{"id":690146,"date":"2026-09-20T00:11:45","date_gmt":"2026-09-20T00:11:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/690146\/"},"modified":"2026-09-20T00:11:45","modified_gmt":"2026-09-20T00:11:45","slug":"stanley-moss-il-mercante-e-poeta-americano-che-vendette-un-piero-della-francesca-al-louvre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/690146\/","title":{"rendered":"Stanley Moss, il mercante e poeta americano che vendette un Piero della Francesca al Louvre"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2936p_marco-cerruti.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marco Cerruti<\/a>, pubblicato il 19\/09\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/12c_opere-e-artisti.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Opere e artisti        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-e-mercato.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">arte e mercato<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/mercato.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mercato<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/musei.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Musei<\/a> <\/p>\n<p>Stanley Moss si defin\u00ec \u201cun poeta che di tanto in tanto vende un\u2019opera di un antico maestro\u201d, ma fu un mercante d\u2019arte leggendario: nella sua casa di Riverdale sul fiume Hudson transitarono capolavori di Goya, Zurbaran, Piero della Francesca, El Greco e molti altri Old Masters che oggi possiamo ammirare nei pi\u00f9 prestigiosi musei del mondo. L\u2019articolo di Marco Cerruti.<\/p>\n<p>Chi si fosse trovato in Madison Avenue a New York, i primi di febbraio di quest\u2019anno, di certo non avrebbe potuto fare a meno di notare lo sfavillante Breuer Building appena restaurato e da poco riaperto per ospitare la nuova sede globale della casa d\u2019aste Sotheby\u2019s. Chi fosse entrato nell\u2019iconico edificio brutalista avrebbe trovato un\u2019eccezionale esposizione di opere d\u2019arte antica pronte per essere battute all\u2019asta, fra queste anche l\u2019Ecce Homo di Antonello da Messina, poi acquistato dallo Stato Italiano per 12 milioni e mezzo di euro. A pochi metri di distanza dalla preziosa tavola del maestro siciliano, il visitatore avrebbe trovato 19 opere provenienti dalla raccolta di Stanley Moss, acclamato poeta, editore ed eccezionale mercante d\u2019arte americano, scomparso nel 2024 all\u2019et\u00e0 di 99 anni. Donna alla toilette con specchio di Giovanni Bellini e bottega (Fig. 1), aggiudicato ad 1 milione e mezzo di dollari e l\u2019Allegoria della Musica di Tintoretto e bottega (Fig. 2), aggiudicato a 400.000 dollari, sono solo due esempi delle molte opere rintracciate da Moss nell\u2019arco della sua lunga attivit\u00e0 di dealer nel settore degli Old Masters.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bellini e bottega, Donna alla toeletta con specchio (1516 circa; olio su tavola, 67,3 x 85,4 cm)\" title=\"Giovanni Bellini e bottega, Donna alla toeletta con specchio (1516 circa; olio su tavola, 67,3 x 85,4 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/giovanni-bellini-donna-toeletta.jpg\" width=\"750\" height=\"601\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig.1 \u2013 Giovanni Bellini e bottega, Donna alla toeletta con specchio (1516 circa; olio su tavola, 67,3 x 85,4 cm).<br \/>Master Paintings &amp; Works of Art Part 1, Sotheby\u2019s New York, 5 febbraio 2026, lot. 26. Questa enigmatica ed elegante raffigurazione di una\u00a0donna alla toeletta\u00a0\u00a0\u00e8 un\u2019opera tarda di Giovanni Bellini e della sua bottega, realizzata poco prima della sua morte nel 1516. Quest\u2019immagine seducente rappresenta uno dei rari soggetti profani realizzati dall\u2019artista ed un chiaro esempio della sua capacit\u00e0, anche alla fine di una lunga e feconda carriera, di innovare e di rispondere alla generazione pi\u00f9 giovane di artisti veneziani, in particolare Giorgione e il giovane Tiziano.