{"id":695437,"date":"2026-09-23T05:52:10","date_gmt":"2026-09-23T05:52:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/695437\/"},"modified":"2026-09-23T05:52:10","modified_gmt":"2026-09-23T05:52:10","slug":"cei-zuppi-no-alleutanasia-lo-stato-colmi-il-vuoto-sulle-cure-palliative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/695437\/","title":{"rendered":"CEI, Zuppi: no all&#8217;eutanasia, lo Stato colmi il vuoto sulle cure palliative"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente dei vescovi italiani aprendo i lavori del Consiglio permanente, che si chiuderanno mercoled\u00ec 23 settembre, rilancia l&#8217;enciclica di Leone XIV Magnifica humanitas ed esprime preoccupazione sulla riabilitazione della guerra e del riarmo. Perentorio sul fine vita: non esiste un diritto a morire ma il diritto a essere curati e mai lasciati soli. Poi la difesa della scuola pubblica come cantiere inclusivo contro gli algoritmi<\/p>\n<p><b>Cecilia Seppia \u2013 Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>Un richiamo rigoroso alla realt\u00e0, lontano dalle astrazioni ideologiche, e un invito pressante alla responsabilit\u00e0 comune di fronte alle grandi derive del mondo contemporaneo. Nella sua ampia introduzione in apertura del Consiglio episcopale permanente della CEI, riunito a Roma dal 21 al 23 settembre 2026, il cardinale Matteo Maria Zuppi traccia le coordinate pastorali, sociali e civili per la Chiesa italiana che, afferma subito, trova nella \u201ccomunione la sua forza\u201d e solo attraverso di essa diventa un &#8220;faro di speranza&#8221;. Il quadro delineato dall&#8217;arcivescovo di Bologna \u00e8 vasto, intersecando la geopolitica internazionale segnata dai venti di guerra, il delicato dibattito bioetico sul fine vita, l&#8217;emergenza educativa nelle scuole e le riforme interne ecclesiali scaturite dal Cammino sinodale di fronte anche alla preoccupazione di un Paese, come l&#8217;Italia, che nonostante le sue radici, continua a perdere terreno nell&#8217;annuncio del Vangelo e nel numero sempre pi\u00f9 ridotto di fedeli. Al centro della riflessione del presidente della CEI c\u2019\u00e8 il costante rinvio al magistero papale e, in particolare, alla recente Enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas, assunta come una una vera e propria \u201cbussola preziosa in momenti in cui si \u00e8, tante volte, umanamente e intellettualmente spaesati\u201d. Zuppi esorta l\u2019intera comunit\u00e0 ecclesiale e civile a non archiviare tali orientamenti come meri riti passeggeri, ma a calarli concretamente nella storia e nel tessuto normativo italiano.<\/p>\n<p>Preoccupante la riabilitazione delle armi <\/p>\n<p>La moltiplicazione dei conflitti armati e di un mondo che costruisce muri e frontiere, preoccupa il porporato che, citando direttamente il testo del Pontefice, lancia l\u2019allarme su una profonda mutazione culturale e politica in atto nei governi mondiali. E\u2019 avvenuto \u201cun vero cambio di paradigma nel discorso pubblico e nelle scelte di riarmo, con una preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale\u201d. La denuncia dei vescovi italiani si concentra sui pericoli di una escalation incontrollata che rischia \u201cdi sfuggire di mano a quei leader che si sentono padroni della situazione\u201d. Per la CEI, piuttosto, la cessazione immediata delle ostilit\u00e0 \u00e8 l\u2019unica via di salvezza universale, poich\u00e9 \u201csolo la fine della guerra pu\u00f2 garantire che tutti, popoli grandi e piccoli, non siano travolti da un conflitto pi\u00f9 grande, solo la pace pu\u00f2 garantire la fine di tanti conflitti che insanguinano il mondo, quelli geograficamente a noi vicini e quelli pi\u00f9 lontani o dimenticati\u201d. L\u2019orizzonte indicato \u00e8 quello di una pace che non significhi semplicemente isolamento o assenza di rapporti, bens\u00ec una riconciliazione profonda.