{"id":70631,"date":"2025-08-26T18:27:09","date_gmt":"2025-08-26T18:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70631\/"},"modified":"2025-08-26T18:27:09","modified_gmt":"2025-08-26T18:27:09","slug":"sfiducia-nella-scienza-ecco-cosa-crea-il-cortocircuito-lanalisi-degli-esperti-italiani-il-fatto-nisseno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70631\/","title":{"rendered":"Sfiducia nella scienza? Ecco cosa crea il cortocircuito. L&#8217;analisi degli esperti italiani &#8211; il Fatto Nisseno"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) \u2013 Il Covid, l&#8217;infodemia pandemica e il rigurgito di polemiche sui vaccini. E in tempi pi\u00f9 recenti la fatica di far comprendere cosa succede con il virus West Nile, fra mille voci che dicono la propria su quello che accade e i social a fare da cassa di risonanza distorta. Pu\u00f2 capitare in diverse circostanze \u2013 soprattutto in situazioni come emergenze infettivologiche e crisi sanitarie \u2013 che la fiducia nella scienza venga messa a dura prova. Ma come scatta il cortocircuito che la fa crollare, che spezza il legame fra medici e ricercatori e opinione pubblica? Un team di ricercatori italiani prova a ricostruire &#8216;l&#8217;anatomia&#8217; di questa caduta in un&#8217;analisi in pubblicazione sulla rivista &#8216;Infectious Agents and Cancer&#8217;. \u00a0Il tema \u00e8 caldo, un dilemma irrisolto, e resta al centro di un dibattito che proprio in questi giorni ha raggiunto il suo acme con la vicenda del Nitag, il gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, finito sotto i riflettori prima per l&#8217;inclusione di due esperti con posizioni critiche sui vaccini e poi azzerato. L&#8217;accaduto ha riacceso lo scontro fra fazioni contrapposte, sollevando il velo sui rischi della politicizzazione di materie scientifiche, e riproponendo annose questioni come il &#8216;pluralismo&#8217; e la &#8216;democrazia&#8217; della scienza. Gli autori del paper \u2013 3 dei quali fanno parte del gruppo Gabie (Genomics, Ai, Bioinformatics, Infectious diseases, Epidemiology), cio\u00e8 Francesco Branda e Massimo Ciccozzi dell&#8217;universit\u00e0 Campus Bio-Medico di Roma, e Fabio Scarpa dell&#8217;universit\u00e0 di Sassari \u2013 partono proprio dalla pandemia di Covid, un periodo che &#8220;ha evidenziato le complessit\u00e0 che circondano la fiducia delle persone nella scienza, in particolare nel contesto di dati schiaccianti e polarizzazione politica&#8221;. \u00a0In contesti simili, l&#8217;appello a &#8216;credere nella scienza&#8217;, dicono, &#8220;\u00e8 emerso sia come simbolo di fiducia che come fonte di tensione pubblica&#8221;, mettendo in luce sia &#8220;la sfida di comunicare l&#8217;incertezza scientifica&#8221;, sia quella dell&#8217;interpretazione dei dati e delle competenze. &#8220;Abbiamo esaminato \u2013 spiega Ciccozzi all&#8217;Adnkronos Salute \u2013 il ruolo cruciale della comunicazione nel plasmare la percezione pubblica della scienza, sottolineando la necessit\u00e0 di umilt\u00e0 epistemica e di trasparenza di fronte all&#8217;incertezza&#8221;. Umilt\u00e0 del sapere e trasparenza, come antidoto a rischi che sono dietro l&#8217;angolo in situazioni di tensione. Mentre la disponibilit\u00e0 dei dati aumenta, &#8220;la vera sfida risiede nella loro interpretazione e nella formulazione dei messaggi scientifici per pubblici diversi&#8221;. Quello che le crisi sanitarie hanno dimostrato, osservano, \u00e8 che &#8220;il sovraccarico di informazioni e una comunicazione carente a volte possono portare a confusione, sfiducia e politicizzazione della scienza&#8221;, ragionano gli esperti. \u00a0<br \/>Come si fa dunque una comunicazione scientifica efficace? Per gli autori dell&#8217;analisi, l&#8217;obiettivo si pu\u00f2 ottenere trascendendo &#8220;gli approcci puramente razionali&#8221; e affrontando anche &#8220;i fattori emotivi e sociali attraverso strategie persuasive&#8221;. C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;insidia moderna che aumenta la portata dell&#8217;impresa e &#8220;aggrava la sfida di mantenere la fiducia del pubblico nella scienza&#8221;: \u00e8 quella che viene definita &#8220;l&#8217;infocrazia&#8221;, una situazione che deriva dalla &#8220;trasformazione strutturale dei flussi informativi nelle societ\u00e0 digitali&#8221;. \u00a0Il messaggio dei ricercatori (fra cui figurano anche Laura Leondina Campanozzi e Vittoradolfo Tambone dell&#8217;Unit\u00e0 di ricerca Bioetica e Humanities dell&#8217;universit\u00e0 Campus Bio-Medico di Roma) \u00e8 che occorre rimodulare le strategie di comunicazione, cambiare adottando &#8220;un approccio ripensato alla comunicazione scientifica che dia priorit\u00e0 a chiarezza, contesto e coinvolgimento responsabile&#8221;. La ricostruzione della fiducia nella scienza &#8220;richiede qualcosa di pi\u00f9 dei dati accurati; richiede una trasformazione nel modo in cui vengono trasmessi e compresi. \u00c8 dovere delle istituzioni scientifiche porre la chiarezza comunicativa al vertice della propria agenda&#8221; e &#8220;coltivare una cultura della responsabilit\u00e0&#8221;. \u00a0Di conseguenza, &#8220;il pubblico deve essere dotato degli strumenti necessari per confrontarsi con il discorso scientifico in modo critico. In periodi di incertezza, non \u00e8 l&#8217;infallibilit\u00e0&#8221; della scienza e degli scienziati &#8220;a sostenere la fiducia, ma piuttosto l&#8217;integrit\u00e0, la competenza e un impegno condiviso per il bene pubblico&#8221;. Potrebbe essere questa, conclude Ciccozzi, &#8220;la migliore comunicazione per far capire alle persone non addette ai lavori cosa sta realmente accadendo&#8221;.\u00a0\u2014salute\/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Adnkronos) \u2013 Il Covid, l&#8217;infodemia pandemica e il rigurgito di polemiche sui vaccini. 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