&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Jacopo Robusti detto il Tintoretto e bottega, Allegoria della Musica (1558 circa; olio su tela, 340 x 246,1 cm)\" title=\"Jacopo Robusti detto il Tintoretto e bottega, Allegoria della Musica (1558 circa; olio su tela, 340 x 246,1 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tintoretto-allegoria-della-musica.jpg\" width=\"750\" height=\"1018\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 2 \u2013 Tintoretto (Jacopo Robusti) e bottega, Allegoria della Musica (1558 circa; olio su tela, 340 x 246,1 cm).<br \/>Master Paintings &amp; Works of Art Part 1, Sotheby\u2019s New York, 5 febbraio 2026, lot. 24. Questa sontuosa Allegoria della Musica \u00e8 l\u2019unico soffitto illusionistico superstite realizzato da Jacopo Tintoretto. Eseguita in collaborazione con la sua bottega, l\u2019opera testimonia l\u2019ambizione sia pittorica sia intellettuale dell\u2019artista: il luminoso insieme di figure sensuali trasforma lo spazio circostante in una meditazione visionaria sull\u2019armonia visiva e musicale.&#13;<\/p>\n<p>Stanley Moss nacque a New York nel distretto del Queens il 21 giugno 1925 da una famiglia ebrea. Suo padre, preside di una scuola superiore, insegnava storia, conosceva il latino e il greco ed amava i sonetti di Shakespeare. Nel 1935 la famiglia intraprese un lungo viaggio in Europa che permise a Stanley di vedere Amsterdam, Malaga, l\u2019Egitto, Gerusalemme, Betlemme, Istanbul, Rodi, Algeri e l\u2019Italia. Fu un\u2019esperienza formativa che lo avvicin\u00f2 alla bellezza artistica influenzandone la visione del mondo. Tornato a casa, Moss scopr\u00ec la poesia attraverso una rivista che pubblicava opere di Federico Garc\u00eda Lorca, Arthur Rimbaud e Wallace Stevens. Si arruol\u00f2 nella Marina degli Stati Uniti nel 1942 all\u2019et\u00e0 di diciassette anni, poco dopo l\u2019ingresso degli U.S.A. nella Seconda Guerra Mondiale e prest\u00f2 servizio durante il conflitto. Dopo la fine della guerra nel 1945, Moss fu congedato e prosegu\u00ec gli studi. Frequent\u00f2 il Trinity College a Hartford e l\u2019Universit\u00e0 di Yale a New Haven nel Connecticut. Studi\u00f2 nel dipartimento di teatro della Yale School of Fine Arts dal 1945 al 1946, ma non consegu\u00ec una laurea. Vendette per 400 dollari un ritratto che gli fece una sua amica pittrice e con quella somma part\u00ec per l\u2019Italia nell\u2019estate del 1948. Vi rimase per un paio di mesi folgorato dalla bellezza del Paese. Torn\u00f2 negli Stati Uniti e alla fine del decennio lavorava come redattore presso la casa editrice indipendente New Directions, ma non sopportando il lavoro d\u2019ufficio si dimise tentando la via poetica. Strinse amicizia con il pittore Mark Rothko che gli chiese di fargli da dealer, ma rifiut\u00f2. Era ormai inserito nella scena letteraria boh\u00e9mien di New York. Vendette un disegno di Picasso per conto di un amico e un El Greco di un gallerista guadagnando 2.500 dollari che gli permisero di tornare in Europa. Si trasfer\u00ec cos\u00ec in Spagna e visse in un villaggio di pescatori nei prassi di Barcellona con la prima moglie, una catalana conosciuta a New York. I due si sposarono e poi decisero di andare a vivere a Roma dove Stanley lavor\u00f2 come insegnante di inglese e dal 1954 come redattore della rivista letteraria Botteghe Oscure fondata e diretta dalla principessa Marguerite Caetani. Qui conobbe lo scrittore Giorgio Bassani, Moravia, Pasolini oltre a numerosi poeti americani tra cui Ralph Ellison.