{"id":69679,"date":"2025-08-26T08:18:10","date_gmt":"2025-08-26T08:18:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/69679\/"},"modified":"2025-08-26T08:18:10","modified_gmt":"2025-08-26T08:18:10","slug":"dagli-scherzi-telefonici-con-la-nonna-allamore-piu-grande-ritratto-di-emanuela-fanelli-conduttrice-della-mostra-del-cinema-di-venezia-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/69679\/","title":{"rendered":"Dagli scherzi telefonici con la nonna all\u2019amore pi\u00f9 grande: ritratto di Emanuela Fanelli, conduttrice della Mostra del Cinema di Venezia 2025"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-dropcap\">A <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/emanuela-fanelli-intervista-successo-amore-figli\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Emanuela Fanelli<\/a>, romana, 39 anni, quest&#8217;anno spetta il compito di condurre le cerimonie di apertura e chiusura della <strong>Mostra di Venezia<\/strong> (27 agosto \u2013 6 settembre). Non si dice pi\u00f9 madrina, anche perch\u00e9 non s&#8217;\u00e8 mai detto \u201cpadrino\u201d quando per lo stesso ruolo furono scelti degli uomini. Ma Emanuela Fanelli ha una sua teoria in proposito e l&#8217;ha spiegata sui social: \u00abA quanto ho capito da quest&#8217;anno il ruolo non si chiamer\u00e0 pi\u00f9 \u201cmadrina\u201d forse perch\u00e9, scegliendo me, <strong>temevano potessi approfittare del gancio per accompagnare la notizia con \u201cdisponibile anche per battesimi e cresime\u201d<\/strong>. Spiace, un&#8217;occasione d&#8217;avanguardia umoristica mancata\u00bb. Con Emanuela Fanelli va cos\u00ec: l&#8217;ironia vince su tutto.<\/p>\n<p>\u00c8 un dono di famiglia, coltivato con amore da genitori e nonni che le hanno insegnato a ridere: \u00ab<strong>\u201cIo che rido\u201d \u00e8 un po\u2019 il sunto della mia infanzia<\/strong>. Pap\u00e0 mi chiama ancora \u201cgengivetta\u201d perch\u00e9 ridevo anche quando non avevo ancora i denti. La vita mi ha regalato un\u2019infanzia felice, che, dopo, mi ha dato un sacco di forza\u00bb, ha raccontato al Corriere della Sera. Il suo primo ricordo di bambina \u00e8, in effetti, lei che ride con la nonna materna: \u00abAveva tirato gi\u00f9 i pantaloni al nonno per fargli uno scherzo. Era molto simpatica\u00bb. Era la stessa nonna che le ha insegnato le <strong>parolacce in calabrese<\/strong> e poi gliele faceva ripetere al telefono a persone chiamate a caso.<\/p>\n<p><strong>Mamma sarta e pap\u00e0 contabile l&#8217;hanno avuta molto giovani<\/strong>: \u00abI primi tre anni abbiamo abitato con la nonna paterna, adorata anche lei, a Largo Preneste, non proprio un quartiere \u201calto\u201d di Roma\u00bb. Poi il trasferimento a Morena, periferia di Roma che Fanelli ricorda senza prevedibile retorica: \u00ab<strong>Non \u00e8 un racconto del Bronx<\/strong>. Era un posto carino, sono cresciuta con cugine, zie che mi hanno voluto bene\u00bb. In quella casa, dice, ha imparato ad amare bene: \u00abL\u2019amore \u00e8 mamma che mi faceva il bagno e mi metteva <strong>il pigiama caldo preso dal termosifone<\/strong>. \u00c8 pap\u00e0 che tornava a casa stanco, ma <strong>si metteva a fare due tiri di pallone con me<\/strong>. Sono le cose che ti fanno sentire amata e che mi hanno insegnato a riconoscere l\u2019amore\u00bb. Con questi esempi, la piccola Emanuela non poteva che essere una bambina simpatica: \u00abAlle elementari avevo successo con i maschietti, ero vivace, giocavo a calcio. <strong>A San Valentino ero piena di regali<\/strong>, mi scrivevano le letterine d\u2019amore a cui rispondere \u201cs\u00ec\u201d, \u201cno\u201d, \u201cforse\u201d. Io mettevo \u201cforse\u201d a tutti. Ero piena di dubbi. Penso che un tale successo non l\u2019abbia avuto mai pi\u00f9\u00bb, ha raccontato in un&#8217;intervista al quotidiano la Repubblica.