos\u00ec anche con la Grande abbuffata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come nacque?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella cucina di Ugo. La cucina per lui era la comunit\u00e0, la convivialit\u00e0, il fondamento della sua attivit\u00e0 intellettuale. Nascevano a tavola i personaggi di Ugo, le storie, le battute, i racconti. Metti che un giorno veniva a casa l&#8217;operaio degli infissi: lui lo invitava a cena, e invitava a cena anche la moglie dell&#8217;operaio e il principale. E si parlava, si rideva, e si vedevano i tic, gli aneddoti, le curiosit\u00e0, le cose buffe. Cinema, vita, idee, stare assieme\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E \u00abLa grande abbuffata\u00bb che c&#8217;entra?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC&#8217;entra con una battuta di Marco Ferreri, che amava mangiare, aveva anche una discreta stazza, e stava spesso a cena da noi. Una sera, alla settima portata, Ferreri sbotta: Ugo, tu con queste cene infinite ci farai morire. Detto fatto, scatta l&#8217;idea per il film. Ferreri parla prima con gli altri attori e poi con mio padre che si offende anche un po&#8217;: A me che ti ho dato la cena lo dici per ultimo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 per te fare l&#8217;attore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFare l&#8217;attore non \u00e8 pi\u00f9 al centro della mia vita. Mi riprende un po&#8217; di passione solo quando succedono cose che mi ricordano il tempo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Io sono cresciuto con idee e stili di vita che sono quelli che aveva Ugo. \u00c8 cambiato tutto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 cambiato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 cambiato il modo in cui la gente sta insieme. Ai tempi di Ugo il nostro era un ambiente nel quale stare insieme, interagire, era la chiave della vita, del lavoro, di ogni cosa. A un certo punto tutto questo \u00e8 finito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 finito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0 dai primi anni &#8217;90. L&#8217;avvento della tv commerciale ha cambiato tante cose, poi le hanno cambiate molti avvenimenti e novit\u00e0 a livello mondiale, le tecnologie, le nuove comunicazioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le tecnologie sono negative?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, sono positive. Solo che noi riusciamo ad assorbire e fare diventare sistema non il meglio di quello che il progresso ci d\u00e0, forse il peggio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il cinema non \u00e8 pi\u00f9 la tua passione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMio occupo soprattutto dei vini che produco, ma il cinema resta sempre la mia passione. Se tu cresci in un periodo storico nel quale l&#8217;attore \u00e8 un riferimento nella societ\u00e0, per te il cinema resta una cosa grandiosa. Quando per\u00f2 il mondo degli attori, soprattutto qui in Italia, diventa la penisola dei famosi, un po&#8217; ti abbatti. In un mondo dove tutti sono famosi l&#8217;attore non vale pi\u00f9 niente. Diventa difficile distinguere la professionalit\u00e0 dalla non professionalit\u00e0. La visibilit\u00e0 dei social appiattisce ogni valore, cancella l&#8217;arte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos&#8217;era il cinema quando tu eri ragazzo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEra un&#8217;invasione. A casa mia era un&#8217;invasione. Non c&#8217;era distinzione tra un secondo di vita e un secondo di cinema\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tognazzi era un tipo moderno?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnticipava i tempi senza accorgersene. Invent\u00f2 la squadra di calcio con Vianello e Pasolini, fu immaginato da quelli del Male come il capo delle Br, sdogan\u00f2 l&#8217;omosessualit\u00e0 con quel film bellissimo che fu Il vizietto, ostent\u00f2 la famiglia allargata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Casa vostra, a Velletri, era un porto di mare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 gente che ha vissuto mesi a casa nostra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per esempio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDiego Abatantuono. Persona fantastica, grande attore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tognazzi era scorbutico o accogliente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPupi Avati venne una volta a Torvaianica al Villaggio Tognazzi alla serata finale del torneo di calcio. Voleva incontrare Villaggio e fargli firmare un copione. Non era ancora famoso, Villaggio non glielo firm\u00f2. A fine serata chiss\u00e0 come mai il copione fin\u00ec nella borsa di Ugo, che la mattina dopo part\u00ec per l&#8217;America. Per caso lo lesse e gli piacque, e telefon\u00f2 ad Avati e gli disse: facciamolo questo film. Avati imbarazzato gli spieg\u00f2 che loro non avevano una lira, era una produzione povera. Ugo gli disse che avrebbe recitato gratis. Cos\u00ec nacque La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per te \u00e8 stato un vantaggio portare questo cognome?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 chiaro che i vantaggi sono innegabili. Hai delle conoscenze del settore. Per\u00f2 il momento dopo la partenza sei attaccato su tutti i fronti. Come mettere a confronto Paolo Maldini con suo figlio Daniel\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In un bilancio generale ti ha pi\u00f9 dato o tolto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Hai copiato il modo di fare l&#8217;attore di tuo padre?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon Ugo i personaggi diventavano Tognazzi. A me invece diverte trasformarmi nel personaggio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che rapporto era il rapporto con Ugo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo ho avuto un amore senza senso per lui. Che si trasform\u00f2 in scontro nell&#8217;et\u00e0 adolescenziale. Quando poi io sono cresciuto, poco prima che lui morisse, e gli ho dato la sensazione che non ci fosse pi\u00f9 la provocazione nei suoi confronti, siamo diventati coetanei\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se oggi si facesse di nuovo il film \u00abAmici miei\u00bb pioverebbero critiche di scorrettezza politica, di antifemminismo. Lui come le prenderebbe?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi annoierebbe\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Era un liberal?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUgo \u00e8 sempre stato dalla parte dei radicali. Era per la libert\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma era antifemminista?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando si \u00e8 trattato di dare un nome alla nostra tenuta in campagna decise di chiamarla La Tognazza. Ha anticipato la Boldrini di trent&#8217;anni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 lo chiami Ugo e non pap\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLui \u00e8 di tutti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Esattamente 50 anni fa usc\u00ec nelle sale Amici Miei. Un successo incredibile. 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