{"id":70676,"date":"2025-08-26T18:54:10","date_gmt":"2025-08-26T18:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70676\/"},"modified":"2025-08-26T18:54:10","modified_gmt":"2025-08-26T18:54:10","slug":"sfiducia-nella-scienza-ecco-cosa-crea-il-cortocircuito-lanalisi-degli-esperti-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/70676\/","title":{"rendered":"Sfiducia nella scienza? Ecco cosa crea il cortocircuito. L&#8217;analisi degli esperti italiani"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/ricerca_provette_free.jpeg\" alt=\"Image\" style=\"max-width:100%; height:auto;\"\/> \t<\/p>\n<p> (Adnkronos) \u2013 Il Covid, l\u2019infodemia pandemica e il rigurgito di polemiche sui vaccini. E in tempi pi\u00f9 recenti la fatica di far comprendere cosa succede con il virus West Nile, fra mille voci che dicono la propria su quello che accade e i social a fare da cassa di risonanza distorta. Pu\u00f2 capitare in diverse circostanze \u2013 soprattutto in situazioni come emergenze infettivologiche e crisi sanitarie \u2013 che la fiducia nella scienza venga messa a dura prova. Ma come scatta il cortocircuito che la fa crollare, che spezza il legame fra medici e ricercatori e opinione pubblica? Un team di ricercatori italiani prova a ricostruire \u2018l\u2019anatomia\u2019 di questa caduta in un\u2019analisi in pubblicazione sulla rivista \u2018Infectious Agents and Cancer\u2019. \u00a0<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 caldo, un dilemma irrisolto, e resta al centro di un dibattito che proprio in questi giorni ha raggiunto il suo acme con la vicenda del Nitag, il gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, finito sotto i riflettori prima per l\u2019inclusione di due esperti con posizioni critiche sui vaccini e poi azzerato. L\u2019accaduto ha riacceso lo scontro fra fazioni contrapposte, sollevando il velo sui rischi della politicizzazione di materie scientifiche, e riproponendo annose questioni come il \u2018pluralismo\u2019 e la \u2018democrazia\u2019 della scienza. Gli autori del paper \u2013 3 dei quali fanno parte del gruppo Gabie (Genomics, Ai, Bioinformatics, Infectious diseases, Epidemiology), cio\u00e8 Francesco Branda e Massimo Ciccozzi dell\u2019universit\u00e0 Campus Bio-Medico di Roma, e Fabio Scarpa dell\u2019universit\u00e0 di Sassari \u2013 partono proprio dalla pandemia di Covid, un periodo che \u201cha evidenziato le complessit\u00e0 che circondano la fiducia delle persone nella scienza, in particolare nel contesto di dati schiaccianti e polarizzazione politica\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>In contesti simili, l\u2019appello a \u2018credere nella scienza\u2019, dicono, \u201c\u00e8 emerso sia come simbolo di fiducia che come fonte di tensione pubblica\u201d, mettendo in luce sia \u201cla sfida di comunicare l\u2019incertezza scientifica\u201d, sia quella dell\u2019interpretazione dei dati e delle competenze. \u201cAbbiamo esaminato \u2013 spiega Ciccozzi all\u2019Adnkronos Salute \u2013 il ruolo cruciale della comunicazione nel plasmare la percezione pubblica della scienza, sottolineando la necessit\u00e0 di umilt\u00e0 epistemica e di trasparenza di fronte all\u2019incertezza\u201d. Umilt\u00e0 del sapere e trasparenza, come antidoto a rischi che sono dietro l\u2019angolo in situazioni di tensione. Mentre la disponibilit\u00e0 dei dati aumenta, \u201cla vera sfida risiede nella loro interpretazione e nella formulazione dei messaggi scientifici per pubblici diversi\u201d. Quello che le crisi sanitarie hanno dimostrato, osservano, \u00e8 che \u201cil sovraccarico di informazioni e una comunicazione carente a volte possono portare a confusione, sfiducia e politicizzazione della scienza\u201d, ragionano gli esperti. \u00a0<\/p>\n<p>\nCome si fa dunque una comunicazione scientifica efficace? Per gli autori dell\u2019analisi, l\u2019obiettivo si pu\u00f2 ottenere trascendendo \u201cgli approcci puramente razionali\u201d e affrontando anche \u201ci fattori emotivi e sociali attraverso strategie persuasive\u201d. C\u2019\u00e8 poi un\u2019insidia moderna che aumenta la portata dell\u2019impresa e \u201caggrava la sfida di mantenere la fiducia del pubblico nella scienza\u201d: \u00e8 quella che viene definita \u201cl\u2019infocrazia\u201d, una situazione che deriva dalla \u201ctrasformazione strutturale dei flussi informativi nelle societ\u00e0 digitali\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Il messaggio dei ricercatori (fra cui figurano anche Laura Leondina Campanozzi e Vittoradolfo Tambone dell\u2019Unit\u00e0 di ricerca Bioetica e Humanities dell\u2019universit\u00e0 Campus Bio-Medico di Roma) \u00e8 che occorre rimodulare le strategie di comunicazione, cambiare adottando \u201cun approccio ripensato alla comunicazione scientifica che dia priorit\u00e0 a chiarezza, contesto e coinvolgimento responsabile\u201d. La ricostruzione della fiducia nella scienza \u201crichiede qualcosa di pi\u00f9 dei dati accurati; richiede una trasformazione nel modo in cui vengono trasmessi e compresi. \u00c8 dovere delle istituzioni scientifiche porre la chiarezza comunicativa al vertice della propria agenda\u201d e \u201ccoltivare una cultura della responsabilit\u00e0\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Di conseguenza, \u201cil pubblico deve essere dotato degli strumenti necessari per confrontarsi con il discorso scientifico in modo critico. In periodi di incertezza, non \u00e8 l\u2019infallibilit\u00e0\u201d della scienza e degli scienziati \u201ca sostenere la fiducia, ma piuttosto l\u2019integrit\u00e0, la competenza e un impegno condiviso per il bene pubblico\u201d. Potrebbe essere questa, conclude Ciccozzi, \u201cla migliore comunicazione per far capire alle persone non addette ai lavori cosa sta realmente accadendo\u201d.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Adnkronos) \u2013 Il Covid, l\u2019infodemia pandemica e il rigurgito di polemiche sui vaccini. 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