<\/p>\n<p>Superare la logica del nemico <\/p>\n<p>Prendendo come esempio la figura di San Francesco d\u2019Assisi &#8211; alla vigilia delle celebrazioni per l\u2019ottocentesimo anniversario del transito &#8211; Zuppi ricorda l&#8217;episodio del lupo di Gubbio per spiegare il concetto di &#8220;pace politica&#8221; e di disarmo: il Santo, dice, \u201cnegozia perch\u00e9 ama la pace, conosce le cause della violenza e cerca le soluzioni\u201d. La pace autentica consiste nell&#8217;imparare a vivere \u201cfinalmente insieme\u201d all&#8217;altro, debellando le ragioni unilaterali attraverso il perdono e il superamento delle logiche di contrapposizione. Il Poverello mostra che il compito della Chiesa \u00e8 l\u2019evangelizzazione e non la crociata.\u00a0La Chiesa italiana, attraverso la Nota pastorale &#8220;Educare a una pace disarmata e disarmante&#8221;, ribadisce cos\u00ec l&#8217;impegno a trasformare ogni comunit\u00e0 in una vera \u201cCasa della pace\u201d, respingendo la \u201clogica del nemico\u201d per farci invece riconoscere nell\u2019unica famiglia umana: \u201cSiamo davvero \u2018fratelli tutti\u2019, \u00e8 un grave errore strumentalizzare le religioni per giustificare persecuzioni e violenza\u201d. Citando ancora il Papa, Zuppi rammenta che \u201cil ricorso alla forza, alla violenza e alle armi testimonia una povert\u00e0 relazionale che ha sempre conseguenze disastrose sulle popolazioni civili\u201d e esorta a non rassegnarsi di fronte a tale povert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Migranti, servono risposte comuni <\/p>\n<p>Strettamente connesso al tema dei conflitti e delle fragilit\u00e0 globali \u00e8 il monito che il cardinale riserva alla gestione dei flussi migratori e al dovere della solidariet\u00e0, evidenziando il lavoro silenzioso svolto dalle parrocchie italiane nelle aree interne cos\u00ec come nelle grandi metropoli per accompagnare chi arriva da altri Paesi e sostenere chi \u00e8 solo. Tuttavia, il presidente della CEI avverte con fermezza che questa \u201cprossimit\u00e0 non pu\u00f2 essere affidata soltanto alla generosit\u00e0 dei singoli\u201d, ma ha l&#8217;urgente necessit\u00e0 di tradursi in interventi strutturali, legislativi e di sistema. Da qui il richiamo alle istituzioni alle loro responsabilit\u00e0 storiche e comunitarie, e la messa a punto di una &#8220;strategia continentale europea&#8221; che risponda ai quattro verbi cardine del magistero pontificio: \u201caccogliere, proteggere, promuovere e integrare, lavorando insieme perch\u00e9 nessuno sia costretto a lasciare la propria terra\u201d. Di fronte alle tentazioni della chiusura e dei respingimenti, la Chiesa italiana ribadisce che la tutela della dignit\u00e0 umana impone l&#8217;adozione di decisioni politiche lungimiranti e condivise, le uniche in grado di scardinare le barriere psicologiche e sociali ed essere &#8220;capaci di superare la paura e l&#8217;indifferenza alla sofferenza altrui&#8221;.<\/p>\n<p>Fine vita, no all&#8217;eutanasia <\/p>\n<p>Spostando l&#8217;attenzione sul dibattito pubblico nazionale, il presidente della CEI affronta con fermezza la questione del fine vita, manifestando la forte apprensione dell&#8217;episcopato per le spinte normative verso l\u2019eutanasia nei casi di grave sofferenza. Richiamando ancora la lezione antropologica della Magnifica humanitas, Zuppi evidenzia come la societ\u00e0 odierna tenda erroneamente a interpretare la malattia, la vecchiaia e la vulnerabilit\u00e0 unicamente come \u201cdifetti da correggere\u201d. La posizione della Chiesa \u00e8 netta nel respingere le derive eutanasiche, perci\u00f2 il cardinale esorta le istituzioni e la politica a dare risposte che siano radicate in una solidariet\u00e0 effettiva e non nell&#8217;abbandono: \u00e8 fondamentale rispondere alla sofferenza \u201ccon soluzioni concrete \u2013 a partire dalle cure palliative \u2013 e con politiche di autentica solidariet\u00e0, non con forme di compassione illusoria come l\u2019eutanasia\u201d. Sulla scorta dei pronunciamenti delle Conferenze episcopali regionali del Triveneto e della Puglia, viene ribadito con vigore che \u201cnon pu\u00f2 esistere un \u201cdiritto a morire\u201d, ma il diritto di essere curati, assistiti e mai lasciati soli\u201d.