{"id":70584,"date":"2025-08-26T17:57:12","date_gmt":"2025-08-26T17:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70584\/"},"modified":"2025-08-26T17:57:12","modified_gmt":"2025-08-26T17:57:12","slug":"lavrov-il-vecchio-sovietico-che-ritiene-zelensky-un-dittatore-e-usurpatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70584\/","title":{"rendered":"Lavrov, il vecchio sovietico che ritiene Zelensky un dittatore e usurpatore"},"content":{"rendered":"<p>Il ministro degli Esteri della Federazione russa, <strong>Sergej Lavrov<\/strong>, \u00e8 ormai uno di casa. Sono 21 anni ininterrotti che conduce non solo il ministero degli Esteri, ma anche la politica internazionale. Richiama alla mente uno dei suoi predecessori (per ricordarlo occorre avere un\u2019et\u00e0 rispettabile) che inaugur\u00f2 e mantenne la linea inflessibile e prevedibile, dunque ancora pi\u00f9 intransigente, del \u201cnyet\u201d: il \u201cno secco\u201d.<\/p>\n<p><b>L\u2019uso dei social<\/b><\/p>\n<p>Il predecessore dal no secco era<strong> Andrej Gromyko,<\/strong> che non disse mai s\u00ec e fece impazzire una generazione di giornalisti occidentali. Gromyko era un vero bolscevico della prima ora e non indossava i panciotti costosi e stazzonati che Lavrov maltratta con nonchalance. L\u2019attuale ministro degli Esteri usa i suoi social, in genere, per negare tutto ci\u00f2 che <strong>Donald Trump<\/strong> cerca di far passare sottobanco: ad esempio che la <strong>trattativa russo-ucraina<\/strong> fosse gi\u00e0 in corso (\u201cNon c\u2019\u00e8 nessuna trattativa, solo scambio di prigionieri per questioni umanitarie\u201d) oppure che <strong>Putin<\/strong> avesse accettato di buon grado di incontrare <strong>Zelensky:<\/strong> \u201cGli occidentali si devono mettere in testa che siamo noi a decidere sul nostro futuro e il nostro futuro non prevede alcun incontro del genere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Zelensky \u201cdittatore e usurpatore\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi due giorni <strong>Lavrov<\/strong> si \u00e8 dedicato al pi\u00f9 delicato dei suoi passatempi: quello di spogliare <strong>Zelensky<\/strong> di ogni legittimit\u00e0, chiamandolo dittatore e usurpatore, cos\u00ec negando che con lui si possa firmare qualsiasi accordo. La versione russa di quel che precedette l\u2019invasione del febbraio del 2022 \u00e8 nota: nel 2014, il popolo dell\u2019<strong>Euromaidan<\/strong> pass\u00f2 un intero inverno in strada con fiaccole e canti (poco meno di cento studenti ucraini furono uccisi a sprangate dalla polizia filorussa) per costringere alle dimissioni <strong>Viktor Janukovy\u010d.<\/strong> Janukovy\u010d era un burattino di Putin che annull\u00f2 la richiesta votata dal Parlamento ucraino di entrare a far parte dell\u2019Unione Europea, decisione contro cui il popolo ucraino reag\u00ec scendendo in piazza. Il presidente scapp\u00f2 di notte su un elicottero russo e si rifugi\u00f2 a Mosca. <strong>Putin,<\/strong> sostenuto da Lavrov, disse allora e seguita a dire adesso che quello fu un colpo di Stato. <strong>Zelensky<\/strong> fu eletto nel 2019, ma Lavrov sugger\u00ec a Putin di mantenere un punto fermo: nessun presidente ucraino \u00e8 legittimo e Zelensky lo \u00e8 meno di tutti. \u00c8 inutile che gli occidentali insistano nel chiedere un incontro con Zelensky: mancano i contenuti, mancano le condizioni, manca tutto.