{"id":71031,"date":"2025-08-26T22:56:12","date_gmt":"2025-08-26T22:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71031\/"},"modified":"2025-08-26T22:56:12","modified_gmt":"2025-08-26T22:56:12","slug":"governo-spinge-sul-nucleare-eolico-e-solare-non-bastano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71031\/","title":{"rendered":"Governo spinge sul nucleare, eolico e solare non bastano"},"content":{"rendered":"<p>Il ministro dell\u2019Ambiente \u00e8 intervenuto al<strong> Meeting di Rimini<\/strong> sul tema dell\u2019energia nucleare. Secondo Gilberto Pichetto Fratin \u00e8 necessario includere nel <strong>mix energetico<\/strong> italiano anche il nucleare. Si tratta, ha ricordato, di un passaggio fondamentale in vista della <strong>crescita della domanda elettrica<\/strong> che, secondo le stime, raddoppier\u00e0 nei prossimi 15-20 anni.<\/p>\n<p>Il tema torna cos\u00ec al centro del dibattito politico a pochi giorni dalla ripresa dei lavori parlamentari. Il governo prepara infatti una <strong>legge delega<\/strong> per rilanciare il nucleare e avviare un piano che dovrebbe affrontare criticit\u00e0 e opportunit\u00e0 legate a questa tecnologia: nuovi posti di lavoro, percorsi formativi, una possibile spinta economica. Restano per\u00f2 aperte molte questioni, dai costi alla gestione delle scorie.\n<\/p>\n<p>Il futuro energetico italiano \u00e8 un mix con il nucleare<\/p>\n<p>Fratin ha sottolineato che l\u2019Italia oggi produce circa 250 terawattora di energia elettrica a fronte di una domanda di 305, importando la differenza soprattutto dalla Francia, dove il <strong>nucleare<\/strong> copre gran parte del fabbisogno. Con l<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/innovazione-sostenibile\/elettrificazione-rinnovabili-nuova-strada-ue\/919218\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u2019elettrificazione dei consumi<\/a>, l\u2019aumento dei data center e il peso crescente dell\u2019intelligenza artificiale, la domanda nei prossimi due decenni potrebbe superare i <strong>600 TWh<\/strong>.<\/p>\n<p>Per rispondere a questa crescita, il ministro sostiene che le sole <strong>rinnovabili<\/strong> non sarebbero sufficienti. Servirebbe integrare nuove fonti, incluso il nucleare di ultima generazione, che secondo le sue parole sarebbe in grado di garantire \u201cenergia sicura, pulita e a costi competitivi\u201d. Un reattore modulare da 300 MW, ha detto, equivarrebbe a migliaia di ettari di fotovoltaico.<\/p>\n<p>I nodi dei costi: davvero il nucleare \u00e8 competitivo?<\/p>\n<p>Qui emergono i primi dubbi. Il nucleare comporta<strong> costi iniziali<\/strong> enormi e tempi di realizzazione molto lunghi, ben superiori a quelli di eolico e solare. In Italia, dove non esistono pi\u00f9 centrali attive e questo significherebbe ripartire quasi da zero.<\/p>\n<p>Le analisi disponibili mostrano che fino al 2050 il nucleare rester\u00e0 <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/ambiente\/energie-rinnovabili-nucleare\/869685\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pi\u00f9 costoso delle rinnovabili<\/a>, mentre fotovoltaico ed eolico continueranno a ridurre i costi grazie ai progressi tecnologici e all\u2019accumulo. I costi del nucleare, al contrario, tendono a crescere per requisiti di sicurezza e manutenzione.<\/p>\n<p>Il confronto diretto mette quindi in luce un <strong>rischio<\/strong>, ovvero il nucleare potrebbe arrivare troppo tardi e con spese pi\u00f9 alte, rispetto a tecnologie gi\u00e0 mature e in grado di ridurre emissioni e costi nel breve periodo.<\/p>\n<p>Rinnovabili rischiose per \u201caccumulo\u201d<\/p>\n<p>Secondo il ministro, il solo fotovoltaico non potr\u00e0 soddisfare i 600 TWh futuri perch\u00e9 richiederebbe enormi superfici e <strong>costi di accumulo<\/strong>. Ma i dati disponibili mostrano un quadro diverso: le tecnologie di stoccaggio stanno avanzando rapidamente e l\u2019Italia ha ancora ampi margini di crescita nelle rinnovabili, essendo <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/rinnovabili-record-terna-maggio-2025\/915388\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sotto la media europea<\/a>.<\/p>\n<p>Eolico e solare sono gi\u00e0 oggi pi\u00f9 rapidi da installare, meno costosi e pi\u00f9 scalabili del nucleare. Ogni euro investito in queste tecnologie restituisce benefici ambientali ed economici maggiori, mentre il nucleare richiede <strong>tempi di ritorno troppo lunghi<\/strong> per affrontare l\u2019urgenza climatica.<\/p>\n<p>La filiera industriale italiana:<\/p>\n<p>Un punto di forza per l\u2019Italia sul nucleare c\u2019\u00e8 e riguarda la <strong>filiera industriale<\/strong>. Infatti oltre 70 aziende specializzate coprono gran parte della supply chain, dall\u2019ingegneria alla componentistica. Inoltre, il Paese \u00e8 leader mondiale nella ricerca sui reattori raffreddati a piombo, con ENEA e diversi centri universitari in prima linea.<\/p>\n<p>Resta per\u00f2 il nodo pi\u00f9 complesso: la <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/deposito-scorie-radioattive-regioni-italia\/916627\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">gestione delle scorie<\/a>. L\u2019Italia non \u00e8 ancora riuscita a individuare un deposito nazionale sicuro, e senza un piano concreto per i rifiuti radioattivi parlare di nuove centrali rischia di trasformarsi in un salto nel buio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il ministro dell\u2019Ambiente \u00e8 intervenuto al Meeting di Rimini sul tema dell\u2019energia nucleare. 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