<\/p>\n<p>\u201cContinuiamo a ritenere che la vera conquista di civilt\u00e0 non sia la soppressione della vita, ma la cura che allevia la sofferenza. La Chiesa rigetta l\u2019accanimento terapeutico e riconosce la liceit\u00e0 della rinuncia a trattamenti sproporzionati: distingue per\u00f2 questa rinuncia dall\u2019intenzione di procurare la morte. Tra l\u2019accanimento e l\u2019anticipazione della morte c\u2019\u00e8 uno spazio che le istituzioni hanno il dovere di riempire prima di aprirne altri: quello delle cure palliative, della terapia del dolore, dell\u2019assistenza domiciliare e negli hospice, del sostegno alle famiglie e ai caregiver\u201d.<\/p>\n<p>Zuppi lancia un appello alle forze politiche affinch\u00e9 sottraggano il tema alle dinamiche della propaganda partitica, trasformandolo in terreno di scontro elettorale o ideologico. La vera urgenza civile risiede altrove, ammonisce, ed \u00e8 di natura assistenziale, anzi \u00e8 proprio il ritardo strutturale dello Stato a generare diseguaglianza, smarrimento e sofferenza tra i cittadini. L&#8217;auspicio finale per il Paese \u00e8 quello di un confronto parlamentare che sia ampio, responsabile e pienamente libero da ipocrisie, custode della dignit\u00e0 inalterabile di chi \u00e8 fragile: \u201c\u00c8 proprio nella cura di chi \u00e8 pi\u00f9 debole che una comunit\u00e0 civile misura la propria umanit\u00e0. Nessuno sia lasciato solo, nessuno si senta un peso: \u00e8 questo l\u2019impegno che chiediamo alle istituzioni e che, come Chiesa, continuiamo a vivere ogni giorno accanto a chi soffre\u201d.<\/p>\n<p>Scuola e Intelligenza artificiale <\/p>\n<p>Un ulteriore pilastro dell&#8217;intervento del cardinale \u00e8 dedicato alla riapertura dell&#8217;anno scolastico e alle sfide educative urgenti, accentuate da recenti e dolorosi episodi di violenza giovanile che interrogano le famiglie e le comunit\u00e0. Zuppi articola tre grandi sfide per il mondo della scuola pubblica, ricavate, ancora, dall&#8217;insegnamento di Papa Leone. La prima risiede nel contrasto radicale alle disuguaglianze sociali ed economiche: \u201cNon possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunit\u00e0 di apprendimento di un ragazzo\u201d. Una scuola autenticamente inclusiva \u00e8 uno dei pi\u00f9 potenti strumenti di giustizia e pace a disposizione di una democrazia. La seconda grande sfida esamina l&#8217;impatto delle nuove tecnologie, l\u2019IA e la digitalizzazione dei saperi. Sebbene l&#8217;intelligenza artificiale rappresenti una risorsa preziosa, essa non pu\u00f2 e non deve surrogare l&#8217;azione propriamente umana dell&#8217;educare: \u201cLa scuola non compete con le macchine nel fornire risposte rapide, ma insegna a porre le domande che rendono umana la vita. Nessun algoritmo pu\u00f2 prendere il posto dello sguardo di un insegnante che incoraggia, corregge, comprende e accompagna\u201d. Infine, la terza sfida, considerata la pi\u00f9 profonda, risiede nella custodia della capacit\u00e0 critica e del pensiero autonomo in un&#8217;epoca caratterizzata da una saturazione patologica di stimoli informativi e connessioni digitali permanenti. I giovani necessitano di luoghi in cui apprendere a \u201csostare, ad approfondire, a distinguere il vero dal falso, l&#8217;essenziale dal superficiale\u201d, comprendendo che la conoscenza autentica non corrisponde a un mero accumulo di dati, bens\u00ec a una sapienza per la vita. La scuola, dunque, deve configurarsi come un laboratorio di umanit\u00e0 in cui la tecnica rimanga rigorosamente al servizio della persona e mai il contrario.<\/p>\n<p>Cinquant&#8217;anni dal Convegno di Roma <\/p>\n<p>Dopo aver ricordato il cardinale Camillo Ruini, morto lo scorso 16 giugno e la passione del porporato per una \u201cfede pensata e vissuta\u201d, la prolusione non manca di affrontare i nodi storici e strutturali della Chiesa italiana, facendo memoria del cinquantesimo anniversario del primo Convegno Ecclesiale Nazionale del 1976, pi\u00f9 noto come Convegno di Roma, dedicato al tema &#8220;Evangelizzazione e promozione umana&#8221;. Ricordando la figura di monsignor Enrico Bartoletti, allora Segretario della CEI e promotore di quell&#8217;assise, il cardinale Zuppi ne ha riletto le analisi, straordinariamente profetiche. Gi\u00e0 cinquant&#8217;anni fa si rilevava come la tradizione cristiana nel Paese stesse divenendo pi\u00f9 fragile, intravedendo il rischio di una fede ridotta a \u201cstanca abitudine e senza alcuna rilevanza nella vita\u201d. L&#8217;affermazione monumentale di allora &#8211; \u201cL\u2019Italia \u00e8 un Paese da evangelizzare!