{"id":68820,"date":"2025-08-25T20:55:14","date_gmt":"2025-08-25T20:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/68820\/"},"modified":"2025-08-25T20:55:14","modified_gmt":"2025-08-25T20:55:14","slug":"lora-del-pasto-alla-vuelta-il-graffio-di-poupou","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/68820\/","title":{"rendered":"L&#8217;ORA DEL PASTO&#8230; ALLA VUELTA. IL GRAFFIO DI POUPOU"},"content":{"rendered":"<p>L<strong>\u2019Eterno Secondo<\/strong> fu \u2013 tra grandi e piccoli giri, classiche e kermesse &#8211; 189 volte primo. E <strong>primo anche nella Vuelta. Era il 1964. Raymond Poulidor aveva 28 anni.<\/strong>\n            <\/p>\n<p><strong>Dal 30 aprile al 16 maggio, 17 tappe, 2900 km circa, otto squadre di club, 80 corridori<\/strong> (ne sarebbero arrivati 49), Poupou (diritti d\u2019autore per il soprannome a Emile Besson, giornalista dell\u2019Humanit\u00e9, che gli aveva proposto \u2013 invano \u2013 di entrare nel Partito comunista), dorsale 22, guidava la Mercier-BP. \u201cAlla partenza di questa Vuelta \u2013 raccontava nell\u2019autobiografico \u201cPoulidor par Raymond Poulidor\u201d (Editions Jacob-Duvernet, del 2004, a cura di Jean-Paul Brouchon e con la prefazione di Eddy Merckx) \u2013 si annunciava un duello Poulidor-Van Looy. Un duello che sarebbe risultato corto, perch\u00e9 Van Looy abbandon\u00f2 il sesto giorno, dopo una rovinosa caduta\u201d.\n            <\/p>\n<p>Antonin Magne, il direttore sportivo di Poulidor, gli sugger\u00ec una condotta di gara prudente. Forse troppo.<strong> A tre giorni dall\u2019arrivo finale a Madrid<\/strong> nell\u2019enorme parco pubblico battezzato Caso de Campo,<strong> Poulidor doveva recuperare 3\u201927\u201d al primo della generale, lo spagnolo Julio Jimenez.<\/strong> \u201cEra il momento della cronometro su un percorso difficile, da Vilalon de Campos a Valladolid, 65 km\u201d. Qui trionf\u00f2. E in classifica super\u00f2 gli spagnoli Gabica, Perez-Frances e lo stesso Jimenez, \u201cl\u2019orologiaio di Avila\u201d, grande scalatore (vinse la classifica dei gran premi della montagna) ma scarso cronoman (nella circostanza sub\u00ec quasi sette minuti di distacco). <strong>E sul podio, non era un caso, successe al suo grande rivale, Jacques Anquetil.<\/strong> La Mercier-BP si era aggiudicata anche tre tappe con il belga Franz Melckenbeeck e due con l\u2019inglese Barry Hoban.<\/p>\n<p>\u201cQuesta vittoria \u2013 raccontava Poulidor \u2013 mi delizi\u00f2. Avevo acquisito resistenza. Riuscivo a domare meglio il caldo. Sapevo con esattezza che cosa potevo chiedere al mio corpo. A poco a poco lasciavo che i miei pensieri volassero con tranquillit\u00e0 verso il Tour de France\u201d. Era quello l\u2019obiettivo pi\u00f9 importante della stagione, ed era Anquetil l\u2019avversario pi\u00f9 forte, il rivale pi\u00f9 diretto. <strong>Fu la volta in cui Poulidor sfior\u00f2 pi\u00f9 da vicino la felicit\u00e0: secondo, dietro ad Anquetil, per 55 secondi<\/strong> (niente, a quel tempo), dopo incredibili disavventure (\u201cUna volata lanciata troppo presto nella nona tappa, a Monaco, dimenticandosi \u2013 ha scritto Pierre Carrey su \u201cLib\u00e9ration\u201d &#8211; che gli rimaneva da percorrere un giro, non pot\u00e9 beneficiare del bonus di un minuto\u201d) e amare beffe (l\u2019ultimo giorno, durante la crono da Versailles a Parigi, che sembrava dominare, \u201cun giornalista televisivo commise un errore di calcolo \u2013 ancora Carrey &#8211; e gli annunci\u00f2 che aveva realizzato il miglior tempo, e quindi avrebbe conquistato la maglia gialla. Nell\u2019arco di pochi secondi, Poulidor vide cambiare la sua vita prima di scoprire l\u2019effettivo verdetto del cronometro e tornare a essere Poulidor\u201d).<\/p>\n<p>Povero Poulidor. Cos\u00ec attaccato al secondo posto da arrivare secondo e far arrivare secondo perfino Anquetil al Trofeo Baracchi, cronocoppie, nel 1966.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Eterno Secondo fu \u2013 tra grandi e piccoli giri, classiche e kermesse &#8211; 189 volte primo. 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