{"id":689258,"date":"2026-09-19T12:10:20","date_gmt":"2026-09-19T12:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/689258\/"},"modified":"2026-09-19T12:10:20","modified_gmt":"2026-09-19T12:10:20","slug":"intelligenza-artificiale-italia-poco-preparata-a-rischio-il-60-dei-posti-nei-paesi-ue-piu-avanzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/689258\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale, Italia poco preparata. A rischio il 60% dei posti (nei Paesi Ue pi\u00f9 avanzati)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesca Basso, inviata a Dublino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Lo studio del Fmi presentato all\u2019Ecofin di Dublino dove i ministri delle Finanze dei Ventisette hanno discusso su come rendere le economie europee pi\u00f9 preparate. Italia al ventunesimo posto, Francia al decimo, Germania quinta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019intelligenza artificiale rischia di <b>ampliare le differenze gi\u00e0 esistenti tra economie europee<\/b> oltre che di <b>aumentare la dipendenza da tecnologie e fornitori extra Ue<\/b>. I Paesi che hanno infrastrutture digitali, capitale, competenze, energia e imprese tecnologiche partiranno avvantaggiati, quelli che ne hanno meno rischiano di accumulare ulteriore ritardo.  \u00c8 il messaggio che emerge dallo<b> studio \u00abL\u2019impatto dell\u2019IA e la preparazione dell\u2019economia alle sfide del futuro\u00bb del Fondo monetario internazionale<\/b>, punto di partenza della discussione dei ministri delle Finanze degli Stati membri all\u2019<b>Ecofin informale ospitato da Dublino<\/b> dalla presidenza di turno irlandese dell\u2019Ue. Le riunioni informali non prendono decisioni ma approfondiscono temi rilevanti. Il confronto tra i ministri \u00e8 stato su come rendere le economie europee pi\u00f9 preparate alla rivoluzione dell\u2019IA.<\/p>\n<p>    Lo studio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Fmi sottolinea che i benefici dell\u2019intelligenza artificiale saranno distribuiti in modo diseguale tra Paesi e che anche all\u2019interno dell\u2019Europa. <b>La preparazione tra i Paesi \u00e8 disomogenea.\u00a0\u00a0In testa ci sono Danimarca, Olanda ed Estonia. La Germania \u00e8 in quinta posizione, la Francia in decima, l\u2019Italia in ventunesima.<\/b> Lo studio ha valutato\u00a0la situazione delle infrastrutture digitali, dell\u2019innovazione e dell\u2019integrazione, del capitale umano e delle politiche e della regolamentazione.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Benefici non automatici<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La tesi di fondo dello studio \u00e8 che l\u2019IA pu\u00f2 aumentare produttivit\u00e0 e crescita, ma i benefici non saranno automatici n\u00e9 distribuiti allo stesso modo tra Paesi e lavoratori.<\/b> Per coglierli, l\u2019Europa deve intervenire su competenze, mercato del lavoro, settore pubblico, energia, infrastrutture e autonomia tecnologica. \u00abSebbene il potenziale dell\u2019intelligenza artificiale appaia notevole \u2014 si legge nello studio \u2014 le implicazioni complessive in termini di produttivit\u00e0, domanda di manodopera, disuguaglianza e finanze pubbliche rimangono altamente incerte\u00bb. Il Fmi sottolinea che \u00absostenere la preparazione e mantenere l\u2019agilit\u00e0 sono essenziali per massimizzare i benefici derivanti dall\u2019IA, limitandone al contempo i costi sociali\u00bb. <br \/>\u00c8 essenziale garantire che i benefici derivanti dalla crescita della produttivit\u00e0 guidata dall\u2019IA siano ampiamente condivisi in tutta la societ\u00e0. Per il Fmi <b>\u00abla transizione verso l\u2019IA accentua l\u2019urgenza delle priorit\u00e0 esistenti<\/b>, in particolare il completamento del mercato unico e il rafforzamento delle riforme strutturali volte a migliorare la produttivit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>    Produttivit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo le stime richiamate dal Fmi, l\u2019AI potrebbe produrre per l\u2019Europa <b>un aumento cumulato della produttivit\u00e0 di circa l\u20191% nell\u2019arco di cinque anni<\/b>, anche se l\u2019incertezza \u00e8 elevata. I risultati dipenderanno soprattutto dalla velocit\u00e0 di adozione, dalle infrastrutture digitali, dalle competenze disponibili, dall\u2019energia e dalle condizioni istituzionali. Il documento sottolinea quindi che i Paesi partono da condizioni molto diverse: cambiano la preparazione digitale, gli ecosistemi dell\u2019innovazione, la disponibilit\u00e0 di lavoratori qualificati, la struttura industriale e l\u2019accesso a semiconduttori e data center.<\/p>\n<p>    Lavoro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il lavoro \u00e8 il grande nodo sociale perch\u00e9 l\u2019IA <b>cambier\u00e0 la domanda di lavoro: aumenter\u00e0 quella di competenze avanzate e potrebbe ridurre quella per attivit\u00e0 standard<\/b>. Non \u00e8 per\u00f2 ancora possibile stabilire quale sar\u00e0 l\u2019effetto netto sull\u2019occupazione. Un dato interessante: nelle economie europee avanzate circa il 60% dei lavoratori \u00e8 occupato in professioni esposte all\u2019IA, contro il 45% nell\u2019Europa emergente e il 40% a livello mondiale. <b>Ma l\u2019esposizione non equivale necessariamente a sostituzione<\/b>: circa met\u00e0 dei lavori maggiormente esposti \u00e8 costituita da professioni nelle quali l\u2019AI pu\u00f2 essere complementare al lavoratore, aumentando la produttivit\u00e0. Il documento suggerisce quindi <b>pi\u00f9 formazione, riqualificazione, apprendimento permanente<\/b>, politiche attive del lavoro e sistemi di sostegno al reddito capaci di accompagnare le transizioni.<\/p>\n<p>    Settore pubblico<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019IA potrebbe essere utilizzata per: <b>migliorare l\u2019amministrazione fiscale<\/b>, individuare frodi e anomalie, aumentare la compliance tributaria, analizzare meglio gli appalti, rendere pi\u00f9 efficiente la spesa pubblica, velocizzare le procedure amministrative. Il Fmi avverte per\u00f2 che l\u2019IA non deve sostituire il giudizio umano e che servono infrastrutture digitali, capacit\u00e0 amministrativa, protezione dei dati, riservatezza e supervisione umana.<br \/>C\u2019\u00e8 inoltre un tema fiscale: se l\u2019AI sostituisce lavoro con capitale, potrebbe spostare una quota maggiore del reddito verso il capitale e modificare le basi imponibili. Il documento invita quindi a esaminare le differenze di tassazione tra lavoro e capitale.<\/p>\n<p>    Energia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019energia rischia di diventare il collo di bottiglia.<b> I data center europei consumano gi\u00e0 circa il 3% dell\u2019elettricit\u00e0 europea<\/b> e la domanda crescer\u00e0 con l\u2019espansione dell\u2019IA. <b>I data center sono molto concentrati geograficamente: soprattutto Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino<\/b>. Questo crea pressioni sulle reti locali e sui prezzi. La soluzione indicata \u00e8 una<b> maggiore integrazione delle reti elettriche europee, pi\u00f9 interconnessioni transfrontaliere <\/b>e un coordinamento europeo sulla localizzazione dei data center.<\/p>\n<p>    Geopolitica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Europa rischia di essere dipendente da tecnologie e fornitori esterni.<b> I principali creatori di AI si trovano oggi soprattutto negli Stati Uniti e in Cina<\/b>. Una eventuale interruzione dell\u2019accesso ai modelli stranieri potrebbe aumentare fortemente i costi europei e frenare le capacit\u00e0 tecnologiche.<br \/>Il Fmi suggerisce di <b>rafforzare l\u2019ecosistema europeo<\/b> \u2014 data center, energia, semiconduttori e capitale di rischio \u2014 ma avverte anche che gli interventi pubblici devono essere mirati e non soffocare l\u2019innovazione privata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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