<\/p>\n<p>Furono questi gli anni italiani della svolta professionale di Stanley Moss che coincise con un incontro decisivo, quello con gli eredi della collezione di Alessandro Contini Bonacossi con i quali Moss entr\u00f2 in buone relazioni assumendo per loro il ruolo di agente per la vendita di parte delle opere. La raccolta comprendeva veri e propri capolavori assoluti della storia dell\u2019arte che oggi fanno parte delle collezioni dei pi\u00f9 importanti musei del mondo.<\/p>\n<p>Alessandro Contini Bonacossi proveniva dalla comunit\u00e0 ebraica anconetana e si occup\u00f2 di compravendita di francobolli fino a quando, con la moglie Vittoria, avvi\u00f2 un\u2019attivit\u00e0 di commercio di opere d\u2019arte. \u00c8 sul finire dell\u2019Ottocento che i due sposi intrapresero diversi viaggi in Spagna, proprio quando le grandi famiglie dell\u2019aristocrazia stavano vendendo i loro patrimoni. Acquistarono moltissime opere concludendo grandi affari e al ritorno in Italia seppero affermarsi nell\u2019ambito di un regime che concesse loro il titolo nobiliare, il doppio cognome ed in seguito, ad Alessandro, la nomina a senatore. Fu cos\u00ec che il conte Alessandro Contini Bonacossi divenne presto uno dei maggiori mercanti d\u2019arte al mondo, con clienti eccellenti come Samuel Henry Kress, ricchissimo americano proprietario di una catena di supermercati e tra i pi\u00f9 importanti collezionisti d\u2019arte del XX secolo. Saranno i quadri dei conti italiani a confluire prima nella sua raccolta e in seguito nelle collezioni della National Gallery of Art di Washington.<\/p>\n<p>L\u2019esportazione delle opere rimaste agli eredi di Alessandro Contini Bonacossi fu possibile grazie ad un accordo tra la famiglia e lo Stato Italiano che nel 1969 ricevette in donazione 144 dipinti oggi appartenenti alla Galleria degli Uffizi, concedendo in cambio la libera esportazione per il resto della collezione. Per l\u2019Italia fu un arricchimento storico artistico fra i pi\u00f9 importanti del Novecento, basti ricordare fra gli altri, l\u2019acquisizione del San Girolamo nel deserto di Giovanni Bellini, il Martirio di san Lorenzo del Bernini, la pala della Madonna della neve del Sassetta. In contropartita lo Stato rinunci\u00f2 ad opere di Carpaccio, Zurbar\u00e1n, Piero della Francesca, El Greco, Goya ed altri capolavori che Stanley Moss avrebbe poi trasferito negli Stati Uniti ed in seguito trattato con i maggiori musei del mondo tra i quali il Louvre, il Prado, la National Gallery of Art di Washington, il Getty Museum, il Norton Simon Museum, le gallerie nazionali di Grecia e Australia, e grandi collezionisti come il barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza.<\/p>\n<p>Una di queste opere sar\u00e0 esposta al Museo del Louvre, dal 7 ottobre fino al 25 gennaio 2027, nella mostra dedicata a Francisco de Zurbar\u00e1n: si tratta della straordinaria Natura morta con limoni, arance e una rosa (Fig. 3) in prestito dal Norton Simon Museum di Pasadena al quale Stanley Moss la vendette. Fu una delle opere pi\u00f9 amate dal mercante poeta newyorkese che oltre ad averne sempre conservato una copia nella sua casa sul fiume Hudson, la volle anche riprodotta sulla copertina di A History of Color, poemetto ormai diventato un classico del suo repertorio poetico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francisco de Zurbar\u00e1n, Natura morta con limoni, arance e una rosa (1633; olio su tela, 62,2 x 109,5 cm; Pasadena, Norton Simon Museum)\" title=\"Francisco de Zurbar\u00e1n, Natura morta con limoni, arance e una rosa (1633; olio su tela, 62,2 x 109,5 cm; Pasadena, Norton Simon Museum)8\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/zurbaran-natura-morta-limoni.jpg\" width=\"750\" height=\"426\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 3 \u2013 Francisco de Zurbar\u00e1n, Natura morta con limoni, arance e una rosa (1633; olio su tela, 62,2 x 109,5 cm; Pasadena, Norton Simon Museum). <br \/>Questo straordinario dipinto di Zurbar\u00e1n, l\u2019unica natura morta firmata e datata dal grande maestro della scuola di Siviglia, raffigura la fisicit\u00e0 degli oggetti e lo spazio che occupano con una precisione e una maestria ineguagliati.