\u201d &#8211; non deve essere considerata oggi un mero slogan del passato o un motivo di rassegnazione pessimistica dinanzi al calo del numero dei fedeli. Al contrario, essa rappresenta l&#8217;eredit\u00e0 e il mandato primario per le parrocchie contemporanee, chiamate a superare l&#8217;inerzia e la tentazione della chiusura difensiva. L&#8217;evangelizzazione, spiega Zuppi citando l&#8217;apostolo Paolo, costituisce una necessit\u00e0 intrinseca che impone di superare i vecchi confini delle strutture parrocchiali tradizionali per aprirsi a percorsi differenziati, in grado di intercettare le domande reali delle persone nei luoghi del lavoro, dello studio e degli affetti quotidiani. Questo slancio missionario si riflette direttamente sulle riforme istituzionali interne che il Consiglio permanente \u00e8 chiamato a esaminare in questi giorni, a partire dall&#8217;attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale nazionale, intitolato &#8220;Lievito di pace e di speranza&#8221;, fino alla revisione dello Statuto stesso della CEI e delle Conferenze episcopali regionali. Le strutture ecclesiastiche, avverte il cardinale, devono essere verificate costantemente per comprendere se siano realmente adatte a esprimere l&#8217;indole missionaria della Chiesa, poich\u00e9 nessuna forma organizzativa, per quanto funzionale, pu\u00f2 valere pi\u00f9 della libert\u00e0 e dell&#8217;efficacia dell&#8217;annuncio evangelico.<\/p>\n<p>L\u2019attualit\u00e0 dello spirito di Assisi <\/p>\n<p>Quanto all\u2019imminente quarantesimo anniversario dell\u2019incontro di Assisi che riunisce i rappresentanti delle Chiese cristiani e delle religioni nel mondo, convocato la prima volta da Giovanni Paolo II, il 27 ottobre del 1986, il cardinale Zuppi\u00a0 riafferma l\u2019attualit\u00e0 stringente di quella profezia che ancora oggi sollecita un impegno pi\u00f9 forte nel dialogo interreligioso: \u201cIl senso religioso e l\u2019autentica fede sono, infatti, i pi\u00f9 potenti antidoti alla violenza, come solennemente sancito nel celebre Documento di Abu Dhabi.\u00a0 In un tempo di guerre che si moltiplicano, dobbiamo riconoscere quanto siamo peggiorati e ricostruire le infrastrutture di pace che abbiamo lasciato deteriorare. Siamo chiamati a tradurre quei gesti e quelle parole in scelte quotidiane. &#8220;Ricordare Assisi non \u00e8 nostalgia: l\u2019annuncio del Vangelo e l\u2019incontro con chi crede diversamente \u2013 o non crede \u2013 appartengono a un medesimo cammino di prossimit\u00e0 all\u2019uomo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il presidente dei vescovi italiani aprendo i lavori del Consiglio permanente, che si chiuderanno mercoled\u00ec 23 settembre, rilancia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":695438,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[24747,1059,14,93,94,59545,77,1537,90,89,48978,13546,7,15,402,11096,11,84,91,12,85,92,27475],"class_list":["post-695437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-cei","tag-chiesa-cattolica","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-dialogo-interreligioso","tag-guerra","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-matteo-maria-zuppi","tag-migranti-e-rifugiati","tag-news","tag-notizie","tag-pace","tag-scuola-e-universita","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia","tag-vescovi"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117318801833566295","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=695437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/695437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/695438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=695437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=695437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=695437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}