{"id":67553,"date":"2025-08-25T07:07:08","date_gmt":"2025-08-25T07:07:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67553\/"},"modified":"2025-08-25T07:07:08","modified_gmt":"2025-08-25T07:07:08","slug":"rientro-dei-cervelli-2025-detassazione-50-60-e-requisiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/67553\/","title":{"rendered":"Rientro dei cervelli 2025: detassazione 50-60% e requisiti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detassazione<\/strong> del 50%, che sale al 60% quando sono presenti dei <strong>figli minori<\/strong>, sul reddito imponibile per cinque anni. \u00c8 l\u2019agevolazione prevista per il \u201c<strong>rientro dei cervelli<\/strong>\u201c. I lavoratori impatriati, dopo essere stati residenti fiscalmente all\u2019estero per almeno 3 anni, possono accedere ad un regime fiscale di favore nel caso in cui siano in possesso di una serie di requisiti di qualificazione. A prevederlo \u00e8 l\u2019articolo 5 del <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/10\/18\/rientro-dei-cervelli-il-governo-riduce-gli-incentivi-fiscali-per-professionisti-e-tecnici-che-tornano-in-italia-crisanti-pd-miope\/7327206\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">D.Lgs. n. 209\/2023, che ha modificato i precedenti incentivi.<\/a><\/p>\n<p>Rientro dei cervelli, i nuovi requisiti<\/p>\n<p>Le agevolazioni previste per i lavoratori impatriati si applicano ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dopo essere stati residenti all\u2019estero per almeno tre anni. Il periodo cresce a sei anni nel caso in cui il lavoratore, in precedenza, abbia svolto l\u2019attivit\u00e0 all\u2019estero per la stessa azienda o per un\u2019altra che appartiene allo stesso gruppo. Gli anni diventano sette nel caso in cui il lavoratore \u2013 prima di trasferirsi all\u2019estero \u2013 abbia lavorato in Italia per la stessa azienda o per un\u2019altra del gruppo.<\/p>\n<p>Le agevolazioni per i lavoratori impatriati si applicano solo quando il destinatario si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni. Il regime fiscale di maggior vantaggio si applica esclusivamente al rientro dei cervelli: quindi l\u2019attivit\u00e0 lavorativa deve essere svolta prevalentemente nel nostro Paese e i richiedenti devono essere in possesso dei <strong>requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.<\/strong><\/p>\n<p>Ai fini pratici l\u2019agevolazione consiste in una detassazione ai fini Irpef del 50%, che aumenta al 60% nel caso in cui siano presenti dei figli minorenni. Il <strong>reddito massimo<\/strong> per il quale \u00e8 possibile accedere al regime previsto per i lavoratori impatriati \u00e8 <strong>600.000 euro.<\/strong><\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 beneficiare dell\u2019agevolazione<\/p>\n<p>Per rientrare nella categoria dei lavoratori impatriati \u00e8 necessario essere <strong>iscritti all\u2019Aire<\/strong>, l\u2019Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero. Vi possono accedere anche i soggetti non iscritti, purch\u00e9 abbiano preso la residenza fiscale in un qualsiasi Stato con il quale l\u2019Italia abbia sottoscritto una Convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi.<\/p>\n<p>Una particolarit\u00e0 delle agevolazioni previste per il rientro dei cervelli \u00e8 il requisito dell\u2019elevata specializzazione e qualificazione di cui deve essere in possesso il lavoratore. Vengono considerati come altamente qualificati quanti siano in possesso di un<strong> titolo di istruzione superiore<\/strong> rilasciato dalle autorit\u00e0 competenti del Paese nel quale \u00e8 stato conseguito: deve attestare quale percorso di studi \u00e8 stato seguito \u2013 che deve avere una <strong>durata triennale<\/strong> \u2013 e deve aver conseguito una qualifica professionale superiore.<\/p>\n<p>Limitatamente all\u2019esercizio delle professioni, possono beneficiare delle agevolazioni connesse al rientro dei cervelli, quanti siano in possesso dei requisiti necessari per esercitare una professione (in questo elenco rientrano, solo per fare alcuni esempi, i <strong>farmacisti<\/strong>, gli architetti, i <strong>veterinari<\/strong>, gli odontoiatri ed i <strong>medici<\/strong> chirurghi).<\/p>\n<p>La qualifica professionale superiore pu\u00f2 essere attestata da un\u2019<strong>esperienza nel campo<\/strong> che si \u00e8 sviluppata in un arco temporale di almeno cinque anni, purch\u00e9 il soggetto abbia svolto un\u2019attivit\u00e0 pertinente alla professione o al settore che viene indicato all\u2019interno del contratto di lavoro o all\u2019offerta vincolante.<\/p>\n<p>I requisiti professionali che abbiamo visto fino a questo momento sono alternativi l\u2019uno all\u2019altro: \u00e8 sufficiente essere in possesso di uno di essi per poter accedere alle agevolazioni previste per il rientro dei cervelli.<\/p>\n<p>Lavoratori impatriati, cosa succede quando sono degli sportivi<\/p>\n<p>Vengono considerati lavoratori <strong>sportivi<\/strong> i soggetti che ricevono un compenso per le loro attivit\u00e0 agonistiche <strong>professionali<\/strong>. A seconda del tipo di rapporto di lavoro che viene sottoscritto, il reddito percepito viene considerato come reddito da lavoro dipendente o da lavoro autonomo. Nella normativa entrata in vigore dal 2023 non si fa riferimento a questa categoria di lavoratori. Ma ne possono comunque beneficiare rispettando i requisiti richiesti dalla norma.<\/p>\n<p>Quella dello sportivo \u00e8 considerata una professione tecnica (la classificazione \u00e8 prevista dall\u2019Istat): questo significa che nel momento in cui sia presente il requisito di qualificazione (il richiedente deve essere in possesso di una laurea), \u00e8 possibile usufruire delle agevolazioni previste per i lavoratori impatriati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Detassazione del 50%, che sale al 60% quando sono presenti dei figli minori, sul reddito imponibile per cinque&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":67554,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-67553","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67553\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/67554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}