<\/p>\n<p>Se questi erano gli amori di bambina, <strong>a 4 anni incontr\u00f2 l&#8217;amore grande, cio\u00e8 il teatro<\/strong>, grazie alla nonna paterna che la port\u00f2 a vedere Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini: \u00abLei era l\u2019unica ad aver visto la mia attitudine ironica, ma nessuno le dava retta. Raccontava che, mentre mi faceva il bagno, io a 2 anni <strong>avevo fatto il verso alla pubblicit\u00e0 di un sapone con una donna nella vasca di schiuma<\/strong> che diceva con voce flautata: Camay\u00bb. Pi\u00f9 grande, a scuola, era molto apprezzata per la sua simpatia: \u00abEro amica un po\u2019 di tutti, mi chiedevano di raccontare storie, di fare un\u2019imitazione. \u00c8 stato il modo per farmi voler bene\u00bb. Per seguire un ragazzo di cui s&#8217;era invaghita, si iscrisse a un corso di teatro: \u00abMa <strong>dentro covavo gi\u00e0 il sogno di fare l\u2019attrice<\/strong>, anche se lo tenevo per me. Debuttai a 17 anni al teatro parrocchiale Capocroce nel ruolo di Turandot: protagonista, ma noiosissima. And\u00f2 meglio l\u2019anno successivo: nell\u2019Opera da 3 soldi, fui la signora Peachum, vecchia bagascia ubriaca che mi ha fatto capire che far ridere mi piaceva di pi\u00f9\u00bb, ha ricordato in un&#8217;intervista a Oggi. Con la solita vena autoironica racconta che ai laboratori di teatro veniva colta da dubbi atroci: \u00abArrivi e 20 estranei, nel presentarsi, iniziano a raccontare cose privatissime, tipo \u201cmio padre \u00e8 in galera. Mia madre non mi ha mai amato\u2026\u201d. <strong>Io stavo l\u00ec e mi chiedevo: mo\u2019 che dico? Pensavo: io non posso fare attrice, non ho \u2018sto dolore<\/strong>, non ho proprio il motore. Un anno, mamma era stata male. Sono riuscita solo a dire che tornava dalle cure con la faccia pesta e noi le cantavamo Faccetta nera bell\u2019abissina. Non \u00e8 che non soffrissi, ma <strong>ho pudore dei sentimenti importanti, sia dolorosi sia belli<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Negli anni in cui terminava il liceo classico, si iscriveva all&#8217;universit\u00e0 senza finirla e iniziava a fare qualche lavoretto (cameriera e call center), continuava a recitare in compagnie teatrali dei Castelli Romani, sempre con l&#8217;idea che fosse un hobby. Il lavoro vero a un certo punto divent\u00f2 <strong>insegnare all&#8217;asilo<\/strong>. Le piaceva e per farlo meglio che potesse and\u00f2 anche dallo psicoterapeuta: \u00abHo pensato: prima di fare danni e mandare in giro futuri serial killer, mi devo dare una sistematina pure io. <strong>Fra le altre cose, dissi alla psicologa che, a volte, sentivo che la mia felicit\u00e0 stava da un\u2019altra parte perch\u00e9 avevo questo pallino dell\u2019attrice<\/strong>\u00bb. Quello di maestra \u00e8 il mestiere che pensa di poter tornare a fare se, come l&#8217;ammonisce spesso una vocetta interiore, a un certo punto non la chiameranno pi\u00f9 per recitare: \u00abInsegnare mi piaceva molto, ho fatto tanti mestieri ma quello l\u2019ho fatto per 10 anni e <strong>ho pensato che avrei potuto farlo per tutta la vita se non fossi riuscita come attrice<\/strong>. Se non dovessi pi\u00f9 avere proposte per cose che mi piacciono, posso sempre tornare a fare la maestra. <strong>Questo mi d\u00e0 una grande forza<\/strong>. So che so far bene anche un\u2019altra cosa nella vita e non mi importa se non mi vede nessuno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Emanuela Fanelli, romana, 39 anni, quest&#8217;anno spetta il compito di condurre le cerimonie di apertura e chiusura&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":69680,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,203,16300,204,1537,90,89,16299],"class_list":{"0":"post-69679","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-entertainment","11":"tag-festival-del-cinema-di-venezia","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-mostra-del-cinema-di-venezia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69679"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69679\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69680"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}