&#13;<\/p>\n<p>Se dovessimo individuare fra tutte le opere d\u2019arte passate fra le mani di Stanley Moss quella pi\u00f9 rappresentativa del suo ruolo d\u2019eccellenza nel mercato mondiale degli Old Masters, la scelta cadrebbe senza indugio sul Ritratto di Sigismondo Malatesta di Piero della Francesca (Fig. 4), oggi collocato a pochi metri dalla Gioconda, nelle sale del primo piano dell\u2019ala Denon del Louvre. Si tratta dell\u2019unica opera dell\u2019artista nelle collezioni del museo parigino. La tavola, anch\u2019essa proveniente dalla raccolta di Alessandro Contini Bonacossi, riapparve presso Stanley Moss nel 1977, quando il mercante viveva in una delle torri del San Remo, nell\u2019Upper West Side di Manhattan. Il celebre storico dell\u2019arte Keith Christiansen, ricordando l\u2019amico Stanley, ha recentemente scritto di quando fu invitato a vedere il dipinto e si sedette sul davanzale di una finestra del soggiorno affacciato sul Central Park, per guardarlo sfruttando al meglio la luce naturale. L\u2019attribuzione non era universalmente accettata, ma aveva l\u2019approvazione di Roberto Longhi, che aveva stabilito le basi critiche per il moderno apprezzamento dell\u2019artista e che cit\u00f2 il dipinto tessendone le lodi nella seconda edizione della sua monografia su Piero della Francesca. A proposito del ritratto, in una recente intervista Stanley Moss ha ricordato: \u201c[\u2026] Avevo un contratto con la famiglia Contini Bonacossi per un della Francesca del valore di 10.000 dollari. Pensavano che il dipinto non fosse autentico. Ho insistito sul fatto che lo fosse e ho detto che avrei pagato 700.000 dollari per averlo. Riuscii a portarlo fuori dall\u2019Italia e farlo pulire, poi andai a Londra da Kenneth Clark per mostrargli una fotografia del dipinto. Lui mi chiese di cosa mi occupassi e ricordo di aver risposto: \u2018Sono un poeta che di tanto in tanto vende un\u2019opera di un antico maestro\u2019. Doveva comprare sigari, cos\u00ec abbiamo camminato per Albany o dovunque fossimo, fino alla tabaccheria, mentre lui mi interrogava su Auden. Concord\u00f2 sull\u2019autenticit\u00e0 del quadro e mi disse che mi avrebbe aiutato a venderlo al Louvre. Mandarono un tizio a casa mia a Riverdale a vedere il dipinto. Lo tenevo sotto il letto, al riparo dal sole. Il direttore del Louvre disse che era l\u2019acquisto di cui andava pi\u00f9 fiero [\u2026]\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle sue memorie, l\u2019allora capo dipartimento dei dipinti del Louvre, Michel Laclotte, riporta che a causa del poco tempo a disposizione per reperire i fondi necessari, chiam\u00f2 Raymond Barre, allora primo ministro francese, mentre era in volo verso Pechino. Laclotte riusc\u00ec ad ottenere una sovvenzione eccezionale ed il Louvre, l\u20198 febbraio 1978 ebbe il suo Piero della Francesca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Piero della Francesca, Ritratto di Sigismondo Malatesta (1450-1475; olio su tavola, 44,9 x 34 cm; Parigi, Mus\u00e9e du Louvre)\" title=\"Piero della Francesca, Ritratto di Sigismondo Malatesta (1450-1475; olio su tavola, 44,9 x 34 cm; Parigi, Mus\u00e9e du Louvre)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/piero-della-francesca-sigismondo-malatesta.jpg\" width=\"750\" height=\"982\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 4 \u2013 Piero della Francesca, Ritratto di Sigismondo Malatesta (1450-1475; olio su tavola, 44,9 x 34 cm; Parigi, Mus\u00e9e du Louvre).