{"id":70135,"date":"2025-08-26T12:58:11","date_gmt":"2025-08-26T12:58:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70135\/"},"modified":"2025-08-26T12:58:11","modified_gmt":"2025-08-26T12:58:11","slug":"perche-trump-vuole-controllare-la-fed-cosa-succede-con-il-licenziamento-di-cook-e-cosa-puo-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70135\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Trump vuole controllare la Fed: cosa succede con il \u00ablicenziamento\u00bb di Cook e cosa pu\u00f2 cambiare"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Se Trump dovesse riuscire a sostituire Cook con una figura da lui controllabile, gli equilibri all\u2019interno della Fed potrebbero cambiare in modo radicale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non serviva il<b> tentativo di licenziamento <\/b>dal Board of Governors della Federal Reserve innescato ieri sera contro <b>Lisa Cook<\/b>, per capire quale modello di governo dell\u2019economia abbia in mente Donald Trump. Basta unire i punti delle sue decisioni delle ultime settimane, senza neppure considerare il maggiore aumento dei dazi americani degli ultimi novant\u2019anni.<\/p>\n<p>    Un\u2019amministrazione accentratrice<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_agosto_26\/donald-trump-licenzia-la-governatrice-lisa-cook-dalla-fed-06158b5c-4524-401c-b2c8-6bcd31693xlk.shtml\" title=\"Donald Trump licenzia la governatrice Lisa Cook dalla Fed: \u00abHa commesso una frode ipotecaria\u00bb. E lei gli risponde: \u00abNon ha l&#039;autorit\u00e0 per cacciarmi\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anche prima di licenziare Cook (o almeno provarci)<\/a>, il presidente ha passato l\u2019estate a dare forma a un sistema senz\u2019altro diverso da quello che ha dominato in Occidente negli ultimi decenni.<b> Si allontana l\u2019idea di un governo imparziale<\/b>, prevedibile, rispettoso della legge, delle agenzie indipendenti e degli operatori privati sul mercato<b>. Avanza invece l\u2019azione di un\u2019amministrazione accentratrice<\/b>, interventista, ostile all\u2019indipendenza delle autorit\u00e0 incaricate di funzioni vitali per la stabilit\u00e0 e la credibilit\u00e0 dell\u2019economia americana.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Il precedente del\u00a0<b>Bureau of Labor Statistics<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perch\u00e9 la lettera di ieri sera, con cui Trump pretende di cacciare Lisa Cook dalla Federal Reserve, non \u00e8 la prima mossa in questo senso. Prima il presidente degli Stati Uniti <b>aveva licenziato la responsabile del Bureau of Labor Statistics, Erika McEntarfer<\/b>, quando l\u2019agenzia ha pubblicato dati sull\u2019occupazione sgraditi al governo: le accuse di manipolazioni politiche mosse contro McEntarfer non sono mai state circostanziate, in compenso Trump ha nominato al vertice dell\u2019agenzia che misura inflazione e occupazione un proprio fedelissimo \u2013 senza qualifiche \u2013 di nome EJ Antoni.<\/p>\n<p>    I casi Nvidia e Amd<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nelle stesse settimane l\u2019amministrazione <b>Trump ha anche concluso un accordo con i colossi dei semiconduttori e microprocessori Nvidia e Amd<\/b>. Ad entrambi l\u2019amministrazione democratica di Joe Biden aveva proibito di vendere i propri prodotti in Cina, nel tentativo di ostacolare i progressi tecnologici del grande rivale strategico degli Stati Uniti. Trump invece ha promesso di concedere a Nvidia e Amd delle \u00ablicenze di esportazione\u00bb \u2013 di sapore vagamente sovietico \u2013 a patto che esse accettino di trasferire al governo il 15% dei loro fatturati in Cina. Si tratta, anche in questo caso, di una pretesa senza precedenti nella storia americana.<\/p>\n<p>    La nomina del collaboratore<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Trump poi<b> ha anche nominato nel Board of Governors della Federal Reserve un<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/25_gennaio_14\/stephen-miran-d00a3c76-7fc7-49e1-b15d-918223bc9xlk.shtml\" title=\"Chi \u00e8 Stephen Miran, \u00abprofeta\u00bb dei dazi Usa: ha 41 anni (e la fiducia di Trump)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> proprio stretto collaboratore, Stephen Miran<\/a><\/b>, il quale propone che il presidente degli Stati Uniti possa licenziare gli stessi esponenti del vertice della banca centrale. Intanto il presidente prepara l\u2019ingresso del governo americano nel grande gruppo dei chip Intel, con una quota del 10%. In questo caso motivazione sarebbe in un presunto conflitto d\u2019interessi dell\u2019amministratore delegato Lip-By Tan: l\u2019insinuazione (di nuovo, senza indizi) \u00e8 che il manager, nato in Malesia, cresciuto a Singapore e residente in America da quarant\u2019anni, operi in segreto a favore della Cina.