<\/p>\n<p>\u201cSiamo i vecchi giovani dell\u2019URSS\u201d<\/p>\n<p>Un ministro degli Esteri russo deve essere capace di attirare su di s\u00e9 un rispettoso odio ma, per quanto si applichi, Lavrov non riesce a essere odioso. Ad <strong>Anchorage<\/strong> in <strong>Alaska<\/strong> si \u00e8 presentato nel suo completo blu, per\u00f2 con una maglietta sulla quale era stampato l\u2019acronimo cirillico dell\u2019<strong>Urss<\/strong>: \u201cCCCP\u201d. L\u2019aveva detto anche in televisione pi\u00f9 volte. \u201cVeniamo dall\u2019Unione Sovietica, siamo stati gli stessi Komsomol della giovent\u00f9 comunista, siamo i vecchi giovani dell\u2019URSS\u201d. Lavrov \u00e8 stato, almeno nelle forme, molto pi\u00f9 sovietico di <strong>Putin<\/strong> che ha scelto di vivere fra alte porte dorate, marmi stucchi e specchiere di pessimo gusto. Lavrov \u00e8 pi\u00f9 classico e pi\u00f9 antico: \u00e8 un vero \u201cbonvivant\u201d, adora il lusso di sembrare un miliardario di New York, dove ha vissuto per diversi periodi rappresentando la Federazione al Palazzo di Vetro.<\/p>\n<p>Abita a Mosca in un appartamento di 247 metri quadratati, veste bene anche se con eleganza pi\u00f9 rilassata rispetto a quella di <strong>Peskov,<\/strong> il portavoce del Cremlino, che fa la spola fra <strong>Lavrov<\/strong> e <strong>Putin,<\/strong> sempre in primo piano con un taglio di capelli modernissimo e l\u2019aria ora svagata, ora sorpresa. Peskov sa dire di no in ottimo inglese, mentre Lavrov parla l\u2019inglese scolastico dei vecchi funzionari sovietici: accento casalingo, forma quasi corretta, ironia non proprio british.<\/p>\n<p>Le presenze enigmatiche femminili<\/p>\n<p>Ha una moglie vera che non si vede mai e una non meno vera; l\u2019ex attrice <strong>Svetlana Polyakova<\/strong> la cui figlia <strong>Polina Kovaleva<\/strong> \u00e8 considerata la sua ispiratrice segreta. Tutte le storie del Cremlino sono tessute da presenze enigmatiche femminili, donne dal carattere potente che sussurrano all\u2019orecchio di uomini ancora pi\u00f9 potenti. Non \u00e8 ammesso in <strong>Russia<\/strong> avere o dare troppe informazioni sulla vita privata dei vertici al potere, sicch\u00e9 non \u00e8 stato mai chiaro quale sia la effettiva situazione coniugale di Putin. Le donne di Lavrov, in genere, vivono a Londra perch\u00e9 i russi hanno un rapporto di reciproco e morboso odio e amore.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 recente uscita di Lavrov \u00e8 stata quella successiva all<strong>\u2019incontro fra Putin e Trump in Alaska<\/strong>, quando il presidente americano, dopo il rientro del suo ospite a Mosca, cominci\u00f2 a parlare del prossimo incontro tra Putin e l\u2019ucraino <strong>Zelensky.<\/strong> Parte della mentalit\u00e0 di Trump il quale passa dalle frasi ipotetiche a quelle perentorie dando la cosa per fatta. Ma \u201cMister Nyet\u201d lo ha redarguito. Poi ha assestato un altro colpo a Trump, quando il Presidente americano ha detto di trovare plausibile l\u2019idea di un corpo di pace europeo che protegga, dopo la fine di questa guerra, <strong>l\u2019Ucraina<\/strong> da un nuovo attacco russo. Lavrov ha reagito con ira e disprezzo: \u201cMa, dunque, voi occidentali non la volete capire. Voi non potrete schierare un solo soldato in Ucraina, n\u00e9 oggi n\u00e9 mai. Noi siamo in questa guerra perch\u00e9 l\u2019avete voluta per stringerci nella vostra morsa e non lo permetteremo\u201d.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/guzzanti-80x80.jpg\"  class=\"avatar avatar-80 photo\" height=\"80\" width=\"80\" decoding=\"async\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Giornalista e politico \u00e8 stato vicedirettore de Il Giornale. Membro della Fondazione Italia Usa \u00e8 stato senatore nella XIV e XV legislatura per Forza Italia e deputato nella XVI per Il Popolo della Libert\u00e0.<\/p>\n<p class=\"copyright-notice\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\tPaolo Guzzanti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il ministro degli Esteri della Federazione russa, Sergej Lavrov, \u00e8 ormai uno di casa. 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