<br \/>Indubbiamente il progetto iniziale per l\u2019affresco nel Tempio Malatestiano di Rimini, che raffigura il condottiero inginocchiato al cospetto del suo santo patrono, San Sigismondo, re dei Burgundi (1451).&#13;<\/p>\n<p>Con i proventi delle vendite nel mercato degli Old Masters Stanley Moss fu libero di dedicarsi alla sua pi\u00f9 grande passione: la poesia. Per Moss rappresent\u00f2 un vero e proprio mezzo di conoscenza che gli permise, attraverso la parola, di indagare l\u2019essenza della propria vita. A proposito era solito ricordare: \u201cQuando qualcosa non mi \u00e8 stato chiaro ne ho scritto tentando cos\u00ec di capire [\u2026]\u201d, le sue riflessioni sulla vita, sulla morte, sulla fede religiosa e sul concetto di Dio sono un esempio di come il poeta cerc\u00f2 costantemente di inoltrarsi fra le pieghe pi\u00f9 misteriose della natura umana. \u201cUn non credente che non si arrende all\u2019incredulit\u00e0\u201d e che compone inni alla sacralit\u00e0 della vita, come lo ha brillantemente definito la studiosa Antonella Francini, traduttrice italiana delle sue poesie.<\/p>\n<p>Nel 1977 Stanley Moss fond\u00f2 la casa editrice no-profit Sheep Meadow Press, riuscendo a unire i suoi due amori: la poesia e l\u2019arte. In una recente intervista ha ricordato: \u201c[\u2026] guadagnai del denaro vendendo un dipinto, qualcosa come un milione di dollari. Avevo amici che meritavano di essere pubblicati, cos\u00ec fu un modo per spenderlo\u2026 pubblicavo persone che mi piacevano, persone che per qualche motivo stavano attraversando un periodo difficile [\u2026]\u201d.<\/p>\n<p>Promosse poeti di alto valore, spesso anche scartati per qualche ragione dagli editori commerciali. Pubblic\u00f2 oltre 200 volumi creando un catalogo che ha compreso autori come Federico Garcia Lorca, Yehuda Amichai, Miguel Hern\u00e1ndez, Fernando Pessoa, Umberto Saba. Fu grande l\u2019impegno dedicato in particolare alla diffusione dell\u2019opera di Roberto Longhi, il pi\u00f9 grande critico della pittura italiana del XX secolo. A proposito Keith Christiansen, gi\u00e0 presidente del dipartimento di pittura europea del Metropolitan Museum of Art di New York, ha ricordato le piacevoli visite alla casa di Stanley Moss a Riverdale \u201ccon quel suo splendido portico affacciato sull\u2019Hudson\u201d dove insieme scelsero i saggi di Roberto Longhi da pubblicare: i Tre studi, tradotto nel 1995 e la fondamentale monografia Piero della Francesca tradotta nel 2002.<\/p>\n<p>La vita di Stanley Moss prosegu\u00ec negli anni fra poesia e capolavori ritrovati, come quell\u2019affascinante natura morta che acquist\u00f2 in un\u2019asta londinese nel 1995 raffigurante un uccellino che becca dell\u2019uva in una ciotola (Fig. 5). Nel catalogo d\u2019asta la tela era descritta come \u201cscuola del nord Italia del XVII secolo\u201d, ma Moss riconobbe il carattere pi\u00f9 primitivo dell\u2019opera e pens\u00f2 fosse interessante scommetterci. Contatt\u00f2 il grande storico dell\u2019arte Federico Zeri che riconobbe l\u2019opera come l\u2019unica sopravvissuta del primo artista europeo ricordato dai suoi contemporanei come pittore di nature morte: l\u2019emiliano Antonio Leonelli da Crevalcore (1443-1525). Il soggetto era direttamente tratto da un famoso brano di Plinio il Vecchio (Plinio XXV-66) in cui si narra della gara fra i pittori dell\u2019antichit\u00e0 greca Parrasio e Zeusi, in cui quest\u2019ultimo present\u00f2 dell\u2019uva cos\u00ec ben dipinta che gli uccelli si misero a svolazzare sul quadro. Crevalcore si era quindi posto come successore dell\u2019antico maestro in piena coerenza con la cultura rinascimentale a cui apparteneva. L\u2019attribuzione fu confermata anche da Daniele Benati, il principale studioso di pittura bolognese, e da Keith Christiansen, ed oggi