<\/p>\n<p>    I ricatti agli alleati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019elenco degli interventi di Trump ispirati a una visione autoritaria e accentratrice del governo dell\u2019economia potrebbe continuare. Il suo segretario al Tesoro, Scott Bessent, sottolinea ad esempio che <b>l\u2019accordo commerciale con il Giappone obbligherebbe Tokyo a fornire un \u00abfondo sovrano\u00bb da 550 miliardi di dollari <\/b>e l\u2019amministrazione americana potrebbe spenderlo a proprio piacimento negli Stati Uniti. Di fatto un taglieggio di un alleato in cambio dell\u2019accesso al mercato, con dazi al 15%. Secondo Bessent questo \u00abaccordo\u00bb, cos\u00ec come le licenze all\u2019export a pagamento per Nvidia, sarebbero \u00abmodelli\u00bb per altre simili decisioni in futuro.<\/p>\n<p>    Cosa pu\u00f2 succedere con il licenziamento di Cook<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E adesso l\u2019attacco alla Fed sulla posizione della governatrice Cook. Anch\u2019esso sembra <b>una forzatura della legge del 1951 sull\u2019indipendenza della banca centrale americana<\/b>. La legge infatti prevede che un esponente di vertice della Fed (o di altre agenzie indipendenti) possa essere licenziato dal presidente\u00a0\u00abper giusta causa\u00bb in caso di comportamenti che siano dimostrati illegali. Nel caso di Cook invece non esiste neppure un\u2019inchiesta dei procuratori; l\u2019unica accusa (anche qui, non suffragata da prove o indizi) viene dal responsabile della Federal Housing Financial Agency Bill Pulte, di nuovo un fedelissimo di Trump da questi nominato. Pulte sostiene che Lisa Cook avrebbe firmato false dichiarazioni nell\u2019accendere un mutuo qualche anno fa. <b>La vicenda finir\u00e0 probabilmente in tribunale, fino alla Corte suprema<\/b> (altra istituzione in cui domina una maggioranza nominata da Trump o a lui vicina).<\/p>\n<p>    Gli assetti all\u2019interno della Fed<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa battaglia pu\u00f2 spostare gli equilibri interni della Fed in modo radicale, se Trump dovesse riuscire a sostituire Cook con una figura da lui controllabile. Il Board of Governors \u00e8 infatti composto di sette membri di cui due gi\u00e0 nominati da Trump e a lui vicini (Michelle Bowman e Stephen Miran) e uno (Christopher Waller) che segue le preferenze di Trump perch\u00e9 spera di essere da lui promosso a presidente della stessa banca centrale fra otto mesi. <b>Se al posto di Cook arrivasse un altro banchiere centrale trumpiano<\/b>, nel Board of Governors <b>si formerebbe una maggioranza disposta a seguire le indicazioni della Casa Bianca<\/b>. Il presidente della Fed Jay Powell, spesso oggetto degli insulti di Trump (\u201cun mulo ostinato\u201d) finirebbe in minoranza nella sua stessa istituzione.<\/p>\n<p>    Le nomine di febbraio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa pu\u00f2 cambiare, a quel punto? In primo luogo, il Board of Governors mette sul tavolo le decisioni di politica monetaria sulle quali \u00e8 chiamato a decidere il Federal Open Markets Committee (con i voti di sette governatori pi\u00f9 cinque responsabili a turno delle dodici Fed regionali). Ma soprattutto<b> a febbraio prossimo il Board of Governors decider\u00e0 sulla nomina dei presidenti di tutte e 12 le Fed regionali<\/b> (quella di San Francisco, quella di Kansas City, quella di St. Louis e le altre). In sostanza, Trump ha un\u2019occasione d\u2019oro per blindare per almeno cinque anni il controllo dell\u2019intero vertice della pi\u00f9 importante banca centrale del mondo. Sarebbe la fine della sua indipendenza dal potere politico. Trump allora avrebbe allora nelle sue mani strumenti poderosi per influenzare il dollaro, i tassi d\u2019interesse di mercato e Wall Street.<\/p>\n<p>    Il vero obiettivo del presidente<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma qual \u00e8 l\u2019obiettivo del tycoon? Trump ha sempre insistito che la Fed dovrebbe abbassare i tassi di interesse, anche se l\u2019espulsione di massa di oltre un milione di lavoratori stranieri e gli aumenti dei dazi stanno spingendo l\u2019inflazione verso l\u2019altro (al netto di cibo e energia, in luglio il carovita \u00abdi fondo\u00bb \u00e8 gi\u00e0 salito dal 2,9% al 3,1%). <br \/>In particolare, <b>il controllo della Fed pu\u00f2 essere utile alla Casa Bianca per cercare di controllare e governare il debito pubblico<\/b>. Oggi gli Stati Uniti (dopo Israele e la Svezia) hanno la quota pi\u00f9 elevata fra i 38 Paesi dell\u2019Ocse, attorno al 25% del totale, di debito che \u00e8 stato emesso a breve termine per cercare di ridurre l\u2019onere totale da interessi.<b> Questo obbliga il Tesoro americano<\/b>, dato anche il deficit crescente, <b>a emettere titoli sul mercato per circa il 30% del prodotto nazionale lordo ogni anno<\/b>: circa 10 mila miliardi di dollari di nuova carta che deve trovare compratori nel 2025 e poi nel 2026 e poi negli anni seguenti. L\u2019amministrazione non nasconde i timori di tensioni di mercato sul debito. Ma la museruola sulla banca centrale per emettere debito a basso costo \u2013 o per farlo comprare da essa creando moneta \u2013 \u00e8 una tecnica praticata forse dall\u2019Italia negli anni \u201970 e da alcune autocrazie emergenti oggi. Non certo in un grande Paese avanzato del ventunesimo secolo. In America, per il momento, il mercato sostanzialmente non si ribella e lo permette. Fino a quando potrebbe non permetterlo pi\u00f9.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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