l\u2019opera si trova al Metropolitan Museum of Art di New York, al quale Stanley Moss, alcuni anni fa, decise di donarla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Antonio Leonelli da Crevalcore, Ciotola con uva e uccellino (1500-1510; olio su tela, 39,7 x 39,7 cm; New York, Metropolitan Museum of Art)\" title=\"Antonio Leonelli da Crevalcore, Ciotola con uva e uccellino (1500-1510; olio su tela, 39,7 x 39,7 cm; New York, Metropolitan Museum of Art)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/antonio-da-crevalcore-ciotola-uccellino-uva.jpg\" width=\"750\" height=\"754\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 5 \u2013 Antonio Leonelli da Crevalcore, Ciotola con uva e uccellino (1500-1510; olio su tela, 39,7 x 39,7 cm; New York, Metropolitan Museum of Art).<br \/>Considerata uno dei primissimi esempi di natura morta conosciuti, il dipinto rimanda esplicitamente alle fonti classiche e pi\u00f9 precisamente all\u2019episodio narrato da Plinio su una disputa tra artisti: gli uccelli, ingannati dalla pittura di Zeusi scesero sul dipinto per beccare l\u2019uva e a sua volta Zeusi, vedendo la tenda dipinta da Parrasio, tent\u00f2 di scostarla e accortosi dell\u2019errore concesse la vittoria al rivale che aveva ingannato lui stesso, un pittore.&#13;<\/p>\n<p>Molte sarebbero ancora le storie da approfondire sulle affascinanti vicissitudini dei capolavori passati tra le mani di Stanley Moss che negli anni continu\u00f2 a trattare opere eccezionali, basti pensare ai dipinti di El Greco tra i quali l\u2019Annunciazione del Museo Thyssen-Bornemisza, (Fig. 6), una f\u00e1bula, oggi al Museo del Prado (Fig. 7), la Deposizione e il San Pietro della Galleria Nazionale di Grecia (Figg. 8 e 9), senza dimenticare il Salvator Mundi del Carpaccio, oggi in Italia alla collezione Sorlini (Fig. 10), la Vergine con il Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano di Lorenzo Lotto, alla Galleria Nazionale del Canada (Fig. 11), la Nascita della Vergine di Zurbar\u00e1n, al Norton Simon Museum (Fig. 12)&#8230; ma forse il modo migliore per ricordare Stanley Moss (Fig. 13), il poeta che fu mercante d\u2019arte per potersi liberamente dedicare a scrivere versi, \u00e8 un breve passo di Canto d\u2019introduzione, una delle sue poesie pi\u00f9 note che \u00e8 in definitiva un augurio di pace: \u201c[\u2026] credo che la poesia, come la gentilezza cambi il mondo, un po\u2019. Raggiunge l\u2019orecchio del leone e dell\u2019agnello, entra nel nido degli uccelli, nella rotta dei pesci, \u00e8 acqua nelle mani a coppa di arabi ed ebrei [\u2026]\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 6 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), L\u2019Annunciazione (1576 circa; olio su tela, 117 x 98 cm; Madrid, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza)\" title=\"Fig. 6 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), L\u2019Annunciazione (1576 circa; olio su tela, 117 x 98 cm; Madrid, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/el-greco-annunciazione-ramonet.jpg\" width=\"750\" height=\"850\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 6 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), L\u2019Annunciazione (1576 circa; olio su tela, 117 x 98 cm; Madrid, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 7 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), Una f\u00e1bula (1580 circa; olio su tela, 50,5 x 63,6 cm; Madrid, Museo del Prado). Il motivo del giovane che soffia sulle braci ardenti era gi\u00e0 stato sviluppato da El Greco in Italia. Qui compare anche trarre ispirazione anche da un'opera classica molto diffusa all'epoca: la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Gli effetti luminosi e i contrasti cromatici testimoniano l'influenza esercitata dai Bassano su El Greco, il quale potrebbe aver visto le loro opere a Venezia.\" title=\"Fig. 7 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), Una f\u00e1bula (1580 circa; olio su tela, 50,5 x 63,6 cm; Madrid, Museo del Prado). Il motivo del giovane che soffia sulle braci ardenti era gi\u00e0 stato sviluppato da El Greco in Italia. Qui compare anche trarre ispirazione anche da un'opera classica molto diffusa all'epoca: la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Gli effetti luminosi e i contrasti cromatici testimoniano l'influenza esercitata dai Bassano su El Greco, il quale potrebbe aver visto le loro opere a Venezia.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/el-greco-una-fabula.jpg\" width=\"750\" height=\"581\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 7 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), Una f\u00e1bula (1580 circa; olio su tela, 50,5 x 63,6 cm; Madrid, Museo del Prado). <br \/>Il motivo del giovane che soffia sulle braci ardenti era gi\u00e0 stato sviluppato da El Greco in Italia. Qui compare anche trarre ispirazione anche da un\u2019opera classica molto diffusa all\u2019epoca: la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Gli effetti luminosi e i contrasti cromatici testimoniano l\u2019influenza esercitata dai Bassano su El Greco, il quale potrebbe aver visto le loro opere a Venezia.&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 8 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), La Deposizione di Cristo (1568-1570 circa; olio e tempera su tavola, 51,5 x 42,9 cm; Atene, Galleria Nazionale di Grecia)\" title=\"Fig. 8 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), La Deposizione di Cristo (1568-1570 circa; olio e tempera su tavola, 51,5 x 42,9 cm; Atene, Galleria Nazionale di Grecia)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/el-greco-deposizione.jpg\" width=\"750\" height=\"888\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 8 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), La Deposizione di Cristo (1568-1570 circa; olio e tempera su tavola, 51,5 x 42,9 cm; Atene, Galleria Nazionale di Grecia)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 9 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), San Pietro (1600-1607 circa; olio su tela, 68,5 x 53 cm; Atene, Galleria Nazionale di Grecia)\" title=\"Fig. 9 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), San Pietro (1600-1607 circa; olio su tela, 68,5 x 53 cm; Atene, Galleria Nazionale di Grecia)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/el-greco-s-pietro.jpg\" width=\"750\" height=\"966\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 9 \u2013 El Greco (Domenikos Theotokopoulos), San Pietro (1600-1607 circa; olio su tela, 68,5 x 53 cm; Atene, Galleria Nazionale di Grecia)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 10 \u2013 Vittore Carpaccio, Salvator Mundi tra quattro santi (1480-1490 circa; olio su tavola, 70 x 68 cm; Calvagese, MarteS \u2013 Museo d\u2019Arte Sorlini)\" title=\"Fig. 10 \u2013 Vittore Carpaccio, Salvator Mundi tra quattro santi (1480-1490 circa; olio su tavola, 70 x 68 cm; Calvagese, MarteS \u2013 Museo d\u2019Arte Sorlini)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/carpaccio-redentore.jpg\" width=\"750\" height=\"911\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 10 \u2013 Vittore Carpaccio, Salvator Mundi tra quattro santi (1480-1490 circa; olio su tavola, 70 x 68 cm; Calvagese, MarteS \u2013 Museo d\u2019Arte Sorlini)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 11 \u2013 Lorenzo Lotto, La Vergine con il Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano (1521-1524 circa; olio su tela, 81,8 x 108,5 cm; Ottawa, National Gallery of Canada)\" title=\"Fig. 11 \u2013 Lorenzo Lotto, La Vergine con il Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano (1521-1524 circa; olio su tela, 81,8 x 108,5 cm; Ottawa, National Gallery of Canada)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/lorenzo-lotto-madonna-bambino-santi-rocco-sebastiano.jpg\" width=\"750\" height=\"567\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 11 \u2013 Lorenzo Lotto, La Vergine con il Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano (1521-1524 circa; olio su tela, 81,8 x 108,5 cm; Ottawa, National Gallery of Canada)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 12 \u2013 Francisco de Zurbar\u00e1n, La nascita della Vergine (1627 circa; olio su tela, 141 x 108,6 cm; Pasadena, Norton Simon Museum)\" title=\"Fig. 12 \u2013 Francisco de Zurbar\u00e1n, La nascita della Vergine (1627 circa; olio su tela, 141 x 108,6 cm; Pasadena, Norton Simon Museum)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/francisco-zurbaran-nascita-della-vergine.jpg\" width=\"750\" height=\"971\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 12 \u2013 Francisco de Zurbar\u00e1n, La nascita della Vergine (1627 circa; olio su tela, 141 x 108,6 cm; Pasadena, Norton Simon Museum)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fig. 13 \u2013 Stanley Moss (New York, 1925 \u2013 2024) \u2013 Poeta e mercante d\u2019arte.\" title=\"Fig. 13 \u2013 Stanley Moss (New York, 1925 \u2013 2024) \u2013 Poeta e mercante d\u2019arte.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/stanley-moss.jpg\" width=\"750\" height=\"1124\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFig. 13 \u2013 Stanley Moss (New York, 1925 \u2013 2024) \u2013 Poeta e mercante d\u2019arte.&#13;<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.connexxion.it\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Festival Connexion\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Festival Connexion&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cxx26_banner-1456x180.gif\" alt=\"CONNEXION - FESTIVAL DIFFUSO DI ARTE CONTEMPORANEA IV edizione\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Festival Connexion', 1);\" title=\"CONNEXION - FESTIVAL DIFFUSO DI ARTE CONTEMPORANEA IV edizione\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/marco-cerruti.jpg\" width=\"100\" height=\"100\" title=\"Marco Cerruti\" alt=\"Marco Cerruti\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Marco Cerruti<\/strong><\/p>\n<p>Marco Cerruti \u00e8 nato a Milano nel 1977. Laureato in architettura, storico ed estimatore d\u2019arte. La sua attivit\u00e0 di ricerca si concentra principalmente sull\u2019arte antica con un interesse rivolto alla pittura italiana tra XVI e XVIII secolo. \u00c8 consulente per la gestione e valorizzazione di collezioni d\u2019arte private. \t\t<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marco Cerruti, pubblicato il 19\/09\/2026 Categorie: Opere e artisti \/ Argomenti: Arte antica &#8211; arte e mercato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":690147,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,20358,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1412,8399],"class_list":["post-690146","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-antica","tag-arte-e-design","tag-arte-e-mercato","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mercato","tag-musei"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117300479473530398","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=690146"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/690146\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/690147"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=690146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=690146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=690146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}